Categoria: Cronaca partita

ettore provasio

Effetto Rovellini: Ardor battuto con una fucilata di Provasio

LEGNANO-ARDOR LAZZATE 1-0 (1-0)

LEGNANO: Romanò, Ortolani, Azzolin, Mavilla, Scarcella, Mele, Trabuio, Provasio, Felipe, Crea (36′ st Ibrahim), Myrteza (43′ st  De Angelis). All. Rovellini.

ARDOR: Mauri, Spano, Carrafiello, Ferrari, Bernello, Sala, Passoni (17′ st Grassi), Proserpio (39′ st Migliore), Iacovelli ( (22′ st Giglio), Gibellini, Villa (23′ st Pizzi). All. Campi.

MARCATORE: Provasio al 29′ pt.

Effetto Rovellini. Il ritorno dello storico tecnico lilla al Mari viene battezzato da una vittoria contro la capolista e da una prestazione convincente. Era una partita ad altro rischio, per la qualità dell’avversario e la necessità assoluta di conquistare i tre punti. Ma i ragazzi, assimilando perfettamente il dna rovelliniano, hanno portato a casa l’intera posta esaltando il pubblico del Mari.

Foltissimo, grazie anche alla presenza dell’intero settore giovanile lilla assiepato sui distinti. Il vivaio è stato presentato al pubblico nell’intervallo con una coreografia, disegnata dai ragazzi in campo, veramente suggestiva. E’ stata anche la giornata del battesimo per la collaborazione con gli istituti Fermi e San Giulio di Castellanza, per i quali era presente la coordinatrice didattica, la dott. ssa Ivana Morlacchi.

Ed è stata una vittoria di celebrazione per un uomo simbolo della squadra: il nuovo capitano Ettore Provasio, che ha messo il sigillo vincente proprio nel giorno della sua centesima partita in lilla.

Lo spirito giusto si è visto da subito: una squadra sicura, grintosa, ben disposta in campo, che nel primo tempo non ha concesso nulla agli avversari creando invece diverse opportunità. Rovellini ha puntato sull’albero di Natale dopo aver fatto un po’ di pretattica alla vigilia, con Crea e Myrteza ad agire appena alle spalle di Felipe, terminale offensivo. Ed entrambi, in veste di trequartisti, hanno disputato un’ottima partita. Myrteza con la sua vivacità ha tenuto sotto pressione la retroguardia gialloblu, mentre Crea ha giocato una splendida partita, specie nel primo tempo. Ci ha provato con un tiro da fuori al terzo minuto, deviato, poi con una punizione velenosa al 15′, che ha chiamato Mauri a una parata tutt’altro che banale. L’unico segno di vita dell’Ardor è stata una conclusione alta di Ferrari al 27′, non proprio da brividi. Quindi il gol, con una splendida ripartenza di Ortolani che ha dato palla a Provasio sulla tre quarti, in posizione centralissima. Il capitano, vista la mancanza di pressione da parte dei difensori ospiti, ha avuto il tempo di mirare e caricare il tiro, una fucilata nel sette che ha piegato le mani a Mauri, apparso non impeccabile nell’occasione.

Il gol questa volta non ha fatto sedere la squadra, come era avvenuto con la Sestese: ecco lo spirito rovelliniano. Anche se non ci sono state grandi opportunità prima dell’intervallo.

La ripresa ha visto un Ardor più fedele al proprio nome. Il Legnano, pur calando leggermente, ha comunque tenuto botta. Al 3′ l’episodio che avrebbe potuto far cambiare la giornata: un triplice brivido nella stessa azione. Su cross dalla destra Passoni si è trovato a tu per tu con Romanò che gli ha chiuso lo specchio di istinto, sulla respinta lo stesso Passoni ha calciato sulla traversa e sulla terza ribattuta verso la porta il muro di difensori è riuscito a bloccare e poi spazzare.

Il brivido ha tenuto alta l’attenzione del Legnano, che sei minuti dopo ha pareggiato i conti con la sorte: Crea è stato liberato solissimo in area davanti a Mauri, in sospetta posizione di fuorigioco. In realtà l’azione era regolare e Crea ha superato Mauri con un rasoterra che però si è stampato sul palo. Al 29′ il secondo brivido per i lilla, con Ortolani che ha chiuso in scivolata su Carrafiello lanciato a rete.

Tre punti che valgono doppio. Il Legnano sale a quota undici (12 se verrà restituito il punto di penalizzazione), nei quartieri alti della classifica. Solo il Verbano è davanti al di là di ogni dubbio, ma a quota 13, in una graduatoria cortissima.

“Ho visto un gruppo – ha commentato Rovellini – Giocatori che si sono aiutati l’un l’altro, che hanno lottato e giocato bene, specie nel primo tempo. Dobbiamo essere più bravi nelle ripartenze e nell’ultimo passaggio. Ho dovuto lavorare sul piano psicologico, e penso di aver dato ai giocatori un’autostima che non avevo visto nel primo tempo di Gaggiano”.

Dalla Nord, i Boys hanno intonato cori per il mister, per Panigada, nuovo idolo assente ieri per infortunio, e per Provasio. E questa è una ciliegina dolcissima su una torta confezionata perfettamente dallo chef Rovellini.

simone crea

Pareggia il primo Legnano targato Rovellini

ACCADEMIA GAGGIANO-LEGNANO 1-1 (1-0)

ACCADEMIA GAGGIANO: Amadori, Conti (23′ st Nappi), Maisto, Abbate, Davenia, Allegretti, Checchi (6′ st Lettieri), Rebuscini, Chiaia, Giosuele, De Lucia (43′ st Mura). All. Iannotti.

LEGNANO: Visigalli, Ortolani, Azzolin, Leotta ((41′ st Ibrahim), Scarcella, Mele, Provasio, Trabuio, Felipe, Crea (47′ st De Angelis). All. Rovellini.

RETI: 23′ pt Giosuele, 14′ st Crea.

Il primo Legnano targato Rovellini strappa un pari sul campo dell’Accademia Gaggiano che vale più del punto in classifica. Dopo un primo tempo di sofferenza, in cui la squadra è sembrata ancora preda degli spettri di Besozzo, nella ripresa si è rivisto, almeno in parte, lo spirito necessario per lottare al vertice. Il pari alla fine è il risultato più giusto, e serve a costruire anche mentalmente la nuova identità “rovelliniana”.
I primi 45 minuti sono stati totalmente targati Gaggiano, come dimostra il tabellino. Non solo meritato, ma inevitabile il vantaggio, annunciato da una punizione fuori di poco di Rebuscini al 16′ e da un palo clamoroso dello stesso numero 8, al 19′. Al 23′ il gol, messo a segno con una scaltra punizione rasoterra di Giosuele su cui la difesa e Visigalli non sono parsi impeccabili. Lo stesso Visigalli si è però rifatto al 32′, volando a deviare un colpo di testa di Davenia.
Nella ripresa, per fortuna, è scesa in campo un’altra squadra, più aggressiva, più alta, più ordinata e più compatta. Il pari è arrivato presto, appena i lilla hanno confezionato la prima azione corale pregevole dell’incontro, ricamata da un’invenzione di Panigada e concretizzata da una facile appoggio di Crea, bravo a trovarsi al posto giusto al momento giusto.
Due minuti dopo ancora Panigada ha impegnato Amadori. Un colpo di testa di poco alto di Trabuio al 30′ è stata la terza opportunità nitida per il Legnano, mentre dei padroni di casa non si è avuta più traccia in avanti.
Rovellini è conscio di quanto lavoro serva, ma anche delle possibilità della squadra: “Primo tempo pessimo. Siamo stati bassi, lenti, disordinati. Nel secondo tempo sicuramente meglio. Abbiamo alzato il baricentro, aumentato la velocità e meritato il pari. Con un po’ di convinzione in più potevamo anche vincere. Ma al di là del risultato ciò che mi preme di più è far capire che ci sarà da lottare col cuore e soffrire in ogni partita. Non ci saranno mai passeggiate, non si vince solo perché abbiamo il nome Legnano, ma quel nome, semmai, carica gli altri per dare il 200% contro di noi”.
Il prossimo appuntamento sarà con la capolista Ardor Lazzate, domenica al Mari. Ci sarà una settimana di lavoro in più, quindi la mano di Rovellini potrà vedersi meglio. Ma prima di schemi e idee, è fondamentale che la squadra assorba subito dal suo tecnico lo spirito battagliero che ha reso il nome di Legnano famoso nel mondo.

Gatti Roberto

Il Legnano si smarrisce a Besozzo: esonerato mister Gatti

VERBANO-LEGNANO 3-1 (3-0)

VERBANO: Spadavecchia, Micheli, Gecchele, La Marca, Bratto, Sorrentino, Oldrini (33′ st Caputo), Malvestio Licciardello, Verde, Amelotti (37′ st Dal Santo). All. Celestini.

LEGNANO: Visigalli, Scarcella, Azzolin, Rovrena, Mele, Mavilla (6′ st Ibrahim), Trabuio, Provasio, Felipe (12′ st Crea), Ortolani (24′ st Letta), Panigada. All. Gatti.

RETI: 12′ pt Bratto, 21′ pt Licciardello, 37′ pt Amelotti, 47′ st Panigada.

La sera più triste e più buia del Legnano. Prima sconfitta dell’anno ed esonero del tecnico Roberto Gatti. La “maledizione” della Bombonera di Besozzo continua per i lilla (tre sconfitte e un pareggio nelle ultime quattro uscite). La decisione del presidente Giovanni Munafò è arrivata pochi minuti dopo il fischio finale: “Ringrazio Gatti per il suo lavoro, che non critico nel merito. Purtroppo non è bastato a far emergere le qualità di questa squadra. Due partite vinte, quattro pareggiate e una persa in Eccellenza sono una tabella di marcia non all’altezza del Legnano”.
La partita è stata un incubo, nonostante il Legnano avesse cominciato con piglio giusto e velocità. Una bellissima azione Provasio-Trabuio-Felipe ha portato l’attaccante brasiliano a tu per tu con Spadavecchia, vecchia volpe dei pali, bravissimo a respingere. Sulla ribattuta, Azzolini ha sparato alto di prima. Ci ha provato poi Panigada, prima su punizione e poi con un tiro sull’esterno della rete. Sembravano le avvisaglie di un gol maturo, invece l’imponderabile ha rovesciato tutto. Sul primo angolo per il Verbano Bratto ha sovrastato tutti di testa infilando Visigalli. E la luce si è spenta. Nove minuti dopo i rossoneri sono entrati come coltello nel burro sulla sinistra. Sul cross basso è stato facile il tap-in di Licciardello. Partita finita. Purtroppo la squadra si è smarrita e le azioni veloci del Verbano hanno fatto male, come al 37′ quando Amelotti ha infilato da pochi passi. Al 39′ il Verbano ha sfiorato il 4-0 e si è temuta la goleada.
Nell’irreale atmosfera in cui si è giocato il secondo tempo, Visigalli ha impedito il poker con un miracolo. Tre gol, molti sfiorati, due annullati. La beneficiata del Verbano non può certo essere spiegata con una diversità di valori tecnici. L’aspetto psicologico è stato determinante.
Panigada è stato l’unico a cercare di proporsi, fino a segnare il gol della bandiera all’ultimo secondo. Poi l’epilogo apparso inevitabile. La società è alacremente al lavoro per la scelta del nuovo tecnico, mentre l’allenamento odierno è stato diretto da Aldo Capocci.

Pareggio deludente: il presidente Munafò striglia la squadra

LEGNANO-SESTESE 1-1 (1-0)

LEGNANO: Visigalli, Scarcella, Azzolin, Rovrena, Mele, Mavilla, Crea (9′ st Provasio), Ibrahim (29′ st Borghi), Felipe (1′ st Ortolani), Leotta (9′ st Trabuio), Panigada. All. Gatti.

SESTESE: Boari, Del Vitto (9′ st Romano), Lonardi, Lo Russo, Folcia, Mantegazza, Ventola (6′ st Roncari), Leontini (38′ st Boscolo), Fioroni, Blanda, Mehmetais. All. Consonni.

MARCATORI: 3′ pt Panigada su rigore, 23′ st Romano.

Inattesa frenata per il Legnano. Deludente soprattutto per il modo in cui è maturata. Si può pareggiare in mille modi e contro mille avversari, ma quello visto contro la Sestese, oltre a tradire la attese dei tifosi, ha mandato su tutte le furie il presidente Giovanni Munafò.
I concomitanti risultati negativi delle altre squadre da un parte fanno tirare un respiro di sollievo, ma dall’altra aumentano il rammarico. Con una vittoria sarebbe stato primato solitario. E i prodromi della vittoria c’erano tutti. L’avvio di partita aveva fatto pensare a una giornata tranquilla, a una vittoria facile e magari larga, come domenica scorsa contro l’Alcione. così non è stato.
Nei primi tre minuti il Legnano è sembrato il Real Madrid: al 2′ Scarcella ha sparato una bomba terrificante sotto la traversa. Sarebbe stato un eurogol, ma Boari ha deviato in volo il missile terra-aria del terzino lilla. Sul corner, proiezione in area di Mele, sotterrato da un avversario. Rigore netto, che Panigada ha trasformato spiazzando l’estremo ospite.
Invece di scatenarsi il Legnano si è spento, lasciando palla e campo agli avversari. Non ne è nato alcun pericolo, ma la Sestese si è mossa meglio in tutti i settori del campo. a parte un intervento sospetto su Panigada, nel primo tempo il tabellino è rimasto malinconicamente vuoto da entrambe le parti.
Nella ripresa il trend si è confermato. Pallino alla Sestese, poco pericolosa a parte un intervento difensivo svirgolato da Panigada che ah sfiorato l’autogol. Forse un segno del destino. Il pareggio è arrivato da una punizione, nemmeno calciata bene, su cui però Romano ha raccolto palla liberandosi e calciando un fendente angolatissimo dal limite, su cui l’incolpevole Visigalli, al debutto, nulla ha potuto. Gli sforzi finali dei lilla, tardivi, hanno partorito poco o nulla.
Raggiunto al telefono, il presidente Giovanni Munafò commenta così il risultato: “Da presidente della società non sono assolutamente soddisfatto della partita di oggi. Abbiamo compiuto sforzi importanti per accontentare tutte le richieste dei giocatori e abbiamo formato una rosa di spessore con elementi che fino all’anno scorso facevano tutti la serie D. Ora le chiacchiere stanno a zero e devono arrivare i risultati aspettati soprattutto contro squadre che hanno ambizioni ben diverse dalle nostre. A Besozzo, mercoledì, voglio vedere una reazione immediata per ripagare i nostri tifosi della partita di oggi. Spero che arrivi in maniera forte perchè alla fine per me contano i risultati e su 6 partite ufficiali 2 vinte e 4 pareggiate non sono proprio quello che mi aspettavo”.

Felipe Ianni

Legnano bello e corsaro: contro l’Alcione tris da favola

ALCIONE-LEGNANO 0-3 (0-1)

ALCIONE: Angeleri, Marinoni (26′ st Soto), Razzari, Loperfido, Confetti (17′ st Rossi), Campolongo (30′ st Mangiarotti), Senesi, De Simesi, Biagini, Pellagatta, Italia. All. Pizzi.

LEGNANO: Romanò, Scarcella, Azzolin, Rovrena, Mele, Mavilla, Myrteza (15′ st Borghi), Provasio (23′ st Leotta), Felipe (31′ st Ortolani), Trabuio (30′ st Ibrahim), Panigada (19′ st Crea). All. Gatti.

MARCATORI: 21′ pt e 7′ st Felipe, 30′ st Leotta.

Bello, vincente, convincente e perfino travolgente. Potremmo sprecare gli aggettivi, ma il Legnano se li meriterebbe tutti. A Milano, contro l’Alcione sorpresa di inizio stagione, non c’è mai stata partita. I lilla l’hanno controllata dall’inizio alla fine. Difesa attentissima (ricordiamo un solo errore, nel secondo tempo, quando Rovrena ha perso una palla che rischiava di riaprire la partita), centrocampo padrone della situazione, attacco poderoso, con i guizzi di Myrteza, il lavoro di Panigada e le stoccate di Felipe. Questo avevano in mente il presidente Giovanni Munafò, la dirigenza e mister Gatti quando hanno iniziato l’avventura del nuovo Legnano: una squadra in grado di dettar legge su tutti i campi della categoria, di vincere tutte le partite grazie a un attacco senza pari nel girone, e di gestire con calma olimpica qualunque situazione.
Oggi è stato così, contro un avversario sulla carta temibile ma mai dimostratosi pericoloso. Per vincere il campionato bisognerà acquisire ora la più importante delle doti: la continuità.
Gatti non ha tradito nessuno dei suoi dettami: ha schierato gli stessi uomini delle partite precedenti (salvo le alternanze del tutto naturali come quella tra Trabuio e Ibrahim o tra Provasio e Leotta), con il classico 4-3-3 che sul campo dell’Alcione ha dato la prima forte prova della sua efficacia.
Lilla padroni del campo e pericolosi da subito: al 5′ Felipe ha messo alto di testa un corner dalla destra. La prova generale del gol, arrivato al 21′ su calcio piazzato recapitato da Scarcella col contagiri sulla testa dello stesso Felipe, che ha gonfiato il sacco con un’incornata veemente. In precedenza la punta brasiliana, involatasi a rete, era stata travolta da un difensore in affannoso recupero: incomprensibile la decisione dell’arbitro, che ha assegnato una punizione ai padroni di casa. Trabuio aveva poi sparato alto dopo una bella incursione da sinistra. Dopo il gol il raddoppio è stato sfiorato tre volte da Panigada, tradito più degli altri dalla consistenza del terreno di gioco, una via di mezzo tra la gomma e le sabbie mobili. Felipe, al 44′, ha sfiorato il bis al volo sui cross del solito, inarrestabile Scarcella.
La ripresa ha riproposto lo stesso copione: al 3′, però, il brivido. Rovrena, circondato da due uomini, ha perso palla. Senesi si è ritrovato solo davanti a Romanò ma ha sparato alto, complice una deviazione dell’estremo lilla. Tre minuti dopo Scarcella, in formato Garrincha, ha seminato il panico sulla destra e ha servito al centro per il comodo tap-in di Felipe. Al 30′ il terzo gol: tiro di Crea, deviazione del portiere e Trabuio ha messo in mezzo per Leotta solissimo nel comodo appoggio in rete. Al 44′ la sorte ha negato il giusto premio allo splendido Scarcella: il suo fendente in diagonale ha sfiorato il palo.. All’ultimo secondo, benché ininfluente, bella parata in presa di Romanò su una delle rarissime conclusioni dell’Alcione.
Tutti hanno giocato ad alti livelli. Tra i singoli l’Oscar di giornata va sicuramente a Felipe (nella foto), nuovo capocannoniere lilla, e a Scarcella, treno ad alta velocità sulla fascia destra. Si è rivisto il miglior Provasio, un’inossidabile Mavilla, un ottimo Azzolin, un impeccabile Mele. Ma nessuno degli altri ha deluso. Con questi tre punti fondamentali il Legnano sale al terzo posto a fianco del Fenegrò e dello stesso Alcione, un punto dietro Lazzate e Cassano. Ma se fosse restituito il punto di penalizzazione sarebbe già al comando a pari merito. Il messaggio del 3-0 di oggi è chiaro: il Legnano c’è, totalmente.

Panigada irresistibile: il Mari ai suoi piedi

  1. LEGNANO-CALVAIRATE 4-2 (2-1)

LEGNANO: Romanò, Scarcella, Azzolin, Rovrena, Mele, Mavilla (13′ st Provasio), Myrteza, Ibrahim (5′ st Trabuio), Felipe (26′ st Crea), Leotta (18′ st Ortolani), Panigada. All. Gatti.
CALVAIRATE: Casanova, Paloschi, Paduano, Zanettini, Fronda, Barazzetta, Montanari, Stefania, Lolli, Marinello, Zappettini (34′ st Resmini). All. Quattromini.
MARCATORI: 10′ pt Panigada, 13′ pt Marinello, 32′ pt Felipe, 10′ st Lolli, 40′ st Panigada, 47′ st Crea su rigore.

Un fuoriclasse fa la differenza. E il Legnano ce l’ha: si chiama Stefano Panigada. E’ l’uomo che il presidente Giovanni Munafò aveva scelto, fin dallo scorso giugno, come pilastro di una squadra poi costruita con ambizioni e prospettive chiare e alte. Oggi al Mari i lilla hanno conquistato tre punti pesantissimi dopo una partita quanto mai sofferta contro il Calvairate. Due volte in vantaggio, due volte raggiunti, un brivido al 17′ del secondo tempo, quando Lalli ha sfiorato il gol che avrebbe portato in vantaggio i milanesi, a coronamento di un contropiede da manuale. Il pubblico del Mari ha dovuto aspettare gli ultimi cinque minuti per sfogare il proprio entusiasmo, quando Panigada, imbeccato da un traversone di Crea, ha insaccato alle spalle di Casanova.
Il panzer offensivo lilla ha spaccato la partita e fatto saltare il banco con una prestazione magistrale: gol di testa a sbloccare il risultato al 10′, gol decisivo al 40′ della ripresa, un altro gol sfiorato pochi minuti prima dell’incornata vincente, dribbling, assist, lotta gagliarda da trascinatore. I tifosi ora sanno al di là di ogni dubbio di poter contare su una punta di categoria superiore, in grado di spaccare qualsiasi partita.
E questo è fondamentale in partite pericolose come quella di oggi: il Calvairate si è dimostrato avversario ostico, roccioso in difesa, veloce in contropiede e con due attaccanti di ottima levatura. Il vantaggio del Legnano è nato da una punizione di Leotta che Panigada ha insaccato alla sinistra del portiere svettando su tutti. Purtroppo il pareggio ospite è stato fulmineo: Lolli ha calciato un cross fortissimo da posizione decentrata, Romanò non ha trattenuto e Marinello ha dovuto solo appoggiare in rete.
Meravigliosa l’azione di Panigada al 27′: avversari seminati come birilli sulla tre quarti e tiro a giro che ha chiamato Casanova a un volo plastico.
Al 32′ il guizzo di Felipe, tipico del suo repertorio: colpo di testa in anticipo sul primo palo, ancora su punizione. Nel gioco aereo il Legnano ha messo in chiara difficoltà i centrali ospiti nel primo tempo. Ancora Panigada ha sfiorato la traversa di testa al 45′.
La ripresa è stata sofferta, anche perché il gol di Lolli ha gelato il Mari. Il contropiede del Calvairate è arma temibile. Il Legnano ha cercato il vantaggio con manovre di accerchiamento insistite, finché il varco si è aperto. Già al 28′ Azzolin è andato in gol, annullato per fuorigioco. Al 30′ Panigada ha sfiorato il palo, prima dell’apoteosi. A tempo scaduto Azzolin si è guadagnato di mestiere un calcio di rigore, su cui Panigada ha dimostrato di essere un mirabile uomo squadra: ha chiesto che lo tirasse Crea, per consentire al terzo componente del tridente di andare in gol e sbloccarsi. E così è stato. L’abbraccio della curva a Panigada e la tribuna che gridava il nome del nuovo idolo hanno coronato una giornata dura e difficile, ma conclusasi in gloria. Tre punti e tutto il tridente in gol.
Nell’intervallo della partita hanno sfilato sul campo del Mari giocatori e dirigenti dei Legnano Basket Knights. Il primo passo del percorso di collaborazione tra la squadra del presidente Tajana e l’Ac Legnano, un progetto congiunto senza eguali in Italia destinato a far diventare lo sport legnanese un esempio da seguire. Scroscianti applausi di profonda ammirazione hanno accompagnato la formazione che negli ultimi anni ha scalato le vette della pallacanestro italiana.

Assedio sfortunato: non cade il muro del Calvina

LEGNANO-CALVINA 1-1 (0-0)

LEGNANO: Romanò, Scarcella (22′ st Ortolani), Azzolin, Rovrena, Mele, Mavilla, Myrteza (35′ st Borghi), Provasio (8′ st Leotta), Felipe (1′ st Panigada), Crea, Trabuio. All. Gatti.

CALVINA. Garletti (35′ st Micheletti), Marini, Zambelli, Tomasoni (35′ st Toriello), Iorianni, Salvi, Pasotti, Pradella, Selmani (30′ st Moreschi), Arrigoni (22′ st Giannandrea), Triglia. All. Beccalossi.

MARCATORI: 6′ st Triglia su rig., 27′ st Panigada.

Peccato. Il Legnano esce dalla Coppa Italia dopo il pareggio interno con il Calvina. La squadra bresciana, formazione costruita per vincere il proprio campionato, quindi assai temibile, poteva accontentarsi del pareggio. E per quello ha giocato apertamente, almeno nel primo tempo, quando non ha nemmeno provato a sporcare il tabellino. Gli unici appunti sul taccuino, nei primi 45 minuti, sono infatti lilla.
Enorme l’occasione di Crea dopo 40 secondi: la punta ha messo fuori dopo aver agganciato un lancio filtrante in area. In sequenza, poi, una punizione di poco fuori di Azzolin, un bel tiro di Trabuio respinto su incursione di Provasio, un colpo di testa di Crea a fil di palo su cross di Scarcella, un’altra incornata di Felipe parata a terra da Garletti e un tiro potente di Provasio finito di poco alto.
La squadra, pur senza sfondare, ha tenuto bene il campo. Del Calvina, oltre la metà campo, praticamente nessuna traccia.
Gatti nell’intervallo ha pensato a come potenziare l’attacco per sfondare il muro avversario. La scelta è stata l’inserimento quasi scontato di Panigada da inizio ripresa, al posto del sempre generoso Felipe. E’ sceso in campo anche un altro Calvina, però. Al 4′ un colpo di testa di poco fuori ha fatto correre qualche brivido ai tifosi del Legnano. Due minuti dopo, purtroppo, l’episodio chiave. Mele, ottimo fino a quel momento, ha perso una palla sanguinosa sulla tre quarti. L’attaccante avversario si è involato e ha calciato a rete, trovando sulla traiettoria il braccio di Mavilla. Triglia ha realizzato il rigore gelando il Mari.
Al 15′ un altro episodio che avrebbe dovuto essere sfruttato meglio: Pradella è stato espulso per somma di ammonizioni, lasciando il Legnano in superiorità numerica. L’inserimento di Ortolani ha portato decisamente vivacità sulla fascia destra. Da lui è venuto il delizioso cross che Panigada ha appoggiato in rete nell’angolo lontano, riaccendendo le speranze.
Al 40′ lo stesso bulldozer lilla ha messo a lato il colpo di testa che poteva cambiare volto alla serata. Il Legnano dice addio alla Coppa, con la comprensibile delusione dei tifosi, ma due cose sono da sottolineare: il primo è che ci si aspetta la reazione immediata domenica contro il Calvairate. Quella è un’occasione per riprendere il cammino.
E soprattutto, la vittoria più importante è stata ottenuta poche ore prima, con lo storico accordo con i Legnano Knights. Un futuro societario forte e affidabile è più importante di qualsiasi Coppa. Quindi ripartiamo con grinta.

gatti

Porta stregata: pari e patta a Vigevano

CITTA’ DI VIGEVANO-LEGNANO 0-0

CITTA’ DI VIGEVANO: Moro, Lagonigro, Bossi, De Spa, Radaelli, Disarò (28′ st Fassina), Damiani, Coppini, Raimondo, Trabace (45′ st Marrapodi), Pelli 21′ st Binda Pienti). All. Pisani.
LEGNANO: Romanò, Scarcella, Azzolin, Rovrena, Mele, Mavilla, Myrteza, Provasio (17′ st Panigada), Felipe, Crea (25′ st Ortolani), Trabuio. All. Gatti

Il campionato non sarà una passeggiata. Mister Gatti lo ha sempre detto. Se qualcuno non ci credeva, oggi a Vigevano se ne è avuta la prova. Era la prima di campionato, con tutte le incognite di un debutto, ma le difficoltà della categoria sono subito emerse: una neopromossa ha fermato sullo 0-0 la corazzata lilla. Una partita rognosa, non bella, contro una squadra ordinata, brava a coprire gli spazi e a ripiegare in difesa compatta, senza disdegnare sortite offensive a volte pericolose. Aggiungiamoci un Legnano con molti elementi non brillantissimi e un campo di dimensioni ridotte, e il pareggio è spiegato.
Questo non significa che i nostri ragazzi non abbiano creato le condizioni per vincere, o che le nostre ambizioni siano ridimensionate. Il difetto principale di questo inizio di stagione, però, è tornato a farsi vedere, ed è un difetto pericoloso per le ambizioni di primato: lo spreco. Guardiamo velocemente il tabellino: nel primo tempo il Vigevano ha messo i brividi in apertura con un tiro da 35 metri che ha colpito il sette, favorito dalla posizione un po’ avanzata di Romanò. Poi tre occasioni lilla: punizione di poco fuori di Crea, splendida traversa in rovesciata di Felipe e occasionissima per Myrteza, imbeccato da un bellissimo filtrante di Provasio. Purtroppo la giovane punta albanese, a tu per tu col portiere locale Moro, ha angolato troppo il diagonale.
Nel secondo tempo, viste le acque stagnanti e gli spazi costipati, Gatti ha operato due cambi con buon effetto sulla qualità del gioco: Panigada per Provasio e Ortolani per Crea. L’ingresso del panzer ha certamente dato peso all’attacco, producendo una serie di occasioni, due delle quali: incredibile quella fallita da Crea su cross di Azzolin poco prima della sua sostituzione. Bastava una spinta al pallone anche involontaria, ma la punta lilla nell’entrata volante ha incredibilmente messo a lato. Lo stesso Panigada ha prima messo fuori un colpo di testa e poi ha chiuso in modo troppo morbido uno splendido triangolo con Ortolani.
Pericolosissimo l’intermezzo vigevanese con un tiro a fil di palo di Lagonigro che ha messo i brividi ai tifosi lilla. Uno splendido contropiede orchestrato da Felipe e Panigada ha portato a un cross dalla destra su cui, non si sa bene come, la retroguardia locale è riuscita a sventare la minaccia con gli attaccanti del Legnano a un passo dalla porta. Un bel tiro di Scarcella, parato, e una rovesciata plastica di Panigada sono stati gli ultimi due acuti.
Il Legnano non ha dimostrato l’ordine, la fluidità di manovra e la continuità che servirebbero, e che sono nelle sue corde. Nonostante questo, il tabellino basta a dimostrare che si tratta di due punti sprecati e non di uno guadagnato. I migliori della giornata, a nostro giudizio, Mele, Felipe e Ortolani. Sta crescendo Mavilla, anche se è incorso ancora in qualche errore di troppo. E aspettiamo un Panigada da 90 minuti, perché rinunciare al suo peso tecnico e atletico è un lusso che il Legnano non può permettersi a lungo.
“Non bisogna dilungarsi in analisi troppo dettagliate – commenta mister Gatti – Abbiamo costruito azioni che non erano palle gol, erano gol. Bastava spingerla. Una partita così devi portarla a casa, punto. Abbiamo bisogno di gonfiare la rete anche per sbloccarci a livello piscologico, ma per farlo serve un’altra cattiveria sotto porta. Il Vigevano, neopromossa al debutto davanti al suo pubblico, ha ottimi giocatori e su questo campo metterà in difficoltà tutti. Pochi porteranno via punti da qui”.
Interessanti anche le parole del mister avversario Pisani: “Un punto che ci dà grande morale. Giocavamo da neopromossi contro la squadra che tutti danno per favorita del campionato. Ho visto una formazione avversaria che merita questo credito ed è anche già pronta per la D. Noi puntiamo a salvarci ed è questa la strada da seguire: giocare con l’ordine dimostrato oggi”.

A Bareggio tris lilla nell’ultima amichevole

Era l’ultima amichevole prima dell’inizio del campionato. Il Legnano l’ha vinta con un 3-0 chiaro, frutto di un ottimo secondo tempo.

A Bareggio, contro una squadra di tutto rispetto costruita per vincere il campionato di Promozione, l’obiettivo era tenere caldi i muscoli e la testa concentrata sul ritmo partita. Mister Gatti ha schierato nel primo tempo il tridente delle stelle, con Panigada, Felipe e Crea. Una Santabarbara in grado di scardinare potenzialmente qualunque difesa: in 45 minuti, però, non è bastata a sfondare il muro dei milanesi, che hanno lottato in modo aspro rendendo ostica la manovra e spezzando i fraseggi lilla. Ne è uscito un primo tempo brutto e con poche occasioni. Da notare l’impiego di De Lucia in fascia sinistra al posto di Azzolin, che Gatti non ha voluto rischiare per i 90 minuti a causa di un leggero problema alla caviglia. Il talento ex Varese è però entrato nella ripresa, quando mister Gatti ha inserito anche Myrteza al posto di Panigada, Ortolani per Scarcella, Bonomi per Trabuio e il giovane 2000 Borghi.

La qualità dell’incontro è migliorata. Il Legnano ha realizzato due bellissime reti: la prima con uno stacco imperioso di Mele su cross di Scarcella, la seconda con un inserimento in velocità di Provasio (nella foto) a coronamento di una splendida azione corale. Il tris lo ha realizzato Borghi con un tap-in su ribattuta del portiere.

“Non abbiamo rischiato niente contro una squadra che punta a vincere il suo campionato – commenta Gatti – Il primo tempo non è stato certo bello. Troppo scorbutico. Meglio il secondo, nel quale avremmo potuto arrotondare il punteggio. Adesso ci aspetta una settimana di lavoro intenso, senza altre partite, prima di Lodi”.

Ottime notizie dall’infermeria, per fortuna vuota se si eccettua l’infiammazione di cui soffre Leotta. Un punto su cui Gatti vuole spendere parole importanti: “Il fisioterapista sta svolgendo un grande lavoro. Al minimo problema interviene con una professionalità di altissimo livello. Siamo nelle mani migliori”.

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Il Legnano spreca, a Treviglio è solo pareggio

TREVIGLIESE-LEGNANO 1-1 (0-0)

Coppa Italia, fase a gironi, primo turno.

TREVIGLIESE: Acerbis, Stortini, Ghilardi (38′ Durishti), Castagnozzi (63′ Delcarro), Verga, Cusaro, Camozzi (73′ Vanoni), Boateng, Cassani, Capelli (69′ Marconi). All. Brembilla.

LEGNANO: Romanò, Scarcella (67′ Ortolani), Azzolin, Rovrena, Mele, Mavilla, Trabuio (67′ Bonomi), Provasio (59’Leotta), Felipe (59? Panigada), Crea, Myrteza. All. Gatti.

MARCATORI: 55′ Myrteza, 83′ Marconi.

AMMONITI: Crea, Mele, Dervishi.

 

Finisce con un pareggio che lascia l’amaro in bocca la prima partita ufficiale dell’era Munafò. Non c’è dubbio sul retrogusto sgradevole del risultato, ma sulle cause ci possono essere punti di vista diversi: Legnano sprecone in attacco, troppi errori tecnici (da appoggi sbagliati a entrate fuori tempo), un portiere avversario superlativo. Ma anche una Trevigliese veloce e dinamica, ma inconsistente negli ultimi 16 metri. Il risultato, alla fine, è giusto.

La prestazione poteva essere migliore, ma non è da disprezzare: con il termometro oltre i 36 gradi le idee è logico che possano annebbiarsi, fino a far sbagliare a giocatori di grande caratura qualche passaggio banalissimo. Ma i fraseggi veloci, specie sulle fasce, si sono visti più di una volta e hanno prodotto parecchie occasioni ghiotte. Mister Gatti ha schierato la formazione annunciata. Un 4-3-3 chiarissimo con Scarcella e destra e Azzolin a sinistra nella difesa a quattro, Rovrena e Mele centrali, Mavilla in regia con Provasio a destra e Trabuio a sinistra. Davanti, Felipe punta centrale con Myrteza a sinistra e Crea a destra.

Nella Trevigliese spiccava un gigante, per fisico e qualità: il portiere Acerbis, ex Albino Leffe, rivelatosi decisivo. Cusaro era l’unico altro veterano, con una panchina tutta composta da 99 e 2000 e molti giovani in campo. La prima azione pregevole è stata di marca lilla: Felipe per Provasio sulla destra, cross del prode Ettore e Myrteza di prima ha scagliato alto. Brivido un minuto dopo, quando Romanò ha svirgolato un rinvio elementare spalancando l’area agli avanti di casa, tutt’altro che lesti nel concludere.

Se le due squadre nella fase iniziale hanno sbagliato passaggi in serie uno dei motivi era cromatico: maglie troppo uguali. Non è una battuta: al 7′ i due capitani hanno chiesto di cambiare le casacche biancazzurre della Trevigliese con il granata. A beneficio loro e degli spettatori. Al 15′ Crea ha scaldato i guanti ad Acerbis. Al 24′ Dervishi ha concluso alto una palla regalatagli da un errore in disimpegno. Il Legnano ha quindi premuto sull’acceleratore regalando al pubblico lilla la sua fase migliore. Al 29′ miracolo di Acerbis su girata di testa di Myrteza. Un minuto dopo il portierone trevigliese si è ripetuto ribattendo d’istinto una conclusione ravvicinata di Felipe. Al 35′ ha fatto di più, levando dalla rete una palla girata in splendida torsione di testa da Scarcella. Sulla ribattuta, secondo miracolo su tiro ravvicinato.

Nella ripresa ci si aspettava un inizio arrembante del Legnano, ma è stata la Trevigliese a cercare due volte il tiro da fuori con Dervishi. Al 10′ comunque è arrivato il gol: Acerbis non ha trattenuto il diagonale velenoso di Felipe e per Myrteza è stato facile il tap-in vincente. Gatti ha operato i cambi e mandato in campo bomber Panigada al posto di Felipe. Terminator dà sempre l’impressione di spaccare la partita da un momento all’altro, ma oggi gli è mancato lo spunto finale. La Trevigliese ha approfittato dei segni di stanchezza e disattenzione del Legnano, portandosi pericolosamente al tiro. All’83’ lo shoot vincente di Marconi, un sinistro a mezza altezza che non ha lasciato scampo a Romanò. Due minuti dopo, ovvio segno di stanchezza, Mavilla ha perso una palla sanguinosa a centrocampo, Cassani si è involato e ha sfiorato il palo con un diagonale da brivido. Sul ribaltamento Panigada, che poco prima si era fatto ribattere un rigore in movimento, ha dato una palla un po’ lunga a Myrteza che, defilato, non è riuscito a superare la guardia di Acerbis.

Il pareggio, benché amaro, è un risultato che ha più di un risvolto positivo: il Legnano si evita la trasferta a Calvisano il 3 settembre (ci andrà la Trevigliese) e concluderà in casa il gironcino, mercoledì 13 settembre al Mari, scendendo in campo padrone del proprio destino. Saprà infatti qual è il risultato necessario a qualificarsi e non dipenderà da altri.