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simone crea

Un tiro da 30 metri costa la sconfitta a Fenegrò

FENEGRO’-LEGNANO 1-0 (0-0)

FENEGRO’: Giocarolli, Cassina, De Vincenzi, Candolini, Bello, Putignano, Panzetta, Nardi, Pizzini, Gestra, Torraca. All. Broccanello.

LEGNANO: Anedda, Ortolani, De Angelis, Bianchi, Mavilla, Scarcella, Myrteza, Provasio, Romano, Crea, Grasso. All. Tomasoni.

RETE: 30′ st Bello.

Anche la matematica ha emesso il suo verdetto: il Legnano è fuori dai play off. E’ una curiosità statistica, nulla più, lo si sapeva da tempo. Solo i numeri concedevano l’ultima esilissima speranza. Anche quest’ultima fiammella si è spenta a Fenegrò, con una sconfitta tutto sommato eccessiva. Qualsiasi altro risultato, comunque, non avrebbe cambiato nulla: la vittoria del Busto 81 contro il San Colombano ha chiuso ogni discorso.
Il primo tempo è stato equilibrato, con poche emozioni. Nella ripresa il Legnano è partito bene, con un bel numero di Grasso che si è liberato di un avversario in area e poi ha sparato sul portiere. Clamoroso poco dopo il palo interno di Crea con un tiro da 20 metri alla destra di Giocarolli. Un tentativo sfortunato che è la metafora di tutta la stagione lilla, perché tra le tante colpe che si possono ascrivere alla squadra va tenuta in conto però anche l’attenuante della malasorte. I lilla hanno collezionato un record mondiale di pali nella stagione.
A un quarto d’ora dalla fine il gol di Bello (bellissimo, per usare un gioco di parole): un tiro al sette da trenta metri su cui Anedda, miracoloso in un altro paio di occasioni, non ha potuto nulla. Il numero 5 del Fenegrò aveva segnato il gol decisivo, al 93′, anche all’andata. Tutto quest’anno è girato come non doveva girare. Ora bisogna guardare avanti, onorare l’ultimo impegno con il Busto 81, il 29 aprile (il 22 il Legnano riposerà). I lilla possono essere arbitri della lotta al primo posto.
Rispetto agli anni scorsi c’è un elemento importante su cui giocare: non ci sono incertezze sulla categoria e c’è tutto il tempo per preparare la nuova stagione senza nessuna fretta e nessun dubbio, facendo tesoro di quanto accaduto quest’anno.

Legnano beffato all’ultimo secondo: è pari contro l’ottimo Verbano

LEGNANO-VERBANO 3-3 (0-1)

LEGNANO: Anedda, Ortolani, Bianchi, De Angelis, Provasio, Bottone (54′ Mavilla), Crea, Myrteza. Romano, Grasso (91′ Scarcella). All. Tomasoni.

VERBANO: Spadavecchia, Scurati, Bratto (70′ Licciardello), Sorrentino, Micheli, Malvestio (86′ Giardino), Dal Santo, Gecchele (60′ Monteverdi), Amelotti, Caliman, Oldrini (61′ La Marca). All. Celestini.

RETI: 20′ pt Caliman, 1′ st Grasso, 12′ st Crea, 16′ st Amelotti, 18′ st Romano su rigore, 49′ st Giardino.

Legnano-Verbano, se fossimo spettatori esterni e non avessimo l’imponente pregresso di delusioni di quest’anno, andrebbe agli archivi come una partita spettacolare ed emozionante, tra due squadre di vertice.
E’ stata una partita nel pieno stile del Legnano di quest’anno. Nel bene e nel male. Partiamo dal male: un tempo regalato e giocato malissimo, il ramnmarico finale per l’ennesima vittoria buttata al vento, l’idea di avere di fronte una squadra con un’identità più chiara. Il bene: la reazione nel secondo tempo, un Crea che quando si accende illumina il vocabolo calcio, il ritorno incoraggiante di Nicholas De Angelis, il carattere per ribaltare e andare due volte in vantaggio. Oltre alla consapevolezza di avere un attacco dalle potenzialità altissime.
Dopo uno stacco di Bianchi su cross di Crea, finito fuori di poco, è stata una sofferenza. Il Verbano ha dimostrato di giocare a memoria, con l’interessantissimo Micheli a comandare la fascia e un Amelotti faro del gioco.
Le occasioni per gli ospiti sono fioccate, interrotte dal colpo di testa di poco alto di Grasso al 18′, su cross di De Angelis. Oldrini aveva già mancato due opportunità a quel punto. Al 27′ il gol di Caliman, sbucato a fari spenti su cross di Micheli. Oldrini ha concluso sull’esterno della rete al 38′ una grande chance innescata da Amelotti. Al 44′ flash di Romano con una delle su girate volanti e deviazione di Spadavecchia. 45 minuti di Legnano con le distanze sbagliate, spaesato e con un Verbano determinato e lucido.
L’intervallo ha cambiato ancora una volta qualcosa nella testa dei giocatori lilla. E’ rientrata in campo un’altra squadra, grintosa, veloce, decisa. Dopo meno di un minuto il bel gol di Grasso di testa in tuffo. Tre minuti dopo Bottone ha colpito il palo con un tiro che poteva essere indirizzato in porta con maggior convinzione. Oldrini ha sprecato il vantaggio all’8′, spedendo fuori di sinistro da centro area, in perfetta solitudine. All’11’ l’ex Sorrentino ha salvato sulla linea dopo che Grasso aveva rubato palla a Spadavecchia. Quindi il gol, ispirato da De Angelis che ha dribblato due uomini e confezionato da Crea che ha saltato il portiere insaccando.
Vantaggio durato poco: al 16′ Amelotti ha pareggiato su punizione da 25 metri. Meno di due minuti e Grasso si è guadagnato un calcio di rigore che Romano ha insaccato alla sinistra di Spadavecchia. Ci sono state ancora emozioni che avrebbero potuto portare tanto al quarto gol lilla che al pareggio ospite. Pareggio arrivato all’ultimo secondo con un colpo di testa del neoentrato Giardino su cross del solito Micheli. Una beffa perché così vengono considerati i gol allo scadere, ma va ammesso che il pari è il risultato giusto. Poco sarebbe cambiato, vista la situazione di classifica, ma almeno si sarebbe raccolta una vittoria contro un signor avversario lottando almeno, nell’ultimo incontro interno l’8 aprile contro l’Accademia Pavese, per mantenere un’esile speranza nella matematica, unico elemento che ancora non condanna il Legnano.

Legnano tennistico: sei gol al Saronno con tris di Romano

SARONNO-LEGNANO 0-6 (0-1)

SARONNO: Frigerio, Zanzi, Ferraro (23′ st Bruno), Onwudebe, Pisoni, Cantoni, Alanga, Zolana, Surace (40′ pt Marzorati), Lardera (27′ st Bonfieni), Matheus. all. Aiello.

LEGNANO: Anedda, Ortolani, Azzolin (24′ st Scarcella), Bianchi, Bottone (18′ st Provasio), Mele, Myrteza (33′ st Grasso), Trenchev, Panigada, Crea (33′ st Borghi), Romano. All. Tomasoni.

RETI: 28′ pt Romano, 12′ st Panigada, 13′ st Romano, 29′ st Panigada, 32′ st Crea, 42′ st Romano.

Valanga lilla. Un pomeriggio in discesa per il Legnano, che gioca a tennis nella classicissima col Saronno, divertendosi e divertendo nella ripresa, dopo un primo tempo ancora ad andamento lento e senza istinto killer. Amaretti in grave difficoltà: non dobbiamo illuderci, questa partita dice poco o nulla sulle possibilità lilla di conquistare i play off, ma certo è un ricostituente che ci voleva. Dietro ormai c’è il vuoto: la sesta in classifica è lontanissima, la posizione è consolidata. Purtroppo la sfida da vincere è un’altra: recuperare due punti sul Busto 81, anche oggi vincente sul difficile campo di Lazzate, ma recuperarli vincendo anche lo scontro diretto all’ultima, per non restare a 10 punti di distacco, muro che segna l’esclusione dai play off. A meno che i bustocchi non vincano il campionato, cosa tutt’altro che improbabile, nel qual caso la corsa andrebbe fatta sul Cavenago Fanfulla.
Ma restiamo alla partita di Cesate: Tomasoni ha schierato Myrteza, Panigada e Romano davanti, Crea alle loro spalle e il giovane Trenchev a dar man forte a Bottone a metà campo. Ivan è stato autore ancora una volta di una prestazione convincente. Il Legnano è partito compassato, consapevole di poter far male in qualunque momento ma ancora senza quella cattiveria che i tifosi vorrebbero vedere. La gragnuola di gol non lascia molto spazio alla descrizione di altre azioni: il vantaggio al 28′, quando Romano ha raccolto e stoppato un cross dalla destra che ha scavalcato tutta la difesa, insaccando con un destro a pelo d’erba alla destra di Frigerio. Non è seguito subito il tentativo netto di chiuderla, cosa che ha lasciato ancora perplessi i tifosi lilla.
La musica è cambiata decisamente in meglio nella ripresa. Spartiacque il bellissimo gol di Panigada: incursione dal vertice sinistro dell’area, rientro sul destro e tiro a giro, per intenderci, alla Dybala. La difesa del Saronno a quel punto si è squagliata, concedendo praterie agli attacchi lilla. Non è passato un minuto che Romano si è involato in profondità affrontando Frigerio in uscita. La palla si è fermata oltre l’estremo difensore di casa e Romano, a porta vuota appena dentro l’area, ha solo dovuto appoggiare il tris nel sacco. Panigada ha continuato la festa sparando un fendente su ribattuta della difesa. Poi è stata la volta di Crea, anche lui su entrata in area dal lato sinistro, dimostratosi il punto più debole della difesa amaretta. Romano ha sfiorato altre tre volte il gol: facendosi bloccare il dribbling da Frigerio in uscita, tirando a fil di palo dal limite e sparando incredibilmente alto da zero metri. Errori dovuti al risultato acquisito: sullo zero a zero Alex non li avrebbe mai commessi. Il tris personale è comunque arrivato a tre minuti dal termine, con un diagonale sul palo lungo, dalla destra.
Una festa facile contro un avversario arrendevole, ma che consente di mantenere il passo con le prime quattro e regala un pomeriggio di divertimento puro ai tifosi. In questi incontri la più forte ha solo da perdere. E il Legnano, quest’anno, se ne è accorto in troppe occasioni.

capocci

Legnano bloccato sul pari. Capocci: “Atteggiamento molle e iella”

UNION VILLA CASSANO-LEGNANO 1-1 (0-1)

CASSANO: Rota, Pozzobon, Della Volpe, Puka, Augliera, Ceci (20′ st Shala), Scaccabarozzi, Comani, Malaspina, Ferrari (31′ st La Iacona), Pisoni. All. Antonelli.

LEGNANO: Anedda, Ortolani, Azzolin, Bianchi, Bottone, Mele, Myrteza, Bonomi (10′ st Trenchev), Panigada (10′ st Romano), Crea (40′ st Borghi), Grasso (43′ st Provasio). All. Tomasoni.

RETI: 18′ pt Crea, 4′ st Scaccabarozzi.

Un’altra delusione, ma condita da una buona dose di sfortuna. Cinque pali e almeno quattro interventi significativi del portiere Rota hanno impedito al Legnano di vincere una partita che si doveva vincere senza se e senza ma. Per le esigenze di classifica, per la diversa caratura delle squadre, per le ambizioni totalmente differenti. E anche perché il Cassano schierava una formazione giovanissima (il più “anziano”, Malaspina, è un classe 94).
I big lilla invece non sono bastati, anche se con un briciolo di fortuna in più si parlerebbe di tutt’altro risultato. La squadra però ha fatto fatica. Ha peccato nell’atteggiamento, perché dopo l’1-0 di Crea per 50 minuti si è tirato a vivacchiare, come se la vittoria fosse già sicura. Finchè la solita distrazione, una marcatura dimenticata su un’azione confusa in area, ha permesso a Scaccabarozzi di tirare liberissimo all’incrocio. Poi il risveglio, tardivo e intermittente, ma comunque in grado di produrre occasioni gol in serie.
L’inizio era stato buono. In venti minuti il Legnano era andato in vantaggio e aveva sfiorato in quattro occasioni il gol (colpo di testa di un filo a lato di Bianchi, due punizioni di Crea parate con prodezze da Rota e una palla a colpo sicuro persa da Myrteza solo davanti all’estremo di casa). Qui i lilla si sono addormentati, consentendo al Cassano di riprendere campo e fiducia. Non ne sono sorte particolari occasioni, ma i tifosi hanno cominciato a mugugnare.
Appena tornati in campo, però, il Legnano non ha cambiato atteggiamento. Il Cassano si è avvicinato pericolosamente ad Anedda con un tiro parato dall’estremo lilla, e poi ha trovato il pareggio, al 4′. Tomasoni, vedendo la squadra poco intraprendente, ha inserito Romano e Trenchev al posto dei poco brillanti Panigada e Bonomi. Romano si è fatto sentire, colpendo un palo e chiamando Rota a parare una spettacolare rovesciata, ma soprattutto consentendo a Grasso di muoversi con più libertà. Nico ha colpito un palo interno clamoroso con un tiro dal limite. Crea ha ancora colpito la traversa e chiamato Rota all’ennesimo intervento sempre su piazzato. Ma la parata più difficile il portiere di casa l’ha compiuta all’ultimo minuto su Bottone, deviando la sua incornata, che è andata a scheggiare il palo.
Centrare i play off ora diventa un’impresa da scalatore himalayano, ma non si deve mollare. Il direttore generale Aldo Capocci ha messo sulla bilancia demeriti e iella: “C’è stata obiettivamente un po’ di sfortuna. Colpire cinque pali e non vincere è un evento raro. Ma abbiamo commesso anche errori di mira. Pensavamo di fare gol da un momento all’altro ma il gol non è arrivato. E il nervosismo è cresciuto. E’ l’atteggiamento ad aver deluso. Contro una squadra infarcita di giovanissimi non si può non vincere. La prestazione in sé non mi è dispiaciuta al 100 per cento. E’ stata semplicemente normale, ma contro una squadra di caratura inferiore deve comunque bastare a vincere. Così non è stato, e ora è dura”.

Battaglia nel fango, il Legnano vince con Romano e Panigada

LEGNANO-SAN COLOMBANO 2-0 (0-2)

LEGNANO: Anedda; Ortolani, Bianchi, Mele, Scarcella (40’ Azzolin), Bonomi (78’ Borghi), Bottone, Provasio (58’ Trenchev), Myrteza (71’ Romano), Panigada, Grasso. All. Tomasoni.

SAN COLOMBANO: Valsecchi, Ioance, Milani, Pignatiello, Fumasoli (84’ Albertini), Molinelli, Odi, Fogu (76’ Gazzaneo) , Piccolo, Bianchi (85’ Squintani). All. Aquilante.

RETI: 35′ st Romano, 44′ st Panigada su rigore.

Battaglia nel fango e tre punti d’oro. Il Legnano torna alla vittoria al Mari dopo il brutto scivolone col Lomellina e il pareggio di Lodi. Lo fa con una prova di carattere, epica nel finale, non priva di sofferenze e dopo aver corso due rischi colossali nel primo tempo, quando il San Colombano ha sprecato un rigore e Ortolani ha operato un prodigioso salvataggio sulla linea. Ma la vittoria è pienamente meritata, soprattutto per l’accelerazione negli ultimi venti minuti, favorita dal provvidenziale ingresso di Romano. E anche se le occasioni lilla, prima del gol, non sono state enormi come le due degli ospiti, sono comunque state più costanti e numerose.
La giornata è iniziata nel silenzio irreale e struggente in ricordo di Davide Astori. Un minuto intensissimo in cui il Mari è sembrato fuori dal tempo.
Poi la partita. Tomasoni ha lasciato per la seconda volta in panchina sia Alex Romano che Andrea Azzolin. Con Crea squalificato e tre uomini infortunati (De Angelis, Mavilla e Trabuio), il mister ha schierato un 4-3-3 più di creazione che di interdizione, con il rientro di capitan Provasio, il fosforo di Bonomi e Bottone in cabina di regia. L’ex Varese è stato autore di una prova gagliarda. Il campo, specie sulle fasce laterali, era inevitabilmente ridotto a una piscina. Innumerevoli gli arresti improvvisi della palla e gli schizzi irrazionali. L’imprevedibile era dietro ogni tocco.
Grasso ci ha provato subito chiamando Valsecchi alla deivazione al quarto e ripetendosi sul corner con un calcio a rientrare. Al 15′ una ghiotta occasione per Bianchi, che ha sfiorato il palo di testa da posizione favorevolissima. Poi è stato il momento del San Colombano. Al 33′, su una penetrazione in area, Piccolo è stato atterrato da Ortolani. L’arbitro ha decretato il rigore senza esitazione. Anedda ha operato un miracolo sul tiro angolato di Piccolo, deviando sul palo con un volo felino. La palla è rimbalzata sui piedi di Iodice, che a porta sguarnita ha clamorosamente messo fuori. Grave però la leggerezza della difesa, scordatasi di prevedere un’eventuale ribattuta. Al 42′ Ioance ha servito Bianchi che ha scavalcato Anedda in uscita con un pallonetto. Ortolani ha ampiamente rimediato al fallo da rigore con un salvataggio volante miracoloso. Provasio ha chiamato Valsecchi a una difficile deviazione al 44′.
Nella ripresa si è rivisto il miglior Panigada. Al 4′, dopo aver dribblato due avversari, ha calciato in porta costringendo Valsecchi a una difficile respi9nta di piede. E’ seguito un po’ di affanno, con gli ospiti che hanno preso le redini del gioco per un buon quarto d’ora, sfiorando il palo con Odi ma senza produrre altre occasioni. A 19 minuti dal termine l’ingresso di Romano ha cambiato la partita. L’intesa con Panigada è stata fondamentale. Parafrasando un celebre detto di Totò, verrebbe da dire che le due punte lilla fanno un totale maggiore della somma. Assiona dimostrato dall’assist di Panigada per la girata voltante di Romano che ha colpito la traversa.
Romano ha poi risolto la pratica involandosi su un lancio dall retrovie fino a dribblare Valsecchi e a insaccare. Una liberazione, e forse ancora di più, si spera, la benedetta svolta della stagione. Un risultato negativo oggi sarebbe stato mortale: la vittoria non rende meno dura la risalita, ancora nove punti ci separano dal duo di testa, una distanza che ci terrebbe fuori dai play off. Oltre a rientrare nei primi cinque bisogna recuperare almeno un punto su Busto 81 e Fanfulla. Ma si può continuare a lottare e abbiamo messo distanza tra noi e chi ci insegue.
Manca al racconto della partita il ritorno al gol di Panigada dopo quasi quattro mesi. Un’azione caparbia, tecnica e potente, fatta di dribbling secchi e sportellate, che ha portato il numero 9 lilla a essere atterrato in area. Sua la realizzazione del rigore che ha chiuso ogni discorso.
Ora ci attende il recupero a Cassano, mercoledì alle 14.30. Bisogna confermarsi nella vittoria per continuare a sperare.

Myrteza

Pareggio con rammarico: da 2-0 a 2-2 sul campo della capolista

CAVENAGO FANFULLA-LEGNANO 2-2 (0-2)

CAVENAGO FANFULLA: Ballerini, Oddone (1′ st Arodi), Colombi, Laribi, Zanone, Patrini, Fall, Brognoli, Mazzini, Battaglino, Cissè (81′ st Zingari). All. Ciceri.

LEGNANO: Anedda, Ortolani, Scarcella, Bianchi, Bottone, Mele, Myrteza, Trenchev (28′ st Bonomi), Panigada (19′ st Romano), Crea, Grasso (43′ st Marcolini). All. Tomasoni.

RETI: 16′ pt Myrteza, 37′ pt Crea, 6′ st Fall, 45′ st Arodi.

Un tempo a testa, una rimonta subita sul filo di lana e un punto che lascia qualche più di qualche rammarico. A Lodi, sul campo della capolista, il Legnano ha giocato un ottimo primo tempo di intenso pressing, ordinate ripartenze e concretezza, trasformato in un doppio vantaggio grazie ai gol di Myrteza (tiro al volo in allungo su spizzata di testa di Panigada) e Crea su punizione a giro da 30 metri (non impeccabile, nell’occasione, Ballerini).
Per 45 minuti il segno è stato decisamente lilla, una prestazione incoraggiante dopo la delusione con il Lomellina, e di buon viatico per il futuro.
Nella ripresa è uscito il Cavenago Fanfulla, con un forcing intenso che ha fatto soffrire il Legnano, comunque sempre battagliero e pronto a colpire in contropiede. Un errore di Mele ha consentito a Fall di colpire da due passi per l’1-2 che ha riaperto i conti. Sono seguiti i minuti più difficili, con i padroni di casa lanciati all’attacco e Anedda pronto a due autentici miracoli su conclusioni dalla distanza, in particolare su una punizione di Battaglino apparsa praticamente imparabile. I lilla però non hanno mai rinunciato al contropiede, come nell’azione splendida che ha portato Romano, subentrato a Panigada, a concludere sull’esterno della rete a tu per tu col portiere. A pochi secondi dalla fine il pareggio, su mischia da calcio d’angolo, con Arodi che si è trovato la palla sui piedi e ha calciato una fucilata da 5 metri su cui Anedda non ha potuto nulla. Eppure la partita non è finita lì. In pieno recupero l’occasionissima che dà quasi più rimpianti della rimonta subita. Myrteza colpisce la traversa con un tiro cross, la palla finisce a Romano che calcia nell’angolo, dove Patrini si immola sventando di ginocchio, forse con l’aiuto del palo.
Si torna da Lodi dopo una prestazione gagliarda e sofferta ma sicuramente positiva, con i complimenti e il fair play del mister avversario Ciceri (“Il Legnano è una grande squadra con una splendida rosa, è davvero incomprensibile come possa non essere assieme a noi a lottare per il primato”), un punto giusto, un forte rammarico per il doppio vantaggio non sfruttato e una classifica pericolosa, non per la posizione quanto per il distacco dal duo di testa: 9 punti con una partita in più. Ricordiamo che a dieci punti svanisce il diritto di accesso agli spareggi, indipendentemente dal posto in graduatoria. Il Legnano di ieri però può rimontare quanto basta per rientrare, anche perchè è proprio contro le grandi che la squadra si esalta.
Non c’è tempo per rimuginare, domenica al Mari arriva il San Colombano e mercoledì c’è il Cassano in trasferta, poi la trasferta di Saronno: un tour de force che deve rimettere a posto la classifica in chiave play off.
“Abbiamo impostato la giusta partita e tenuto benissimo il campo nel primo tempo – è il commento di mister Tomasoni – Nel secondo tempo loro hanno spinto, ma senza creare troppe occasioni. Il gol li ha rincuorati e ci siamo rintanati troppo, ma siamo stati anche pronti a colpire in contropiede. E il mio rammarico è questo: non averla chiusa, specie sull’opportunità avuta da Romano. La rimonta al 90′ non mi fa arrabbiare: l’ultimo minuto fa parte della partita come il primo. Invece la rabbia me la lascia il fatto di non aver realizzato il terzo gol e non aver tenuto più su la palla”.

Legnano senz’anima nè idee: il Lomellina passa al Mari

LEGNANO-LOMELLINA 1-2 (0-2)

LEGNANO: Anedda, Ortolani, Scarcella (1′ st Marcolini), Bianchi, Mavilla (22′ pt Bottone), Mele, Myrteza (24′ st Crea), Bonomi (1′ st Trenchev), Romano, Provasio (1′ st Panigada), Grasso. All. Tomasoni.

LOMELLINA: Basso, Bardone, Guido, Sala Severino, Casula (35′ st Ivaldi), Calvio (31′ st Susbenso), Crimaldi, Farina (16′ st Beccaris), Cabella (35′ st Rignanese), Kolaj. All. Civeriati.

RETI: 19′ pt Casula, 42′ pt Farina, 45′ st Romano.

Addio sogni di gloria. Un Legnano senz’anima e senza idee abbandona ogni residua speranza di vittoria in campionato. Il Lomellina passa al Mari con pieno merito, gestendo senza sofferenze il doppio vantaggio, maturato in un primo tempo in cui dei lilla, a parte una bella punizione di Grasso, non c’è traccia. Il terreno di gioco ha resistito al vento siberiano molto meglio della squadra, apparsa a tratti davvero con i muscoli congelati. Il vantaggio è arrivato alla prima occasione: cross dalla destra, mezza spizzata ina rea e palla che giunge sul piatto destro di Casula, che da pochi metri non ha difficoltà a infilare. Grasso è l’unico a provarci davvero in avanti, ma è il Lomellina a sfiorare il raddoppio al 34′, quando Calvio, solissimo a centro area, manda fuori una conclusione a colpo sicuro. E’ solo questione di minuti: al 42′ Anedda esce su un cross alto ma perde palla, contrastato in modo forse non limpidissimo. Farina è pronto a raccogliere, a girarsi e a mettere nel sacco, nonostante il disperato tentativo del portiere lilla di chiudere lo specchio. Una sberla che lascia il Legnano intontito. Per fortuna il fischio finale del primo tempo non è lontano.
Nella ripresa Tomasoni (nella foto) prova a cambiare inserendo Marcolini al posto dell’infortunato Scarcella e il giovane Trenchev per Bonomi (un cambio “scacchistico”, che serve a gestire con libertà le sostituzioni dei veterani, oltre che a dare fiducia al ragazzo, ancora una volta tra i pochi a salvarsi).
Myrteza dopo pochi secondi si mangia l’occasione che potrebbe riaprire la partita, poi del Legnano più nessuna traccia fino al gol al 90′ di Romano, pregevole pallonetto sull’uscita del portiere. Risveglio tardivo, non c’è più tempo per riprendere la partita.
In sala stampa il commento durissimo del presidente Munafò: “Una partita vergognosa, indecente. Ora dobbiamo pensare esclusivamente ai play off. Ipotizzare altro sarebbe una cosa da pazzi. Ci sono giocatori che devono imparare già da martedì che cosa significa indossare questa maglia. E chi non lo farà lascerà la borsa e andrà a casa. Spero di non arrivare a questo punto, ma lo farò se necessario”.
Un epilogo impensabile per una partita che avrebbe dovuto rilanciare le già flebili speranze di primo posto. Ora l’orgoglio di indossare la maglia lilla deve uscire. Ora o mai più, per non perdere anche il treno play off.

Marco Bianchi centravanti salva il Legnano a Lazzate

ARDOR LAZZATE-LEGNANO 1-1 (0-0)

ARDOR LAZZATE: Mauri, Marchese, Carrafiello, Ferrari, Bernello, Sala, Passoni, Martegani, Iacovelli, Villa (92′ Pizzi), Grassi (72′ Proserpio). All. Campi.

LEGNANO: Anedda. Ortolani, Azzolòin, Bottone, Mavilla (70′ Panigada), Mele, Myrteza (85′ Borghi), Trenchev, Romano (79′ Bianchi), Provasio, Grasso (76′ Crea). All. Tomasoni.

RETI: 18′ st Villa, 44′ st Bianchi.

Robocop salva il Legnano. E’ Marco Bianchi l’hombre del partido di Lazzate. Mister Tomasoni, dopo avervi rinunciato come centrale difensivo in favore di Bottone, lo ha buttato nella mischia a 11 minuti dal termine con un’inusitata missione: quella del centravanti puro. La sua altezza e la sua abilità nel gioco aereo sono risultate determinanti, rendendo ragione al tecnico, la cui scelta aveva destato stupore sugli spalti.
Non è stata una partita memorabile e il pareggio serve a poco, ma vanno sottolineati alcuni punti: l’Ardor è un’ottima squadra, fisica e ben disposta in campo, e vincere sul suo terreno è un’impresa dura per chiunque. Non sarà questo il pareggio su cui recriminare a fine stagione, ma ben altri. Il pessimo terreno di gioco, forse il peggiore della categoria, non è una scusante, ma certo i padroni di casa sono più abituati a giocarci. Il risultato, poi, è equo considerando il tutto: se si guardano le occasioni il Legnano avrebbe meritato di vincere. Il Lazzate ha segnato al primo tiro in porta, mentre i lilla hanno sprecato parecchio, specie a inizio ripresa. Ma il Lazzate ha tenuto, a tratti, i ragazzi di Tomasoni compressi nella loro metà campo, e dopo il vantaggio avrebbe potuto tanto raddoppiare quanto subire il pari. Nel concitato finale entrambe avrebbero potuto vincere o perdere.
Il primo tempo è stato scialbo, con pochissime emozioni. I lilla hanno alzato nettamente il ritmo a inizio ripresa, andando vicini al gol con Romano, lento a concludere in contropiede, e Grasso, bravissimo nel saltare due uomini in un fazzoletto e a concludere chiamando Mauri a una parata non facile. Il Lazzate è passato nel momento migliore del Legnano, con un gol di Villa servito a centro area da Iacovelli. La sua conclusione di giustezza è stata chirurgica, imprendibile per Anedda. La squadra ha accusato il colpo lasciando campo al Lazzate. Non sembravano esserci molte possibilità per trovare il bandolo della matassa, ma è arrivata la mossa inaspettata e fuori dagli schemi: Bianchi centravanti. La torre sanvittorese ha fatto subito valere il suo strapotere fisico. Su una punizione di Crea ha svettato, complice l’infelice uscita di Mauri, insaccando il pari. La manciata di minuti finale è stata emozionante. Bottone ha mancato per un soffio il raddoppio in mischia, con i tifosi che avevano già urlato al gol. Panigada con un pallonetto a giro ha chiamato Mauri all’intervento plastico poi, sul ribaltamento, Anedda è stato chiamato alla parata più difficile e decisiva da quando è a Legnano, volando nell’angolo a deviare una conclusione dal limite.
Una giornata agrodolce, in cui sono mancati i tre punti ma i lilla si sono salvati da una sconfitta che avrebbe pesato come un macigno, trovando buone notizie dagli altri campi, visti i pareggi di Verbano, Fenegrò e San Colombano. Fanfulla e Busto 81, però, hanno guadagnato due punti. Tra le note positive l’ottimo esordio di Trenchev, un ragazzo della Juniores cresciuto moltissimo sotto la guida di mister Salvatore Apollo.

Grasso devastante, il Legnano cala la “manita”

LEGNANO-ACCADEMIA GAGGIANO 5-1 (3-1)

LEGNANO: Anedda, Ortolani, Azzolin, Bianchi, Mavilla, Bottone, Myrteza (42′ st Trenchev), Bonomi (42′ st Marcolini), Romano (35′ st Panigada), Provasio, Grasso (25′ st Crea). All. Tomasoni.

ACCADEMIA GAGGIANO: Amadori, Allegretti (11′ st Checchi), Manolio, Spadaccino, Davenia Luca, Mura, Carta (2′ st Maisto), Rebuscini, Bertocchi, Casiraghi, Davenia Lorenzo (6′ st Taverniti). All. Rossi.

RETI: 2′ pt Bertocchi su rigore, 16′, 21′ e 30′ pt Grasso, 15′ st Bianchi, 39′ st Crea.

Valanga lilla. Finalmente una giornata di gloria senza se e senza ma per il Legnano. La scintillante prestazione di Grasso, esploso ieri al Mari con una tripletta e una prestazione colossale, ha travolto il Gaggiano. Una “manita” che non lascia spazio a nessuna ambiguità di interpretazione: il Legnano ha dominato in lungo e in largo.
Eppure, il folletto malefico che sembra tormentare la stagione lilla ha cercato di farsi vedere anche oggi, quando al 2′ Azzolin, su cross di Casiraghi, è intervenuto col braccio un po’ largo causando un calcio di rigore che ha consentito a Bertocchi di portare in vantaggio gli ospiti. Ma a scacciare qualsiasi paura ci ha pensato la squadra, cominciando a macinare gioco brillante, veloce e verticale e creando occasioni a grappoli. Per due volte Grasso ha sbagliato sottomisura, prima sbucciando di testa una palla da distanza ravvicinata, e poi mettendo alto dal limite dell’area piccola. Ma al 16′ le streghe sono scappate a gambe levate dal Mari, terrorizzate dalla cannonata in diagonale all’incrocio dello stesso Grasso: una perla rara che ha evidenziato tutto il talento della giovane punta lilla. Cinque minuti e ancora Grasso si è catapultato assieme a Bianchi su un cross dalla sinistra, insaccando il vantaggio. Al 30′ il formidabile tris, con un calcio di punizione a giro che ha ingannato il portiere Amadori, complice la barriera che si è ingenuamente aperta. Partita praticamente chiusa non solo per il risultato, ma anche per l’atteggiamento del Legnano, padrone del campo con continui fraseggi di prima e verticalizzazioni. Il Gaggiano si è fatto vedere con una pericolosissima occasione gettata al vento da Bertocchi, che ha messo fuori un gol fatto.
Nella ripresa i lilla hanno cominciato più compassati, gestendo tranquillamente il risultato. Un rilassamento che ha concesso a Bertocchi un’altra occasione d’oro, sventata da Anedda con un miracolo in uscita. Il brivido ha ridato la carica al Legnano: al 15′, su corner di Grasso, Bianchi (nella foto), svettando di testa, ha gonfiato il sacco. Su palle come questa, di testa Robocop è una sentenza. Una splendida girata di Myrteza e una nuova conclusione di Grasso hanno fatto da preparazione alla standing ovation che Tomasoni ha concesso al bomber, al 25′, sostituendolo con Crea. Il Mago ha firmato il poker con un diagonale preciso da posizione molto defilata. Da quella stessa posizione Panigada, entrato al 35′ al posto di Romano, ha sfiorato il palo e il sesto gol.
Grasso man of the match ovviamente, ma tutta la squadra si è espressa su alti livelli: le verticalizzazioni di prima di Provasio sono state illuminanti, così come il brio di Bonomi e la regia di Mavilla. Romano e Myrteza hanno dato l’anima per la squadra, mentre la difesa ha concesso tre occasioni più per rilassamento mentale dato dal vantaggio che per errori. Il Legnano ha giocato da squadra, la miglior ricetta per tacitare le polemiche e le tensioni di una settimana complicata.
“Stare fuori è stata dura – ha commentato lapidariamente Grasso – Per reagire così serviva carattere e io so di averlo”.
Quanto a Tomasoni, il mister non si è preso particolari meriti: “Sono qui per migliorare i giocatori, non per cambiarli. In cinque giorni non si possono insegnare e mettere in pratica chissà quali idee nuove. Il merito va quindi ai giocatori, che oggi hanno giocato da squadra mettendosi l’uno al servizio dell’altro”.

Legnano sconfitto, in arrivo misure drastiche

SESTESE-LEGNANO 2-1 (0-0)

SESTESE: Boari, Bonizzoni (86′ Degradi), Lonardi. Lo Russo, Folcia, Mantegazza, Nalesso, Leontini, Mehmetaj (86′ Pozzi), Blanda, Fioroni (76′ Ventola). All. Roncari.

LEGNANO: Anedda, Ortolani, De Angelis, Bottone, Scarcella (53′ Bianchi), Mele, Bonomi (67′ Myrteza), Provasio, Panigada (61′ Grasso), CreA (62′ Azzolin), Romano. All. Rovellini.

RETI: 61′ Leontini su rigore, 72′ Fioroni, 90′ Grasso.

Al Legnano è arrivata l’ora delle epurazioni.. Il presidente Giovanni Munafò ha detto basta dopo l’ennesima delusione di questo travagliato campionato. A Sesto Calende una squadra confusa, senza idee e senza grinta, è stata battuta da una Sestese che ha fatto semplicemente il suo con ordine, sfruttando quello che c’era da sfruttare, compresi i regali dell’inguardabile arbitro Romanelli.
La società si sta riunendo in queste ore per decidere misure drastiche: “Stiamo valutando di mettere fuori rosa alcuni giocatori per scarso rendimento – sono le parole di Giovanni Munafò – Al Legnano non si viene per svernare e camminare in campo”.
Entro poche ore dovrebbero essere ufficializzate le scelte. I tifosi che hanno assistito alla partita hanno tutti gli elementi per capire chi sono i giocatori a rischio.
La guida tecnica è invece confermata: “Rinnoviamo la fiducia a Massimo Rovellini, ma abbiamo molto da eccepire sulla conduzione tecnica dell’incontro contro la Sestese. Vogliamo quindi una risposta immediata contro il Gaggiano”.
Il presidente è furioso anche con la terna arbitrale, che ne ha combinate di cotte e di crude: “E’ la terna più scarsa che abbia mai visto su un campo di calcio – dichiara Munafò – Potrebbe forse arbitrare partite dei Pulcini, se non fosse che lì non è prevista alcuna terna. Gli episodi non si contano: il rigore regalato, con Bianchi che ha toccato la palla in modo pulitissimo, l’espulsione di Mele per un fallo innocuo a metà campo, sul quale qualunque arbitro avrebbe usato il buonsenso senza estrarre subito il secondo cartellino. L’espulsione di Rovellini, reo di aver detto solo di fischiare almeno un fallo a nostro favore. Un gol regolarissimo annullato, fuorigiochi inesistenti a ripetizione, falli laterali chiarissimi invertiti. E l’episodio più ridicolo, su tiro di Romano: l’arbitro, a due passi, ha assegnato il corner, ma il guardalinee, a 50 metri di distanza, ha indicato il fallo di fondo. Il direttore di gara incredibilmente l’ha ascoltato”.
La cronaca si riassume in poche parole: nel primo tempo il Legnano ha fatto la partita, ma senza quasi mai tirare in porta. Uniche eccezioni una conclusione a fil di palo di Romano e un fuorigioco inesistente fischiato allo stesso Romano, con successivo inutile gol a gioco fermo. Una prima frazione noiosa a dir poco.
Nella ripresa il Legnano non ha cambiato registro, ma almeno le emozioni non sono mancate, innescate improvvisamente dall’arbitro Romanelli. L’espulsione di Mele, quanto meno un eccesso di zelo del direttore di gara, ha lasciato i lilla in dieci. Ma è stato l’assurdo rigore fischiato a Bianchi, per un perfetto anticipo sulla palla, a scardinare la partita. Leontini ha calciato forte e angolato e Anedda ha toccato la palla con balzo felino, senza riuscire a neutralizzarla. Il Legnano, sotto di una rete e di un uomo, è andato ancora più in confusione.
Al 72′, su una ripartenza ben orchestrata e con il Legnano sbilanciato, Fioroni ha insaccato il raddoppio. Rovellini a questo punto aveva già operato i cambi, togliendo soprattutto un bolso e indisponente Panigada per Grasso. Non è cambiato molto, ma almeno sono arrivate le uniche due occasioni lilla: prima Azzolin ha sfiorato il palo dal limite, poi Grasso, quasi dalla stessa posizione, ha insaccato con un colpo da biliardo. Il battesimo del gol di Nico è stata una delle pochissime note positive della giornata, ma una squadra che tira una volta sola nello specchio in 90 minuti non è esattamente ciò che la società e i tifosi si aspettano.