Categoria: Cronaca partita

Pari a Chieri: Legnano imbattuto, ma….

CHIERI-LEGNANO   0-0

 

CHIERI: Bonofiglio, Benedetto, Pautassi, Abelli, Conrotto, De Letteriis, Spera (23’ st Gerbino), Castelletto (32’ st Della Valle), Barcellona (23’ Ferrandino), Ravasi (10’ st Pedrabissi), Ozara (37’ st bianco). All. Didu.

 

LEGNANO: Colnaghi, Barbui, De Stefano F., Di Lernia 42’ st Pellini), Ambrosini, Luoni, Gasparri, Tiunesi, Grandi (14’ st Brusa), Ronzoni (29’ st Damo), Cocuzza. All. Brando.

 

Il Legnano sembra affetto da pareggite. A Chieri, su un campo difficile, è arrivato il terzo pari  consecutivo: il risultato a occhiali è lo specchio fedele di ciò che si è visto in campo. Anche per chi ambisce ai massimi traguardi, non è da buttare su un terreno insidioso come questo, ma ci si interroga sempre, quando si divide la posta, sul bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno. La risposta la dà il ds Vito Cera: “Non butto di certo questo risultato, o meglio non lo butterei se non avessimo pareggiato con il Saluzzo e l’Arconatese, due partite che avevamo in mano. Così invece mi lascia l’amaro in bocca. Non voglio trovare scusanti, ma non allenarsi per 14 giorni e poi, dopo due giorni di preparazione, buttarsi in un tour de force con una partita ogni tre giorni, non è facile per nessuno. Il dato importante da sottolineare è che siamo imbattuti. Ripartiamo da qui e domenica scenderemo in campo con una determinazione da far paura”.

Il Legnano ha gestito la partita, equilibrata fino alla fine e con poche emozioni. Nel primo tempo gli unici sussulti sono stati la grande parata di Bonofiglio su tiro di Cocuzza, da sviluppi di un corner al 24’, cui ha fatto da pendant una prodezza di Colnaghi su tiro di Castelletto, al 37’. Al 40’ Cocuzza ha messo in difficoltà ancora il portiere di casa su punizione.

Anche la ripresa è stata avara di adrenalina: al 23’ Ferrandino da buona posizione in area ha perso un tempo rientrando sul sinistro e facendosi murare. Ancora Cocuzza ha sfiorato il gol al 29’ impegnando duramente Bonofiglio. Brivido finale per una conclusione di Predabissi finito fuori di un soffio, al 46’.

Legnano imbattuto ma… si può completare la frase in mille modi: i tre punti servono come il pane; i due risultati sprecati pesano; se il campionato non fosse una corsa a ostacoli contro il Covid; se…con i se e con i ma non si fa la storia, ma cominciando a vincere sì. A partire da Castellanza.

 

Finisce la benzina, il Legnano spreca il doppio vantaggio

LEGNANO-SALUZZO   2-2   (2-0)

 

LEGNANO: Colnaghi, Barbui, Ambrosini, Di Lernia (41’ st Bingo), Brusa, Luoni, Radaelli (13’ st Ortolani), Ronzoni (23’ st Pellini), Cocuzza ((28’ st Grandi), Tunesi (33’ st Febbrasio), Gasparri. All. Brando.

 

SALUZZO: Busano, Bedino, Serra, Caldarola, Carli, Mazzafera (1’ st De Peralta), Peirano (37’ st Gaboardi), Soumahoro, Carrer (13’ st  Clerici), Sardo (13’ st Tosi), Barale. All. Boschetto.

 

RETI: 23’ pt Di Lernia, 26’ pt Cocuzza, 12’ st Carli, 40’ st Caldarola.

 

  • Peccato
  • Ottimo Saluzzo, risultato giusto.
  • Tutta colpa del Covid.
  • Sul due a zero in undici contro dieci la si deve portare a casa.

Scegliete il commento che preferite, oppure shakerateli tutti e quattro. Sono veri uno per uno e tutti insieme. Non si può non restare con l’amaro in bocca dopo un pareggio come quello di oggi: il Legnano dal 10’ della ripresa ha giocato in superiorità numerica per l’espulsione di Soumahoro e con due gol di vantaggio, frutto di due punizioni capolavoro di Di Lernia e Cocuzza. Ma il cartellino rosso che avrebbe dovuto mettere in congelatore la vittoria ha invece caricato gli ospiti, che non hanno mai mollato e ci hanno sempre creduto. Più che l’espulsione, a togliere certezze al Legnano è stato il gol del due a uno. E’ del tutto evidente che la luce si è spenta sul piano fisico, logico effetto delle due settimane di stop. Questo lo ha ammesso con fair play anche mister Boschetto, allenatore del Saluzzo. Il Covid sta falsando la nostra vita, figuriamoci se non falsa un campionato di calcio.

Però non è solo questo: come ha sottolineato Brando, si poteva e si doveva portarla a casa. Col carattere, con la testa, con la forza di trovare la giocata giusta, con qualche piccola astuzia di mestiere, con palle in tribuna e un pullman in area, con qualche ripartenza letale. Tutto poteva far brodo, purtroppo invece è venuta un’evitabile frittata.

Ripetiamo: i ragazzi hanno tutte le scusanti sul piano fisico. Il Saluzzo ne aveva di più perché non si è mai fermato. Nessuno è stato penalizzato come il Legnano dalle norme antiCovid, ma proprio perché si era riusciti a metterla sul due a zero con l’uomo in più le attenuanti si indeboliscono un po’.

Il primo tempo è stato equilibrato ma con un Legnano apparso, oltre che cinico, ben organizzato. Dopo un bel tiro sull’esterno della rete di Ambrosini è stato Carli a impegnare Colnaghi in una prodezza con una punizione molto ben calciata sul palo basso.

In tre minuti, però, il Legnano ha riscritto il manuale dei calci piazzati con due capolavori assoluti: il primo di Di Lernia, un missile terra-aria dai 22 metri che si è insaccato nel sette alla sinistra di Busani (nella foto di Sport Legnano). Poi con una parabola tesa e col contagiri di Cocuzza da 30 metri: questa volta le ragnatele sono sparite dal sette opposto.

Al 34’ un maestoso Luoni ha salvato in scivolata su un pericolosissimo cross rasoterra dalla sinistra. La sensazione nell’intervallo era che i giochi fossero chiusi: il risultato puniva un po’ severamente gli ospiti, ma il Legnano aveva capitalizzato al massimo le occasioni.

La ripresa, specie dopo l’espulsione di Soumahoro, è stata un monologo granata. Il gol del 2 a 1 era evitabile, perchè sulla palla alta in verticale che ha trovato Carli a tu per tu con Colnaghi la difesa non è stata irreprensibile. Purtroppo era proprio quello che bisognava evitare. Il Legnano avrebbe potuto chiuderla al 26’ quando Busani ha salvato su Gasparri lanciato a rete. Al 40’ la sofferenza lilla si è concretizzata nel pareggio ospite: Caldarola con un bellissimo shoot all’incrocio dal limite ha trafitto l’incolpevole Colnaghi. E al 90’ lo stesso Colnaghi ha salvato con un tuffo felino su De Peralta, evitando una sconfitta che i ragazzi non avrebbero meritato proprio per le forti attenuanti dovute allo stop forzato.

Anche se potevamo avere sei punti e ne contiamo due, non c’è affatto da perdersi d’animo: la qualità e la forza della squadra sono evidenti. Con l’Arconatese si è pareggiato per non aver capitalizzato le occasioni, oggi che lo si è fatto è invece finita la benzina. Certo, sulla testa si può e si deve lavorare molto per riuscire a gestire meglio i preziosi vantaggi che la  squadra riesce a conquistarsi con la sua qualità.

Il Legnano pareggia ma incanta il Mari

LEGNANO-ARCONATESE  1-1   (0-0)

 

LEGNANO: Piccirillo (28’  st Colnaghi), Barbui, Ambrosini, Di Lernia, Brusa, Luoni, Ortolani (29’ st Grandi), Tunesi (42’ st Bingo), Cocuzza, Ronzoni (28’ st Pellini), Gasparri. All. Brando.

 

ARCONATESE: Botti, Albini, Ientile, Gomis, Bianchi, Romeo (18’ st Serafini), Menergazzo, Foglio, Coulibaly (1’ st Giovane), Pavesi (36’ st Marra), Pastore (18’ st Gobbi). All. Carli.

 

RETI: 12’ st Cocuzza, 23’ st Albini.

 

E’ più forte il rammarico per la vittoria sfumata o la soddisfazione per aver visto un Legnano tra i più belli degli ultimi anni? Difficile dirlo, ma se pensiamo in proiezione futura, prevale nettamente il secondo aspetto. Se questo è solo un assaggio del gioco griffato Brando e la squadra ha ampi margini di crescita, il pareggio di oggi è meno di un accidente fortuito. I risultati verranno come logica conseguenza. La sfida più dura, naturalmente, sarà la continuità.

Di fortuito c’è il pareggio dell’Arconatese, causato da un errore coi piedi di Luca Piccirillo su un innocuo pallone all’indietro: mettere il ragazzo sulla graticola sarebbe, oltre che sbagliato umanamente, anche errato calcisticamente. Papere così possono capitare a chiunque: la sorte ci ha anche messo lo zampino, perché il pallone sul rinvio ha avuto un evidente rimbalzo falso e il calcio svirgolato poteva spedire la sfera ovunque, invece gli ha dato uno stranissimo giro all’indietro lanciando a rete Albini. Forza Luca, non scoraggiarti!

Ma c’è di più: dire che senza quell’episodio il Legnano avrebbe vinto significa dimenticarne almeno una decina di altri in cui la partita si poteva tranquillamente chiudere. Qui è il rammarico e qui la grande fiducia per il futuro: raramente una squadra può riempire così tanto il tabellino delle occasioni. E non per caso, ma come risultato di un gioco brillante, veloce, arioso, coraggioso e grintoso. Il Legnano visto oggi dà la sensazione che in qualunque momento possa succedere qualcosa di bello, di creativo, di decisivo. Brando ha commentato questa frase dicendo che è uno dei più grandi complimenti che un allenatore possa ricevere.

La partita è stata divertentissima anche per merito di un Arconatese che, messa per un tempo alle corde, ha comunque saputo tener botta, riprendersi e riproporsi.

Era anche la partita degli amarcord, con Valerio Foglio, Marco Bianchi, Manuel Pavesi e Francesco Gobbi a costituire una colonia di ex lilla in campo gialloblu.

Brando ha giocato qualche carta a sorpresa nella formazione iniziale: coppia centrale Luoni e Brusa, con Ambrosini spostato a sinistra. A destra l’ultimo acquisto Barbui. Qualcosa è ancora da registrare nel reparto arretrato, ma i miglioramenti si sono visti. Dove il Legnano ha dominato per lunghi tratti e fatto la differenza è il centrocampo: Di Lernia è un direttore d’orchestra meraviglioso, il perno del gioco di Brando. Tunesi è stata una sorpresa continua, assieme a Di Lernia il migliore in campo. Ronzoni è uomo ovunque.

Interessante l’esperimento di Ortolani esterno avanzato di destra con ampia disponibilità al sacrificio e al rientro, come nelle sue corde. Ricky Cocuzza l’ha messa come sempre, e peccato non l’abbia chiusa insaccandone un altro paio, mentre si è visto un Gasparri decisamente brillante.

La cronaca è troppo ricca per essere raccontata in dettaglio. La riassumiamo: Di Lernia ha lanciato Gasparri a centro area e ha ripreso la sua sponda concludendo di poco fuori (12’); Marco Bianchi ha salvato murando quasi sulla riga un tiro seguito a una veronica di Tunesi (16’); Barbui ha calciato di poco alto dal limite (18’); Gasparri ha sfiorato il palo (19’); Di Lernia ha pescato Luoni a centro area su punizione, bello ma di poco alto il suo tiro al volo (20’); lo stesso Luoni ha lanciato Cocuzza che ha calciato dalla distanza chiamando Botti a una parata notevole (23’); Cocuzza in ripartenza si è presentato solo davanti a Botti che ha sventato (25’): Gasparri ha concluso sull’esterno della rete su servizio di Tunesi (27’); Di Lernia ha lanciato Gasparri che, scivolando al momento del tiro, ha concluso di poco alto (32’); Cocuzza ha concluso di poco fuori su servizio di Ronzoni (37’). Una raffica di azioni, leggendo i minuti non c’è bisogno di commenti.

L’Arconatese è uscita dall’angolo al 40’ andando vicina al gol beffa: un cross basso da destra ha attraversato tutta l’area dove proprio Valerio Foglio ha mancato il tap-in vincente. Di nuovo Cocuzza un minuto dopo ha sfiorato il palo con un tiro a giro. Brivido al 44’ con un tiro di poco alto di Menegazzo. Ci ha provato anche Bianchi di testa al 45’, mentre Barbui ha dovuto spendere l’ammonizione per fermare una splendida discesa a rete di Albini.

Chiudere senza vantaggio una frazione giocata così capita una volta su mille. L’Arconatese ha comunque dimostrato il suo spessore rendendosi pericolosa negli ultimi cinque minuti e riorganizzandosi per la ripresa, più equilibrata e meno intensa, ma comunque ricca di episodi. I gol sono venuti proprio nella seconda frazione: il vantaggio lilla, meritatissimo ma giunto in un momento di relativa calma, è nato ancora sull’asse Di Lernia-Tunesi, con palla a Cocuzza, scambio con Gasparri e scarico sulla parte sinistra dell’area dove Ricky ha ricordato di essere Sentenza insaccando nell’angolo alla sinistra di Botti.

Lo stesso bomber ha sfiorato il raddoppio calciando alto al 22’, poi al 23’ l’incredibile pareggio di Albini raccontato in apertura. Il Legnano ha costruito altre tre opportunità per riportarsi in vantaggio, ma clamorosa è stata quella di Cocuzza al 35’, solo davanti a Botti, che ha sventato. Marra al 47’ ha rischiato di gelare il Mari con una fuga in contropiede conclusa con un diagonale a fil di palo.

Sarebbe stato troppo. Il match ha suggerito che l’Arconatese darà fastidio a tutti in questo campionato, ma che il Legnano è costruito per i traguardi più alti. Ci sono dettagli da rivedere, ma l’impianto di gioco di Brando è evidentissimo e si sintetizza in una sua frase: “Voglio giocatori coraggiosi che ci provino sempre senza paura, chi si limita fare il compitino con me non va d’accordo”. E se il buongiorno si vede dal mattino ci sarà da divertirsi.

Legnano entusiasmante: poker a Gozzano

GOZZANO – LEGNANO 3-4 (1-3)

GOZZANO: Ferrara, Carboni, Panza, Pavan, Carta, Olivera, Gemelli, Piraccini, Vono, Allegretti, Sow. A disposizione: Figliuzzi, Maiorino, Geno, Antonioli, Olivato, Mudasiru, Rampin, Di Giovanni, Gioria, Montaperto, Tripoli, Rabuffi, Giuliani. All. Soda.

LEGNANO: Piccirillo, Barbui, Ambrosini, Di Lernia, Brusa, Luoni, Bingo, Tunesi, Cocuzza, Ronzoni, Gasparri. A disposizione: Colnaghi, Buono, Barra, Pellini, Damo, Febbrasio, Todaj, Fondi, Sestito. All. Brando.

RETI: 3’ pt Cocuzza, 15’ pt Allegretti, 30’ pt Bingo, 35’ pt Di Lernia, 10’ st Olivato, 15’ st Gemelli, 20’ st Cocuzza.

Un grande Legnano. Punto. E ben inteso, non bisognava lasciarsi abbattere dopo le ultime due amichevoli e non bisogna esaltarsi adesso, ma il Legnano ha lanciato un messaggio chiaro: andare a dettar legge e vincere con margine anche inferiore al reale merito sul campo della favorita del campionato significa esserci, pronti a recitare una parte da protagonisti nel prossimo campionato. Se qualcuno aveva nutrito dubbi o perplessità premature, ora può metterle da parte.
Il presidente Giovanni Munafò lo ha voluto sottolineare: “Oggi abbiamo visto gli schemi di mister Brando messi in pratica dai ragazzi. Si è ammirata davvero una grande squadra: il Gozzano è una delle favorite, forse la favorita assoluta, ma aver vinto a questo modo dimostra che lassù, per i quartieri alti, ci saremo anche noi fino in fondo”.
Una partita tra l’altro scoppiettante e avvincente, che meritava la presenza del pubblico. Il Legnano è passato subito con una punizione pennellata di Cocuzza: un tiro basso dal limite nell’angolo alla destra del portiere e sul suo palo. Il Gozzano ha pareggiato con un lob di Allegretti che ha sfruttato un lancio lungo a scavalcare la difesa superando Piccirillo.
Lungi dal subire il colpo, il Legnano ha continuato a macinare gioco, passando meritatamente al 30’ con un’azione sulla destra di Di Lernia, chiusa da un cross al centro su cui Bingo è arrivato in corsa chiudendo in rete.
Il tris è arrivato dall’altra ala: Ronzoni per Gasparri sulla destra, cross in mezzo e l’irrompere di Di Lernia in area piccola non ha lasciato scampo a Ferrara. Il palo ha impedito subito dopo il poker lilla. Un primo tempo coi fiocchi, di qualità e personalità.
Nella ripresa il Gozzano ha ridotto le distanze al 10’ con un tiro da fuori stampatosi sul palo e ribadito in rete da Olivati. Cinque minuti dopo il pareggio, nato da una situazione ben nota: un disimpegno errato del portiere (Piccirillo) nel tentativo di giocare palla. Schemi richiesti dal tecnico e necessari in campionato, quando naturalmente non potremo permetterci più questi errori nel giro palla difensivo, ma dovremo attuarli alla perfezione per ribaltare il fronte.
Anche qui si è visto il Legnano che vogliamo e che non si era visto a Casatenovo, capace di farsi scivolare addosso gli episodi negativi e continuare a giocare. E il frutto è arrivato al 20’ con il gol più bello dei sette visti oggi: lancio di Pellini per Gasparri che ha saltato l’uomo e ha messo in mezzo per Cocuzza. Ricky Sentenza gonfiato il sacco con una volèe di sinistro.
“La mia posizione – commenta il ds Vito Cera – è la stessa di settimana scorsa, dopo la sconfitta con la Casatese. Questa è una squadra forte che lotterà per il vertice, ma che ha bisogno di tempo per arrivare a esprimere il gioco di Brando. I carichi di lavoro sono pesanti, gli schemi vanno assimilati. Ma la squadra è in netta crescita, oggi lo si è visto in modo eclatante. Non è ancora al 100 per cento e non lo sarà nemmeno subito in campionato, ma saremo pronti e presto al top”.
Brando oggi ha schierato la squadra col 4-3-2-1 anziché col 4-3-3: aveva promesso la capacità di cambiare modulo in campionato per essere adattivi e lo ha dimostrato. Difficile anche indicare i migliori, perché tutta la squadra si è espressa bene.
Ora sguardo e pensieri alla prima di campionato, che ci vedrà opposti a una vera schiera di ex: l’Arconatese di Foglio, Bianchi, Gobbi e Pavesi, domenica 27 al Mari.

Sette minuti da incubo, il big match alla Pro Sesto

PRO SESTO-LEGNANO   3-2    (3-1)

 

PRO SESTO: Pisoni, Giubilato, Carullo (42’ st Bulgarella), Gattoni, Bosco, Bettoni, Capelli (32’ st Monni), Gualdi, Tascini (23’ st Cominetti), Scapuzzi (42’ st Romeo), Carnevale. All. Vergaro.

 

LEGNANBO: Ragone, Ortolani, Foglio (18’ st Pavesi), Ricozzi (27’ st Alvitrez), Miculi, Ciappellano, Borghi (23’ st Pennati), Rinaldi, Cocuzza, Pèrez (33’ st Plumbaj), Gasparri. All. Cusatis.

 

RETI: 9’ pt Ricozzi, 34’ pt Gualdi, 38’ pt Scapuzzi su rigore, 41’ pt Gualdi, 45’ st Gasparri.

 

Peccato. Sette minuti irrazionali, in cui tutta l’imprevedibilità del calcio è calata all’improvviso sullo stadio Breda, hanno ribaltato il risultato e tramortito un Legnano che fino a quel punto era meritatamente e tranquillamente in vantaggio nel big match con la Pro Sesto.

Vanno prima di tutto sottolineate l’atmosfera, la cornice, il pubblico e la qualità dell’impianto sestese: tutte cose che, assieme alla statura delle squadre e alla posta in gioco, ha fatto davvero respirare l’aria di un match di categoria superiore.

Il Legnano, schierato da Cusatis con Ricozzi in regia e Pèrez e Rinaldi mezzali, ha rinunciato ad Alvitrez in mezzo al campo. Il vantaggio è arrivato subito con una punizione dalla distanza di Ricozzi, su cui Pisoni non è parso impeccabile. E’ esplosa la gioia dei tifosi lilla, assiepati sulla grande e rinnovata tribuna opposta a quella centrale.

Il Legnano ha amministrato in scioltezza davanti a una Pro Sesto colpita a freddo e apparsa per mezz’ora incapace di una qualsiasi reazione. Fino al 34’ nessun altro tiro, di nessuna delle due squadre, ma con il Legnano che ha dato l’impressione di tenere molto bene il campo.

Solo l’imprevedibile poteva risvegliare la Pro Sesto, e l’imprevedibile si è materializzato con l’errore di Miculi, che ha appoggiato di testa a Ragone un cross innocuo senza avvedersi dell’arrivo di Gualdi, che ha insaccato.

Tanto è bastato a cambiare l’inerzia della partita. Anche perché la doccia fredda è diventata una cascata: al 38’ Ortolani ha toccato con la mano un cross di Scapuzzi dalla sinistra. Secondo le (folli) regole attuali è rigore. L’arbitro lo ha concesso e lo stesso Scapuzzi lo ha realizzato, nonostante Ragone abbia intuito l’angolo. Altri tre minuti e la Pro Sesto ha realizzato il tris con uno stacco di testa ancora di Gualdi su cross dalla sinistra, imparabile per Ragone. Tre a uno in un nonnulla quando niente lasciava presagire pericoli.

Da lì in poi i padroni di casa hanno giocato ovviamente in piena fiducia, mettendo in luce, oltre a un Gualdi in gran spolvero coi suoi inserimenti, anche la classe e l’astuzia di Scapuzzi (basti guardare l’episodio del rigore, non casuale ma cercato con diabolica furbizia).

Nella ripresa il Legnano ha provato a rientrare in campo per provare la rimonta: al 5’ un servizio di Ricozzi ha trovato libero Gasparri, che ha calciato alto. Al 10’ Foglio non ha chiuso in rete per un soffio un traversone dalla destra. Lo slancio si è presto attenuato e la Pro Sesto ha controllato benissimo spazi e palla, sfiorando la quaterna con Tascini, che da posizione ghiottissima ha sparato alto.

La reazione vera del Legnano è venuta dopo i cambi (dentro Pavesi, costretto però ad agire quasi da terzino, Plumbaj, Pennati e Alvitrez), ma è stata tardiva. Al 35’ Miculi ha provato a rimediare all’errore fatale del primo tempo concludendo di testa: parata facile di Pisoni. Al 43’ Alvitrez ha tentato dalla distanza, concludendo alto, mentre su corner, al 45’, è arrivato il 2-3 su un batti e ribatti di testa. Plumbaj ha concluso nell’angolino, Gasparri ha dato il tocco finale per non rischiare e la rete è stata attribuita a lui.

Un’ultima occasione molto simile stava per fruttare il pareggio, ma questa volta non c’è stato il tap-in finale. L’arbitro ha chiuso qui l’incontro.

L’amarezza è grande, soprattutto per come si era messa la partita e per come si era mossa la squadra nella prima mezz’ora. Sette minuti di follia come quelli di oggi sono più unici che rari, e purtroppo sono arrivati proprio nel big match.

Il campionato, imprevedibile come quei sette minuti, non finisce qui: mancano 11 partite e nessuno ha un ritmo travolgente. I giochi sono ancora apertissimi.

 

Cocuzza gol, Legnano a meno uno dalla vetta

LEGNANO-SONDRIO 1-0   (0-0)

LEGNANO: Ragone, Ortolani, Borghi, Ricozzi (22’ st Plumbaj), Miculi, Ciappellano, Rinaldi, Alvitrez (29’ st Pennati), Cocuzza (29’ st Pavesi), Pèrez, Gasparri. All. Cusatis.

SONDRIO: Finamore, Pezziardi, Jamal Idrissi (33’ st Spaneschi), Damo (31’ st Drovetti), Mara, Boni, Fognini, Di Lauri, D’Amuri (29’ st Pasquinelli), Panatti, Austoni (47’ st Yacoub). All. Nordi.

RETE: 17’ st Cocuzza su rigore.

 

Tre punti pesanti come una stella di neutroni. Resi ancora più dorati dalla sconfitta della Pro Sesto. Siamo a meno uno dalla vetta e domenica ci sarà la madre di tutte le partite. Tutti a Sesto per il sogno, questo è l’appello. Quanto basta per incorniciare la giornata.

Vediamo come ci siamo arrivati. Legnano-Sondrio è stata una partita di 45 minuti, quelli della ripresa.

Il primo tempo si poteva fare a meno di giocarlo. Per riprendere una citazione del vecchio Carlo Pellegatti, è stato noioso come un film iraniano. Stando di manica larghissima, ricordiamo a malapena un tiro di Ricozzi parato facilmente da Finamore, ma a conclusione di un bel contropiede lilla. E un colpo di testa alto di D’Amuri, unico timidissimo tentativo del Sondrio in tutta la partita.

Nella ripresa si è visto un altro Legnano, ma contro lo stesso Sondrio, per cui l’epilogo è stato più che logico. Il piglio diverso con cui la squadra è entrata in campo lo si è visto subito al primo minuto, quando Cocuzza ha raccolto un suggerimento di Gasparri e si è trovato a tu per tu con Finamore, facendosi respingere il tiro. Sulla ribattuta Rinaldi ha sparato alto.

Al 6’ Ricozzi ha fatto la barba al sette con una punizione delle sue.

Il gol è arrivato al terzo tentativo, al 17’: Cocuzza da ottima posizione ha messo in mezzo un traversone basso che chiedeva solo il tap-in. Nessuno ci è arrivato, ma dall’altra parte la palla è stata rimessa in mezzo pescando Pèrez libero per il tiro. La conclusione di Guille ha trovato Jamal Idrissi col braccio largo: rigore e ammonizione. L’implacabile Cocuzza ha insaccato spiazzando Finamore.

Il Sondrio non è riuscito a combinare nulla di concreto per recuperare. Il Legnano ha invece avuto tre occasioni per raddoppiare: un filtrante di Rinaldi per Gasparri, contrastato all’ultimo istante (al 21’), un contropiede di Pavesi per Gasparri, che dalla destra ha concluso forte ma trovando Finamore pronto alla respinta, e un’ultima ripartenza coast to coast dello stesso Manuel, conclusa alta, al 47’.

Nella ripresa si è vista una squadra con lo spirito giusto: c’è da migliorare, ma questi 45 minuti hanno segnato la voglia di reazione dei ragazzi dopo le deludenti prestazioni con Ponte San Pietro e Scanzorosciate. Domenica a Sesto, contro una squadra che va a singhiozzo ma è sempre capolista, non ci si gioca la stagione, ma si può dare un messaggio forte.

Negli spogliatoi i ragazzi hanno sfogato la loro gioia e la loro voglia di rivalsa. E questo è un segnale importantissimo: prima di oggi poteva esserci lo spettro di una squadra con le batterie scariche mentalmente, l’immagine dei ragazzi in festa ci dimostra che questo pericolo non esiste.

E ora, coloriamo Sesto di lilla!

Legnano senz’anima: dura sconfitta a Scanzorosciate

SCANZOROSCIATE-LEGNANO  2-0   (1-0)

 

SCANZOROSCIATE: Colleoni, Bertolotti, Corno, Gambarini, Paris, Rota, Zambelli, Vallisa, Bangal (21’ ST Bertacchi), Aranotu (41’ St Giangaspero), Lizzola. All. Valenti.

 

LEGNANO: Ragone, Nava, Foglio (26’ st Pavesi), Ricozzi, Miculi, Ciappellano, Montenegro (821’ st Borghi), Pennati (25’ st Rinaldi), Cocuzza, Alvitrez, Plumbai (818’ st Gasparri). All. Cusatis.

 

RETI: 26’ pt Paris, 33’ st Vallisa.

 

Così non va. Un Legnano senz’anima soccombe meritatamente a uno Scanzorosciate grintoso e motivato. In terra bergamasca i ragazzi hanno ripetuto la prova sconcertante dello scorso ottobre a Villa d’Almè. C’è da sperare che anche ciò che seguirà sia uguale: da quella trasferta il Legnano cambiò volto mettendo in cascina così tanto fieno da avere ancora l’aia piena.

Il concomitante pareggio della Pro Sesto e la rocambolesca sconfitta dell’Arconatese tengono il campionato apertissimo e avvincente, ma non si può sempre sperare nelle disgrazie altrui, perché quattro sconfitte in un mese e mezzo non sono un ruolino di marcia accettabile.

Cusatis ha deciso di lanciare Plumbaj dal primo minuto al posto di Gasparri; a centrocampo ha sacrificato Pèrez mettendo Pennati mezzala alla destra del regista Ricozzi.

Il Legnano ha cominciato bene, andando subito in gol al 6’: Alvitrez ha servito un filtrante sulla sinistra per Cocuzza che ha infilato sotto il sette. Purtroppo ha rovinato tutto il guardalinee, alzando la bandierina per un fuorigioco a dir poco dubbio, anzi diciamo pure inesistente. Qui la partita poteva decisamente svoltare, ma il Legnano dopo ha fatto poco perché ciò avvenisse.

Un paio di cross insidiosi di Cocuzza sono stati salvati con recuperi in extremis dei difensori, prima che il tecnicissimo Aranotu, un prospetto da tenere sott’occhio, seminasse il panico nella difesa lilla, salvata dall’intervento di Ciappellano. Due minuti dopo (al 26’) il gol del vantaggio orobico, nato da una svirgolata della difesa lilla e da un tiro al volo che ha attraversato una selva di gambe prima di giungere a Paris sul secondo palo: facile il suo tap-in. Lo Scanzorosciate ha cominciato a giocare in fiducia, vincendo duelli e aggredendo sistematicamente il portatore di palla. Il Legnano non si è disimpegnato male in fase di uscita, ma non ha mai trovato idee e alternative valide appena passata la metà campo.

A inizio ripresa è parso di vedere un Legnano leggermente più propositivo, fino all’azione di Foglio al 14’, con palla in mezzo a Cocuzza e girata fermata in caduta da un difensore con la mano. Da valutare la dinamica, comunque niente rigore. Un minuto dopo Cocuzza ci ha riprovato concludendo sull’esterno della rete.

Ci ha provato anche il neoentrato Gasparri al 19’, sparando alto. Al 20’ lo Scanzorosciate si è rifatto vivo con una mischia furibonda conclusa da un tiro di Aranotu che ha chiamato Ragone al miracolo all’incrocio. Purtroppo al 33’, forse battezzando fuori la lenta conclusione da distanza siderale di Vallisa, lo stesso Ragone si è fatto un po’ sorprendere sul palo alla sua destra. Cristiano è proprio l’ultimo a cui si possa imputare qualcosa: ha dimostrato per tutto il campionato di onorare la maglia del Legnano, salvando spesso il risultato. Il suo campionato è di altissimo livello. Oggi la colpa è collettiva e risiede nella testa: l’atteggiamento, come ha sottolineato il presidente Munafò, è stato sbagliato e deludente. Se si vuole correre per il primato fino alla fine, bisogna ripartire come si fece dopo la brutta sconfitta di Villa Valle.

Siluro da applausi, il Ponte San Pietro espugna il Mari

LEGNANO-PONTE SAN PIETRO   0-1   (0-0)

 

LEGNANO: Ragone, Nava, Foglio (18’ pt Pavesi), Ricozzi, Miculi, Ciappellano, Montenegro, Rinaldi (28’ st Pennati), Cocuzza, Pèrez, Gasparri. All. Cusatis.

 

PONTE SAN PIETRO: Alborghetti E., Alborghetti M., Zambelli, Pedrocchi (40’ st Trajkovic), Mandelli, Simonetto, Ruggeri, Solcia, Travellini (46’ st Kritta), Ferreira Pinto, Canalini (38’ st Capelli). All. Mignani.

 

RETE: 2’ st Ruggeri.

 

Il Mari torna a essere fatale al Legnano. Il Ponte San Pietro espugna il tempio lilla con un eurogol da applausi di Ruggeri e la classe di Ferreira Pinto. Pressing organizzato, ottima copertura del campo, movimento corale, superiorità numerica in molte zone del campo: queste le armi che sono valse agli ospiti i meritati tre punti.

Il Legnano ha avuto qualche occasione per andare in vantaggio prima e pareggiare poi, e ha premuto nell’ultima mezz’ora, ma è apparso compassato nel ritmo, non riuscendo a trovare spazi e tempi giusti una volta arrivato ai 16 metri. La Pro Sesto, vittoriosa sul difficile campo della Tritium, allunga a +3 e da dietro arriva un’impressionante Arconatese, ormai a soli 3 punti dal Legnano. Ma non cambia nulla: bisogna mettere subito alle spalle questo passo falso e ripartire. Questo campionato serve sorprese a ogni domenica ed è totalmente imprevedibile. Sarà una lotta all’ultimo respiro.

Veniamo alla cronaca. Prima occasione per il Legnano all’8’, con un colpo di testa schiacciato di Ciappellano che ha costretto Alborghetti a una difficile parata. Al 10’ Canalini ha tentato il gol spettacolare in rovesciata, murato dalla difesa lilla. Al 36’ Cocuzza ha chiuso alto un appoggio di Pèrez a conclusione di una discesa velocissima di Montenegro, oggi tornato a coprire la fascia destra.

L’occasione più grossa al 43’, quando Cocuzza, dalla sua ormai immancabile piastrella, su punizione ha chiamato Alborghetti a un difficilissimo intervento.

La ripresa si è aperta con l’episodio chiave: Ruggeri ha scagliato un siluro nel sette da fuori area, su una palla in uscita. Ragone è arrivato a toccare il pallone, senza riuscire a deviarlo sopra la traversa. Il Ponte San Pietro ha legittimato il vantaggio dimostrando di tenere meglio il campo. Nell’ultima mezz’ora il Legnano ha provato a premere e gli ospiti, in effetti, non si sono più visti dalle parti di Ragone se non con l’ultima occasione al 37’, un diagonale di poco fuori di Ferreira Pinto. I ragazzi hanno però faticato a trovare spazi e idee con la difesa ospite schierata a protezione di Alborghetti. Al 18’ peccato di altruismo di Ciappellano, che ha appoggiato a centro area di testa un pallone che sarebbe stato preferibile indirizzare a rete.

La più bella azione della partita si è registrata al 25’: un triangolo velocissimo e ficcante Pavesi-Rinaldi-Gasparri ha messo quest’ultimo in condizioni di concludere. Il suo tiro in velocità ha dato l’illusione del gol ma si è spento sul fondo.

A decidere, alla fine, è stato un lampo di un singolo, ma la vittoria degli ospiti non può essere discussa. Il Legnano deve far tesoro del flop di oggi e ripartire correggendo gli errori.

Cusatis non ha accampato scuse quando gli si è chiesto del campo. Verissimo, pessimo per noi e pessimo per gli altri (e ogni domenica sembra sempre peggio). Non dimentichiamo però che le altre squadre giocano una sola volta sull’erba malconcia del Mari, il Legnano ben 19. E questo, alla distanza, rappresenta sicuramente uno svantaggio. Le statistiche lo dimostrano: lontano dalle mura amiche il Legnano ha perso solo a Villa d’Almè, collezionando una serie impressionante di vittorie. In casa il trend è comunque più che discreto, ma i flop improvvisi e inattesi sono stati tre solo nell’ultimo mese. Non sono numeri casuali. Senza tacere, come oggi, le mancanze che sono da attribuire solo a noi stessi. E a cui possiamo porre rimedio.

Il Legnano fa una splendida figura davanti all’Inter

Il Legnano non sfigura davanti all’Inter. Nell’allenamento congiunto di oggi pomeriggio alla Pinetina è finita 3 a 1 la partitella tra i nostri ragazzi e la corazzata di Antonio Conte. Un ottimo allenamento e un’iniezione di fiducia, tenendo conto che mister Cusatis ha fatto giocare tutti per almeno mezz’ora, dando la soddisfazione della prestigiosa presenza anche ai ragazzi della Juniores, tra cui Riccelli, Frau, Chiodini e Travaini.

A ricordarsi della giornata sarà soprattutto Antonio Fabozzi, che ha avuto la soddisfazione di segnare un gol, e che gol, all’Inter: accentratosi da destra, ha saltato due uomini e insaccato di sinistro dal limite.

Legnano implacabile: tris d’assi a Inveruno

INVERUNO-LEGNANO    0-3   (0-1)

 

INVERUNO: Piccirillo, De Stefano (45′ st Bellocci), Gatelli, Negri, Garbini (36′ st Scaglione), Travaglini, De Maria (45′ st Marioli), Greco (13′ st Broggini), Braidich, Pastore, Mandelli (42′ st Rankovic). All. Viganò.

 

LEGNANO: Ragone, Nava, Foglio (26’ st Ortolani), Ricozzi (30’ st Alvitrez), Miculi, Ciappellano, Borghi (13’ st Montenegro), Rinaldi, Cocuzza (19’ st Plumbaj), Pèrez, Gasparri (33’ Pavesi). All. Cusatis.

 

RETI: 35’ pt Cocuzza, 25’ st Gasparri, 49’ st Pavesi.

 

Il Legnano cala il tris d’assi e vola. A Inveruno va a segno quasi tutta la santabarbara lilla: bomber Cocuzza, Gasparri e Pavesi. E Plumbaj, pur non segnando, ha servito un assist decisivo appena entrato. Un 3-0 secco e autoritario, da capolista, ma molto meno facile di quanto il risultato indichi. I padroni di casa sono partiti a spron battuto sul piano del ritmo, ma si sono quasi sempre smarriti a ridosso dei 16 metri, senza creare troppi patemi. Quando invece è stato il Legnano ad avvicinarsi all’area, è stata evidente la differenza di qualità degli attaccanti lilla rispetto a quelli di casa.

Cusatis ha operato un solo cambio rispetto alle precedenti uscite: fuori a sorpresa Alvitrez, per rifiatare visti gli impegni incessanti, sostituito da motorino Rinaldi.

L’Inveruno ha dato l’impressione di puntare tutto sul ritmo da subito. Scelta che non ha pagato per due motivi: mancanza di idee nei sedici metri e calo più che logico nella ripresa, puntualmente punito dal Legnano.

Al 13’ il primo tentativo: un tiro di Pastore abbondantemente fuori.

Al 24’ una punizione di De Maria dalla sinistra è sfilata alta sopra la traversa di Ragone.

La partita per 35 minuti è stata comunque bruttina e ristagnante tra le due tre quarti, con zero emozioni e anche un po’ di nervosismo. Come con il Caravaggio, il Legnano ha atteso con pazienza e intelligenza il momento buono, arrivato al 35’ con un lancio per Gasparri sulla sinistra, pronto alla sua tipica azione in accentramento e al servizio per Cocuzza, che ha freddato Piccirillo portando a 15 il suo bottino da capocannoniere.

A parte una punizione scarponata da Braidich da ottima posizione al 12’, il secondo tempo, pur non da collezione al Louvre, ha parlato lilla.

Al 14’ Cocuzza è andato nuovamente in gol, annullato però per fuorigioco.

Il Legnano ha iniziato a premere un po’ di più sull’acceleratore: al 18’ Montenegro ha chiamato Piccirillo alla parata a terra. Due minuti dopo Gasparri ha sprecato il raddoppio.

Cusatis ha inserito l’atteso Plumbaj proprio per Cocuzza e Pluto non ha tradito: appena entrato ha messo al centro dalla sinistra un assist d’oro per Gasparri, che non ha perdonato. Due a zero e partita in ghiacciaia.

O meglio, non del tutto. La squadra si è un attimo rilassata e ha rischiato di veder riaperto l’incontro al 40’, quando l’Inveruno ha mancato una clamorosa doppia occasione prima esaltando Ragone e poi, sulla respinta, concludendo con una complicata e imprecisa rovesciata. Buttandosi in avanti l’Inveruno ha lasciato spazio per il guizzo finale di Pavesi, un’azione insistita tipica di Manuel, fino a superare il portiere.

Un Legnano magari non radioso nella forma, ma implacabile nella sostanza. Una vittoria larga e di straordinaria importanza per le certezze che porta. Difesa impenetrabile, compattezza e spirito di corpo, capacità di lettura della partita, qualità tecnica dei mediani (Pèrez ottimo) e delle punte (Cocuzza è una sentenza), cinismo, intelligenza e pazienza. Le qualità del Legnano sono tante. Giusto per volare alto in classifica ma basso nei pensieri, sottolineiamo dove si può ancora migliorare: mai deconcentrarsi, nemmeno quando si hanno due gol di scarto, come ha spiegato Ciappellano. Mai più far passare un avversario in mezzo a tre nostri giocatori, come invece ha rimarcato Cusatis, anche questo segno di un leggero, benchè comprensibile, calo di intensità e concentrazione. E poi dare più piena espressione alle potenzialità tecniche della rosa: l’estetica è sempre secondaria rispetto ai risultati, ma questa squadra, che riempie il cuore, può senz’altro concedere qualcosina in più anche agli occhi.