Categoria: Cronaca partita

Legnano senza grinta, scivolone a Villa d’Almè

VILLA VALLE – LEGNANO 3-2 (2-1)

VILLA VALLE: Gritti, Tarchini (29’ st Sonzogni), Crotti, Ronzoni (27’ st Capua), Ghisalberti, Bassi, Donida, Baggi (14’ st Micheletti), Corti, Del Carro, Corna. All. Mussa.

LEGNANO: Ragone, Montenegro (1’ st Borghi), Foglio, Ricozzi (29’ st Tindo), Miculi, Ciappellano, Cocuzza (8’ st Pavesi), Pennati, Gobbi, Alvitrez (25’ st Pèrez), Gasparri. All. Manzo.

RETI: 6’ pt Ghisalberti, 19’ pt Gasparri, 44’ pt Crotti, 6’ st Corti, 9’ st Gasparri.

Brutto scivolone per il Legnano. A Villa d’Almè i lilla sono scesi in campo senza la cattiveria e la garra necessarie ad affrontare incontri insidiosi come questo. Occorre correre subito ai ripari senza cali di autostima e ricompattarsi, trasformando la delusione in rabbia agonistica, senza però perdere lucidità e razionalità.
L’approccio è stato sbagliato. Pronti via e Crotti, solo davanti a Ragone, si è mangiato un gol fatto. Trenta secondi e Gobbi, anticipando Ragone in pallonetto, ha colpito la traversa. Sembrava la reazione giusta, ma l’agonismo dei padroni di casa ha sorpreso il Legnano nell’avvio di partita: al 5’ Crotti ha chiamato Ragone a un primo miracolo. Sul corner si è vista la differenza di atteggiamento tra le due squadre: mischia, rimpallo, caccia alla seconda palla e il Villa Valle ha dimostrato di avere una voglia ben diversa. Di Ghisalberti il vantaggio.
Gasparri è parso da subito il più incisivo dei lilla, chiamando Gritti a una parata in angolo al 13’. E’ arrivato il momento migliore del Legnano: al 19’ il parteggio, con una bella azione di Foglio sulla sinistra, palla appoggiata all’indietro di prima e fucilata vincente di Gasparri.
I padroni di casa hanno reagito immediatamente andando in gol con una ripartenza fulminea: il guardalinee ha però alzato la bandierina segnalando il fuorigioco. Bello il contropiede lilla subito dopo, concluso malamente da Alvitrez. La partita ha dato l’impressione di poter finire tanto a tanto, ma il Legnano ha mancato di equilibrio, oltre che di grinta, regalando uomini e tempi, come sottolineato da mister Manzo, e questo ha fatto la differenza.
Ragone ha dovuto salvare la baracca ancora al 36’ su tiro da centro area di Ronzoni. La coralità grintosa, semplice e veloce del Villa Valle si è dimostrata assai efficace, e a fine frazione è arrivato il 2-1 con Crotti, su un’azione che esemplifica a perfezione l’intera partita: cross in area, primo tiro sul palo, secondo tiro murato e terzo tiro dello stesso Crotti in gol. Si può perdere in mischia una palla e anche due, ma regalarne tre nella stessa azione dimostra una carenza di intensità e concentrazione. E dire che Ragone ha salvato nuovamente al 47’ deviando in angolo un tiro dal limite.
La ripresa si è aperta con un pallonetto di poco fuori di Ghisalberti e con il terzo gol marcato da Corti, ancora su una seconda palla in area. Gasparri ha rimesso subito il risultato in bilico accorciando le distanze al 9’: pregevole il suo controllo a raccogliere un tiro di Ricozzi e il consecutivo appoggio in gol. Il Villa Valle ha cercato di farsi del male inventandosi un autogol in pallonetto mancato per un pelo, al 20’. Al 25’ di nuovo Ragone protagonista con un mezzo miracolo in corner.
Bassi ha tentato il coast to coast al 35’, sprecando poi a lato, mentre Ciappellano ha mancato il pareggio colpendo troppo morbido e centrale di testa su corner.
Capitan Foglio purtroppo si è divorato un gol colossale attorno al 40’, imbeccato da un lancio splendido. Nonostante il controllo ottimo, ha perso troppo tempo per il tiro permettendo a un difensore di murarlo, solo davanti a Gritti. Di nuovo Foglio, in pieno recupero, ha appoggiato fuori al volo una conclusione di giustezza non facile, anche perché sul piede sbagliato.
Che dire? Essere risucchiati a centro classifica dispiace ma in questa fase significa poco. A preoccupare non è la sconfitta, ma il modo con cui è arrivata. Bisogna reagire con veemenza e carattere, le qualità che sono mancate oggi, perché al Mari arriva il Seregno. E per sbarrargli il passo servirà un altro Legnano.

La Pro Sesto passa al Mari, Legnano sconfitto per la prima volta

LEGNANO-PRO SESTO 1-2 (0-2)

LEGNANO: Bizzi, Montenegro (20’ st Borghi), Foglio, Ricozzi (26’ st Perez), Miculi, Ciappellano (50’ st Ragone), Cocuzza, Rinaldi (15’ st Pavesi), Gobbi, Alvitrez (15’ st Pennati), Gasparri. All. Manzo.

PRO SESTO: Tamma, Giubilato, Amato, Gattoni, Caverzasi, Bettoni, Omayer (44’ st Tota), Gualdi, Monni (9’ st Cominetti), Scapuzzi (5’ st Bosco), Di Renzo (17’ st Viganò). All. Parravicini.

RETI: 25’ pt Monni su rigore, 46’ pt Scapuzzi, 27’ st Gasparri.

Il Legnano cade per la prima volta sotto la guida Manzo. Nessuna tragedia: prima o poi doveva capitare ed è capitato contro una squadra forte, a nostro parere la principale candidata alla vittoria in campionato. Da oggi non ci sono più squadre imbattute, visto che anche il Seregno è caduto.
E’ una sconfitta che può dire e insegnare molto, e dalla quale ci sono anche cose buone da prendere. Una in particolare, che vale molto più dei tre punti ed è la vera arma in più per il Legnano da qui in poi: il rientro di Guillermo Pèrez. Guille era per la prima volta in panchina, non doveva entrare, ma sul 2-0 Manzo, non avendo più nulla da perdere, gli ha chiesto se se la sentiva di fare venti minuti. Lui non si è certo tirato indietro, e pur giocando di conserva per non forzare, ha acceso la luce ridando ordine, idee e tranquillità al centrocampo. Non è bastato, anche perché Gobbi si è purtroppo mangiato al 94’ il gol del 2-2, un pareggio che avrebbe dato tutt’altro sapore alla giornata. Nessuna croce addosso a nessuno, per carità.
Analizziamo la partita freddamente, e in sintesi: il Legnano è partito bene, la partita sembrava promettere grandi emozioni (in effetti non sono mancate). Nel primo quarto d’ora, giocato con pressing e velocità, lilla tre volte pericolosi con Cocuzza (6’, con parata goffa dell’incerto Tamma, un punto debole che andava sfruttato di più), poi con un tiro deviato in corner di Gasparri al 9’ e una conclusione alta di Ricozzi al 12’.
Un minuto dopo Bizzi è stato chiamato a una deviazione in volo su tiro dalla distanza di Monni. Qui si è entrati nella fase 2 della partita, quella che ha deciso il risultato: la Pro Sesto ha preso campo e il Legnano si è sfilacciato. Qui la squadra di Parravicini ha dato il meglio. Al 25’ il vantaggio, abbastanza fortuito ma che gli ospiti hanno legittimato da lì in poi: Ciappellano è intervenuto col braccio largo su cross dalla sinistra e l’arbitro Restaldo ha concesso il rigore, trasformato da Monni con un rasoterra centrale (nella foto dei Fedelissimi Lilla). In realtà le occasioni migliori le ha avute comunque il Legnano (tiro al volo di Gobbi al 36’ deviato in corner e conclusione al volo di Ciappellano che ha dato l’illusione del gol ma è finita lontanissima dal palo) ma il gioco, la partita e le danze per mezz’ora le ha fatte la Pro Sesto. Il raddoppio è venuto con un eurogol da 30 metri di Scapuzzi, su una palla persa malamente dal Legnano sugli sviluppi di un fallo laterale.
All’intervallo sullo 0-2 non era facile prevedere l’ennesima rimonta, eppure i ragazzi ci sono andati vicini. La squadra ha dato vita alla fase 3, assai migliore della 2, ma non sufficiente. La Pro Sesto ha provato a farsi male da sola con un appoggio indietro di testa di Bosco che ha costretto Tamma a inseguire la palla fino alla linea. E soprattutto con l’espulsione di Amato, forse anche troppo severa, per doppia ammonizione. Le speranze si sono ravvivate al 27’ quando Gasparri ha insaccato su assist all’indietro di Pavesi. Era appena entrato Pèrez: sarà stato un segno del destino. Al 31’ Miculi ha sfiorato l’ennesimo miracolo offensivo facendo sibilare una palla vicino al palo con una bomba da 25 metri.
Con Pèrez la squadra ha trovato il cervello e l’esperienza in grado di guidarla anche nei momenti difficili, e ci ha provato fino alla fine, ma non abbastanza: al 47’ Pavesi si è visto ribattere una conclusione ravvicinata, mentre al 49’ Gobbi, imbeccato da Cocuzza, si è trovato solo davanti a Tamma e, non credendo probabilmente all’enormità della chance, ha visto la porta rimpicciolirsi. Un controllo di troppo e Tamma, con l’aiuto di un compagno, è riuscito a salvare alla disperata. Sulla ripartenza la Pro Sesto ha messo un uomo solo davanti a Bizzi in uscita: l’estremo lilla ha dovuto spendere l’espulsione per impedire l’1-3.
Mister Manzo ha espressamente parlato di primo tempo giocato male e di un secondo tempo in cui la superiorità numerica andava sfruttata meglio. “La Pro Sesto oggi è stata più forte di noi e in questo momento ha qualcosa in più – ha commentato il mister – Non ho detto nulla ai ragazzi a fine gara, è mia abitudine non farlo per non parlare a caldo sbagliando analisi. Lo farò martedì quando tutti avremo smaltito la delusione. Ora sotto con il lavoro e avanti con la nostra crescita. Lavoriamo, abbiamo i numeri per fare un ottimo campionato. Il recupero di Pèrez è fondamentale: un giocatore fuori categoria che abbiamo voluto per fare la differenza. E lui la può fare con la sua classe e la sua esperienza”.
Anche senza recriminare, perché il risultato è giusto, va sottolineata la pessima prova dell’arbitro Restaldo: al Legnano mancano probabilmente due rigori, uno in apertura per fallo di mano e uno per fallo da dietro su Pavesi su cui il direttore di gara ha invece deciso per la simulazione. Lunari alcune ammonizioni, come quella di Pèrez, e molte decisioni sui falli, da entrambe le parti. Ma il Legnano deve concentrarsi sui propri errori.
Se la Por Sesto ha dimostrato di avere qualcosa in più, è anche vero che non è affatto lontana. Lo ha dichiarato mister Parravicini: “Il Legnano è forte come noi e con noi lotterà per il vertice fino alla fine. Oggi sono contento della mia squadra, abbiamo meritato il risultato anche perché lo abbiamo ottenuto contro una squadra davvero competitiva. Faccio i miei complimenti al Legnano”. Complimenti ricambiati mister: nel calcio bisogna saper perdere, ma bisogna anche saper vincere.

Il Legnano ha sette vite: Miculi pareggia al 91′

SONDRIO-LEGNANO 2-2 (1-0)

SONDRIO: Guerci, Pezziardi, Spaneshi, Damo, Ambrosini, Boni, Austoni (18’ st Yacoub e dal 32’ st Fognini), Droetti, De Respinis (40’ st Vaglio), Panatti, Jamal. All. Nordi.

LEGNANO: Bizzi, Montenegro, Foglio, Ricozzi, Miculi, Nava (43’ st Frau), Cocuzza, Rinaldi (24’ st Borghi), Pavesi (14’ st Gobbi), Alvitrez (36’ st Tindo), Gasparri. All. Manzo.

RETI: 14’ pt Jamal, 9’ st De Respinis, 15’ st Cocuzza su rigore, 46’ st Miculi.

Il Legnano non muore mai. Nemmeno in una situazione all’apparenza irreparabile, uno 0-2 che avrebbe ammazzato un bue, contro un avversario tostissimo, il migliore incontrato fino a oggi. E nemmeno dopo un primo tempo di sofferenza e asfissia per il pressing forsennato dei padroni di casa.
Un carattere indomabile e lo stellone lilla hanno permesso di tornare dalla Castellina di Sondrio con un punto che ne vale tre. Punto firmato ancora da Armando Miculi, ormai goleador oltre che baluardo difensivo, all’ultimo respiro.
Il Sondrio si è dimostrato squadra intensa, aggressiva, fisica, organizzata: una formazione che forse non pennella giocate da museo d’arte moderna, ma sa quello che vuole e come andare a prenderselo. E il Legnano questo lo ha patito, anche perché la qualità il Sondrio ce l’ha nei piedi di Panatti e De Respinis, quindi nel reparto avanzato.
Pronti via e Droetti, solo appena dentro l’area, ha potuto colpire indisturbato. Buon per noi che il pallone si è stampato sulla traversa. Al 14’ il gol, venuto sì per una deviazione fortuita, ma francamente già nell’aria: Jamal ha calciato in diagonale dalla destra e nell’area piccola il pallone ha colpito in un nugolo di giocatori lilla finendo alle spalle di Bizzi.
Il Legnano, sorpreso dall’avvio aggressivo del Sondrio, ha avvertito il colpo rischiando di capitolare ancora al 18’ su una punizione che ha scavalcato la difesa finendo nella zona di Ambrosini che non è riuscito ad agganciare. E di nuovo al 35’ con una conclusione di Jamal a fil di palo. Il Legnano, a parte un tiro telefonato di Pavesi e una conclusione di Foglio finita non lontano dal palo non ha creato occasioni.
Nella ripresa ci si attendeva una reazione di carattere, e il risultato dimostra che c’è stata, eccome. Manzo non ha operato cambi, confidando in una reazione forte degli stessi undici. Al 4’ un fallo di mano apparso netto su cross di Gasparri non è stato punito dall’arbitro e pochi minuti dopo il gelo: un lancio lungo per De Respinis ha visto Nava e Bizzi in netto vantaggio. Il nostro portiere l’ha chiamata e Nava si è spostato per non farsi colpire dal rinvio. Il tempo dell’intesa però è stato sbagliato, perché Bizzi, fuori area, non se l’è sentita di spendere il fallo di mano e De Respinis ha allungato la gamba scavalcando l’stremo lilla in pallonetto.
Ipotizzare un recupero in quel momento poteva sembrare un’utopia, ma se il Sondrio l’ha pensato, cosa che non crediamo, ha commesso un grave errore. Dopo pochi istanti un cross di Foglio è schizzato verso la porta deviato da un difensore. Guerci ha salvato l’autogol, ma il tocco del difensore era di mano. Rigore. Cocuzza ha spiazzato con freddezza l’estremo sondriese riaprendo la partita. Anche se il Sondrio ha continuato a essere minaccioso, lo dimostrano due parate eccezionali di Bizzi, la partita è stata equilibrata e aperta. Manzo ha cambiato Pavesi, il più positivo fino a quel momento, ma forse un po’ stanco a forza di sradicare palloni agli avversari, e l’ha sostituito con Gobbi. Francesco è entrato col piglio giusto, tenendo sotto pressione la difesa di casa.
Al millesimo cross in area, un minuto oltre i 90 regolamentari, è arrivata l’ora di Armando Miculi. Cross alto dalla destra a scavalcare la difesa e il nostro uomo della Provvidenza si è fatto trovare pronto a insaccare di testa.
Il pareggio, oltre a cambiare completamente volto alla giornata, vale al Legnano la patente di squadra impossibile da uccidere. E per lottare in serie D è forse la dote più importante. Manzo sa che cosa c’è da rivedere, ma porta a casa la certezza di avere una squadra da lotta fino all’ultima stilla di sudore. Il prossimo passo è mostrare ai tifosi lilla anche una squadra che produca bellezza. Ci sono tutti i mezzi per farlo e la classifica sorride. Con serenità ci avviciniamo al big match contro la Pro Sesto.

Alvitrez e Miculi portano il Legnano in alta quota

LEGNANO-SCANZOROSCIATE 2-1 (0-1)

LEGNANO: Ragone (1 st Bizzi), Montenegro (38’ Borghi), Foglio (38’ st Ortolani), Ricozzi, Miculi, Nava, Cocuzza, Pennati (1’ st Rinaldi), Gobbi (15’ st Pavesi), Alvitrez, Gasparri. All. Manzo.

SCANZOROSCIATE: Colleoni, Corno, Fumagalli (28’ st Bertolotti), Nessi, Paris (33’ st Bangal), Rota, Zambelli (28’ st Albini sostituito al 46’ st da Gambarini), Vallisa, Giangaspero (13’ st Fumagalli), Bertacchi, Aranotu. All. Valenti.

RETI: 32’ pt Giangaspero, 23’ st Alvitrez, 31’ st Miculi.

Legnano in alta quota. Con sofferenza, ma con pieno merito. E grazie a un atto di giustizia. Autore del gol vincente, che ha fatto esplodere a un quarto d’ora dal termine il Mari, è stato infatti un giocatore che meritava profondamente questo sigillo al suo straordinario avvio di campionato: Armando Miculi.
La partita era sembrata fino a quel momento il regno dell’imponderabile. Non si capiva che cosa avesse fatto lo Scanzorosciate per essere in vantaggio fino a metà ripresa, ma questo è il bello di questo sport. Il Legnano, nonostante qualche errore nelle letture, nei passaggi e in fase conclusiva, è stato padrone del campo. L’avvio è stato tra i più promettenti di questo inizio stagione: Pennati per un soffio non è arrivato sul cross di Gasparri (6’), poi al 10’ Alvitrez ha pescato Gobbi solo davanti a Colleoni. Una chance enorme su cui Francesco ha concluso troppo centralmente. Su un’azione di ripartenza assolutamente sporadica, poco mancava che gli ospiti segnassero: Aranotu si è presentato davanti a Ragone, bravissimo a deviare di piede. Ancora Gobbi si è ritrovato solissimo all’altezza del dischetto, al 25’, ma ha sparato alto. Due minuti dopo ci ha riprovato Pennati, su bel passaggio all’indietro di Gobbi, ma il suo tiro, deviato dalla difesa, si è spento a lato.
Al 32’ l’impensabile: con un uomo dello Scanzorosciate a terra, gli ospiti hanno chiesto di buttare fuori la palla. Il Legnano ha alleggerito su Ragone che, forse anche distratto dalle richieste degli avversari, ha controllato male di piede: sulla palla si è avventato Giangaspero che ha messo dentro. Quando la palla, lemme lemme, ha sorpassato la linea, l’uomo a terra si è miracolosamente rianimato.
Per qualche minuto i ragazzi hanno subito il colpo, commettendo errori in appoggi elementari, ma la reazione non ha tardato troppo: Cocuzza al 41’ ha calciato a rete trovando la deviazione di un difensore, mentre Pennati al 45’ ha concluso con una potente botta al volo finita fuori di poco. La prima frazione si è conclusa con uno 0-1 che non ha rispecchiato i valori in campo, anche se il Legnano, sciolto fino alla tre quarti, ha spesso cozzato contro il muro ospite.
La ripresa è stata a senso unico: lo Scanzorosciate ha faticato a passare la metà campo. Bizzi, subentrato a Ragone, ha dormito sonni tranquillissimi. Se in porta ci fosse stata una sedia, il risultato sarebbe stato lo stesso. L’impressione che il gol e il ribaltamento di risultato fossero a portata di mano non è mai venuta meno, anche se non sempre c’è stata lucidità nei 16 metri.
Ma davanti all’assedio lilla il fortino alla fine è caduto. Ci ha provato prima Gasparri servito da Rinaldi, concludendo a fil di palo (7’). La liberazione è arrivata al 23’, quando Ricozzi al limite ha servito di prima Alvitrez, scavalcando la difesa con un lob: il numero 10 lilla ha calciato di controbalzo insaccando.
Con il Mari più che mai carico i ragazzi hanno insistito trovando presto il raddoppio, non prima però di aver confezionato l’azione forse più bella della partita con uno scambio Cocuzza-Alvitrez-Cocuzza, il cui tiro potente ha scaldato le mani all’attento Colleoni. Il vantaggio è arrivato al 31’ su corner, in mischia: su una seconda palla in caduta Miculi è stato il più lesto a mettere dentro. Mai gol, e autore, furono più giusti (nella foto dei Fedelissimi Lilla, Armando di spalle festeggiato dai compagni). Il Legnano ha avuto un paio di occasioni per triplicare, ed è stato attento nel finale a gestire la gara, memore del pasticcio con l’Inveruno.
E’ parso decisivo l’ingresso di Pavesi, che nel volgere di pochi minuti ha sradicato quattro palloni dagli avversari avviando azioni pericolose, galvanizzando compagni e stadio e tenendo in tensione la retroguardia ospite.
Sono tre punti che ne valgono sei: il Legnano sale in zona play off e avvicina le prime. Il ciclo di ferro è iniziato nel migliore dei modi. Domenica si va a Sondrio, occasione d’oro per un altro sorpasso. Sarà dura, ma questo Legnano in continua crescita può tutto.

Pavesi all’ultimo respiro, il Legnano vola

PONTE SAN PIETRO-LEGNANO 0-1 (0-0)

PONTE SAN PIETRO: Pennesi, Mosca, Zambelli, Trajkovic (1’ st Ferreria Pinto), Solcia, Simonetto, Ruggeri, Torelli, Valente (18’ st Capelli), Canalini, Rota (46’ st Merati). All. Mignani.

LEGNANO: Ragone, Montenegro (23’ st Borghi), Foglio (42’ st Ortolani), Ricozzi, Miculi, Ciappellano, Cocuzza, Pennati (39’ st Rinaldi), Gobbi (14’ st Pavesi), Alvitrez (39’ st Tindo), Gasparri. All. Manzo.

RETE: 45’ st Pavesi.

Trionfo all’ultimo respiro. La dea Eupalla ha restituito al Legnano ciò che domenica scorsa gli aveva tolto: il gol dell’Inveruno al 96’ era stato una doccia gelida, una vittoria andata in fumo quando i tre punti erano già in tasca. Oggi, a Ponte San Pietro, la zona Cesarini ci ha regalato una sorpresa dal sapore delizioso. Manuel Pavesi, per dirla col Giuanin Brera, ha “uccellato” il portiere con uno scavetto perfetto, andando poi in porta con la palla. E’ stato il suo “contromovimento”, bel termine gergale usato da lui stesso, a suggerire a Simone Ricozzi il filtrante che ha messo l’inafferrabile Manuel davanti all’incolpevole Pennesi (nella foto dei Fedelissimi Lilla l’abbraccio tra Pavesi e Tindo). La tifoseria lilla, nettamente predominante sugli spalti, ha potuto sfogare, con un urlo a lungo trattenuto, la sua gioia per i tre punti “ripresi”.
Non è stato facile. Un pareggio non avrebbe scandalizzato nessuno, ma il Legnano non ha rubato nulla nonostante una prestazione ancora troppo intermittente e ampiamente rivedibile. Il primo tempo, in particolare, è stato rognoso. Mister Manzo nella formazione iniziale ha operato tre cambiamenti rispetto all’uscita precedente: Ragone in porta al posto di Bizzi, nel turnover tra pari ampiamente preannunciato, Ciappellano al posto di Ortolani e Gobbi al posto di Pavesi. La prima frazione ha visto un Ponte San Pietro un po’ più in palla e più pericoloso, ma è stato sostanzialmente equilibrato e contraddistinto da numerosi errori in appoggio da parte di entrambe le formazioni.
Al 12’ il primo brivido, con un cross dalla sinistra che ha scavalcato tutta la difesa ed è arrivato al capitano Ruggeri: il suo tiro al volo potente è stato parato da Ragone con un intervento d’istinto di piede. Al 28’ Trajkovic, lanciato a rete con una prateria davanti, ha calciato in modo stranamente banale dalla distanza, consentendo a Ragone un facile intervento.
Al 32’ un altro cross dalla sinistra, apparentemente innocuo, è finito dall’altra parte a Rota, che ha calciato malamente.
Al 36’ Ragone ancora alla ribalta: il suo volo felino sulla sinistra ha tolto dall’angolino il tiro pericolosissimo di Canalini.
Da lì il Legnano si è scosso, concludendo bene la prima frazione. Prima, al 42’, un numero pregevole di Montenegro ha fruttato una punizione che Cocuzza ha calciato forte ma centrale. Al 44′ bel cross di capitan Foglio che ha pescato Gasparri a centro area: posizione ottima per tirare, ma l’esecuzione è stata pessima.
La ripresa ha visto entrare in campo un altro Legnano, almeno nella fase iniziale: al 6’ uno schema su corner ha portato Gasparri a concludere praticamente a botta sicura. Sulla deviazione prodigiosa di Pennesi, da posizione angolatissima, Gobbi ha messo dentro, ma l’arbitro ha annullato perché la palla aveva prima varcato la linea di fondo.
Al 12’ è stato l’ottimo Montenegro a servire Alvitrez al limite. Il tiro è stato però deviato da un difensore. L’entrata di Pavesi è stata la chiave: il suo primo pallone è stata subito un’occasione enorme; solo davanti al portiere si è fatto ribattere la conclusione, lanciando un campanello d’allarme per la retroguardia di casa. Ma anziché insistere, i ragazzi sono entrati nuovamente in una fase di stanca. Il Ponte San Pietro per una ventina di minuti ha gestito di più il palleggio, senza tuttavia incidere.
Al 31’ è stato ancora il Legnano a farsi pericoloso con una combinazione Gasparri-Cocuzza-Foglio che ha portato il capitano in posizione buona per la conclusione. Vale, purtroppo, anziché sparare la bomba, benché da posizione angolata, ha eccesso in altruismo mettendo in mezzo, dove non c’era nessuno a raccogliere l’invito.
Il finale è stato di marca lilla, ma solo il cuore dei tifosi avrebbe scommesso sul colpo vincente. Invece i ragazzi ci hanno creduto e la combinazione che ha fatto saltare il banco è arrivata, grazie alla finta e al rapido cambio di direzione di Pavesi, perfettamente intuito da Ricozzi che ha messo Manuel davanti al portiere: il pallonetto è stato perfetto, ma insufficiente a raggiungere la porta. Pavesi ha quindi giocato sul suo terreno ideale, la velocità, catapultandosi facilmente oltre Pennesi e accompagnando la palla in porta.
Manzo, benché raggiante per il risultato e ripagato dalla sorte dopo la delusione con l’inveruno, ha analizzato con la consueta obiettività la prestazione, ancora lontana dal Legnano che lui ha in mente.
E’ vero, ancora troppi alti e bassi all’interno del match, ma il bicchiere è quasi tutto pieno: la difesa è impenetrabile, con un Miculi, migliore in campo, che non sbaglia un intervento, un anticipo, un contrasto, una lettura. Un giocatore dalle potenzialità straordinarie, che sta offrendo prestazioni eccezionali senza scomporsi, con una personalità da veterano. Un giocatore che oggi, più che perfettibile, è sembrato perfetto.
E che dire di Manuel Pavesi? Gli mancava solo l’uno per fare trentuno: sempre velocità, invenzioni, lotta e spazi aperti per gli altri, ma mancava ancora il gol o l’assist risolutivo. Oggi Manuel non ha fatto trentuno, ha fatto trentacinque, con un gol che pesa quanto una stella di neutroni.
Benissimo sono andati i giovani: oltre a Miculi, Montenegro ha dimostrato di essere un terzino coi piedi da attaccante. E Ragone ha salvato la patria con due parate prodigiose.
Sono piccole, grandi certezze che danno tranquillità al mister e alla squadra. Anche se il vero Legnano è ancora di là da venire, lo aspettiamo con ansia e con fiducia totale, godendoci una classifica che comunque comincia a sorridere. Nelle prossime partite si vedranno le nostre vere ambizioni: da qui al 27 ottobre incontreremo tutte le prime, Caratese a parte. E sapremo qualcosa di più.

Doccia fredda al 95′: l’Inveruno riprende i lilla

LEGNANO-INVERUNO 1-1 (1-0)

LEGNANO: Bizzi, Montenegro, Foglio (30’ st Ciappellano), Ricozzi, Miculi, Ortolani, Pavesi (40’ st Fabozzi), Pennati, Cocuzza (24’ st Gobbi), Alvitrez, Gasparri (35’ st Borghi). All. Manzo.

INVERUNO: Macci, Marioli (14’ st Vai), De Stefano (17’ Bellocci), Truzzi (13’ st Greco), Gatelli, Puka, Mandelli, Rankovic (9’ pt Geraci), Broggini, Stronati (9’ st De Maria), Lillo. All. Andreoletti.

RETI: 42’ pt Cocuzza, 49’ st Vai.

Frittata finale. Peccato: il Legnano perde all’ultimo secondo una vittoria che sembrava in cassaforte. E la perde per aver accumulato, come ha sottolineato mister Manzo, una serie di piccole ingenuità negli ultimi 60 secondi di gioco. E’ chiaro che c’è rammarico, ma va anche onestamente detto che la squadra ha tirato troppo i remi in barca negli ultimi venti minuti, e che ha buttato al vento troppi contropiedi promettenti che avrebbero chiuso la pratica.
L’Inveruno da par suo si è dimostrata ottima squadra in fase di palleggio, anche se, prima del gol, non ha praticamente mai tirato in porta. E comunque ci ha creduto fino in fondo. Quindi sul piano della gestione di partita, Manzo ha sottolineato anche questo, bisogna lavorare.
Naturalmente non dimentichiamo il buono di questa giornata, sia collettivamente che nei singoli: un’altra prestazione impeccabile di Armando Miculi, un Alvitrez che accende sempre la luce (il suo tiro finale da 50 metri che ha consentito all’Inveruno di avere l’ultimo possesso palla e quindi di andare al gol è un’ingenuità non da lui, ma nessuno se ne sarebbe accorto se sull’ultima azione non fosse venuto fuori il pareggio); e ancora un Cocuzza che, anche se si intestardisce un po’ troppo nelle azioni personali, incide sempre in modo decisivo sulla partita; dinamico e ammirevole anche Pavesi, che ha subito una tonnellata di falli e tenuto in tensione la difesa gialloblu dall’inizio alla fine. Sul piano di squadra è del tutto evidente che il Legnano può giocarsela con chiunque, perché, per sintetizzarla alla buona, concede sempre poco o nulla e costruisce molte più azioni da gol degli avversari. Ma ancora troppo spesso lascia possesso e palleggio agli avversari. Oggi il gioco è andato a sprazzi, su questo ci sono margini di miglioramento ma è proprio questo a darci fiducia. Manzo dalla panchina ha chiesto più di una volta ai ragazzi maggior velocità nei movimenti.
Veniamo alla cronaca. Al 12’, su corner, il Legnano ha sprecato una ghiotta occasione; Ortolani ha sfiorato la palla sotto misura ed è intervenuto Gasparri che ha sparato alto. L’Inveruno si è limitato a un paio di tiracci fino a creare un vero brivido in modo quasi involontario: al 29’, su una punizione velenosa in mischia, la palla è rimbalzata con forza sull’incolpevole Montenegro trasformandosi in un tiro pericoloso che l’ottimo Bizzi ha bloccato con riflesso felino.
Al 33’ la prova generale del vantaggio: Cocuzza ha dato l’illusione del gol su punizione con una palla sibilata a fil di palo. Al 37’ altra magia di Cocuzza, che ha servito un assist per Foglio pronto a sparare in porta, ma un difensore si è immolato per salvare. Al 42’ la gemma di Ricky, oggi schierato da centrale col numero 9: punizione da 20 metri e perfetta parabola nel sette. E sono 3 le reti del suo bottino personale in campionato.
La ripresa è cominciata con una conclusione all’apparenza lemme lemme di Alvitrez che in realtà ha impegnato Macci in una deviazione problematica. Al 4’ Cocuzza ha provato il suo classico rientro sul sinistro, calciando però ampiamente a lato. Alvitrez, che ha distribuito palloni con visione di gioco sopraffina, al 17’ ha lanciato Foglio in fascia da 40 metri. Il capitano ha crossato per Pavesi che è arrivato sulla palla scomposto sprecando a lato. Al 24’ ancora Cocuzza si è involato in contropiede, concludendo però debolmente.
L’Inveruno ha progressivamente preso campo gestendo palla in modo abile, ma senza mai incidere. Ci ha pensato però la sorte: su un lancio in area De Maria si è trovato davanti Montenegro. Nel contatto è caduto: l’arbitro ha decretato un rigore che ha fatto imbestialire il Mari. Ci ha pensato Bizzi a rimettere le cose a posto, parando “alla Garella” il rigore di Broggini. A quel punto nessuno avrebbe scommesso sul recupero degli ospiti, che pure continuavano a macinare gioco con lucidità. Più di una volta, soprattutto con i suggerimenti di Alvitrez e le sgroppate di Pavesi, il Legnano ha trovato spazi succulenti per arrivare dalle parti di Bacci, purtroppo sbagliando spesso l’ultimo passaggio.
Al 49’ (la partita, con 4 di recupero, era forse anche terminata) il patatrac. Bellocci è riuscito a liberarsi per il cross a centro area, dove Vai ha colpito di testa indisturbato per l’1-1. La Curva ha immediatamente intonato i suoi cori per rinfrancare i ragazzi (nella foto dei Fedelissimi Lilla) dopo la doccia fredda, a testimonianza della totale fiducia verso la squadra. Ora bisogna far tesoro degli errori e ripartire, senza mangiarsi il fegato sul latte versato. Siamo imbattuti e il campionato è lunghissimo. I veri valori emergeranno molto più avanti.

Legnano champagne, Caravaggio ko

CARAVAGGIO-LEGNANO 0-2 (0-2)

CARAVAGGIO: Rubbi, Ippolito (1’ st Beu), Concina, Zanola, Gritti, De Bode (35’ st Pirovano), Lamesta (23’ st Viola), Messaggi (6’ st Marchiondelli), Grandi (12’ st Comelli), Santonocito, Granillo. All. Bolis.

LEGNANO: Bizzi, Montenegro (26’ st D’Aversa), Foglio, Ticozzi, Ortolani, Miculi, Pennati (31’ st Rinaldi), Alvitrez (35’ st Tindo), Pavesi (23’ st Gobbi), Cocuzza (41’ st Borghi), Gasparri. All. Manzo.

RETI: 3’ pt Foglio, 27’ pt Cocuzza.

Sboccia il Legnano di mister Manzo. Eccola, dopo essere stata protagonista in agosto, palesarsi anche in campionato. Non per magia ma per costruzione, come ha sottolineato il tecnico. Un primo tempo da squadra che sa perfettamente quello che vuole e come ottenerlo, e un secondo di tranquilla gestione, fruttano la prima, limpidissima vittoria.
Senza centrali difensivi titolari, Manzo ha schierato il duo Miculi-Ortolani. Fantastica la prestazione di Armando, senza la minima smagliatura quella di Federico. In difesa sappiamo di avere tutte le alternative che servono. Salvo un tiro parato da Bizzi e un paio di conclusioni da fuori nel periodo di massimo rilassamento nel finale, il Caravaggio non si è mai fatto pericoloso e il risultato non è mai stato minimamente a rischio.
Ma è il primo tempo quello che è una gioia raccontare. Scambi di prima in velocità, geometrie assimilate tanto da diventare spontanee, automatiche. I due gol ne sono la materializzazione. Sul primo, Alvitrez ha lanciato Foglio con un no look da 30 metri: il capitano si è trovato una palla d’oro al di là della barriera difensiva, ha controllato e ha concluso dalla sua posizione ideale.
Ricozzi ci ha provato al 10’ da fuori, sparando di poco a lato; al 17’ è stata la volta di uno scintillante Alvitrez: conclusione parata dopo un’azione tutta di prima. Il capolavoro è stato il raddoppio: praticamente un coast to coast fatto di tocchi di prima che ha coinvolto tutto il settore centrosinistro lilla, con colpo di tacco finale a smarcare Cocuzza, che ha infilato Rubbi con un rasoterra imparabile sul palo lungo. Da applausi.
Due muniti dopo lo stesso Cocuzza ha sfiorato il gol da antologia: lanciato in contropiede, ha visto Rubbi fuori dai pali e ha sparato una parabola da 40 metri su cui il portiere di casa ha dovuto rispondere con una prodezza. Legnano padrone del campo, con il miglior Foglio da un anno a questa parte e un Alvitrez che fa sognare i tifosi per la sua visione di gioco, le idee in velocità, il senso della posizione e, dote fondamentale, la concretezza.
Nella ripresa la squadra ha gestito, si è abbassata magari anche un po’ troppo, ma non è mai andata in affanno, sfiorando anzi il 3-0 in più occasioni. Clamorosa quella sbagliata da Gasparri al 6’, a conclusione di una ripartenza sanguinosa in cui Pavesi ha messo il compagno di reparto solo davanti a Rubbi. Potendo fare ciò che voleva, Gasparri ha finito col fare la cosa sbagliata, calciando alto. Fantastica la bomba da 30 metri di Foglio alla mezz’ora: boato di approvazione del pubblico, la traversa trema ancora adesso.
Al 41’ della ripresa l’unico tiro nello specchio del Caravaggio: autore Santonocito. Bizzi si è fatto trovare pronto. Sul corner Zanola, lasciato troppo solo, ha concluso fuori di poco. Una fase di eccessivo, ma comprensibile, rilassamento del Legnano. Borghi al 50’ ha poi di nuovo sfiorato il 3-0.
E’ facile commentare una partita di questo tipo, dove per tre quarti del tempo c’è stata una sola squadra in campo. Il divario tecnico è apparso netto, ma non si può non sottolineare il merito di alcuni singoli. L’intera difesa innanzitutto: Montenegro e Ortolani sono due garanzie, Foglio è stato il Freccia Lilla dei tempi d’oro e Miculi ha offerto la sua miglior prestazione di sempre. Emblema della sua conduzione di gara la chiusura su Grandi a inizio ripresa: se avesse sbagliato di un centesimo di secondo l’anticipo, l’ex lilla avrebbe facilmente concluso per il 2-1, che avrebbe riaperto pericolosamente una partita fin lì senza storia. Ma è stata solo la punta dell’iceberg di una gara perfetta. Se Armando ha addosso gli occhi di frotte di osservatori, ieri ha dimostrato perché.
Alvitrez ha dato un’idea di cosa potrebbe essere il centrocampo lilla quando anche Perez recupererà. In attacco Pavesi dinamico e propositivo, Cocuzza ancora decisivo, mentre è stato meno brillante del solito Gasparri. Poco male, domenica c’è l’Inveruno e state certi che lo rivedremo al top.
Attenti alla squadra di Andreoletti, un diesel che parte piano in campionato e poi esce in modo imperioso. E’ già una partita in cui ci si gioca tanto.
Intanto ci godiamo la festa dei ragazzi sotto la curva (nella foto dei Fedelissimi Lilla) in cui mister Manzo ha dimostrato la sua empatia coi ragazzi della Nord.

Un Legnano gagliardo pareggia restando in nove

LEGNANO – LEVICO TERME 2-2 (0-1)

LEGNANO: Ragone, Montenegro, Foglio (25’ D’Aversa), Ricozzi, Nava, Ciappellano, cocuzza, Pennati (25’ st Alvitrez), Gobbi (31’ st Fabozzi), Rinaldi (21’ st Miculi), Pavesi (15’ st Gasparri). All. Manzo.

LEVICO TERME: Boglic, Togola, Piacente (25’ st Micheli), Voltasio, Pralini, Monaco, Rinaldo, Cardore, Galesio (46’ st Kojdheli), Marku (15’ st Petrucci), Rizzieri. All. Cortese.

ESPULSI: Nava, Togola, Ciappellano.

RETI: 32’ pt Rizzieri, 3’ st Cocuzza su rigore, 24’ st Rizzieri, 35’ st Gasparri.

Pari col cuore, in una partita che ha fatto di tutto per prendere una piega indesiderata: il Legnano ha finito in nove, è andato sotto due volte con qualche decisione arbitrale discutibile, ma l’ha comunque raddrizzata. E’ vero, ci si aspettava una prestazione più brillante, si aspirava decisamente ai tre punti e, se non fosse stato annullato il gol regolarissimo di Pavesi, parleremmo probabilmente di un’altra partita. Ma c’è più di una buona cosa da cui ripartire: soprattutto la capacità di non mollare quando arrivano le docce fredde, e oggi ne sono arrivate molte (1-0 annullato, espulsione di Nava, 0-1, raddoppio del Levico proprio quando si era tornati in parità numerica e poi espulsione di Ciappellano sul 2-2).
Il signor Negrelli ha lasciato pesantemente il segno sull’incontro: indipendentemente dalla valutazione sugli episodi, ha preso almeno sette decisioni drastiche, non tutte scorrette in realtà. Forse un po’ più di tolleranza avrebbe giovato a tutti. Il Levico ci ha messo del suo per condizionarlo, con qualche sceneggiata di troppo.
“Dobbiamo essere più forti anche di un direttore di gara che ha inciso pesantemente sul risultato – ha commentato Manzo – Potevamo fare meglio, ma i ragazzi sono stati bravi a riprendere una partita che, solitamente, una squadra che subisce certe situazioni perde. Per ora va bene così, ora testa a Caravaggio. Una cosa splendida è stata la positività dei tifosi: non parlo della Curva, che si butterebbe nel fuoco per la maglia, ma della tribuna. Non ci sono state critiche ma solo incitamento, questo è magnifico”.
Nell’undici iniziale Manzo ha tenuto in panchina Gasparri sostituendolo con un brioso Pavesi. Gasparri è comunque entrato a mezz’ora dal termine, lasciando il segno. Il ritorno di Ricozzi si è sentito, mentre la giornata di capitan Foglio è incorsa nello scivolone del secondo gol, con un controllo svirgolato che ha regalato a Rizzieri la palla del 2-0. Come a Busto, il Legnano in avvio ha avuto le occasioni per far girare la giornata: al 13’ Pavesi lanciato a rete è stato atterrato. L’arbitro si è limitato al giallo. Sulla punizione, la bomba di Cocuzza si è stampata sul palo. Al 17’ una bella combinazione Gobbi-Pavesi ha messo quest’ultimo in condizione di mettere il tap-in vincente. Cosa che è avvenuta, ma l’arbitro ha annullato perché la punta lilla, dopo aver toccato la palla pulita, per l’inerzia del movimento ha toccato il portiere in uscita disperata. C’erano già i segni di una sorte e di un arbitraggio poco promettenti. Pochi minuti e un’altra botta, forse la peggiore: Nava ha commesso un fallo e poi ha alzato le mani sull’avversario per un gesto di stizza che l’avversario ha accentuato. Per l’arbitro rosso diretto.
Come logica conseguenza, un bello scambio ha messo Rizzieri solo davanti a Ragone per l’1-0 in diagonale. Il Legnano non si è perso d’animo e ha cominciato a scalare la salita: al 41’ Ricozzi ha messo a fil di palo una punizione insidiosa.
La ripresa è cominciata invece con un raggio di sole: Gobbi ha ben giostrato al limite cercando il tiro, rimpallato da un avversario e poi finito sulla mano di Togola. Rigore. Cocuzza ha realizzato spiazzando Broglic.
Al 14’ un brivido, con Galesio solissimo,ma in posizione un po’ angolata. Il suo tiro forte ha trovato uno splendido Ragone pronto alla sua prima prodezza dopo due partite (segno che la difesa lilla concede davvero poco). Dieci minuti ed è venuto il momento dello choc per Foglio: su un cross dalla sinistra che non andava permesso all’esterno trentino, Foglio ha cercato di controllare svirgolando. Ancora Rizzieri è stato prontissimo a mettere il piede per l’infingardo 2-1. Ci si aspettava ormai l’inevitabile, ma il Legnano ha reagito ancora con uno splendido lancio di Ricozzi su cui Gasparri, con infinito mestiere, ha messo fuori causa l’avversario diretto con una spintarella malandrina e poi ha insaccato con un diagonale chirurgico.
Ma non era ancora finita, perché i ragazzi si sono fatti sorprendere da una ripartenza in campo apertissimo. Ciappellano ha speso il fallo da ultimo uomo, conscio del rosso che arrivava, per impedire il 3-2.
A Caravaggio ci sarà una difesa da reinventare senza i due centrali titolari. Oggi Manzo ha finito con tre 2001 nella terza linea. La soluzione non potrà che essere la coppia Miculi-Ortolani. Oggi Armando ha giocato una partita sontuosa, in terra bergamasca dovrà ripetersi.
La partita di oggi, debutto casalingo dopo il ritorno in D, ha vissuto anche tre momenti intensi: la raccolta benefica per la piccola Gaia, l’inaugurazione della Hall of Fame lilla, con il muro a fianco della curva su cui campeggeranno da oggi gli undici lilla più grandi di ogni tempo. Proprio lì, sotto l’immagine di Natale Lamera, il capitano Foglio ha deposto un mazzo di fiori in onore di un giocatore formidabile e di un uomo meraviglioso.

Tra Milano City e Legnano vince l’afa

MILANO CITY – LEGNANO 0-0

MILANO CITY: Rainero, Ornaghi, Capone (44’ st Colombini), Pellini (44’ st Albanese), Rondelli, Misimovic, Scognamiglio (44’ st Patera), Scampini, Lattarulo (44’ st Passaro), Sessa, L. Franzese (24’ G. Franzese). All. Fiorin.

LEGNANO: Ragone, Ortolani, Miculi (44’ st Montenegro), Pennati, Nava, Ciappellano, Cocuzza (39’ Campus), Rinaldi, Gobbi, Tindo (8’ Pavesi), Gasparri (44’ st Fabozzi). All. Manzo.

Un benvenuto più agro che dolce in serie D. Meglio ancora, un benvenuto scialbo. Il Legnano di mister Manzo debutta in campionato con uno spento 0-0 sul campo del Milano City. Ci si aspettava molto di più dopo le brillanti prestazioni del precampionato, ma diversi fattori hanno concorso a rendere la prima dei nostri ragazzi non proprio buonissima. Il caldo soffocante ha sicuramente danneggiato entrambe le squadre. La tensione del debutto può aver indotto anche a un po’ di prudenza. E certamente le assenze di Foglio e Ricozzi per squalifiche relative allo scorso campionato, cui va aggiunta quella di Borghi, hanno pesato più del dovuto soprattutto a centrocampo.
Sta di fatto che il Legnano non ha sviluppato le trame in velocità e il pressing con cui ci aveva deliziato in Coppa Italia. Il valore dell’avversario è l’ultima delle cause: questo Milano City gioca un calcio diligente e un po’ scolastico, con l’ex lilla Scampini e il legnanesissimo Pellini bravi a gestire il possesso palla, ma la squadra è stata inesistente dalla tre quarti in su (nemmeno l’ombra di un tiro nello specchio).
Il Legnano, viceversa, nella fase migliore della partita, quella centrale del primo tempo, ha creato più di un’occasione per segnare e chiudere la pratica. Al 13’ una punizione di Tindo non trattenuta è finita sui piedi di Ortolani che ha calciato a colpo sicuro prendendo il palo interno. Purtroppo, per pochi millimetri, la palla ha preso la traiettoria sbagliata tornando sul terreno di gioco. Al 18’ splendida azione con rientro all’interno di Gasparri, conclusione forte respinta dall’ottimo Rainero e ribattuta di Tindo ancora addosso all’estremo bustese. Al 25’di nuovo Tindo, lanciato in solitaria, ha controllato male consentendo a Rainero l’uscita. Poi Gobbi lanciato a rete ha concluso alto. Una decina di minuti in cui il Legnano poteva mettere le basi della vittoria e di un’altra partita, ma la precisione è mancata. Altre due occasioni sul finire della frazione: prima un cross perfetto di Gasparri sulla testa di Ortolani, che ha colpito male, poi l’atteso guizzo di Cocuzza, con una magia per dribblare alla Robben il diretto oppositore e conclusione a giro neutralizzata da Rainero.
Senza aver entusiasmato, il Legnano ha dato l’impressione di poterla vincere con qualche semplice accelerazione, ma la ripresa è stata una frazione noiosa e senza emozioni, in cui il Milano City ha avuto più possesso palla, ma innocuo. Le uniche occasioni, meno numerose e clamorose del primo tempo, sono comunque state di marca lilla. Manzo ha cambiato modulo passando al 4-3-1-2 con Cocuzza dietro Gasparri e Gobbi, per ridurre l’eccessiva distanza tra centrocampo e attacco e infilarsi tra le linee con la sua tecnica sopraffina. Purtroppo senza eccessivi risultati.
Il Legnano ha patito molto l’assenza di Ricozzi e delle sue geometrie, e di capitan Foglio con la sua spinta potente sulla fascia. Questo non va a detrimento dei sostituti: Pennati è un ragazzo su cui puntare alla grande, mentre Miculi non ha sfigurato. Dovendo scegliere il migliore, oggi opteremmo per Federico Ortolani, alla prima partita di questo livello con la fascia da capitano. Ha avuto due possibilità di diventare il match winner ma la sorte glielo ha impedito. Ciononostante Federico è stato ammirevole come sempre nella dedizione alla causa.
Bando ai rimpianti: sabato c’è una sfida da vincere al debutto casalingo contro il Levico. Con Foglio e Ricozzi, magari con temperature meno infernali, e sempre aspettando Pèrez. Quindi tuffiamoci con piena fiducia verso la prima al Mari. Il lavoro di mister Manzo è la garanzia migliore.

Rigori fatali, ma il Legnano esce a testa altissima

FOLGORE CARATESE-LEGNANO 1-1 (5-4 dopo i rigori)

FOLGORE CARATESE: Delventisette, Agnelli, Derosa, Burato, Parenti, Monticone, Ngom, Ciko, Mamadou (18’ st Candiano), Ferrari (18’ st Bartulovic), Graziani (1’ st Troiano), Valotti. All. Longo.

LEGNANO: Ragone, D’Aversa, Foglio, Pennati, Nava, Ciappellano, Cocuzza (29’ st Fabozzi), Rinaldi (20 st Borghi), Gobbi (22’ st Pavesi), Tindo (20’ st Ricozzi), Gasparri (45’ st Ortolani). All. Manzo.

RETI: 3’ pt Ngom, 20’ pt Gobbi.

Grazie ragazzi! Grazie lo stesso di cuore e per il cuore che ci avete messo. Il messaggio lo ha cantato in modo chiaro la curva a fine partita. Ancora una volta, non uno dei numerosi tifosi lilla sugli spalti è rimasto deluso dalla prestazione del nuovo Legnano di mister Manzo. Usciamo dalla Coppa Italia per mano della Caratese, alla lotteria dei rigori e dopo una partita gagliarda.
A Verano i ragazzi erano chiamati a una prova di maturità per saggiare le loro ambizioni nel campionato di serie D, e l’hanno superata al di là di ogni dubbio. Dopo la goleada con la Castellanzese, squadra che lotterà per la salvezza, l’incontro secco con la Caratese ci vedeva di fronte a una probabile candidata alla promozione. Ovvio che le difficoltà fossero ben maggiori, ma per questo era un test attendibile per capire la caratura del Legnano. La risposta è stata chiara e ribadita da mister Manzo: il Legnano deve lottare per le zone alte della classifica, se la giocherà alla pari con le più forti e si candida a essere sorpresa e mina vagante del girone.
Non si dimentichi che la Caratese ha un telaio collaudato, oltre metà squadra è quella dell’anno scorso, ed esperienza da vendere in D. Il Legnano è invece una squadra totalmente nuova (solo un uomo dell’anno scorso era in campo, il capitano Valerio Foglio) e ha esperienza in molti singoli, ma collettivamente deve ancora crescere molto.
Il cammino comunque prosegue spedito: la mano di mister Manzo è evidentissima. La rabbia per la qualificazione sfumata deve essere subito messa da parte, anche se è comprensibile. Fatali gli errori dal dischetto di Borghi e Ricozzi, ma l’ultima cosa che ci viene in mente, proprio l’ultima delle ultime, è dare la croce addosso ai due ragazzi. I rigori li sbaglia chi li tira e sono comunque una lotteria, pur nella loro natura di ultimo sprazzo di freddezza e lucidità tecnica.
La partita ha vissuto tre fasi: l’inizio di marca caratese, poi una splendida mezz’ora del Legnano a chiudere il primo tempo e un secondo tempo meno intenso e bello, con più possesso palla della Caratese che tuttava ha creato una sola grande occasione. Il Legnano si è trovato a fronteggiare subito una difficoltà doppia: avversario forte e svantaggio. Il gol dei padroni di casa è nato proprio dalla propensione offensiva del Legnano. Tre uomini hanno portato il pressing alto sul terzino sinistro dei padroni di casa, che però è uscito dalla morsa servendo un uomo liberissimo a metà campo. Lancio lungo per Ngom che si è trovato a tu per tu con Ragone, infilandolo. Per un quarto d’ora il Legnano ha subito il colpo e sofferto, ma proprio qui è stato superato l’esame. I ragazzi hanno alzato il ritmo, cominciato a produrre scambi velocissimi e costretto la Caratese a difendersi. Meraviglioso il gol del pareggio, con una proiezione a razzo di Cocuzza che ha servito Gasparri al limite: tacco di prima per Gobbi che, arrivando in corsa, ha caricato da 25 metri un rasoterra precisissimo. Spettacolo e apoteosi sugli spalti. Alla mezz’ora un’altra azione veloce ha messo Gasparri solo davanti al portiere, che però lo ha anticipato uscendo a valanga. Il raddoppio poteva venire al 36’, quando Gasparri ha imperversato sulla destra scaricando a centro area un pallone d’oro per Tindo. Delventisette ha parato di piede.
La ripresa è stata meno vibrante: la Caratese ha avuto un certo predominio territoriale, ma piuttosto sterile. Fa eccezione un’unica occasione, enorme: al 24’, su punizione, una torre di testa ha messo Valotti nella stessa posizione di Tindo nel primo tempo, a centro area e solo. La sua conclusione potente si è stampata sul palo. Nel finale sono state del Legnano le palle migliori: Gasparri ha concluso di testa debolmente un triangolo di prima con Borghi e Pavesi. Lo stesso Gasparri al 42’ ha concluso con potenza ma troppo centrale, e Ricozzi allo scadere ha sfiorato il palo su punizione.
Il fischio dell’arbitro ha rimandato il verdetto ai tiri dal dischetto. Ragone ha intuito quasi tutti i tiri della Cratese, neutralizzando il secondo, calciato da Valotti. Gli altri sono stati davvero impeccabili. Per il Legnano benissimo Foglio e Nava, ma Borghi ha calciato altissimo il terzo penalty, riportando la situazione in parità. Con il quarto realizzato da Pavesi si è arrivati al quinto. Ancora perfetta la realizzazione di Bartulovic, con Ragone arrivato a un millimetro dal pallone. Delventisette ha invece parato il tiro finale di Ricozzi.
L’esultanza degli uomini di casa è un altro segno di quanto il Legnano li abbia fatti soffrire. Ci rivedremo in campionato, dove gli schemi di mister Manzo e la qualità della rosa promettono di divertire i tifosi lilla.