Categoria: Interviste

Giovanni Munafò

Giovanni Munafò: “La città si deve stringere attorno alla squadra”

Il nostro presidente Giovanni Munafò, nel giorno dell’arrivo di Riccardo Forte, ha parlato ai microfoni di Lilla Channel. In vista della prima partita casalinga, il numero uno del Legnano ha sottolineato gli ulteriori sforzi fatti dalla società e ha invitato tutti i legnanesi a stringersi attorno alla squadra. In una parola? Domenica… TUTTI AL MARI.

Qui sotto l’intervista completa al nostro presidente.

 

Giulio Bonzi è il primo abbonato lilla

In attesa di prender posto al Mari, Giulio Bonzi guarda già alla trasferta in Coppa contro il Città di Varese.
È lui il primo abbonato stagionale del Legnano, non una novità visto che dal 1965 rappresenta un vero almanacco vivente dei lilla. Guardando al primo impegno stagionale dei nostri, Giulio viaggia con la memoria fino alla stagione 1962/63. «In casa vincemmo 2-1 salvo poi dover ridisputare l’incontro per un ricorso dei varesini. Cambiò solo il punteggio: 1-0 per noi con rete di Sassi».

Era il Legnano che iniziava a conoscere un certo Gigi Riva. Guardando a quegli anni Giulio si augura di parlare di qualche giovane presente in rosa come il prossimo talento sbocciato al Mari. «Il recente passato ha visto Legnano fabbricare bei professionisti. Mi preme molto vedere ragazzi vogliosi in una squadra come le nostra con valori e un passato glorioso. Io vorrei sempre dei campioni con la maglia lilla ma il primo passo devono farlo loro capendo che questa piazza può essere un grande trampolino di lancio».

Sempre presente al seguito dei nostri ragazzi Giulio non vede l’ora di vederli all’opera in una gara ufficiale. «È prestissimo ma quanto visto con la Pro Sesto alla prima amichevole mi ha fatto capire che abbiamo potenziale. Contro Vergiatese e Solbiatese hanno pesato i carichi in allenamento a mio modo di vedere, ora non resta che affrontare la prova difficilissima di Varese».
Per un tifoso doc come Giulio il primo desiderio è quello di rivedere il Mari pieno di tifosi. Lui che ha fondato nel 1969 il primo lilla club ora spera si affaccino le nuove generazioni. «È fantastico vedere tanti giovani contradaioli al Palio ma vorrei vedere lo stesso affetto la domenica al Mari quando giocano i ragazzi del Legnano».

simone crea

Crea: “Chiedo scusa ai tifosi, ma non ho mancato di rispetto alla maglia”

“Ho una sola cosa per cui chiedere scusa: non essere andato sotto la curva a salutare i nostri tifosi. Ma non ho mancato di rispetto alla maglia lilla, non lo farei mai”.
Simone crea si rivolge direttamente ai ragazzi della Nord, ripercorrendo gli istanti finali della partita contro il Calvairate: un’ammonizione allo scadere, il triplice fischio finale, i giocatori che, nonostante la delusione, vanno a salutare i tifosi. Tutti tranne lui: Simone si è diretto con evidente disappunto verso gli spogliatoi, togliendosi cammin facendo la maglia. E ora tiene a puntualizzare: “Se qualcuno ha interpretato questo gesto come una mancanza di rispetto, assicuro che non è così. La mia rabbia non era rivolta contro nessuno, nemmeno contro l’arbitro. Ero arrabbiato contro noi stessi e me per primo, per non aver vinto una partita che dovevamo assolutamente portare a casa. Ero davvero infuriato per il pareggio, mi sono tolto la maglia e l’ho messa al collo, non l’ho affatto lanciata e non lo farei mai. Chiunque può capire che è andata così. Ma ho fatto un errore di cui chiedo scusa: i ragazzi della Nord ci incitano per 90 minuti su ogni campo. Salutarli a fine partita, indipendentemente dal risultato, è un piacere, non solo un dovere. Ma non ero lucido e non l’ho fatto: perdonatemi, non si ripeterà”.
L’appello di Crea è sulla stessa lunghezza d’onda di quello del presidente: “Dobbiamo restare uniti, giocatori, dirigenza e tifosi, per ritrovare tranquillità. E’ l’unica cosa che ci manca. Abbiamo una rosa fantastica, in grado di ottenere qualunque risultato, ma niente è scontato. Capita spesso di trovare squadre chiuse che fanno muro, passano i minuti, ti innervosisci, diventi frenetico e alla fine ti ritrovi come ieri o domenica scorsa, con due punti sfumati. Dobbiamo solo voltare pagina, dimenticare Vigevano e Calvairate e ripartire conquistando i tre punti contro l’Alcione”.

Munafò: “Dobbiamo ritrovare serenità, no alle decisioni avventate”

“Dico no alle decisioni avventate e sì a ritrovare la serenità”. Il presidente Giovanni Munafò chiama a raccolta giocatori, staff tecnico e tifosi. Con un scopo: restare uniti. Più che mai in questo momento il mondo lilla ha bisogno di allentare la pressione e mantenere la coesione tra tutte le sue componenti.
“Ai tifosi chiedo più che mai ora di essere vicini alla squadra, di continuare a fare ciò che hanno sempre fatto. Abbiamo bisogno di loro. Prendere decisioni sull’onda emotiva in questo momento non ha senso. Sappiamo tutti che questa squadra ha potenzialità enormi: dobbiamo capire perché non riesce a esprimerle in campo. Mi confronterò subito con mister Rovellini, profondamente ma serenamente, per capire che cosa non va, se si tratta di problemi tecnici, tattici e psicologici. Gli rinnovo la mia totale fiducia. In settimana parlerò anche con tutti i giocatori, con lo stesso spirito”.
Gli obiettivi non cambiano: “Il primo posto è lontano, ma non ci arrendiamo di certo. Abbiamo sempre l’opzione play off come seconda via per la promozione. La società, la piazza e i giocatori hanno un solo obiettivo: salire in serie D. Gli ultimi risultati sono stati deludenti, ma un pareggio esterno a Calvairate, in un cammino comunque duro, può anche starci. E’ lo 0-0 al Mari contro il Vigevano che non posso accettare”.
Il presidente interviene anche sull’episodio che ha visto protagonista Simone Crea. Un episodio da disinnescare subito: “Mi è stato detto che si è tolto la maglia con un gesto di stizza. Io ero già uscito e non ho visto nulla, ma vi assicuro una cosa: Simone è legatissimo al Legnano e alla maglia lilla. Non gli passerebbe mai per la testa di compiere un gesto irrispettoso verso i nostri colori. Era un momento di rabbia nei confronti di una decisione del direttore di gara che riteneva ingiusta. Un attimo di rabbia comprensibile e non certo rivolto alla maglia, anzi. Mi è piaciuto il confronto leale della squadra con gli Ultras a fine partita: è giusto che i giocatori ascoltino i tifosi a cui devono tanto. Sempre in uno spirito leale e con i toni opportuni”.