Categoria: Cronaca partita

Domenico Grasso

Grasso e Crea stendono la Varesina

VARESINA-LEGNANO   1-3  (0-1)

VARESINA: Ghirlandi, Albizzati, Broggi, Tino, Franzese, Cargiolli, De Angelis, Bellacci, Taino, Boni, Rebollini. A disposizione  Baglieri, Barni, Frigerio, Martinoia, Menga, Deodato, Segalini, Boccadamo. All. Spilli.

LEGNANO: Pasiani, Curci (6’ st Borghi), Foglio, Ortolani, Bianchi, Miculi, Grasso (38’ st Giardino), Provasio, Mazzini (7’ st Amelotti), Crea, Calviello. All. Fiorito.

RETI: 14’ pt Grasso, 13’ st Franzoso, 20’ st Grasso, 41’ st Crea.

Finalmente si torna alla vittoria. E su un campo difficile. Il Legnano formato trasferta, nella nuova veste datagli da mister Fiorito, espugna Venegono con un indiscutibile 3-1. Il tecnico ha dato alla squadra un nuovo abito tattico nel primo tempo,con un 3-5-2 elastico che per la prima volta ha visto i lilla giocare a tre dietro (Ortolani, un mostruoso Bianchi e un bravissimo Miculi), Calviello e Provasio giostrare al centro della mediana, Foglio esterno sinistro con forte licenza offensiva e Curci, al contrario, esterno destro con forte consegna di copertura. Il centrocampo a 5 è stato in teoria completato da Crea, che però,come abito e risorsa essenziale del Legnano, ama giocare tra le linee per suggerire alle punte senza dare riferimenti alla difesa avversaria. Il Mago è stato determinante, giocando ai suoi livelli e coronando la giornata con un eurogol. Davanti due punte: Grasso in giornata di grazia e Mazzini al debutto, più che positivo.

Proprio Mazzini ha aperto i giochi al 2’ toccando al volo fuori una punizione dalla trequarti. Brivido per il Legnano al 10’, quando un traversone dalla sinistra ha attraversato tutta l’area senza che nessuno lo toccasse, finendo fuori di un niente.

Quattro minuti dopo il vantaggio, con una penetrazione centrale di Foglio bloccata in qualche modo dalla difesa e pallone giunto a Grasso il cui tiro a giro, deviato da Albizzati, ha messo fuori causa l’incolpevole Ghirlandi.

Che il Legnano sia entrato con forte carica agonistica, non sempre ben incanalata, è dimostrato dai tre gialli in apertura a Curci, Crea e Foglio. Ma è meglio così che vedere una squadra molle come quella di domenica scorsa. Al 29’ occasionissima con Crea che ha colpito una clamorosa traversa.

Nella ripresa, aspettandosi una comprensibile reazione della Varesina, che in realtà è parsa piuttosto timida, a un certo punto Fiorito ha arretrato Foglio tornando a quattro. Dopo una punizione da 30 metri finita a lato non di molto, al 3’, si è registrata l’occasione di Mazzini a tu per tu con Ghirlandi, ma in posizione un po’ defilata. Nessun compagno è stato pronto a ribattere nella porta sguarnita, finchè, con Ghirlandi ormai rientrato tra i pali, ci ha provato Calviello da fuori mettendo sul fondo.

Al 13’ la Varesina ha trovato il pareggio in modo più casuale che come frutto di una vera pressione: sul cross dalla destra, l’unica mezza distrazione della difesa lilla ha consentito a Franzoso di insaccare di testa.

Il Legnano,  a parte qualche minuto di leggero sfilacciamento, ha presto ripreso a giocare come prima. Prima Amelotti ha messo in mezzo per Crea che ha girato alto da ottima posizione, poi Grasso ha riportato in vantaggio il Legnano con un’acrobazia da avvoltoio su una palla vagante in area. La corsa di Nico sotto la curva la dice lunga sulla voglia di riscatto dei ragazzi.

L’unico pericolo per i lilla è stato il tiro su punizione al 40’ deviato da Pasiani in angolo, ma un minuto dopo il Mago Crea ha lanciato l’incantesimo vincente.Fallo laterale di Foglio, che ha scavalcato la difesa pescando il compagno oltre il pacchetto arretrato, libero in area. La conclusione di prima di destro, nell’incrocio lontano, ha chiuso i conti e fatto esplodere la gioia dei tifosi lilla, troppe volte repressa quest’anno.

Nell aripresa, interrotta per l’infortunio di un giocatore di casa e con un recupero record di 8 minuti, è piaciuto l’asse Foglio-Amelotti sulla sinistra.Colossale, semplicemente, e ormai è la normalità, la partita di Robocop Bianchi in difesa. Miculi ormai è una certezza, Provasio dimostra di essere un ritorno prezioso e molto positivo è stato l’ingresso di Amelotti. Benissimo Grasso e Crea.

Ora bisogna conquistare il Mari. I tre punti sono fondamentali per rilanciarci in chiave playoff, anche se quasi tutte le dirette concorrenti, eccetto Accademia Pavese e Sestese, hanno vinto. La Castellanzese ha conosciuto la prima sconfitta. Ma ormai rischia di essere solo una curiosità statistica. A meno che i neroverdi conoscano un crollo rovinoso e gettino via un campionato che solo loro possono perdere.

Imperdonabile sconfitta: lilla ko contro l’ultima

LEGNANO-CITTA’ DI VIGEVANO 0-1 (0-1)

LEGNANO: Pasiani, Curci, Miculi, Ortolani (23’ st Amelotti), Provasio, Bianchi, Grasso, Foglio, Berberi (41’ st Giardino), Crea, Calviello (35’ st Brusa). All. Fiorito.

CITTA’ DI VIGEVANO: Campironi, Dalia, Bossi, Sidonio (37’ st Cudicini), Sarr, Lagonigro, Casula (42’ st Procopio), Molina, Dioh, Brasca (29’ st Colombo), Ragusa. All. Melchiori.

RETE: 20’ pt Ragusa.

I lilla sprofondano. Nel giorno e nel modo più impensabile, contro l’ultima in classifica e tra le mura sempre meno amiche del Mari. E in occasione del ritorno di Ettore Provasio, degno di ben altro battesimo. La rabbia che di solito accompagna queste delusioni rischia di lasciare posto allo sconforto, ed è la cosa da evitare.
Mister Fiorito, che non ha nessuna responsabilità nella debacle di oggi (forse Amelotti poteva entrare prima, ma è cercare il pelo nell’uovo e difficilmente sarebbero cambiate le cose) ha invece dimostrato grande signorilità, dignità ed equilibrio nel confrontarsi a cuore aperto con i giornalisti in un lungo post partita in sala stampa: nel quale, con le difficoltà del caso, ha parlato di calcio e non di scuse. Impossibile riassumere qui la sua lunga disamina della sconfitta e della situazione, ma vediamo di riassumerla con la semplice cronaca.
Se Marco Bianchi commette l’unico errore del suo meraviglioso campionato, e quell’errore costa la sconfitta contro un avversario di caratura nettamente inferiore, significa che era il giorno giusto per un sabbath di streghe, non per una partita di calcio. Al 20’ Robocop, che al netto di quest’episodio è stato perfetto anche oggi, ha perso palla su Ragusa a metà campo. Il veloce attaccante ospite si è involato verso il debuttante Pasiani e lo ha infilato in uscita sotto le gambe (altro dettaglio da giornata maledetta). Grasso aveva già avuto due opportunità: un tiro sull’esterno della rete, al 1’, e una conclusione parata in modo goffo da Campironi, che ha involontariamente triangolato col palo prima di bloccare. Dopo lo svantaggio il Legnano ha reagito con un’occasione di Berberi, che per un tocco di troppo si è fatto murare, e con una traversa di Crea da posizione ghiottissima. Se c’era da pensar male, c’erano ormai tutte le avvisaglie.
Ma non bisogna appellarsi alla sfortuna: il Legnano ha sì fatto la partita per 90 minuti, giocando spesso a una porta sola, ma senza ritmo, senza scintille e senza la dovuta grinta. Il Vigevano ha cominciato a crederci sempre più, trasformando l’area in corso Sempione all’ora di punta. Nella ripresa ci si sarebbe aspettato un altro Legnano, ma è rientrata in campo una squadra sempre più povera di idee e di convinzione e preda delle solite paure. Nono sono mancate le occasioni: un tiro di Crea deviato di poco fuori (3’), un altro tiro del Mago da favorevolissima posizione, respinto, una conclusione alta di Grasso in contropiede (28’) e soprattutto l’imperdonabile errore dello stesso Grasso a tu per tu con Campironi, al 34’. Oltre a queste, a tentare la via della rete, da fuori, è stato il solo Amelotti, in tre circostanze.
Fiorito ha schierato il 4-3-3 con qualche spostamento interessante, ma poco fruttuoso. Provasio è stato messo in regia spostando Calviello nel ruolo di mezzala destra. Questo ha consentito, come a Verbano, l’avanzamento di Foglio in una posizione potenzialmente più letale per gli avversari. Davanti, nella triade, il solo Crea ha dimostrato di poter cambiare i destini della partita, purtroppo senza riuscirci.
Il problema è che un gol dal Vigevano si può prendere, non è questo il dramma. Ma l’episodio avrebbe dovuto risultare irrilevante, non decisivo. Il Legnano avrebbe dovuto portare a casa la partita senza penare, anche sullo 0-1, ed è stato lontano dal farlo.
“Col passare dei minuti la palla ha cominciato a pesare 200 chili – ha commentato mister Fiorito – Il problema di questi ragazzi è solo nella testa e soprattutto quando giocano in casa. In trasferta si esprimono meglio perché anche gli avversari cercano di giocare, e questo per noi è un vantaggio, perché si aprono spazi. Qui al Mari vengono a fare le barricate, chiudono gli spazi e intasano l’area. Il loro gol è emblematico, c’erano dieci uomini dietro la palla e verso l’area a segnare è andato Ragusa da solo. Non trovando spiragli abbiamo cercato di ampliare il gioco, aprire sugli esterni e andare al cross. Ne abbiamo fatti in quantità industriale, credo che Curci e Miculi abbiano avuto un quadricipite di un metro e mezzo di circonferenza a fine partita, a forza di mettere palle in area. Purtroppo non siamo stati bravi a cercare l’anticipo aereo, non l’abbiamo quasi mai presa. E non abbiamo affrontato la partita con la personalità necessaria. Domenica andremo in trasferta contro una diretta concorrente per i play off e sarò difficile. Dovrò lavorare moltissimo sull’aspetto mentale, perché il problema non è tattico né tecnico né fisico”.

Eurogol di Foglio salva il Legnano all’ultimo respiro

VERBANO-LEGNANO 2-2 (1-1)

VERBANO: Spadavecchia, Micheli, Gecchele, Mira, Scurati, Castelli, Dal Santo, Malvestio, Oldrini, Bianchi, Caldirola. A disposizione: Bertoni, Maestri, Assui, Santagostino, Tafili, Gomez, Lovergine, Lule. All. Genco.

LEGNANO: Cotardo, Curci (40’ st Miculi), D’Onofrio (19’ st Papasodaro), Ortolani, Calviello, Bianchi, Amelotti (29’ st Giardino), Foglio, Berberi, Crea, Grasso. All. Fiorito.

RETI: 8’ pt Mira, 13’ pt Crea, 25’ st Caldirola, 48’ st Foglio.

Il Legnano si aggrappa al suo totem: Valerio Foglio. Ancora lui, alla quarta segnatura in stagione, quasi più decisivo, sulla percentuale delle presenze e considerando il suo ruolo, degli attaccanti top del girone. E il miglior Foglio deve ancora arrivare…
E’ stato un eurogol all’ultimo respiro del Valerio nazionale a salvare il Legnano da una sconfitta che, oltre che immeritata, sarebbe stata micidiale per il morale. La sua parabola sopra la traversa, a superare uno Spadavecchia che oggi ha parato anche le mosche, ha ridato fiato al Legnano, impedendo al Verbano di fuggire, limitando i danni e salvando l’imbattibilità esterna dei lilla.
Il Legnano avrebbe potuto tranquillamente vincerla nel primo tempo. La vivacità e l’aggressività mostrata, anche se frammischiata a qualche errore di troppo, ha fruttato parecchie occasioni da gol sulle quali il portierone di casa ha fatto valere la sua classe. La prima ora di gioco è il segnale positivo che mister Fiorito, al debutto in panchina, deve portare a casa da Besozzo per costruire l’auspicata rimonta del Legnano. L’innovazione portata dal tecnico è un 4-3-3 con Foglio avanzato a centrocampo e D’Onofrio arretrato a esterno basso. I ragazzi sono partiti forte, con Berberi che al 3’ è andato via di potenza sfiorando poi il palo. Al 7’ occasionissima, ancora con Berberi in ottima posizione che, anzichè tirare, ha dato a Grasso per una conclusione strozzata.
La maledizione della Bombonera però ha aleggiato anche oggi nell’aria: alla prima azione, all’8’, il Verbano è passato, con una punizione non irresistibile che Cotardo non ha trattenuto. Sul pallone si è fiondato Mira che ha insaccato.
La reazione è stata immediata: al 13’ Crea ha pareggiato con un gol capolavoro, una semisforbiciata di controbalzo appena dentro l’area che ha incocciato il palo interno e si è insaccata. Il Legnano per tutta la prima frazione è stato propositivo e vivace, ma ha dovuto fare i conti con Spadavecchia, che nell’ordine ha parato miracolosamente prima su Foglio (al 16’), poi su Amelotti (27’).
L’illusione del gol si è avuta anche al 37’, su punizione dell’ottimo Amelotti e deviazione all’ultimo di un difensore con palla fuori di un soffio.
Un bel Legnano che avrebbe meritato il vantaggio. La ripresa è iniziata nello stesso segno, visto che al 2’ Spadavecchia ha deviato con la punta delle dita un gran tiro di Grasso.
Al 10’ si è riaffacciato il Verbano, con un bella manovra fatta di tocchi di prima e Bianchi, monumentale come sempre, pronto a murare la conclusione. Al 15’ un brivido, con cross dalla destra e Calviello che ha rischiato la clamorosa autorete.
Al 17’ il contropiede lilla ha consentito a Grasso lanciato di concludere, ma sull’esterno della rete.
Al 25’ lo splendido gol di Caldirola, con un tiro sulla sinistra a incrociare su cui Cotardo non ha potuto nulla. Il Legnano, che già da un quarto d’ora aveva perso il pallino del gioco, ha cominciato a disunirsi sbagliando troppi appoggi e lanciando troppe palle lunghe. La seconda doccia fredda ha fatto temere il peggio, anche perché al 31’ si è rischiata la replica del gollissimo di Caldirola, ma questa volta il tiro è uscito di un niente.
Il Legnano nell’ultimo quarto d’ora ha cercato di riassestare la partita: Berberi, servito da Crea, ha accennato finta e controfinta e tentato il golasso, ma il pallone è terminato abbondantemente fuori. Quando sembrava non esserci più speranza San Valerio ha sfoderato il suo sinistro all’ultimo respiro, su punizione. Parabola sopra la barriera e gol sulla sinistra di Spadavecchia, che questa volta nulla ha potuto.
E’ difficile trarre un bilancio da una partita piuttosto contradditoria: un tempo per parte fa dire che ai punti il risultato è giusto. La maledizione della Bombonera non è stata sfatata ma almeno ha ricevuto un bel calcio nelle terga da Foglio. Visto come si era messa, il pareggio va bene, ma l’imperativo era vincere per non perdere ulteriore terreno. Alla prima mister Fiorito ha messo in campo una squadra che per un’ora ha fatto molto bene, per poi disunirsi ma senza mai smarrirsi del tutto. I dati negativi: non concretizzare le occasioni e non mantenere ordine e qualità per tutti i 90 minuti. Qualche singolo sotto tono, da Calviello a un Berberi che non riesce a ritrovarsi. E aggiungiamoci un pizzico di cattiva sorte da Bombonera… Certo, dal Legnano ci si aspetta comunque molto di più.
Non dimentichiamo i dati positivi: la prima ora di gioco e la reazione al primo gol, l’ottima prova di Amelotti che proprio sul campo che per anni è stato suo ha dimostrato di essere un giocatore prezioso di cui il Legnano ha bisogno. Foglio sempre decisivo, Crea pure, D’Onofrio fonte di energia e carattere e infine, perché merita una menzione speciale, un Marco Bianchi galattico che ha salvato il risultato più di una volta con il suo tempismo e il suo fisico. Un Robocop che rappresenta, con Foglio, la vera luca del Legnano di quest’anno.

Pareggio deludente, finisce l’avventura di Erbetta

LEGNANO-ACCADEMIA PAVESE 1-1 (1-1)

LEGNANO: Cotardo, Curci (12’ s.t. Frau) , Bianchi, Nasali, Foglio, Calviello, D’Onofrio (30’ s.t. Giardino), Papasodaro (1’ s.t. Ortolani), Giglio, Crea, Berberi ( 16’ s.t. Grasso). All. Erbetta.
ACCADEMIA PAVESE: Binaschi, Brega, Filadelfia, Torrisi, Coppini, Negri (47′ s.t. Alibrandi), Pellegatta, Piras (20’ s.t. Cozzi), Castoldi (42’ s.t. Marini), Zani, Sindaco (25’ s.t. Firpi). All. Albertini.

RETI: 11’ pt Crea, 17 pt Pellegatta.

E’ finita l’avventura di mister Giampiero Erbetta sulla panchina del Legnano. Di comune accordo con la dirigenza, come ha comunicato il presidente Giovanni Munafò in conferenza stampa dopo il deludente pareggio interno contro l’Accademia Pavese. L’intervento del presidente potete ascoltarlo integralmente sulla nostra pagina Facebook. Aggiungiamo, al di là dei ringraziamenti doverosi, che lascia la guida lilla un tecnico esperto e preparato come pochi, e un galantuomo sempre disponibile con tutti e che non ha mai usato con nessuno, nemmeno con i suoi contestatori, toni meno che cortesi, nonostante la difficile situazione delle ultime domeniche. Il pari di oggi al Mari ha segnato un nuovo passo indietro dopo il brillante successo di Mariano, segnando ancora una volta una sconfitta del Legnano nella ricerca della continuità. Questo è stato il punto di non ritorno. Il problema ambientale, sottolineato dal presidente, è molto eloquentemente spiegato dalle sue parole, a cui vi rimandiamo.
Resta qui da commentare un incontro che ha visto un Legnano lontano fratello di quello brioso e creativo di domenica scorsa. Una squadra che ha faticato a trovare trame di gioco e spazi offensivi, certo non aiutato da un campo in condizioni pietose dove il pallone sembra contenga un coniglio. Non è una scusa, perché anche senza pennellate alla Pinturicchio, i lilla questa partita avrebbero dovuto portarla a casa, se non necessariamente di tecnica, almeno di testa, di muscoli o di cuore.
Il gol di Crea, dopo 10 minuti di andamento lento, sembrava mettere tutto sui binari giusti. Cross di D’Onofrio, palla che è sfilata veloce davanti a Berberi e Crea in scivolata ha insaccato. Dopo sei minuti Pellagatta, su punizione causata da Giglio, ha pennellato una parabola su cui Cotardo non è arrivato, penalizzato un po’ anche dal sole in faccia e da un piazzamento forse troppo spostato sul suo angolo.
Al 42’ grande, doppia occasione per il Legnano: Nasali ha sfiorato il palo di testa, per via di una deviazione. Sugli sviluppi del corner Crea ha battuto a colpo sicuro trovando Binaschi pronto alla deviazione. L’Accademia ha tenuto bene il campo senza creare nulla di particolare ma occupando bene gli spazi, scambiando bene palla e spezzettando abilmente il gioco.
Nella ripresa questa frammentazione continua è diventata a tratti astuta e ostruzionistica, ma la prestazione del reparto arretrato pavese è stata impeccabile. Le uniche occasioni, poche, sono state del Legnano. La migliore sui piedi di Giglio al 36’, con palla che ha sfiorato il palo.
Poi l’azione finale: un contrasto a metà campo tra Bianchi e un avversario con la palla che è schizzata in direzione di Grasso, pronto a involarsi e a insaccare. La posizione di Nico era sicuramente irregolare, ma resta da vedere chi ha toccato la palla per ultimo. L’arbitro si è affidato al guardalinee che ha alzato la bandierina, ma francamente era un particolare difficilissimo da vedere in presa diretta e la decisione del direttore di gara è apparsa corretta. La contestazione, già forte prima nei suoi confronti così come verso mister Erbetta, è ovviamente montata.
Al Legnano resta l’amarezza di un’altra occasione persa e di una prestazione non all’altezza. Ora si volta pagina.

Il Varese passa al Mari, Legnano a -10 dalla vetta

LEGNANO-VARESE 0-1 (0-0)

LEGNANO: Cotardo, Curci, Foglio, Fautario (1′ st giglio), Bianchi, Nasali, Ortolani (3′ st Giardino), Calviello, Berberi, Grasso, D’Onofrio (3′ st Crea). All. Erbetta.

VARESE: Scapolo, Lonardi, Bianchi, Etchegoyen (37′ st Conti), Travaglini, M’Zoughi, Camarà, Gestra, Vegnaduzzo (44′ st Silla), Lercara (22′ st Marinali), Scaramuzza (30′ st Diassi). All. Domenicali.

RETE: 2′ st Camarà.

“48 ore per riflettere”. L’annuncio della società è venuto per bocca del vicepresidente Alberto Tomasich in sala stampa, subito dopo la brutta sconfitta contro il Varese. E dà un’idea chiara della delusione che attanaglia tanto i vertici del Legnano quanto i tifosi. Al Mari il Varese ha dominato e controllato la partita in lungo e in largo. Solo le scintillanti prestazioni di Cotardo (nella foto dei Fedelissimi Lilla), autore di almeno quattro interventi decisivi, e di Bianchi, protagonista di un duello medievale tra cavalieri con Vegnaduzzo, hanno impedito cheb il risultato fosse più largo, come sarebbe stato giusto. Due punti in 4 partite, Castellanzese a +10, Varese a +4. Questo cataclisma è avvenuto in sole tre settimane, ma mette il Legnano in una situazione molto difficile. E’ vero, ora il calendario è più morbido, ma non per questo privo di insidie. E una squadra costruita per il primato deve avere la ferrea volontà di vincerle tutte, scontri diretti compresi. E questo oggi non si è visto, molto anche per merito del Varese. Erbetta ha riproposto la formazione che aveva ben figurato a Solbiate, ma la continuità non fa ancora parte del bagaglio di solide virtù che la squadra dovrebbe avere.
Il centrocampo è stato troppo spesso in affanno e in inferiorità numerica. Il Varese invece l’esatto opposto: fraseggi di prima, posizioni corrette, lanci lunghi precisi, movimento senza palla ottimo, anche se il ritmo non è stato alto e costante per tutti i 90 minuti.
La prima occasione gol è stata del Legnano con un flash di Grasso, che su cross di Foglio ha chiamato Scapolo a un colpo di reni spettacolare. Poi è stato Varese ed è stato Cotardo. Prima ha respinto un cross pericoloso (11′) su cui Etchegoyen ha poi sparato alto. Poi ha compiuto un volo d’angelo per deviare una fucilata sempre di Ethcegoyen. Identica prodezza, ancora su Ethcegoyen, al 29′. Il portiere lilla ha poi compiuto il vero miracolo sventando una conclusione da zero metri al 34′: pareva un gol fatto. L’ultima parata al 45′ su tiro di Camarà. Il Legnano ha risposto coin qualche ripartenza sfruttata male, come quella al 26′ su cui Berberi ha sbagliato l’ultimo passaggio in posizione molto favorevole.
La ripresa si è aperta col vantaggio biancorosso: Scaramuzza, tra i migliori in campo, si è proiettato sulla sinistra crossando basso al centro. La palla ha attraversato tutta l’area piccola arrivando a Camarà che ha dovuto solo appoggiare in rete. Forse su questo traversone Cotardo avrebbe potuto tentare l’intervento, ma criticarlo per questo sarebbe davvero di dubbio gusto, visto che il ragazzo ha evitato al Legnano un’imbarcata. E tre minuti dopo ha nuovamente neutralizzato, anche se in due tempi e con stile da rivedere, un’altra conclusione di Scaramuzza. Al 10′ il Legnano ha avuto l’unica occasione d’oro per pareggiare: il nuovo entrato Giardino ha dato un pallone succulento a centro area a Grasso, bravo a girarsi ma meno a concludere. Troppo debole il suo tiro per impensierire Scapolo. I ragazzi ci hanno messo la volontà cercando il forcing, ma aprendosi anche ai contropiedi ospiti. Scaramuzza al 28′, Diassi al 47′ e al 48′, hanno sprecato tre ripartenze velenose. Il Legnano, a parte qualche tiro velleitario da fuori, non ha prodotto occasioni vere.
Tra le zone di maggior sofferenza nello schieramento lilla la fascia destra, dove il Varese ha affondato ripetutamente i colpi con Scaramuzza. A livello tattico evidentemente ci sono cose da rivedere e correggere, ma è chiaro che il vero problema è soprattutto psicologico. Oltjan Berberi ci ha messo la faccia parlando a nome della squadra: “Se abbiamo 10 punti di ritardo è ovvio che abbiamo colpe. Continuiamo a giocare con questo maledetto freno a mano tirato. Ora le parole stanno a zero, servono i fatti, perché sono tutti capaci di gioire coi tifosi quando le cose vanno bene. Ora i tifosi dobbiamo riconquistarli, quindi testa bassa, lavorare e reagire”.

Legnano bello e sprecone, è pari col Busto 81

BUSTO 81 – LEGNANO O-0

BUSTO 81: Monzani, Tondini (Battistello), Napoli, Puka, Bisceglia, Calzi (Nocciola), Becchio, Buccini, Castagna, Palumbo (Giovio), Shullani (Scognamiglio). All. Tricarico.

LEGNANO: Cotardo Curci, Foglio, Fautario, Bianchi, Nasali, Ortolani, Calviello, Berberi, Grasso (6′ st Crea), D’Onofrio. All. Erbetta.

Il miglior Legnano della stagione si ferma sul pari per gli errori sotto porta. Sul campo (bellissimo) di una diretta concorrente per il salto di categoria, i lilla hanno decisamente fatto la partita e l’hanno fatta da subito, senza regalare un tempo come spesso avvenuto in passato. Purtroppo, una serie di occasioni incredibili buttate al vento (basti pensare al rigore di Berberi a cinque minuti dal termine) hanno impedito di coronare con i tre punti l’ottima prestazione. Per Berberi (nella foto dei Fedelissimi Lilla), che ha sprecato altre due opportunità a tu per tu col portiere, è stata una giornata da incubo. Ma bisogna ripartire dalla convinzione ritrovata, dal gioco e dalla determinazione mostrati a Solbiate contro il Busto 81. Vanno dimenticati i due punti sprecati e va tesaurizzato il resto: al Chinetti la forza del Legnano si è vista, e questa squadra può ancora crescere.
Erbetta ha schierato una formazione inedita, non tanto per gli uomini quanto per la loro posizione: Ortolani, per esempio, è stato avanzato sulla fascia, lasciando il suo posto di esterno basso destro a Curci, il quale a sua volta ha visto il proprio ruolo naturale, a sinistra, ricoperto da Foglio. Fautario è stato anche lui avanzato a fiancheggiare sulla sinistra Calviello, mentre Giglio ha avuto un turno di riposo e D’Onofrio, da esterno avanzato sinistro, ha avuto il compito di innescare Grasso e Berberi. Crea è entrato nella ripresa dando come sempre un’iniezione di estro potente.
Tante le occasioni, riassumiamo le più clamorose: al 10′ primo vero squillo del Busto 81, con un tiro dalla destra del fronte d’attacco respinto da Cotardo. Al 14′ Bianchi ha conquistato palla e lanciato Berberi, che decentrato ha concluso facendosi respingere il tiro. Occasionisisma lilla al 22′, con un lancio di Fautario per Berberi che ha servito Calviello: la conclusione del regista lecchese è stata però centrale. Opportunità galattica tre minuti dopo, grazie a D’Onofrio che ha messo Berberi solo davanti a Monzani: il suo tocco di esterno è finito fuori di un soffio. Un paio di ripartenze bustocche hanno messo gli attaccanti locali ion condizioni di tirare, ma senza precisione.
Un primo tempo vivo e fisico, giocato molto bene dal Legnano.
La musica non è cambiata molto nella ripresa: è sempre stato il Legnano a guidare le danze, specie con il surplus di fantasia portato da Crea. Grasso non ha sfruttato due occasioni all’8′ e al 17′, prima tirando fuori e poi facendosi strozzare la conclusione. Brivido bustocco al 15′, con un colpo di testa su corner finito fuori di un soffio. Calviello ha avuto un’ottima chance al 18′ su palla di Crea, conclusione fuori. Clamoroso l’errore di Berberi al 21′, ancora a tu per tu con Monzani. Al 32′ Cotardo è stato bravo a respingere una conclusione velenosa, ma è al 39′ che il Legnano ha buttato alle ortiche i tre punti: Foglio, avanzato da Erbetta, si è guadagnato con mestiere un calcio di rigore. Berberi si è fermato nella rincorsa, poi ha concluso debolmente sulla destra di Monzani, che ha respinto. Il fallo su Foglio è costata l’espulsione a Buccini. In 11 contro dieci il Legnano ci ha provato rabbiosamente: strepitosa l’azione di Foglio al 44′: dopo aver saltato secco un difensore, ha concluso a fil di palo, quasi replicando il gol di Lazzate.
“C’è il rammarico dei due punti persi – commenta Erbetta – ma non ci devono condizionare perché oggi si è visto il miglior Legnano della stagione, quello che avevo in mente all’inizio della preparazione e che con l’arrivo del freddo si è presentato puntuale. Meritavamo di vincere, loro hanno fatto molto meno di noi, più che altro azioni sporadiche su nostri errori, mentre noi abbiamo sprecato almeno tre occasioni enormi. Per la prima volta ho visto il gioco che aspettavo da tempo. Purtroppo Berberi è un po’ nervoso e questo spiega i suoi errori sotto porta, ma deve stare tranquillo perché per noi è fondamentale. Non ho alcun dubbio che nel tempo ci imporremo: siamo venuti in trasferta in casa di una squadra forte a imporre ilo nostro gioco per vincere, una cosa ben diversa da quanto fatto con la Castellanzese. La squadra si è espressa così bene che ho operato solo un cambio, perché avrei potuto alterare qualche equilibrio e non era il caso. Ovviamente ho inserito Crea perché ogni volta che entra dalla panchina diventa sempre più devastante. Il piglio giusto è questo, manca solo qualche piccola ruggine da mettere a posto, poca roba. La squadra è forte perché ha giocatori fortissimi: in 37 anni di storia ho imparato a capire come evolvono le cose. E su questo gruppo e per questo campionato ho fiducia assoluta”.

La Castellanzese espugna il Mari, i lilla scivolano a meno 5

LEGNANO-CASTELLANZESE 1-2 (0-2)

LEGNANO: Cotardo, Ortolani, Miculi (48′ st Arrighi), Calviello, Bianchi, Fautario, Giardino (13′ st Papasodaro), Giglio, Grasso, Crea, Amelotti (8′ st D’Onofrio). All. Erbetta.

CASTELLANZESE: Chiodi, Nejini, Ghilardi, Cusaro, De Dionigi, Moroni, Pedergnana (32′ st Colombo), Bigioni, Gibellini, Urso (45′ st Zappulli), Dell’Aera (37′ st Mantegazza). All. Roncari.

RETI: 35′ pt Moroni, 44′ pt Gibellini, 35′ st Grasso.

Un tonfo inatteso, ma logica conseguenza di quanto visto in campo. La Castellanzese espugna il Mari e vola a 19 punti, lasciando un vuoto di cinque lunghezze tra sé e gli inseguitori: tra i quali, a 14, c’è proprio il Legnano, in compagnia di Accademia Pavese e Busto 81. Il trittico di scontri diretti è iniziato nel peggiore dei modi: bisogna cambiare decisamente registro, ma senza fare drammi perché nessuno può dubitare delle potenzialità lilla e, guardandosi attorno, si scopre che se Atene piange Sparta non ride affatto. Solo i neroverdi del presidente Affetti vivono un periodo magico.
Ancora una volta il Legnano ha regalato un tempo agli avversari, solo che questa volta lo ha fatto con la prima della classe e aggiungendo nel pacco dono due gol evitabilissimi. Le assenze di Berberi, Foglio, Nasali e Curci non sono proprio bruscolini, ma se c’è una rosa in grado di sopperirvi è quella lilla. Erbetta ha schierato una formazione innovativa negli uomini, non nel modulo. Come esterno sinistro difensivo ha debuttato il giovanissimo Miculi, classe 2001, ed è stata una delle pochissime note liete della giornata. Fautario e Bianchi hanno composto la coppia centrale, Ortolani (oggi capitano, e non poteva esserci debutto più choc) ha giostrato come sempre sulla destra. Davanti alla difesa Giglio e Calviello, ma è in attacco che il tecnico ha dovuto cambiare, optando per Amelotti e Giardino trequartisti esterni con Crea centrale. Grasso ha sostituito in toto Berberi.
Il primo vero brivido per i lilla è arrivato al 14′, con un tiro a fil di palo di Dell’Aera su ribattuta sbagliata della difesa. Un minuto dopo è stato però Giardino a fare altrettanto, con un tocco su cross di Giglio. Il tempo di battere la rimessa in gioco e una splendida azione ha messo D’Urso in area, leggermente decentrato: il suo tiro è finito sull’esterno della rete. Gibellini ha girato di testa fuori su corner al 20′. Al 33′ un crosso di Ortolani deviato ha rischiato di trasformarsi in un autogol neroverde. Ma la Castellanzese, padrona del campo, ha trovato il vantaggio con un clamoroso regalo: Grasso, in uscita dalla difesa e in procinto di lanciare un interessante contropiede, ha completamente sbagliato l’appoggio mettendo la palla sui piedi di Moroni. Il giovane centrocampista, tra i migliori in campo, ha centrato l’angolino basso alla destra di Cotardo. Moroni ci ha riprovato al 38′, trovnado pronto Cotardo.
La seconda frittata al 44′: la Castellanzese ha spazzato la difesa su corner per il Legnano, lanciando un preciso contropiede. La palla è finita nella zona di Gibellini, controllato però da Ortolani (nella foto dei -Fedelissimi Lilla): un malinteso con Cotardo lo ha messo in difficoltà e Federico, solo e senza aiuto, anzichè spazzare ha cercato di disimpegnarsi perdendo palla. Per Gibellini è stato uno scherzo insaccare.
Con il pubblico sotto choc, il Legnano è rientrato nella ripresa con un po’ di convinzione in più. Al 1′ Grasso ha sfiorato il gol su cross di Miculi, ma De Donigi ha salvato sulla linea a Chiodi superato. All’11’ Bianchi, spintosi in attacco, ha sfiorato il palo di testa. Visto che Robocop di testa non ne fa vedere una agli avversari, forse questa è una soluzione che andrebbe cercata di più, soprattutto nelle situazioni più difficili. Al 15′ l’azione più bella del Legnano, con uno scambio Crea-D’Onofrio-Grasso, che ha fruttato però solo un corner.
Prorpio l’ingresso di D’Onofrio ha cambiato faccia all’incontro, ma purtroppo non è bastato. Al 21′ Papasodaro di testa ha chiamato Chiodi a un miracolo. La Castellanzese si è rifatta viva con pericolo al 27′, ma Cotardo ha parato il tiro di D’Urso. Al 35′ il gol, con Grasso bravo a controllare in area e a girare a rete un cross basso dalla sinistra. Ancora Papasodaro, positivo il suo ingresso, ha sfiorato il gol, al 36′, trovando Chiodi ancora pronto. Purtroppo il forcing finale nopn ha portato a nulla di concreto. Il Legnano deve incassare e soprattutto assorbire la prima sconfitta della stagione. Domenica si va a Solbiate contro il Busto 81, un altro scontro diretto con una concorrente a pari punti. E’ già vietato sbagliare, ma è ancora più vietato covare pensieri negativi e paure. Il campo dev’essere il migliore amico e l’unico giudice, ma servirà il miglior Legnano.

Ottimo Ardor e arbitro assurdo, per il Legnano pari agrodolce

ARDOR LAZZATE-LEGNANO 1-1 (1-1)

ARDOR LAZZATE: Mauri, Spano, Carrafiello, Ferrari, Bernello, Sala, Martini (35′ st Gerevini), Accetta (20′ st Martino), Iacovelli (26′ pt Consolazio), Bollini (30′ st Martesani), Villa. All. Campi.

LEGNANO: Cotardo, Ortolani, Foglio, Calviello, Bianchi, Fautario, Giardino (21′ st Grasso), Giglio, Berberi, Frau (8′ st Borghi), Crea (31′ st Amelotti). All. Erbetta.

RETI: 24′ st Foglio, 31′ st Consolazio su rigore.

ESPULSI: Foglio, Berberi e Bernello.

Il Legnano pareggia una partita che poteva benissimo perdere, ma che, se non ci fosse stata la giornata di follia dell’arbitro Evangelista, avrebbe probabilmente vinto. Non è il risultato a essere ingiusto, anzi. L’Ardor Lazzate ha ampiamente meritato il pareggio. Bisogna fare solo complimenti alla compagine di mister Campi, da anni sulla panchina gialloblu: l’Ardor è una sua creatura e sul proprio campo può mettere in difficoltà anche avversari più blasonati e tecnicamente superiori. Come è successo oggi, con un Legnano compassato e poco mobile, specie nel primo tempo. Per la prima volta da inizio stagione il tabellino delle occasioni è deficitario per i lilla, e già questo è un dato sorprendente e va ad esclusivo merito dei padroni di casa. E’ anche strano aver visto un Legnano attendista anzichè aggressivo. Nella ripresa le cose stavano poco a poco cambiando, come ormai costume nelle ultime uscite, e l’eurogol di Valerio Foglio (nella foto dei Fedelissimi Lilla) sembrava dover sancire la svolta. Ma nessuno aveva fatto i conti con l’arbitro Evangelista, che in cinque minuti ha inanellato quattro perle: espulsione di Berberi per un normalissimo fallo di gioco, ammonizione per Foglio sull’esultanza per il gol (non si è tolto la maglia e non ha divelto le reti come l’incredibile Hulk), un rigore regalato all’Ardor per un tocco di mano involontario di Calviello, mettendo assieme nella stessa decisione una serie di topiche (ha scambiato Foglio per Calviello, lo ha ammonito e quindi espulso e, purtroppo per lui, si è fidato del giudizio sbagliato del guardalinee lasciando il Legnano in 11 contro 9). Ha quindi ammonito Consolazio per l’esultanza (valgono le considerazioni fatte per Foglio), e infine, forse per qualche senso di colpa, ha ingiustamente espulso Bernello per un fallo non da ultimo uomo.
Tornando alle azioni, il Legnano ha rischiato di passare in vantaggio già al quinto minuto, quando Berberi si è trasformato nel Peirò di Inter-Liverpool del 1965, rubando palla al distratto portiere Mauri e calciando a rete. Purtroppo è stato diverso l’epilogo: Peirò segnò e lanciò l’Inter verso la finale di Coppa Campioni, mentre il tiro di Oltjan il Barbaro si è spento sul palo. L’Ardor ha cominciato a macinare gioco, facendo suonare il campanello d’allarme al 17′, quando Cotardo ha dovuto volare a deviare un tiro cross di Carrafiello. Al 19′ Iacovelli ha appoggiato male un cross filtrato in una selva di gambe, mandando alto da due metri. Al 22′ la miglior occasione per il Legnano: cross di Giglio a pescare Frau, che da pochi passi ha spedito alto di testa un pallone d’oro. Al 40′ tremenda azione dell’Ardor: Cotardo ha risposto con un miracolo su tiro a centro area di Accetta, sulla respinta il tiro è stato fermato da un altro gialloblu finchè Martini ha spedito alto sulla terza conclusione. All’ultimo minuto Berberi ha chiamato Mauri a una parata non facile con un colpo di testa però un po’ troppo morbido.
La ripresa è iniziata con un clamoroso errore sotto misura di Accetta, che ha messo alto. Al 12′ Valerio Foglio ha scaldato il sinistro con un tiro morbido ma preciso, chiamando Mauri alla deviazione in angolo. Tre minuti dopo altra occasionissima gialloblu, con Bollini che al volo, a botta sicura, ha centrato il palo.
Al 24′ il bagliore da un altro mondo, il siluro fotonico di Foglio che con un missile secco abbellito da una traiettoria a regola d’arte ha infilato un pallone impossibile alla sinistra di Mauri. Si sperava in un Legnano che prendesse in mano il gioco, ma così non è stato: è stato ancora l’Ardor, con lanci lunghi ma anche con ottima circolazione di palla e soprattutto di uomini, a creare gioco. Dopo sette minuti il misfatto del rigore e, poco prima, l’espulsione di Berberi. Quando Grasso è stato atterrato e Bernello espulso, per un attimo l’Ardor ha tirato i remi in barca, ma per poco. Nel finale i gialloblu hanno cercato di vincerla. Al 33′ Cotardo ha compiuto il suo secondo miracolo su tiro di Gerevini, poi Martino ha calciato fuori da due metri l’ultima occasione al 47′, grazie al muro di Bianchi che gli ha chiuso lo specchio.
A fine partita il presidente Munafò ha espresso il suo parere su partita e arbitraggio: “Sono perplesso, diciamolo con un eufemismo, per come il direttore di gara, in 3 situazioni molto importanti, ha cambiato l’esito della partita con scelte discutibili che ci hanno penalizzato. E per una società che investe tanto per allestire una squadra competitiva, subire certi danni è un problema pesante. Si può sbagliare nella vita, per carità, ma come vengono puniti i giocatori è giusto che il commissario faccia presente quanto è successo, in modo che anche quest’arbitro paghi le conseguenze dei suoi errori. Tutto questo non deve cambiare il giudizio tecnico sulla partita: il campo di Lazzate lo conosciamo e per noi è una tradizionale bestia nera. Le squadre tecniche qui fanno fatica, al di là delle qualità del Lazzate, composto da pregevoli individualità. Alla squadra di Campi faccio i miei complimenti per la qualità del gioco espresso. Però preferisco vedere un Legnano che aggredisce piuttosto che aspettare, e in quest’ottica non mi spiacerebbe vedere schierate le tre punte. E’ proprio per questo che ho scelto Erbetta, un allenatore noto per il suo gioco aggressivo e veloce. Una tappa sotto tono ci sta, vediamo di ripartire, anche se i danni causati dagli errori dell’arbitro sono pesanti proprio in questa prospettiva”.

E’ il Legnano di Crea: due colpi del Mago stendono la Sestese

LEGNANO-SESTESE 2-1 (1-1)

LEGNANO: Cotardo, Ortolani, Fautario, Calviello, Bianchi, Nasali, Borghi (14′ st Brusa), Giglio, Berberi (21′ st Grasso), Crea (42′ st Amelotti), Foglio (14′ st Giardino). All. Erbetta.

SESTESE: Catanese, Okaigni (42′ st Ventola), Azzolin, Rovrena, Novello, Candolini, Davì (12′ st Comani), Siano, Ballgjini (12′ st Coulibaly), Leontini (19′ st Del Vitto), Lombardo (25′ st Laraia). All. Gennari.

RETI: 27′ pt Crea, 40′ pt Okaigni, 22′ st Crea su rigore.

Tre punti sofferti e poco estetici, ma di così tanta sostanza da valerne sei. Il Legnano fatica contro una Sestese tatticamente abile e ben disposta in campo da mister Gennari, ma ha la forza mentale e la pazienza per aspettare il momento buono e il guizzo dei suoi talenti. E i due guizzi vincenti portano ancora una volta la firma di Simone Crea (nella foto dei Fedelissimi Lilla): il Mago si procura due rigori (uno sbagliato da Berberi) e mette a segno due gol. Ora la classifica recita Legnano primo con la Castellanzese e gruppo che comincia a scremarsi. Bisogna insistere per tentare l’allungo.
Nel primo tempo la Sestese copre ottimamente gli spazi, non permette alla manovra lilla di ingranare la marcia giusta e blocca l’uso delle fasce rendendo difficoltosa l’ariosità che rende spesso spettacolare e micidiale il gioco del Legnano. Eppure, per tutti i 90 minuti è praticamente solo il Legnano a creare le occasioni da rete. Tra il 25′ e il 28′ potrebbe clamorosamente chiuderla con un tris, ma prima Foglio spedisce alto da pochi passi su caparbia azione di Borghi (25′), poi Berberi (28′)calcia sulla traversa il rigore procurato da Crea, trebbiato in area da un avversario. In mezzo però c’è il gol del Mago, che al 27′ raccoglie un cross respinto dalla difesa e infila dal limite nell’angolo basso alla destra di Catanese.
La Sestese non si scompone e continua a muoversi con ordine e molti uomini in mediana, bloccando le fonti del gioco lilla, anche se Calviello giostra bene in mezzo a un traffico che sembra un ingorgo nell’ora di punta. Gli ospiti tentano timidamente il pareggio con Okaigni da fuori, mancando lo specchio, ma al 40′ lo stesso Okaigni trova l’aiuto che non ti aspetti: la sua conclusione da 25 metri sembra una telefonata con prefisso, ma una buca due metri davanti a Cotardo trasforma il lento rasoterra in un improvviso tiro a mezza altezza. Cotardo, che aveva la palla praticamente in mano, se la trova sulla spalla e poi la deve invano inseguire in rete.
Nella ripresa ci si aspetta una trasformazione stile Alcione, e in effetti il Legnano migliora, ma non abbastanza: ci prova Crea al 2′, ma Catanese para. Al 4′ Foglio mette in mezzo per Berberi, ma la difesa libera. Il neoentrato Brusa si fa murare un colpo di testa su splendido cross di Giardino. La Sestese cala gradualmente e negli ultimi venti minuti si vedono sprazzi di vero Legnano: a spaccare la partita è ancora una volta Crea, velocissimo a penetrare in area e steso da due avversari. Il Mago realizza il gol partita. Con l’entrata di Grasso e Giardino c’è un forte guadagno di vivacità. Si contano un tiro di Crea murato (32′), un colpo di testa alto di Grasso su cross di Ortolani (33′) e un’occasionissima per Brusa che spreca a porta quasi sguarnita su cross di Giglio. Lo junior di mister Invernizzi però è maturo per la prima squadra e viene premiato dal pubblico per la sua gagliardia.
“Abbiamo affrontato una squadra con molti elementi di valore – è il commento di mister Erbetta – costruita con obiettivi ambiziosi. E’ stato difficile: potevamo chiuderla con il primo rigore, anche se in quel momento non meritavamo il 2-0. Forse avremmo visto un’altra partita, ma la realtà di questo campionato è che si fatica e si soffre così. Il pronti via 3-0 togliamocelo dalla testa. Comunque aspettate che questo caldo anomalo se ne vada e che Foglio e Fautario mettano nelle gambe i 90 minuti, a quel punto vedrete la squadra che ho in mente”.

Foglio, gol al primo pallone e quaterna lilla

LEGNANO-ALCIONE 4-0 (0-0)

LEGNANO: Cotardo, Ortolani, Fautario (41′ st Giardino), Calviello, Bianchi, Nasali, Borghi (40′ st Frau), Giglio (26′ st Amelotti), Berberi, Grasso (13′ st Foglio), D’Onofrio (1′ st Crea). All. Erbetta.

ALCIONE: Angeleri, Radaelli, Locatelli, Remuzzi (38′ st Olivero), Braga, Mangiarotti (33′ st Antionelli), Linati (23′ st Adorni), Coppini, Villa, Orlandi (32′ st Rossi), Pallavicini. All. Pizzi.

RETI: 9ì st Berberi su rig., 15′ st Foglio, 36′ st Nasali, 44′ st Frau.

A Legnano sboccia il QuadriFoglio. Poker di reti nel giorno del grande ritorno: dopo dieci anni Valerio Foglio si è rimesso la maglia lilla e ha calcato nuovamente l’erba del Mari. La sua classe spaventosa, il destino, il caso, una regia soprannaturale, o forse tutte queste cose assieme, hanno deciso di regalare un momento di poesia pura: Valerio è entrato tra applausi scroscianti e commossi al 13′ della ripresa, sollevando la polvere del Mari, con il pubblico in attesa del suo primo simbolico tocco di palla. Neanche il tempo di pensarci e, per dirla con Dante, “all’alta fantasia qui mancò possa”, cioè l’ineffabile: lancio lungo per Berberi, bravissimo a stoppare e difendere palla, tocco sulla destra per un giocatore arrivato da chissà dove, tiro di prima e palla nel sacco. Quel treno di classe è Valerio Foglio, Foglio Express, Valerio Magno. Il Mari incredulo esplode: pratica chiusa.
Però c’è stato da patire prima dell’apoteosi. Nel primo tempo il Legnano, dopo dieci minuti iniziali di grande pressione ma zero occasioni, si è addormentato, spettinando il proprio ordine tattico e lasciando ampi spazi in contropiede all’Alcione. La vittoria larga ha molti padri, ma uno di questi, e ci fa un piacere enorme, è Simone Cotardo, autore di due miracoli che hanno salvato il risultato sullo zero a zero. Il tabellino comunque è eloquente: al 20′ salvataggio di Nasali su una palla sanguinosa persa da Calviello; al 32′ Pallavicini solissimo in fuga si è visto parare il tiro a tu per tu da Cotardo, bravissimo a rimanere in piedi prima di deviare di piede; al 37′ staffilata di prima di Villa dal limite e volo eccezionale di Cotardo a deviare in angolo; al 44′ Villa sottomisura ha sprecato fuori. Il Legnano ha risposto solo con un colpo di testa di Bianchi di poco alto al 25′ e con una punizione di Grasso deviata da Angeleri al 41′. L’Alcione avrebbe meritato il vantaggio, ma Cotardo ha fatto la differenza.
Ci si attendevano cambi negli undici e soprattutto nell’atteggiamento. Più che cambi sono state rivoluzioni copernicane. Crea è entrato e ha spaccato la partita: al 5′ con un tiro da fuori ha costretto Angeleri a una colpo di reni per deviare la palla sulla traversa; al 6′ Berberi ha concluso di poco fuori di testa. All’8′ ancora il Mago ha imbeccato Grasso: bello il tiro dal limite ma bravissimo Angeleri a distendersi sulla destra e deviare. Al 9′ il gol che ha fatto crollare il castello: Crea ha puntato e saltato secco Orlandi in area. Il numero 10 ospite lo ha steso a pelle di leone. Rigore solare che Berberi ha realizzato di freddezza. Il Legnano ha insistito: al 12′ ancora Grasso ha sfiorato il palo. Quindi il momento perfetto. Grasso lascia il posto a Foglio, e avviene l’impensabile. Al 19′ timido tentativo dell’Alcione con Remuzzi al tiro e parata di un Cotardo oggi apparso sicuro in ogni dettaglio. Al 35′ ancora Crea ha cercato il meritatissimo gol personale con un’azione travolgente sventata da un miracolo di Angeleri. Ma Foglio, dopo essersi preso il sogno, si è preso anche il finale. Al 36′ ha giostrato palla sul vertice destro dell’area con una naturalezza disarmante. Uno sguardo all’area e pennellata michelangiolesca sulla testa di Nasali, elegante nell’insaccare di testa in torsione. Al 44′ Foglio ha avuto un’ispirazione paterna per mandare in gol il giovanissimo Frau: penetrazione in area dal fondo e cross basso per il baby lilla. Prima conclusione sul portiere ma ribattuta in gol a porta ormai sguarnita.
“Che emozione – sono state le prime parole di Valerio Foglio – Ho pensato per una settimana a come sarebbe stato, ma la realtà ha superato anche il sogno più bello. Al primo pallone ho potuto subito tirare, neanche un gran tiro, ma è venuto fuori un bel gol. Sono contento perché i ragazzi mi hanno accolto benissimo: è anche merito loro. Adesso godiamoci questa vittoria e da martedì pensiamo alla Sestese”.
“La pagnotta è dura per tutti – ha commentato Erbetta – Le vittorie sembrano facili dopo, ma guardate i risultati oggi e la fatica che abbiamo fatto. Nel primo tempo non siamo stati all’altezza: all’intervallo ho detto ai ragazzi che bisognava cambiare ritmo. Se l’Alcione fosse passato in vantaggio non ci sarebbe stato niente da dire, così come se noi avessimo segnato qualche gol in più. La società mi ha messo a disposizione una Ferrari, ma anche la Ferrari qualche volta viene superata da Hamilton. Per evitare che questo avvenga bisogna lottare. Nessuno vince senza dare il massimo”.