Siamo noi a doverci meritare il saluto dei tifosi e non viceversa

Paolo Tommasoni“Siamo noi a doverci meritare il saluto dei tifosi, e non viceversa”. Il messaggio di mister Paolo Tomasoni è chiaro: l’abbraccio della curva, nella partita casalinga contro l’Inveruno, è il vero punto di svolta della stagione lilla. Non sul piano dei risultati, ma dell’unità d’intenti ritrovata. Una chiusura con le ferite del recente passato.

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“I tifosi, nelle due partite con me in panchina, sono stati encomiabili. Hanno incitato i ragazzi per 90 minuti in una situazione a dir poco difficile. A Carate con un passivo durissimo, e contro l’Inveruno in una partita ben giocata ma persa, non hanno smesso per un secondo di sostenerci. Il loro calore mi ha impressionato. Sta a noi meritarci questo, trascinarli e tirarli dalla nostra parte. Onore e merito al pubblico, dobbiamo essere alla sua altezza. Il saluto dei giocatori? Non solo lo possono, ma lo devono fare, alla fine di ogni partita e dopo aver dato tutto sul campo”.

Mister Tomasoni, la salvezza non è matematicamente impossibile, ma per raggiungerla è richiesta un’impresa assoluta: che cosa l’ha spinta ad accettare un incarico così difficile?

“Ho preso la proposta come una sfida. E l’ho fatto perché credo che si possa invertire la rotta. Non è l’ultimo posto il vero problema, ma il distacco. E’ questo che pesa sulla testa dei giocatori. A Carate dopo il primo gol ho visto una fragilità inaccettabile. Con l’Inveruno giocavamo ancora con un fardello sulle spalle, ma il passo avanti è stato notevole. L’ho ripetuto più volte ai ragazzi: in partita devono dimenticarsi della classifica. Se vogliono pensarci lo facciano in settimana, ma per accumulare rabbia, concentrazione ed energia. E devono scaricare tutto questo in campo la domenica. Per salvarci dobbiamo fare qualcosa di eccezionale, ma non di impossibile”.

Quali sono le lacune più gravi da colmare? “Se hai una classifica così, con una delle peggiori difese e uno dei peggiori attacchi, i problemi sono molto complessi. E vuol dire che il centrocampo non sta meglio degli altri due reparti. Ma un problema su tutti è che abbiamo pochi 97, solo tre. E due devono scendere in campo obbligatoriamente. Capite che questo limita enormemente le alternative. Nonostante tutto, la svolta può e deve esserci. La settimana di pausa è stata molto propizia, e i nuovi ci daranno una mano”.

Che cosa ci può dire di Cantarella e Perez? “Cantarella è un regista davanti alla difesa, ci garantisce un’importantissima alternativa. Perez è agile, dotato di un dribbling di grande facilità e di un tiro potente. Purtroppo hanno bisogno dell’unico lusso che non possiamo permetterci, cioè un po’ di tempo. Non mettiamogli pressione addosso: pensate a due ragazzi arrivati dall’altra parte del mondo e senza dimestichezza con la lingua. Aiutiamoli e loro aiuteranno molto noi. Quanto a Rossetti, difensore centrale del 97, al momento lo do come indisponibile perché per problemi scolastici non riesce ad allenarsi con noi. Essendo un under questa è una mancanza pesante, perché avremmo avuto più alternative davanti”.

Il pubblico invoca a gran voce l’inserimento di Laraia: che ne pensa? “Che chi vuole Laraia in campo con me sfonda dieci porte aperte. L’ho allenato all’Inter e lo conosco bene. Ma i tifosi devono capire che la questione degli under lo penalizza moltissimo. Per inserire lui devo togliere un “veterano” da qualche altra parte, e non ci sono molte possibilità. Spero di poterlo schierare di più, ma lui, a sua volta, oltre alle grandi qualità che ha deve riuscire a vedere di più la porta”.

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