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C’è il big match, Rovellini non si scopre

E’ l’ora del big match! Domani al Mari, inizio alle 14.30, si gioca Legnano-Busto 81. I lilla affrontano la capolista con sei punti di ritardo, un dato sufficiente a spiegare difficoltà e importanza dell’incontro. I tre punti sono un imperativo, anche se con 51 altri punti in palio tutto è possibile.
Mister Rovellini fa giustamente pretattica: nessun annuncio nè su modulo nè su uomini. La buona notizia è che tutti sono pronti. Un piacevole problema di abbondanza.
“Ci sono tre difensori per due posti, tre centrocampisti per due posti e tre attaccanti per due posti. Valuterò fino all’ultimo prima di prendere una decisione non facile”.
Dall’altra parte c’è una squadra forte in tutti i reparti, con uomini di notevole spessore nella categoria: basti ricordare Borghesi, Volpini, Casorati, Anzano e Berberi. “Sarà una bellissima partita, vogliamo i tre punti” conclude Rovellini. E’ atteso il pubblico delle grandi occasioni.

Nuovi innesti in attesa della nuova stagione

Tre colpi di mercato, messi a segno in condizioni difficili, e un incessante lavoro per garantire al Legnano un futuro degno del suo blasone.

Il presidente Gigi Cappelletti ha dimostrato, in sole tre settimane, di aver cambiato l’ambiente e le prospettive lilla. Oltre ad aver rinnovato i quadri dirigenziali e il mister, mantenendo però Fabrizio Salvigni come secondo, a dimostrazione di un’attenzione forte anche sul piano morale e umano, Cappelletti ha portato a Legnano tre nuovi acquisti quando nessuno più se li aspettava: “Certo, se fossi arrivato due mesi prima sarebbe stata un’altra storia, ma ora non ha senso piangere sul passato. Il presente e il futuro del Legnano sono la mia unica preoccupazione. Gli acquisiti sono stati un’occasione da cogliere al volo, e l’ho colta”.
I due ragazzi argentini destano molta curiosità: come è stata possibile un’operazione di questo tipo? “Non sono andato in Argentina apposta per acquistarli. Sarei ridicolo se lo avessi fatto e anche solo se lo dicessi. Il mio viaggio, per motivi calcistici, era pianificato da molto prima che arrivassi a Legnano. Grazie agli amici con cui ho organizzato questa campagna, si è presentata l’opportunità di portare in Italia Cantarella e Perez praticamente a costo zero per il Legnano. Non potevo perderla, anche perché non c’era nulla di simile sul mercato italiano. Le altre società, in questa fase della stagione, ti possono offrire solo giocatori fermi da mesi e con problemi fisici. Non se ne parlava nemmeno. I due ragazzi argentini, invece, sono prontissimi e fisicamente al top. E hanno passaporto italiano, altro vantaggio fondamentale. Ovvio, se fossero dei 97 avremmo fatto bingo, ma non si può avere tutto dalla vita. E’ chiaro che per loro era una chance irripetibile di sbarcare in Italia e farsi notare. Hanno otto partite per farlo e non possono sbagliarle, per questo sono certo che ci daranno una grossa mano”.
Quali sono le loro caratteristiche tecniche? “Cantarella è un centrocampista duttile. Sa leggere bene la partita e può fare i tre ruoli, sia il centrale basso che la mezzala destra o sinistra. Perez è una seconda punta rapidissima, con grande facilità nel saltare l’uomo”.
Avrebbe voluto arrivare prima a Legnano? “Sì, ma non mi è stato possibile.”

Avremmo potuto fare molto di più, però ci proviamo lo stesso.

Sta gettando le fondamenta per un futuro societario solido e di prospettiva? “E’ il motivo per cui ho preso il Legnano.”  Devo qualcosa di importante a questa maglia. Voglio arrivare a maggio con una società appetibile per chi vorrà acquistarla. I contatti e i colloqui sono incessanti, praticamente quotidiani. Il mio obiettivo è che i prossimi tre mesi vengano ricordati come quelli in cui il Legnano si è garantito il futuro. Sono pronto a fare dieci passi indietro a giugno, se la futura proprietà dovesse chiedermelo. O a restare con compiti esclusivamente tecnici. Mi va bene tutto, purché entro maggio la società finisca nelle mani migliori”.