Categoria: Cronaca partita

Beffa tremenda, i play off sfumano all’ultimo secondo

CASALE-LEGNANO (1-1)

 

CASALE: Drago, Mullici, Fabbri (42’ st Nouri), Raso (25’ st Colombi), Guida, Bettoni, Romeo (36’ st Nnadi), Poesio, Franchini (25’ st Todisco), Lewandowski, Cocola (36’ st Lanza). All. Buglio.

 

LEGNANO: Russo, Barbui (15’ st De Stefano), Diana (34’ st Pellini), Di Lernia, Nava, Luoni, Beretta, Bingo (23’ st Ortolani), Braidich, Ronzoni (15’ st Tunesi), Gasparri (3’ st Brusa). All Sgrò.

 

ESPULSI: 28’ st Luoni per doppia ammonizione, 38’ st Poesio rosso diretto.

 

RETI: 10’ pt Cocola, 41’ pt Gasparri, 15’ st Bingo, 53’ st Lewandowski.

 

L’ultimo respiro è fatale al Legnano. La rabbia e il rammarico sono tanti e comprensibili, ma non devono annebbiare né la razionalità né i sentimenti veri, quelli che vanno al di là della delusione del momento. I ragazzi sono stati grandi per tutto il girone di ritorno e a loro va detta una sola parola: grazie. I rimpianti ci sono, ma non sono quelli di oggi: il gol all’ultimo secondo fa parte del calcio e va accettato, anche se è difficile. I rimpianti sono altri, i molti punti persi all’andata, non tutti per colpa della squadra, basti pensare a quanto ci ha scombussolato e tolto il Covid tra ottobre e novembre.

Da quando si è trovato l’assetto giusto, grazie a mister Sgrò e agli innesti del mercato di gennaio, praticamente non abbiamo sbagliato un colpo, se non a Varese e forse nel primo incontro col Pont Donnaz. L’unica altra sconfitta, col Bra, non è stata assolutamente meritata. Per il resto, solo soddisfazioni e prestazioni positive, per non dire di più.

Oggi a Casale la squadra ci ha messo un quarto d’ora a carburare. Tanto è bastato purtroppo per subire il vantaggio di Cocola, favorito da una distrazione difensiva. Poi la squadra è uscita e per tutto il primo tempo ha imposto il suo gioco, pur senza creare grandinate di occasioni. Bello lo slalom di Beretta con palla di poco a lato, al 22’. Il pareggio, meritato, è arrivato con un bel lob di capitan Gasparri, che ha chiuso il campionato a quota 19, terzo nella classifica marcatori e senza rigori (senza penalty Allegretti avrebbe gli stessi gol del nostro capitano e Chessa, che ha segnato a valanga, ne avrebbe 5 in più e non 15). Una grande stagione per il Gas.

Nel secondo tempo i ragazzi hanno cominciato col buzzo buono, costringendo Drago a una parata non banale su tiro di Beretta. Al 15’ il gol del giusto vantaggio con il solito Bingo, il cui rasoterra ha preso in controtempo Drago. E’ stata la rete della grande speranza, la più importante della stagione. La partita da lì è diventata molto nervosa. Il Legnano ha commesso forse un errore di atteggiamento: abbassarsi un po’ troppo e aspettare l’avversario invece di far valere la propria superiorità tecnica e mettere al sicuro il risultato. Ma sono discorsi facili col senno di poi: dopo una cavalcata durata un intero girone e con il risultato ormai nelle mani, un filo di braccino corto è più che umano.

Il nervosismo si è visto con le due espulsioni (Luoni e Poesio) che in realtà non hanno cambiato l’inerzia della partita. Dal 40’ in poi sono stati i minuti più lunghi dell’anno, tanto da sembrare ore. Il Casale ha sfiorato la traversa con Todisco, poi è salito in cattedra il solito Russo, che prima (45’) ha tolto dall’incrocio dei pali una punizione di Lewandowski, poi (47’) ha neutralizzato un’incornata a botta sicura di Colombi. L’arbitro ha concesso sei minuti di recupero, poi allungati a nove per un infortunio. Al 53’ la doccia gelida: sull’ultima punizione di Lewandoski nemmeno l’extraterrestre Russo ha potuto arrivare.

Davanti a una delusione simile spesso si cade nell’errore di dipingere di nero anche ciò che è rosa smagliante, e guai a caderci in questo caso. Kipling, al contrario di Boniperti per cui la vittoria era l’unica cosa a contare, asseriva che il successo e la sconfitta sono due impostori da trattare allo stesso modo. Oggi la mancata qualificazione ai play off non dev’essere vista come un dramma. Ciò che conta è quanto i ragazzi e il mister hanno fatto. I numeri sono lì a dimostrarlo, ma anche il carattere e lo spettacolo che i ragazzi hanno offerto per oltre 20 partite, risalendo fin quasi ad agguantare il gruppo di testa. Questo è un punto di partenza, non di arrivo. Ed è un punto di partenza ideale per cominciare la prossima stagione. Anche perché, col Covid che si spera sarà alle spalle, il Legnano potrà pianificare con molte certezze.

Il Legnano vince ed emoziona, play off a un passo

LEGNANO-SANREMESE 3-1 (1-1)

LEGNANO: Russo, Barbui, Diana (35’ st′ Brusa), Di Lernia, Nava, Luoni, Beretta (4’ st Tunesi), Bingo (40′ st De Stefano), Braidich (32′ st Ortolani), Ronzoni (22′ st Cocuzza), Gasparri. All. Sgrò.

 

SANREMESE: Bohli, Ponzio (32’ st′ Danovaro), Bregliano, Mikhaylovskiy, Demonti, Lo Bosco (42′ pt Murgia), Gagliardi, Miccoli, Gemignani (47′ st Castaldo), Pellicanò (15′ st Managò), Convitto. All Andreoletti.

 

RETI: 24’ pt Demontis, 36’ pt Bingo, 27’ st Gasparri, 29’ st Braidich.

 

Splendore lilla. Il Legnano prende il destino nelle proprie mani facendo proprio lo spareggio contro la Sanremese. Vincendo l’ultima partita a Casale saremmo nei play off, un traguardo parso impossibile per mesi e ora divenuto quasi realtà. La vittoria contro i liguri, squadra costruita per vincere il campionato, ha contenuto tutto: qualità, gioco arioso e veloce, fasi di dominio e fasi di attesa e sofferenza, carattere e compattezza, spirito di gruppo e invenzioni delle individualità. Una vittoria strameritata che corona un girone di ritorno fantastico. E non è da tutti reagire allo svantaggio contro uno squadrone nel modo in cui lo hanno fatto i ragazzi.

La Sanremese ha schierato in porta un predestinato: Bohli, classe 2005. E’ rarissimo, se non unico, vedere tra i pali in serie D un ragazzo di 16 anni. E Bohli non è lì per caso: nei primi minuti ha subito mostrato le sue potenzialità con due paratone su Ronzoni e Beretta. Dalla nostra parte, però, tra i pali c’è un mostro: Russo. Al 13’ il suo primo miracolo su Lo Bosco, arrivato a tu per tu dopo aver saltato tre avversari. Un paio di incertezze su lanci lunghi ha messo gli attaccanti liguri in posizione ideale per il tiro. Così è successo al 24’ con Demontis lanciato da Gemignani. Il gol è stato in realtà una doccia fredda, perché il Legnano nel primo tempo è stato perfetto, e perché dopo quei due sprazzi la Sanremese, molto efficace nel palleggio, non è quasi più arrivata al tiro.

Il Legnano ha esaltato i tifosi per il carattere e le trame deliziose, che hanno trovato nella dirompente dinamicità di Ronzoni, nel genio di Bingo e nella qualità di Gasparri tre veri tenori. Fin troppe le azioni da descrivere. Ne bastino tre: il gol da cineteca di Bingo, replica ancora più bella di quello che segnò contro la Castellanzese, tre uomini saltati e bomba nel sette; il tiro a giro di Gasparri a fil di palo, a conclusione di un triangolo con tanto di scavetto. E il coast to coast di Nava, bravissimo a seminare mezza Sanremese ma meno a concludere.

Nella ripresa il caldo ha fatto sentire i suoi effetti, perchè il ritmo è sceso. I ragazzi hanno gestito la frazione con grande intelligenza, chiudendo gli spazi dietro con Nava e Luoni sontuosi e lanciando micidiali contropiedi. Al 65′ Di Lernia su punizione ha chiamato in causa Bohli. Il 2-1 è arrivato al 72′ con Tunesi che ha recuperato palla in mezzo al campo e ha lanciato Gasparri, pronto a battere a rete sotto la traversa. Nemmeno due minuti dopo Braidich l’ha chiusa con un tiro dal limite che si è infilato alla destra di Bohli.

Una giornata gratificante vissuta con l’abbraccio del pubblico. Nei play off il Legnano giocherebbe sempre in trasferta, ma a preoccuparsi devono essere solo gli avversari, perché in questo momento non siamo solo la squadra più in forma, ma anche la più carica, la più motivata e, punti del ritorno alla mano, la più forte.

Testa di Nava, boato del Mari e vittoria: così il Legnano riabbraccia il suo pubblico

LEGNANO-FOLGORE CARATESE 2-1 (1-0)

LEGNANO: Russo, Barbui, Diana (27′ st Ortolani), Di Lernia, Nava, Luoni (45′ st Pellini), Beretta, Bingo (17’ st Brusa), Braidich (25′ st Cocuzza), Ronzoni (22’ st Tunesi), Gasparri. All. Sgrò.

FOLGORE CARATESE: Pizzella, Bini, Ciko, Monticone, Macrì, Kamal El Idrissi (14’ st Alabiso), Cozzari, Marconi (27′ st Tronco), Finessi (32′ st Drogba), Di Stefano (46′ st Poluzzi), Derosa (14′ st D’Antoni). All. Longo.

 

RETI: 13’ pt Di Lernia, 36’ st Macrì, 43’ st Nava.

 

Tre punti che ne valgono sei. Lo ha sottolineato anche mister Sgrò. Il Legnano ha riabbracciato il suo pubblico con una vittoria contro una grande squadra, una delle migliori, se non la migliore in assoluto, vista al Mari. Si è sofferto, specie nel secondo tempo, ma non si è subito passivamente. Anzi. La squadra ha giocato molto bene, con temperamento, intelligenza e una gran voglia di dimostrare al pubblico di meritare l’affetto che solo i tifosi lilla sanno dare. Lotta su ogni palla, spirito di gruppo, difesa rocciosa (naturalmente con il solito grande Russo alle spalle) ma anche concretezza e capacità di crederci fino in fondo. Non sono mancate nemmeno le giocate pregevoli, a partire dai gesti tecnici di Di Lernia e Nava sui due gol.

Di fronte, un signor avversario, una squadra allenata benissimo da mister Longo, collaudata da una guida tecnica che negli anni ha garantito la continuità necessaria ad assorbire automatismi e schemi e inserirli nel proprio dna. Se si vuole trovare una pecca in questa formazione è l’imprecisione nei tiri, che nel calcio però non è un dettaglio. E proprio il valore dell’avversario dà doppio valore a una vittoria che i ragazzi hanno voluto dal primo all’ultimo minuto, prima difendendola coi denti dopo il vantaggio, poi andandosela a riprendere in zona Cesarini una volta raggiunti dal gol di Macrì.

In cima a tutto c’è anche qui l’allenatore. Per Marco Sgrò abbiamo esaurito gli aggettivi: in pieno inverno ha preso una squadra impaurita e smarrita che rischiava di cadere in zona play out, l’ha rivitalizzata restituendo ai ragazzi serenità e voglia di divertirsi, gli ha instillato sicurezza con la sua esperienza e ha agito con semplicità, ma con grande intelligenza. Risultato: dal suo arrivo in poi nessuna squadra ha fatto più punti.

Ma questo non deve far pensare a un tecnico che si affida a pochi concetti solidi ma immutabili. Sgrò conosce il calcio come pochi e sa applicare qualsiasi modulo, cambiandolo quando serve senza alcuna paura, anche più di una volta nella stessa partita. Oggi il suo capolavoro è stato soprattutto mentale, perché la convinzione con cui hanno giocato i ragazzi non è venuta meno nemmeno nei momenti più difficili, come la prima metà della ripresa.

Come a Fossano si è visto Braidich punta davanti al trio Bingo-Beretta-Gasparri, con un Ronzoni tutti polmoni a dar man forte al regista Di Lernia. Con uomini ovunque come Beretta e Ronzoni parlare di moduli è comunque riduttivo.

La difesa, con un Nava gigantesco, un Luoni inoppugnabile e un Diana assai positivo, è stata il fondamento della vittoria. Dove nessuno arriva c’è sempre Giovanni Russo, anche oggi autore di due miracoli, uno su testa di Kamal e uno su Di Stefano solissimo davanti alla porta.

Il primo tempo è stato equilibrato ma il Legnano lo ha chiuso meritatamente in vantaggio per la maggior precisione. Il gol di Di Lernia è arrivato presto, su una palla in uscita dalla difesa. Il playmaker lilla ha caricato il tiro di prima insaccando a mezza altezza nell’angolo alla destra di Pizzella, rimasto come una statua di sale. Il Legnano ci aveva già provato con un filtrante di Ronzoni per Gasparri, bloccato in uscita dallo stesso Pizzella.

Al 21’ primo brivido quando un tiro di Kamal ha rimbalzato in modo strano e insidioso davanti a Russo che però l’ha addomesticato in due tempi. Ancora Kamal in evidenza per la Folgore al 28′, con Russo pronto alla difficile respinta sul colpo di testa all’apparenza vincente. Al 32′ è stato Finessi a scagliare un forte tiro finito fuori di poco. Il finale è stato di marca lilla, alla ricerca del raddoppio. Bellissima la combinazione Barbui-Braidich al 40’, ma quest’ultimo è stato pescato in fuorigioco e l’azione è sfumata. Un brivido freddo è corso lungo la schiena dei tifosi ospiti quando Luoni ha calciato al volo a due millimetri dal palo su corner dalla destra.

La ripresa ha visto una Folgore più che mai offensiva prendere il dominio territoriale, ma per un quarto d’ora non ci sono state particolari occasioni, finché Russo ha dovuto esibirsi in due interventi su Cozzari e Di Stefano, quest’ultimo provvidenziale visto che il giocatore ospite era solo davanti a lui.

Sgrò, vista la squadra in difficoltà, è intervenuto coi cambi, così come Longo per dare nuove soluzioni all’attacco. E’ entrato, attesissimo, Drogba, il figlio del mitico Didier, e ha mostrato subito numeri da categoria superiore, specie il colpo di tacco con cui ha smarcato Macrì davanti alla porta, per il pareggio. Qui si è vista la cosa più importante di tutta la giornata. Raggiunti alla fine dopo aver resistito bene e assaporato la vittoria, i ragazzi potevano crollare o accontentarsi del pari. Invece hanno dimostrato di voler vincere e di crederci. Abnegazione premiata dal bellissimo gol di testa di Nava (nella splendida foto di Gianfranco Zottino) su punizione di Beretta dalla destra, che non ha lasciato scampo a Pizzella. Ed è stato fantastico sentire nuovamente il Mari esplodere con un boato.

Legnano pirotecnico: a Fossano finisce 5-4

FOSSANO-LEGNANO 4-5 (1-1)

 

FOSSANO: Merlano, Specchia (23’ Desouza), Scotto, Alfiero, Giraudo (7’ st Marin), Brondi (7’ st Galvagno), Coviello, Fogliarino, Coulibaly (41’ st Aloia), Lazzaretti, Adorni (32’ st Manuali). All. Viassi.

 

LEGNANO: Russo, Barbui, Diana (25’ st De Stefano F.), Di Lernia, Nava, Luoni, Tunesi, Bingo (46’ st Ortolani), Braidich (35’ st Cocuzza), Ronzoni (15’ st Pellini), Gasparri (43’ st Fondi). All. Sgrò.

 

RETI: 14’ pt Specchia, 24’ pt Bingo, 1’ st Gasparri, 6’ st Braidich, 9’ st Bingo, 13’ st Alfiero, 14’ st Di Lernia, 30’ st Alfiero su rigore, 51’ st Aloia.

 

Legnano dirompente e distratto, spettacolare ma a tratti svagato, largamente superiore ma che vince con un gol di scarto quando avrebbe potuto farlo con almeno tre, se non di più. Nessuno può lamentarsi di questa partita, ci siamo divertiti come non mai. Ma sicuramente bisogna evitare, anche a risultato acquisito, di calare di tensione. I ragazzi hanno dato l’impressione di poter affondare il coltello nel burro ogni volta che forzavano. Per questo va rimarcato il neo di aver concesso quattro gol agli avversari, benché il risultato sia stato in cassaforte già al 9’ della ripresa. Nessun patema, giusto il pelo nell’uovo. Per il resto tanto Legnano, troppo per un Fossano che negli ultimi tempi si è reso protagonista di una grande rimonta in classifica.

È finita 5-4, poteva finire con un divario molto più largo. Il primo tempo è terminato 1-1 con il Fossano andato in vantaggio con un gol spettacolare di Specchia, cui la difesa lilla ha però lasciato colpevole spazio per mirare il sette. Il Legnano aveva già scheggiato la traversa con Braidich e da lì in poi ha collezionato occasioni, con un paio di parate decisive di Merlano e un tiro di Ronzoni a fil di palo. Il pari è venuto al 26’ sull’asse Gasparri-Barbui. A centro area Bingo ha insaccato facilmente. Il risultato è apparso stretto per i ragazzi, ma il Fossano ha dimostrato di poter essere pericoloso su qualche ripartenza.

Nell’intervallo, commentando, chiedevamo uno sforzo in più per affondare il colpo, e i ragazzi hanno esagerato. Tre gol in nove minuti: Gasparri in diagonale dalla sinistra ha insaccato dopo 30 secondi, poi Braidich al 6’ ha segnato da centro area su azione insistita di Bingo, quindi lo stesso Bingo ha calato il tris al 9’. Partita chiusa e Fossano tramortito, ma una mischia al 14’ ha consentito ad Alfiero di accorciare. I padroni di casa non hanno nemmeno avuto il tempo di esultare che Di Lernia li ha gelati con un preciso tiro dal vertice sinistro dell’area.

Al 23’ Braidich si è mangiato il gol che avrebbe trasformato la partita in un incontro di tennis e sul rovesciamento di fronte Russo ha dovuto operare il suo miracolo domenicale. Al 29’ l’arbitro ha fischiato un rigore ai padroni di casa che Alfiero ha realizzato con Russo vicino all’ennesima prodezza. I ragazzi hanno sprecato qualche contropiede a campo aperto per riallargare il risultato e all’ultimo secondo di un lunghissimo recupero Aloia in contropiede ha ridotto a una sola lunghezza il divario.

Nessuna paura perché l’arbitro ha fischiato la fine proprio sulla rete. A 54 punti la classifica sorride e le ultime cinque partite, tra cui due scontri diretti, vanno affrontate con serenità e con l’obiettivo di dare un significato diverso alla stagione. La risalita è stata entusiasmante. Continuiamola.

Super Russo e magico Luoni, il Legnano riprende la Caronnese

LEGNANO-CARONNESE 1-1 (1-1)

 

LEGNANO: Russo, De Stefano F., Ortolani (20′ pt Luoni), Di Lernia, Brusa (34′ st Diana), Nava, Beretta, Barbui (34′ st Fondi), Cocuzza (9′ st Braidich), Ronzoni, Gasparri. All.: Sgrò.

CARONNESE: Marietta, M’Zoughi, Travaglini, Cosentino, Galletti, Gargiulo, Torin (26′ st Cattaneo), Vernocchi (16′ st Battistello), Banfi (16′ st Siani), Rocco (29′ st Becerri), Calì. All.: Gatti

 

RETI: 14′ Banfi, 43′ Luoni.

 

Un’ altra prova di maturità del Legnano, forse la più difficile. In un primo tempo quasi da incubo, con la Caronnese padrona del gioco, i lilla, disorientati, sono stati tenuti in piedi da un immenso Russo, capace di sventare almeno quattro occasioni con altrettante prodezze. Ma un guizzo di Luoni l’ha rimessa in parità e nella ripresa i ragazzi hanno giocato alla pari e anzi meglio della Caronnese, legittimando un pareggio che dopo 45 minuti andava strettissimo agli ospiti.

Gli attaccanti di mister Gatti hanno sbagliato troppo e hanno avuto anche un pizzico di sfortuna, altrimenti parleremmo di un altro risultato. Ma Giovanni Russo è il portiere del Legnano, non un alieno piovuto sulla Terra (o forse sì, a questo punto abbiamo il dubbio). E rimettersi in assetto uscendo dal guscio e giocando un ottimo secondo tempo in cui è mancata solo la precisione nell’ultimo passaggio, è una reazione da squadra solida e matura. Merito di mister Sgrò, che non ha esitato a cambiare dopo un quarto d’ora, togliendo, per la regola degli under, addirittura Ortolani, un giocatore prezioso come l’acqua nel deserto.

Il tutto a dimostrazione che il Legnano ha almeno due fuoriclasse: uno in porta e uno in panchina. Sgrò aveva azzardato un nuovo modulo, il 4-3-1-2, con Beretta dietro le punte e Barbui in regia. Scelte coraggiose e sperimentali, che hanno però lasciato la squadra sbilanciata e aperta. “Quando le cose non vanno e capisco di aver sbagliato rimedio subito, non aspetto di prendere tre gol”. Questo il commento del tecnico, che non ha il vezzo così diffuso tra molti suoi colleghi di aspettare 75 minuti per la prima sostituzione.

Tra l’altro, segno del destino, proprio il neoentrato Luoni ha siglato il pareggio con una splendida torsione di testa su punizione di Beretta. Il passaggio al centrocampo a 5, creando maggior densità, ha rimesso a posto le cose. Ma non sono i moduli da soli a fare miracoli, è la testa dei giocatori e la garra che ci mettono. Da questo punto di vista, il Legnano del secondo tempo è parso un’altra squadra.

Pronti via ed ecco il primo brivido: tiro dal limite di Vernocchi a fil di palo. Un minuto dopo Ronzoni con un’azione simile ha messo di poco a lato.

Un clamoroso liscio di Brusa, all’11’, ha permesso a Banfi di involarsi fino a Russo, che di piede ha deviato in corner. Al 13′ secondo miracolo di Russo che ha messo in angolo un preciso calcio di Calì. Sugli sviluppi del corner è arrivato il gol, nonostante la parata forse più difficile del portiere lilla, capace di togliere dalla porta un colpo di testa impossibile da prendere. Banfi è stato lesto a mettere dentro sul tap-in.

Al 18′ è stato ancora Vernocchi a chiamare Russo al volo plastico. A quel punto Sgrò ha detto basta e ha cambiato l’assetto della squadra. Al 35’ una bella azione lilla ha messo in difficoltà la retroguardia rossoblu. Poi il pareggio, un fulmine a ciel sereno tanto bello quanto provvidenziale: Luoni è svettato di testa mettendo nell’angolo alla destra di Marietta il cross perfetto di Beretta (nella foto di Sport Legnano).

Il secondo tempo, almeno per mezz’ora, è stato divertente e con continui capovolgimenti di fronte. In realtà è stato il Legnano a fare la partita e a creare almeno quattro ripartenze in superiorità numerica sfumate sull’ultimo tocco.

Mister Gatti ha fatto i complimenti ai nostri ragazzi per come hanno saputo riorganizzarsi, superare il momento critico e mettere spesso in difficoltà la difesa Caronnese. Con lo spirito della ripresa e nuove sicurezze andiamo a Fossano, non mercoledì ma domenica. I molti recuperi hanno portato la Lega a ricalendarizzare gli ultimi cinque incontri. Il 23 maggio ci sarà Fossano-Legnano, il 30 Legnano-Folgore Caratese.

Oggi c’era qualcosa di più importante di tutto il campionato: era il giorno di Andrea Rinaldi, la drammatica ricorrenza della sua morte. Un minuto di silenzio è stato osservato all’inizio dell’incontro e il Legnano ha giocato con il lutto al braccio. E’ stato rilanciato il crowd funding per raccogliere fondi da destinare alla ricerca, per evitare che drammi come quello di Andrea possano ripetersi.

Legnano inarrestabile, espugnata Imperia

IMPERIA-LEGNANO 2-3 (1-3)

 

IMPERIA: Dani, Scannapieco (36’ st Donaggio), Malandrino, Sancinito, De Bode, Virga (43’ st Di Salvatore), Capra, Giglio, Cassata (14’ st Gnecchi), Malltezi, Martelli (1’ st Sassi). All. Lupo.

 

LEGNANO: Russo, Ortolani, De Stefano F. (36’ st Bingo), Di Lernia (26’ st Tunesi), Nava, Brusa (31’ st Luoni), Beretta, Barbui, Cocuzza (43’ st Pellini), Ronzoni (43’ st Fondi), Gasparri. All. Sgrò.

 

RETI: 6’ pt Gasparri, 14’ pt Malandrino, 23’ pt Beretta, 39’ pt Gasparri, 9’ st Giglio su rigore.

 

Legnano inarrestabile! Cinque vittorie in sei partite e la classifica ora cambia decisamente aspetto. La zona play off è praticamente agganciata: ci sono recuperi e potrebbero esserci sorpassi, ma quand’anche fosse, siamo lì, a giocarcela alla pari nelle ultime sei partite.

A Imperia è stata una vittoria divertente ed emozionante. Il Legnano ha sciorinato alcune delle più belle giocate della stagione, con attaccanti e centrocampisti in stato di grazia. Abbiamo però concesso troppo sulle palle inattive nel primo tempo, e abbassandoci eccessivamente specie a inizio ripresa. Anche nei momenti difficili non è mancato un grande spirito di squadra e il match è sempre stato condotto con lucidità soprattutto in fase di palleggio. E le occasioni per chiuderla in anticipo sono arrivate in serie.

Mister Sgrò è stata la svolta di questa stagione travagliata, dubbi non ce ne sono. Ora giochiamoci la qualificazione ai play off in totale serenità, ricordando, magari più con rammarico che con soddisfazione, che nel girone di ritorno abbiamo tenuto una media da promozione.

Ronzoni, oggi splendido, al 6’ con una giocata di qualità ha messo in mezzo per Gasparri che al volo ha trafitto Dani. Immediata la reazione dell’Imperia, che ha creato subito due occasioni ed è andata al pareggio con un’incornata di Malandrino sul secondo palo. Dopo qualche minuto di sofferenza il Legnano ha preso in mano la partita: al 23’ un triangolo lineare ed efficace tra Gasparri e Beretta ha messo quest’ultimo in condizioni di chiudere a rete dall’altezza dal dischetto. Due gol pregevolissimi, ma il più bello è stato forse il terzo, con un’azione tutta creatività di Beretta e appoggio per Gasparri che con grande destrezza e ha gestito la palla in mezzo all’area in modo da liberarsi al tiro. In precedenza, il Legnano era andato altre due volte vicinissimo al gol. Al 43’ Sancinito su punizione ha dato l’illusione del gol.

Il brivido è stato l’antipasto del quarto d’ora più difficile, quello di inizio ripresa, quando è successo di tutto sia perché l’Imperia ha profuso il massimo dello sforzo sia per due rigori a metà tra il fortuito e l’ingenuo. Il primo per un fallo di mano, ma Russo lo ha cancellato parando in sicurezza. Il nostro portierone non ha potuto fermare però il secondo, assegnato per un fallo provocato da una distrazione e da un po’ di casualità. Sul 3-2, vista la pressione, c’era di che preoccuparsi, ma la squadra ha cominciato a rimettere paura ai padroni di casa con tre clamorose occasioni: prima con Barbui a tu per tu con Dani, poi con Cocuzza, situazione simile, infine con Ronzoni addirittura a porta vuota (unico errore di Gigi in una prestazione super). L’entrata di forze fresche ha dimostrato la perfetta lettura di mister Sgrò. Con Bingo, Pellini, Tunesi, Luoni e Fondi in campo il Legnano ha messo la palla in banca. Peccato, specie con due proiezioni inarrestabili di Bingo, non averla chiusa, ma alla fine così ce la godiamo quasi di più. Adesso, a quota 50, siamo pronti per un altro minicampionato di sei giornate.

Russo e Beretta super, la capolista va ko

LEGNANO – PONT DONNAZ H.A.E. 2-1 (2-1)

 

LEGNANO: Russo, Brusa, De Stefano D. (25′ pt Barbui, dal 36’ st Fondi), Di Lernia, Nava, Ortolani, Beretta, Tunesi (28’st De Stefano F.), Cocuzza, Ronzoni, Gasparri (34′ st Luoni). All. Sgrò.

 

PONT DONNAZ: Vinci, Scala (35’st Montenegro), Maffezzoli (41’ st Paris), Tanasa, Balzo (31’st D’Onofrio), Ciappellano, Filip (35’st Jeantet), Masini, Varvelli, Vignali, Sassi (11’ st Sterrantino). All. Madafarri.

 

RETI: 27’ pt e 37’ pt Beretta, 45’ pt Masini.

 

Quelli di Varese erano i fratelli. I veri giocatori del Legnano, quelli che i tifosi lilla vogliono vedere sempre, sono scesi in campo oggi al Mari. Il turno infrasettimanale di campionato, contro la prima in classifica, in un mercoledì di maggio con la classifica che in teoria ha poco da dire (ma solo in teoria), dopo un’incomprensibile partita al Franco Ossola, nella testa di molti tifosi sembrava utile come la forchetta col bordo e interessante come una pagina di rubrica telefonica. Sbagliato. Anzi, sbagliatissimo. I ragazzi hanno sfoderato una prestazione tutta concentrazione, intensità e coraggio, e hanno regalato 90 minuti di emozioni e una vittoria di prestigio. E’ stato il pomeriggio più appagante del campionato.

Sgrò ha schierato un 3-5-2 con Brusa e Beretta esterni a tutta fascia, Nava, Ortolani e Brusa terzetto di difesa, un centrocampo a posizioni dinamiche e spesso intercambiabili con Di Lernia, Tunesi e Ronzoni e davanti, naturalmente, Cocuzza e Gasparri. L’infortunio di De Stefano ha costretto Sgrò a inserire Barbui (che a noi è piaciuto parecchio) tolto poi nel finale concitato per far spazio a Luoni sui bastioni difensivi.

Il Pont Donnaz ha mostrato tutte le sue qualità: squadra che gioca, che vuole conquistare il risultato imponendo il gioco ma che lascia anche giocare e concede qualcosa. Il Legnano però non ha mai subito passivamente, ha giocato non alla pari ma meglio, e anche quando ha dovuto soffrire non ha mai rinunciato a un pericoloso gioco di rimessa.

Al 20′ Masini, il migliore dei suoi, ci ha provato da fuori con un bel rasoterra, la palla ha fatto la barba al palo ed è finita fuori.

Al 27’ il Legnano ha spaccato la partita con un gol capolavoro di Roberto Beretta, servito da una delle moltissime discese di un encomiabile Ortolani. Dai 25 metri Roby ha sparato una fucilata sotto la traversa che non ha lasciato scampo a Vinci.

Meno spettacolare, ma non meno importante, il raddoppio al 37’: Tunesi ha calciato dal limite, la palla, murata dalla difesa, è finita sui piedi di Beretta che ha messo dento da due passi.

Il Pont Donnaz ha cercato la reazione con un colpo di qualità: esterno destro di Sassi a servire Varvelli che a tre metri dalla porta ha deviato verso la rete con la mossa dello scorpione. Russo ha risposto da campionissimo, volando nell’angolo.

L’unica distrazione difensiva è costata il pareggio, su punizione. Lo schema partito dall’ex Ciappellano ha previsto un blocco da parte degli attaccanti valdostani. La difesa lilla è caduta nella trappola lasciando libero Masini che ha insaccato facilmente.

Il gol ha caricato il Pont che si è buttato in avanti, ma ha sempre dovuto fare attenzione allo spirito di squadra dei ragazzi, pronti non solo a combattere ma anche a far male. Russo ha disputato una ripresa colossale con tre interventi magnifici, l’ultimo addirittura prodigioso. Prima ha deviato su tiro di Vignali al 17’, poi è volato nell’angolo sinistro a deviare il colpo di testa di Masini a botta sicura.

Il capolavoro al 32′, quando con un colpo di reni ha tolto dal sette l’incornata apparsa imparabile di Masini. Degno della parata di Gordon Banks sul colpo di testa di Pelè ai mondiali del 70.

Nel forcing finale i pericoli li ha creati il Legnano con almeno quattro ripartenze in superiorità numerica. Su tutte gli avanti lilla hanno preferito gestire il pallone, mentre si poteva cercare di affondare. E’ meno del pelo nell’uovo. Oggi la soddisfazione è completa. I ragazzi sono stati splendidi. Varese era un lapsus.

Battuta d’arresto, il Legnano perde a Varese

VARESE-LEGNANO 3-1 (1-0)

 

VARESE: Siaulys, Petito (1’ st Nicastri), Quitadamo, Parpinel, Capelli, Beak (33’ st Polo), Mapelli, Scampini (14’ st Disabato), Aprile, Otelè (16’ st Balla), Minaj (44’ st Aiolfi). All. Rossi.

 

LEGNANO: Russo, Ortolani, De Stefano D., Di Lernia (40’ st Brusa), Nava, Luoni (26’ st Pellini), Beretta, Bingo, Cocuzza (33’ st Frau), Radaelli (1’ st Tunesi), Gasparri. All. Sgro.

 

RETI: 20’ pt Capelli, 2’ st Gasparri, 23’ st Capelli, 28’ st Disabato.

 

Una partita da dimenticare presto, anzi subito. Il Legnano perde meritatamente a Varese, regalando un tempo, il primo, agli avversari, ma subendo i gol nel momento migliore, quando la partita poteva svoltare. Il trend di questi due mesi, costellati di vittore e di buone prestazioni anche quando i risultati non sono arrivati, oggi ha avuto una battuta d’arresto.

Può capitare, anche se col Varese pesa di più per la rivalità storica e soprattutto per i 18 punti di differenza in classifica con cui le squadre si erano presentate in campo. Il calcio però toglie e dà: mercoledì si torna subito in campo al Mari contro la capolista. Quale occasione migliore per dimostrare che il vero Legnano è quello delle ultime partite e non quello di oggi?

Nei primi 45 minuti il Varese ha soffocato il gioco lilla con un pressing forsennato, che non poteva durare 90 minuti. E ha costruito occasioni, pur concludendo poco in porta, mentre i ragazzi non sono mai arrivati davvero a tirare. Russo ha dovuto subito sventare su Otelè lanciato a rete. Il gol è arrivato al 20’ per una disattenzione. Un fallo laterale si è trasformato in assist per Capelli che ha realizzato da posizione defilata ma a tu per tu con Russo.

Serviva un Legnano diverso per riprendere in mano la partita, e in avvio di ripresa questo è avvenuto. Dopo due minuti è arrivato fulmineo il pareggio, su mischia in seguito a un corner. E’ stato capitan Gasparri a trovare la zampata. Il Varese ha accusato il colpo, anche perché il Legnano ha mostrato davvero un piglio diverso.

E subito dopo Cocuzza in contropiede, ha avuto la palla d’oro per il vantaggio, ma ha sprecato a lato lo scavetto sull’uscita di Siaulys (nella foto di Sport Legnano). Lì la partita avrebbe vissuto una svolta, invece è successo il contrario. Al 23’ un perfetto lancio di Balla ha imbeccato Capelli che ha avuto un controllo da manuale, trasformando un pallone alto in orizzontale in un lancio verso la porta per se stesso. Il diagonale ha trafitto Russo. Poco dopo la mazzata, con un tiro dal limite di Disabato che ha azzeccato l’angolino.

Dopo tre clean sheet la difesa lilla subisce tre gol. Siamo convinti sia un episodio negativo che può capitare in un cammino di crescita che fin qui è stato evidente. Sta ai ragazzi dimostrarlo mercoledì, prima ancora con l’atteggiamento che col risultato.

Legnano corsaro contro i corsari: Bingo sbanca Sestri

SESTRI LEVANTE-LEGNANO 0-2 (0-2)

 

SESTRI LEVANTE: Salvalaggio, Cavalli (44’ st Zanoli), Iurato, Pane, Chella, Selvatico, Ferretti, Marianelli (20’ st Cuneo), Marquz, Scarlino (20’ st Buso), Cirrincione. All. Ruvo.

 

LEGNANO: Russo, Diana (19’ st Febbrasio), De Stefano D., Beretta, Nava, Luoni, Braidich (37’ st Frau), Bingo (19’ st Pellini), Cocuzza, Ronzoni, Gasparri. All. Sgrò.

 

RETI: 8′ pt Bingo, 31′ pt Bingo.

 

E sono tre! Lo attendevamo dall’inizio dell’anno e il filotto di vittorie è arrivato. Naturalmente si punta ad allungarlo, ma gustiamoci questi 9 punti in 3 partite che ci restituiscono un Legnano all’altezza della sua tradizione.

A Sestri, i cui giocatori sono soprannominati corsari, la vittoria è stata chiara e netta grazie a un primo tempo di controllo assoluto, in cui lo sterile possesso palla del Sestri non ha fruttato nulla mentre i ragazzi, attendendo il momento giusto per colpire, hanno affondato i colpi, per poi dominare il gioco, almeno nel primo tempo. Doppio Bingo, bravo a sfruttare due erroracci della difesa, ma il Legnano ha sfiorato per altre tre volte il gol.

Un piccolo brivido all’inizio, quando Ferretti ha messo alto un traversone dalla destra. Subito dopo il terzino ligure ha completato la sua giornataccia con uno sciagurato passaggio al portiere su cui Bingo si è infilato insaccando.

I ragazzi hanno lasciato giochicchiare i padroni di casa attendendo il momento per sferrare il colpo mortale. Al 21’ proprio Bingo ha sprecato un contropiede efficacissimo di Diana. Al 26’ nuova azione verticale, questa volta dello stesso Bingo che si è guadagnato una punizione al vertice destro dell’area. Ottima l’esecuzione di Cocuzza, ma altrettanto il volo di Salvalaggio che ha tolto la palla dall’angolino.

Questione di minuti. Al 31’ ancora Bingo ha rubato palla a Iurato e si è involato verso la porta ma da posizione defilata, avvicinandosi a Salvalaggio parallelamente alla linea di fondo. Il suo sinistro non ha perdonato. 2-0 e grande carica per i ragazzi.

Dopo un tiro alto di Selvatico, niente che facesse tremare i polsi, Beretta ci ha provato dal limite, chiamando il portiere ligure a un altro miracolo. Al 43’ nuova occasione sprecata dal Legnano: Cocuzza lanciata verso la porta ha concluso sull’esterno della rete.

Il secondo tempo si è aperto con un’altra occasione lilla: Ronzoni è sceso palla al piede fino al limite e ha servito Braidich. Il diagonale del centravanti croato è stato un po’ debole per impensierire Salvalaggio.

Da qui in poi la squadra ha amministrato senza troppi patemi. Il Sestri ha provato in tutti i modi ad accorciare le distanze, arrivando a impegnare Russo in un’uscita a peso morto, al 17’. Sul corner seguente prima lo stesso Russo e poi Beretta hanno murato le due conclusioni più pericolose del Sestri in tutta la partita. Al 20’ Maranelli ha messo alto da due metri.

Sgrò è intervenuto con dei cambi per blindare il risultato. La prestazione difensiva è stata perfetta, con Russo e Luoni attentissimi e un Nava imperiale. Al 46’ l’ultimo tentativo del Sestri con un tiro a fil di palo da fuori area.

Ad oggi i risultati della cura Sgrò sono tanti ed evidenti: serenità nella testa, che si traduce in sicurezza in campo; difesa impenetrabile, in cui i tre veterani danno sicurezza ai giovani. A centrocampo abbiamo scoperto un Beretta di grande spessore, mentre davanti con la potenza di Braidich e un imprendibile Bingo i totem Gasparri e Cocuzza non sono più soli nella loro missione; oltre alle vittorie con le piccole, affrontiamo alla pari anche le grandi. Il filotto di vittorie ci riavvicina al quinto posto. Il 2 maggio il recupero col Varese, poi la partita col Pont Donnaz al Mari. Due appuntamenti che potrebbero aprire scenari fino a poche domenica fa impensabili. Avanti così!

Legnano brillante, Derthona battuto al Mari

LEGNANO-DERTHONA 2-0 (1-0)

LEGNANO: Russo, Diana (22′ st Brusa), De Stefano (46’ st Barbui), Beretta, Nava, Luoni, Braidich, Bingo (22’ st Febbrasio), Cocuzza (22’ st Pellini), Ronzoni, Gasparri. All. Sgrò.

DERTHONA: Teti, Brumat, Maggi (1′ st Andriolo), Gjura, Emiliano, Cardore, Gualtieri (11’st Akoua), Lipani, Spoto (30′ st Kanteh), Mingiano (1′ st Cirio, dal 18′ st Palazzo), Manasiev. All. Zichella.

 

RETI: 30’ pt Gasparri, 26’ st Brusa.

 

Viene proprio da domandarselo: perché non giochiamo sempre così? La classifica avrebbe ben altra faccia se il Legnano avesse avuto per le prime 27 partite il volto di oggi. Sarà che il Derthona ci ispira (ottima fu anche la partita di andata) sarà la tranquillità con cui ragazzi giocano con la cura Sgrò e la classifica che non dà pressioni, ma quando la mente è leggera e c’è la grinta le qualità tecniche della rosa si vedono. Una cosa è certa: la crescita è dovuta al lavoro del mister, prima sulla testa che sul campo. Poi ci sono le giornate come oggi in cui Cocuzza e Gasparri ispirati, Nava e Luoni in versione Grand Dixence e un Beretta che quasi chiameremmo… Berratti, rendono tutto facile e bello. Nessuno degli undici ha deluso: quando gira tutto l’orologio, è perché girano bene tutte le rotelle. Ma nel meccanismo Sgrò ci ha messo del suo con una scelta che, alla lettura delle distinte, sembrava sì affascinante, ma di incredibile azzardo: tridente d’attacco più Bingo, in pratica 4 giocatori fortemente offensivi, se proprio non vogliamo chiamarli semplicemente attaccanti. Chiaro: per non lasciare tutto il peso a prua rischiando di rovesciarsi a poppa, la sapienza calcistica del timoniere Sgrò ha apportato i dovuti contrappesi. Gasparri, Cocuzza e Bingo chiamati a cantare e portare la croce (Braidich lo fa già per dna) e soprattutto la coraggiosa invenzione di giornata: Beretta regista al posto dell’infortunato Di Lernia. Il ragazzo è stato il migliore in campo, letteralmente immarcabile, e quando Sgrò lo ha spostato sull’esterno dopo le sostituzioni e con l’ingresso di Pellini, la musica suonata dal ragazzo ha continuato a essere soave.

Dopo una fase di studio di pochi minuti il Legnano ha preso in mano le redini e non le ha più mollate. Nella seconda parte del primo tempo la propensione offensiva lilla ha assunto i caratteri dell’assedio. La prima emozione al 12′ con un angolo di Beretta sul secondo palo, finito fuori di poco.

Al 26’ le prime prove di gol: veloce triangolo al limite e conclusione di Cocuzza fuori di poco. Il Legnano ha sfiorato la rete al 30’ con Braidich, che ha messo fuori di poco, con palla però deviata e corner. Il calcio d’angolo battuto da Beretta ha trovato la torre di testa dello stesso Braidich per Gasparri che ha insaccato da due metri. Il Legnano ha raggiunto il climax in questa fase: al 35’ scambio velocissimo Gasparri-Cocuzza, il bomber ha stoppato di petto e calciato, ma il suo tiro è stato murato.

Nuovo triangolo Ronzoni-Cocuzza-Ronzoni al 38’, con tiro di poco alto del motore lilla. Il Derthona in questa fase non è riuscito a superare la metà campo. Nei minuti finali un parapiglia a metà campo ha rischiato di far cadere i ragazzi nel tranello del nervosismo: al 45’ l’unico tentativo del Derthona, una punizione dal vertice sinistro dell’area respinta da Russo.

Nella ripresa si è partiti con una disattenzione che per poco non ha fruttato il pareggio, ma che è stata benefica, perché i ragazzi si sono messi di nuovo sul pezzo. Già al 4’ avrebbe potuto esserci il raddoppio su una ficcante ripartenza, ma Cocuzza ha sparato sul portiere (il 42enne Teti, l’uomo di massima esperienza nel girone). Un minuto dopo splendido triangolo Ronzoni-Gasparri-Braidich, con il bomber croato che ha calciato alto da posizione allettantissima. All’8’ grande ripartenza di capitan Gasparri, ma Cocuzza ha sbagliato l’appoggio finale per chiudere il triangolo. Al 12’ cross col contagiri di Diana per Cocuzza, che di testa ha girato a lato. Tante occasioni sprecate potevano materializzare i fantasmi, ma ci ha pensato il nuovo entrato Brusa a vestirsi da Ghostbuster, con un gol fortunoso di anca (sincera ammissione sua) sugli sviluppi del millesimo corner di Beretta, al 26’.

Il classico rilassamento post gol ha permesso ad Akouah di presentarsi solo davanti a Russo al 27’, ma la sua conclusione per fortuna è stata da dimenticare. Al 34’ l’imprendibile Beretta ha servito a Braidich che ha concluso alto. Il Derthona ci ha provato al 39’ con un corner sfilato di poco a lato. Al 49’ ancora Beretta ha provato a mettersi in proprio per mettere la ciliegina su una torta sontuosa: la sua dirompente azione personale si è conclusa con un tiro fuori di niente.

Tre punti in archivio, un altro carico di serenità e classifica che migliora. Non guardiamola: mister Sgrò ha detto che la maturità della squadra si vedrà domenica a Sestri.