Il Legnano pareggia ma incanta il Mari

LEGNANO-ARCONATESE  1-1   (0-0)

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LEGNANO: Piccirillo (28’  st Colnaghi), Barbui, Ambrosini, Di Lernia, Brusa, Luoni, Ortolani (29’ st Grandi), Tunesi (42’ st Bingo), Cocuzza, Ronzoni (28’ st Pellini), Gasparri. All. Brando.

 

ARCONATESE: Botti, Albini, Ientile, Gomis, Bianchi, Romeo (18’ st Serafini), Menergazzo, Foglio, Coulibaly (1’ st Giovane), Pavesi (36’ st Marra), Pastore (18’ st Gobbi). All. Carli.

 

RETI: 12’ st Cocuzza, 23’ st Albini.

 

E’ più forte il rammarico per la vittoria sfumata o la soddisfazione per aver visto un Legnano tra i più belli degli ultimi anni? Difficile dirlo, ma se pensiamo in proiezione futura, prevale nettamente il secondo aspetto. Se questo è solo un assaggio del gioco griffato Brando e la squadra ha ampi margini di crescita, il pareggio di oggi è meno di un accidente fortuito. I risultati verranno come logica conseguenza. La sfida più dura, naturalmente, sarà la continuità.

Di fortuito c’è il pareggio dell’Arconatese, causato da un errore coi piedi di Luca Piccirillo su un innocuo pallone all’indietro: mettere il ragazzo sulla graticola sarebbe, oltre che sbagliato umanamente, anche errato calcisticamente. Papere così possono capitare a chiunque: la sorte ci ha anche messo lo zampino, perché il pallone sul rinvio ha avuto un evidente rimbalzo falso e il calcio svirgolato poteva spedire la sfera ovunque, invece gli ha dato uno stranissimo giro all’indietro lanciando a rete Albini. Forza Luca, non scoraggiarti!

Ma c’è di più: dire che senza quell’episodio il Legnano avrebbe vinto significa dimenticarne almeno una decina di altri in cui la partita si poteva tranquillamente chiudere. Qui è il rammarico e qui la grande fiducia per il futuro: raramente una squadra può riempire così tanto il tabellino delle occasioni. E non per caso, ma come risultato di un gioco brillante, veloce, arioso, coraggioso e grintoso. Il Legnano visto oggi dà la sensazione che in qualunque momento possa succedere qualcosa di bello, di creativo, di decisivo. Brando ha commentato questa frase dicendo che è uno dei più grandi complimenti che un allenatore possa ricevere.

La partita è stata divertentissima anche per merito di un Arconatese che, messa per un tempo alle corde, ha comunque saputo tener botta, riprendersi e riproporsi.

Era anche la partita degli amarcord, con Valerio Foglio, Marco Bianchi, Manuel Pavesi e Francesco Gobbi a costituire una colonia di ex lilla in campo gialloblu.

Brando ha giocato qualche carta a sorpresa nella formazione iniziale: coppia centrale Luoni e Brusa, con Ambrosini spostato a sinistra. A destra l’ultimo acquisto Barbui. Qualcosa è ancora da registrare nel reparto arretrato, ma i miglioramenti si sono visti. Dove il Legnano ha dominato per lunghi tratti e fatto la differenza è il centrocampo: Di Lernia è un direttore d’orchestra meraviglioso, il perno del gioco di Brando. Tunesi è stata una sorpresa continua, assieme a Di Lernia il migliore in campo. Ronzoni è uomo ovunque.

Interessante l’esperimento di Ortolani esterno avanzato di destra con ampia disponibilità al sacrificio e al rientro, come nelle sue corde. Ricky Cocuzza l’ha messa come sempre, e peccato non l’abbia chiusa insaccandone un altro paio, mentre si è visto un Gasparri decisamente brillante.

La cronaca è troppo ricca per essere raccontata in dettaglio. La riassumiamo: Di Lernia ha lanciato Gasparri a centro area e ha ripreso la sua sponda concludendo di poco fuori (12’); Marco Bianchi ha salvato murando quasi sulla riga un tiro seguito a una veronica di Tunesi (16’); Barbui ha calciato di poco alto dal limite (18’); Gasparri ha sfiorato il palo (19’); Di Lernia ha pescato Luoni a centro area su punizione, bello ma di poco alto il suo tiro al volo (20’); lo stesso Luoni ha lanciato Cocuzza che ha calciato dalla distanza chiamando Botti a una parata notevole (23’); Cocuzza in ripartenza si è presentato solo davanti a Botti che ha sventato (25’): Gasparri ha concluso sull’esterno della rete su servizio di Tunesi (27’); Di Lernia ha lanciato Gasparri che, scivolando al momento del tiro, ha concluso di poco alto (32’); Cocuzza ha concluso di poco fuori su servizio di Ronzoni (37’). Una raffica di azioni, leggendo i minuti non c’è bisogno di commenti.

L’Arconatese è uscita dall’angolo al 40’ andando vicina al gol beffa: un cross basso da destra ha attraversato tutta l’area dove proprio Valerio Foglio ha mancato il tap-in vincente. Di nuovo Cocuzza un minuto dopo ha sfiorato il palo con un tiro a giro. Brivido al 44’ con un tiro di poco alto di Menegazzo. Ci ha provato anche Bianchi di testa al 45’, mentre Barbui ha dovuto spendere l’ammonizione per fermare una splendida discesa a rete di Albini.

Chiudere senza vantaggio una frazione giocata così capita una volta su mille. L’Arconatese ha comunque dimostrato il suo spessore rendendosi pericolosa negli ultimi cinque minuti e riorganizzandosi per la ripresa, più equilibrata e meno intensa, ma comunque ricca di episodi. I gol sono venuti proprio nella seconda frazione: il vantaggio lilla, meritatissimo ma giunto in un momento di relativa calma, è nato ancora sull’asse Di Lernia-Tunesi, con palla a Cocuzza, scambio con Gasparri e scarico sulla parte sinistra dell’area dove Ricky ha ricordato di essere Sentenza insaccando nell’angolo alla sinistra di Botti.

Lo stesso bomber ha sfiorato il raddoppio calciando alto al 22’, poi al 23’ l’incredibile pareggio di Albini raccontato in apertura. Il Legnano ha costruito altre tre opportunità per riportarsi in vantaggio, ma clamorosa è stata quella di Cocuzza al 35’, solo davanti a Botti, che ha sventato. Marra al 47’ ha rischiato di gelare il Mari con una fuga in contropiede conclusa con un diagonale a fil di palo.

Sarebbe stato troppo. Il match ha suggerito che l’Arconatese darà fastidio a tutti in questo campionato, ma che il Legnano è costruito per i traguardi più alti. Ci sono dettagli da rivedere, ma l’impianto di gioco di Brando è evidentissimo e si sintetizza in una sua frase: “Voglio giocatori coraggiosi che ci provino sempre senza paura, chi si limita fare il compitino con me non va d’accordo”. E se il buongiorno si vede dal mattino ci sarà da divertirsi.