Categoria: Cronaca partita

Il sogno del Legnano finisce a Breno

BRENO-LEGNANO 2-1  (1-0)

BRENO: Serio, Sorteni, (dal 34’ st Frank), Ndiour (dal 18’ st Baccanelli), Minotti (dal 18’ st Masperi), Marku, Ghidini, Szafran, Melchiori, Sorrentino (dal 43’ st Klettskard), Zagari, Tanghetti (dal 28’ st Pisa). All. Tacchinardi.

LEGNANO: Pasiani, Ortolani (dal 32’ st Ronchi), Miculi, Provasio (dal 45’ st Giardino), Bianchi, Nasali, Foglio, Amelotti, Grasso, Crea, Borghi (dal 17’ st Brusa). All. Fiorito.

ESPULSO: Melchiori al 3’ st.

RETI: 21’ pt Tanghetti, 24’ st Crea su rigore, 36’ st Szafran.

(Foto: Varese Sport)

E’ finita. Il sogno del Legnano svanisce ai piedi della Concarena, la montagna totemica dei Camuni. Nella terra delle più straordinarie incisioni rupestri d’Europa, a restare incisi nella roccia saranno i due missili, uno all’andata e uno al ritorno, con cui Szafran ha lanciato il Breno in serie D.

Al Legnano resta un’immensa amarezza per una stagione emozionante, ricca di imprese ed emozioni, condotta da un gruppo splendido che ha lottato fino all’ultimo e che aveva tutte le qualità per andare in serie D dalla porta principale. Purtroppo il campionato è stato ricco anche di occasioni perse e rimpianti. Dai troppi punti lasciati in autunno, Vigevano docet, ai due scivoloni con Verbano e Mariano che hanno impedito allo straordinario recupero della gestione Fiorito di scalare l’ultimo gradino. Al mister, persona splendida che con le sue idee naturali e concrete ha portato serenità, gioco e risultati, ai giocatori, encomiabili fino all’ultimo, e alla società, che ha profuso ogni sforzo, va un ringraziamento profondo senza se e senza ma.

Il che non significa non giudicare criticamente, e costruttivamente, gli errori che ci hanno impedito di raggiungere la D. La partita di Breno è stata un po’ l’epitome della stagione, ne ha riassunto tutto il bene e tutto il male. Anche oggi non ci siamo fatti mancare niente: paura e coraggio, colpi di scena e ribaltamenti di umore e inerzia dell’incontro, dominio territoriale alternato a fasi abuliche di fronte al palleggio avversario. E il paradosso di sempre: il Legnano è una squadra verticale e ficcante come poche. Che giochi bene o male, concede poco in difesa e crea sempre più occasioni degli avversari. Quando le spreca, come oggi, rischia il patatrac.

Fiorito ha confermato l’undici di Inveruno. I lilla dovevano segnare e avrebbero potuto farlo più volte nella prima mezz’ora, attuando la tattica preparata dal tecnico: nessuna aggressione all’arma bianca, ma attesa per rubare palla e proiettarsi in verticale. Crea lo ha fatto lanciando benissimo Grasso al 4’: il bomber ha calciato con forza trovando Serio pronto alla prima prodezza. All’8’ Provasio dal limite ha dato l’illusione del gol, ma il suo tiro, deviato, è finito sul fondo. Il Breno si è fatto vedere con una punizione di Minotti sull’esterno della rete, all’11’. Dopo un tiro alto di Crea al 15’, clamorosa è stata l’occasione sprecata da Borghi a tu per tu col portiere al 17’: bravissimo Serio a chiudere lo specchio. E la cosa si è ripetuta due minuti dopo. Roba da non credere.

Al 21’ il gol che non ti aspetti: un cross dalla sinistra ha scavalcato tutta la difesa trovando Tanghetti pronto all’incornata. La palla ha toccato terra davanti a Pasiani, in un punto per altro sconnesso: Davide purtroppo ha tentato la presa facendosi sfuggire la palla sotto il braccio. Una respinta avrebbe impedito il gol, ma è facile dirlo a posteriori.

Come all’andata, il Legnano ha subito il colpo e il Breno ha vissuto la sua fase migliore. Minotti ha sfiorato il palo al 31’ su cross di Zagari. Poi è arrivato l’episodio che rischiava di chiudere la partita: al 44’ cross da destra e Nasali ha colpito col braccio largo. Sul penalty Pasiani si érifatto con gli interessi, parando il tiro di Sorrentino. Sull’azione successiva lo stesso Sorrentino ha messo di un soffio a lato un traversone basso.

Nella ripresa serviva un altro Legnano, e lo si è visto a partire dal terzo minuto, quando il Breno è rimasto in dieci per l’espulsione di Melchiori, davvero imperdonabile nell’apostrofare l’arbitro con un epiteto che si è sentito a 80 metri di distanza, su azione per altro non significativa.

In undici contro dieci il pallino è passato al Legnano. Dopo i primi approcci con un tiraccio di Amelotti e un colpo di testa telefonato di Bianchi, al 12’ la classica verticalizzazione del Legnano, innescata da un geniale lancio di Provasio, ha messo Crea davanti a Serio: il pallonetto, non facilissimo, è finito alto.

Alto anche il colpo di testa di Ortolani su cross di Foglio, azione che intendeva replicare il gol realizzato a Fenegrò. Poi ci sono stati i cinque minuti al calor bianco dell’arbitro Dorillo. Al 16’ il direttore di gara non ha sanzionato un fallo di Serio su Foglio lanciato a rete. Poi ha incredibilmente sanzionato con una simulazione un rigore marchiano su Crea. Al 26’, il neoentrato Brusa si è guadagnato il rigore vero, realizzato da Crea.

A questo punto, con la parità raggiunta, lo stadio ammutolito e l’inerzia tutta per il Legnano in superiorità numerica, si sarebbe dovuto affondare il colpo. Davanti, del Breno, per oltre mezz’ora poca o nessuna traccia, ma al 36’ la replica del capolavoro di Inveruno: Szafran ha concluso da quasi 25 metri infilando sotto la traversa. A differenza di Inveruno, Pasiani su questa palla avrebbe forse potuto fare qualcosa di più. Il cinismo del Breno è stato premiato nel modo più gratificante per i padroni di casa, con la promozione in D.

Le emozioni non sono finite lì: al 90’ una punizione da 25 metri di Crea ha colpito la traversa, è rimbalzata davanti alla riga a Serio battuto. Sulla palla si è avventato di tuffo in testa Bianchi che messo alto di pochi centimetri. Centimetri che hanno fatto la differenza due volte nella stessa azione, come l’hanno fatta sul tiro di Szafran. Si sa che le finali vengono decise dai dettagli, ma sarebbe riduttivo limitarsi a questo. La colpa del Legnano è non aver chiuso la partita all’andata nel primo tempo e oggi dopo l’1-1. E’ aver sbagliato troppi gol. E’ aver concesso troppi metri per il tiro a Szafran. Mettiamoci errori tecnici individuali e un’intensità non sempre all’altezza e il gioco è fatto. Onore al merito agli avversari, solidi, razionali, con schemi di gioco collaudati. E soprattutto cinici sotto rete.

Toccante è stata l’immagine di Crea sdraiato in lacrime vicino alla porta e consolato da uno dei pochi tifosi lilla presenti a Breno. Ecco, la mancanza dei supporter si è sentita. Questa squadra aveva bisogno della sua curva. Forse il dodicesimo uomo sarebbe bastato a fare la differenza. Ora bisogna avere la forza di guardare avanti, anche se un altro anno in Eccellenza non era il desiderio di nessuno.

Legnano double face: col Breno è pareggio

LEGNANO-BRENO 1-1    (1-0)

LEGNANO: Pasiani, Ortolani (23’ st Ronchi), Miculi, Provasio (23’ st Calviello), Bianchi, Nasali, Foglio, Amelotti, Grasso (36’ st Giardino), Crea, Borghi (23’ st Brusa). All. Fiorito.

BRENO: Serio, Martinazzoli (15’ st Deen), Ndiour (25’ st Baccanelli), Minotti (1’ st Masperi), Marku, Ghidini, Szafran, Melchiori (21’ st Sorteni), Sorrentino, Zagari (31’ st Venturelli), Tanghetti. All. Tacchinardi.

RETI: 13’ pt Borghi, 4’ st Szafran.

Rammarico, respiro di sollievo o semplicemente verdetto giusto e aperto? L’andata della finalissima play off finisce con un pareggio nel primo caldo ardente della stagione e nel silenzio irreale del Garavaglia di Inveruno. Alla fine del primo tempo tutto lo staff lilla era concorde: troppi sprechi in una partita ottimamente giocata e ampiamente da chiudere. A fine partita, invece, dominava la delusione per un risultato non esaltante e per un secondo tempo molle e di marca ospite.

In effetti la risposta alla domanda iniziale è proprio la terza: il risultato è equo, non da incorniciare ma assolutamente aperto, anche perché il Legnano, come insegna questa stagione, è una macchina da trasferta. Quindi, massima concentrazione per la madre di tutte le partite, domenica 9 giugno a Breno. La D è pienamente a tiro, a patto di vedere il Legnano di Fenegrò e di Merano e non quello di oggi.

Per 45 minuti, in realtà, la squadra è piaciuta e non poco. I dialoghi veloci, in verticale e in ampiezza, hanno messo in ambasce a più riprese la non impeccabile retroguardia granata. Il primo brivido, e grosso, l’ha però corso il Legnano al 4’, per un errore di lettura della difesa sulla fascia destra e un errato appoggio indietro di Nasali a Pasiani, su cui Sorrentino si è avventato servendo a centro area il solissimo Zagari. Clamoroso l’errore di mira dell’attaccante camuno.

I lilla hanno poi preso le redini del gioco, dando sempre l’impressione, una volta usciti dal pressing, di poter far male su ogni ripartenza. Al 10’ il primo segnale, con Borghi che si è involato sulla destra e ha crossato lungo per Foglio: il capitano ha tentato l’eurogol al volo, colpendo male. Al 13’ il gol: break di Amelotti, servizio in profondità per Borghi e fotocopia del gol dello stesso Borghi a Merano.

Al 14’ Crea ha furoreggiato sulla fascia sinistra e ha crossato basso, trovando il quasi autogol di Ndiour. Alla mezz’ora rete annullata al Legnano: cross di Ortolani, testa di Crea, parata di Serio e tap in vincente ancora di Foglio, partito però in off side.

L’occasionissima per cui ci si può mangiare le mani si è avuta al 36’, con Grasso che ha messo Amelotti a tu per tu con Serio. Era il classico tiro da portiere in gol assieme alla palla, ma Amelotti ha tentato una conclusione non potentissima, esaltando il portiere granata. Un 1-0 stretto all’intervallo, specchio non fedelissimo della netta superiorità del Legnano.

Ma il secondo tempo ha visto un altro Breno: bravo mister Tacchinardi a mettere a posto le cose, soprattutto nelle distanze tra i reparti e nel palleggio. Poi ci si è messo anche un dono di Eupalla, che al 4’ ha baciato in fronte Szafran: la sua conclusione da oltre 35 metri è stata da cineteca. Si è abbassata giusto nel sette, dove l’eccellente Pasiani non sarebbe mai potuto arrivare. I lilla hanno accusato il colpo e, complice anche un evidente calo fisico per via del caldo, hanno lasciato il pallino troppo spesso al centrocampo avversario. Al 13’ Pasiani è stato chiamato all’intervento da Zagari; cinque minuiti dopo Sorrentino ha tentato la rovesciata vincente, ma Eupalla aveva finito la scorta di baci.

Il Legnano ha rimesso a posto il tabellino delle occasioni con alcune opportunità che andavano gestite meglio: per esempio al 19’, quando in un tre contro uno Foglio ha lanciato Amelotti in area sul centrosinistra. Con Grasso in attesa a centro area, Amelotti ha tentato invece la conclusione sul primo palo, mettendo fuori. Fiorito ha cercato di riprendere la partita con un triplo cambio simultaneo: dentro Brusa, Ronchi e Calviello. E’ toccato a Grasso sbagliare scelta su una palla d’oro, al 34’: su tiro dal limite di Brusa, Serio ha respinto sui piedi dello stesso Grasso che, invece di concludere seccamente, si è attardato calciando sul portiere. Lo stesso Nico ha calciato alto un minuto dopo, mentre al 47’ Giardino, anziché controllare un cross con tutta calma per concludere, ha appoggiato mollemente al volo su Serio.

C’è da dolersi per le troppe occasioni buttate al vento, e non è una novità, ma non si può eccepire sull’equità del risultato. Un tempo a testa e pari e patta.

L’errore maggiore, però, sarebbe fasciarsi la testa per un pareggio casalingo. Il Legnano formato esterno di questo campionato non avrebbe problemi a conquistare la D, ma vogliamo vederlo a Breno. Basti un dato: se prendiamo tutti i risultati fuori casa del Legnano nella stagione, scopriremmo che tutti porterebbero alla promozione in D, salvo una sparuta minoranza che varrebbe i supplementari. In poche parole, i lilla in questi nuove mesi in trasferta non hanno mai fatto meno di quanto servirà domenica per coronare il sogno. Questo dovrebbe essere sufficiente a infondere sicurezza a tutti.

Legnano corsaro e convincente: espugnata Merano

OBERMAIS – LEGNANO  1-2    (1-2)

OBERMAIS: Wieser, Holler, Gamper,  Rungg, Hasa (16’ st Raffl), Tratter, Drescher (33’ st Schopf), Jamai, Lanthaler, Ciaghi (19’ st Schwartz), Pamer (22’ st Malleier). All. Lomi.

LEGNANO: Pasiani, Ortolani (36’ st Ronchi), Miculi, Calviello, Bianchi, Nasali, Foglio, Amelotti, Grasso (38’ st Brusa), Crea (33’ st Giardino), Borghi (25’ st Curci). All. Fiorito.

RETI: 19’ pt Lanthaler, 20’ pt Borghi, 23’ pt Nasali.

Il Legnano torna vittorioso dalle Dolomiti, con un ulteriore carico di certezze. Allo stadio Lahn di Merano, che ricorda molto quello di Fenegrò, non c’è stata storia. Non solo l’impianto ha fatto rivivere le emozioni di sabato scorso, ma anche il meteo. Nella ripresa i tifosi lilla hanno subito, con un retrogusto assai dolce, il secondo diluvio universale in una settimana. La superiorità lilla è stata schiacciante, da subito, nonostante il repentino e inatteso vantaggio dell’Obermais. Ma chiare sono apparse anche le due cose da rivedere: di nuovo un gol subito da palla inattiva e troppe occasioni da gol sprecate. La pratica è messa bene, ma doveva essere chiusa già oggi. Due rigori solari negati danno qualche rammarico in più, ma il bottino poteva essere rimpinguato anche senza tirare in ballo lo scadente arbitraggio.

Piccole pecche di cui ci facciamo facilmente una ragione, perché il Legnano di oggi veleggia sicuro verso la finale, vince e convince. Fiorito ha ovviamente confermato il collaudatissimo 3-5-2, anche se nella formazione iniziale è spiccata l’assenza improvvisa di Ettore Provasio per un problema fisico che si spera lieve: polpaccio gonfio, anche se non dolorante, domani l’ecografia.

Dall’altra parte l’ex lilla Lomi ha risposto con un 3-4-1-2. Il Legnano ha dimostrato di avere il controllo della partita e una marcia in più, collezionando azioni da gol. Letale per i padroni di casa soprattutto la fascia sinistra, dove capitan Foglio ha goduto di una libertà che non si può dare a un campione del suo calibro. Proprio Foglio ha tentato subito di sbloccarla al 1’,  con una lecca dal limite di poco alta. Sessanta secondi e il Mago Crea, con un’azione insistita, ha calciato sopra la traversa. Praticamente ci sono state quattro incursioni in area nei primi cinque minuti, con un avvio che ha frastornato l’Obermais. Ancora vicini al gol Grasso al 6’ e Amelotti al 7’ (tiro centrale deviato in corner).

I meranesi, superata la buriana iniziale, hanno preso un po’ meglio le misure agendo però più con palle lunghe che con azioni manovrate. Siccome al calcio non si vince ai punti e la guardia non va mai abbassata, l’Obermais e la sorte hanno pensato bene di ricordarcelo nel modo più eloquente: al 19’ il segnale di allarme, con una punizione di Hasa smanacciata con difficoltà dal sempre attento Pasiani. Subito dopo, su una punizione che i tifosi hanno contestato rumorosamente, l’Obermais ha trovato l’inatteso vantaggio: ancora Hasa ha calciato in modo velenoso e Lanthaler è stato rapido ad anticipare Pasiani. Un’azione su cui scommettiamo che Fiorito troverà parecchi spunti di lavoro per la settimana.

Ma qui si è visto il Legnano che punta dritto alla D. Reazione immediata, veloce, veemente, e risultato ribaltato in meno di cinque minuti. Borghi, su suggerimento di Grasso, è andato in gol così velocemente che i tifosi non avevano ancora smesso di reclamare per la punizione precedente. Al punto che a molti di loro il pari è perfino sfuggito.

Al 25’ Shogun Nasali ha risolto in rete una mischia da corner, facendo esplodere la curva lilla.

Il Legnano non si è fermato e ha cercato il tris: al 40’  un’azione corale avvolgente ha portato Crea a concludere in mezza rovesciata, con un rimpallo piuttosto chiaro sulla mano di un difensore, non rilevato dall’arbitro. Al 42’ Legnano ancora pericoloso: con la retroguardia dell’Obermais sorpresa da una ripartenza, Grasso ha cercato la zampata su Wieser in uscita, sfiorando il palo.
La ripresa ha detto meno ed è stata più di gestione, ma i ragazzi avrebbero potuto comunque arrotondare. Al 2’ un rigore più netto del precedente (mano di Hasa su destro al volo di Grasso) è stato ancora negato dal direttore di gara.

Al 23’ un cross basso di Ortolani ha trovato Wieser pronto. Poi, ed era già il 31’, si è rivisto l’Obermais con Schwartz lesto a battere un calcio piazzato, ma la difesa lilla non si è fatta sorprendere.

La partita è stata aperta e chiusa da Valerio Foglio: al 42’ l’episodio forse più clamoroso, con il capitano atterrato in area e l’arbitro di nuovo a dire no.
Una trasferta da ricordare per la prestazione e il risultato. Attenti però a non sottovalutare il ritorno: domenica a Inveruno al Legnano basterà il pari e perfino la sconfitta per uno a zero, ma chi ragiona così va incontro alle peggiori sorprese. I tifosi vogliono una giornata tranquilla ma ricca di emozioni, da giocare e vincere divertendo. Nell’altra semifinale il Breno ha messo una seria ipoteca imponendosi 2-0 sul Canelli. Se la finale fosse Legnano-Breno, i lilla giocherebbero la prima in casa e la seconda alle falde dell’imponente Concarena. (Nella foto di Sport Legnano i ragazzi in festa dopo la vittoria).

Legnano epico: trionfo nella tempesta di Fenegrò

FENEGRO’-LEGNANO 1-2 (0-1)


FENEGRO’:Varesio, Galletti, Barlusconi (dal 13’ st Boselli), Mikhailovskiy, Bello, Perini, Panzetta (dal 41’ st Scarcella), Tindo, Pizzini, Campus (dal 37’ st Scapinello), Anzano (dal 20’ st De Vincenzi). Allenatore:Broccanello


LEGNANO:Pasiani, Ortolani (dal 20’ st Crea), Miculi, Provasio, Bianchi, Nasali, Foglio, Amelotti, Grasso (dal 38’ st Curci), Borghi (dal 27’ st Brusa), Calviello (dal 22’ st Ronchi). Allenatore:Fiorito
 
RETI:4’ pt Ortolani, 17’ st Pizzini, 35’ st Grasso.

Vittoria memorabile! Un Legnano epico ha espugnato Fenegrò in un’atmosfera da tregenda, con nuvoloni, lampi e grandine proprio negli attimi cruciali dell’intera stagione. La finale dei play off di girone ci consente di volare alle fasi nazionali, a partire da una trasferta lunghissima: domenica 18, nella semifinale di andata, affronteremo il Maia Alta Obermais, formazione di Merano. Ai piedi dello Stelvio i lilla si giocheranno un’altra fetta di promozione, ma è proprio nella grandine di Fenegrò che potrebbe essere sbocciato il Legnano del futuro.

I ragazzi sono stati grandi, non perché abbiano dominato l’incontro in lungo e in largo, ma per il carattere, i valori morali e le mille qualità con cui sono usciti da una situazione difficilissima dopo il pareggio di Pizzini.

Occorreva la vittoria, perché la divisione della posta avrebbe promosso la formazione di mister Broccanello. E a tutti i fantastici tifosi lilla assiepati sulle inadeguatissime tribune di Fenegrò e nel prato, dove i Boys hanno trasformato una rivetta erbosa in una curva da Bernabeu, l’impresa sembrava irrimediabilmente sfuggita di mano quando Davide Pizzini, con una zampata in mischia, ha pareggiato il gol iniziale di Ortolani. Mezz’ora da giocare e dal cielo scendeva di tutto. Nonostante gli ombrelli, le centinaia di supporter del Legnano erano zuppi come pulcini per via dell’acqua e della grandine resa più sferzante dal forte vento. Ma la loro spinta è stata incessante e ha dato alla squadra una carica eccezionale. Fino al capolavoro di Nico Grasso, il gol più importante e uno dei più belli della sua carriera (record che potrebbe battere, ci auguriamo, proprio nelle finali nazionali).

Partiamo dall’inizio: la formazione scelta da Fiorito, con Crea in panchina per via delle non perfette condizioni fisiche, poteva esser letta come un 4-5-1 iperdifensivo. Tutt’altro: o meglio, copertura sì per proteggersi dal duo Anzano-Pizzini e neutralizzare  le fonti di rifornimento, ma il tecnico aveva ben altre idee, e i ragazzi le hanno concretizzate: aggressione immediata, intensità e difesa e attacco a pieno organico. Il risultato è arrivato anche prima delle più rosee previsioni, perché al primo affondo il Legnano è andato a segno: palla gagliardamente conquistata da Grasso, percussione di Amelotti, servizio in profondità per Foglio e cross del magico sinistro del capitano sulla testa dell’accorrente Ortolani. Perfetta la schiacciata di Fede: un piacere vederlo tornare ai suoi livelli migliori e riassaporare la gioia del gol, che gli mancava dal suo debutto in lilla a Mede, prima giornata del campionato 2015-2016 (nella foto dei Fedelissimi Lilla la festa dopo il suo gol).

La rete del vantaggio ha scombussolato il copione della partita: il fattore campo si è volatilizzato in un istante e il Fenegrò ha dovuto fare la partita anziché attenderla. All’8’ l’occasione più nitida di tutta la partita per i padroni di casa: Perini ha scagliato un fendente al sette su cui Pasiani ha compiuto un volo prodigioso.

Il Legnano è tornato a farsi minaccioso con un tiro di Grasso parato in modo non facile da Varesio. Di nuovo Grasso, straordinario oggi nel fare reparto e tenere sotto stress la retroguardia di casa, al 20’ ha sfiorato il palo dopo un’azione insistita. Una mischia pericolosa ha messo qualche brivido ai tifosi lilla al 30’, mentre al 43’ i ragazzi hanno chiesto il rigore per un controllo di mano di un difensore del Fenegrò.

A inizio ripresa la nuvolaglia è diventata più plumbea e minacciosa che mai, e ha cominciato a rovesciare scrosci potenti. Al 10’ un tiro di Borghi a fil di palo non è stato trasformato per un pelo in gol da Grasso.

I primi 20 minuti della seconda frazione hanno però visto il Legnano schiacciato dalla pressione del Fenegrò alla ricerca della rimonta. Il pareggio è arrivato su palla inattiva: cross dalla sinistra, palla spizzata e in mischia Pizzini è riuscito a piazzare il piedone vincente.

Il mondo poteva crollare addosso ai ragazzi assieme allo scatenarsi degli elementi, ma qui è sbocciato il seme che il presidente Munafò ha piantato fin dal suo primo giorno in lilla: quello destinato a costruire una squadra capace di essere più forte di tutto. Anche della sfortuna, dei lampi e dei tuoni. Ben inteso: il Fenegrò è una signora squadra con fiori di campioni per la categoria (Anzano, Pizzini, Scapinello, Mikhailovskiy, Panzetta e Tindo sono merce rara in Eccellenza), ma è proprio questo che dà valore enorme all’impresa del Legnano, soprattutto a quegli ultimi venti minuti nella tempesta, condotti con tanto cuore ma non meno testa, gambe, tecnica e polmoni.

I ragazzi non hanno mai smesso di crederci: Provasio al 33’ ha messo di poco fuori di testa. Sembrava un’occasione ottima e difficile da replicare, ma così non è stato, perché Grasso ha confezionato il capolavoro che ha trasformato la brughiera di Macbeth in un solare paradiso tropicale. Nico ha preso palla sulla tre quarti: giunto al limite ha chiesto l’uno due a Foglio. Il capitano ha confezionato il suo secondo assist pescando Grasso in verticale. E’ qui che il bomber ha risolto con il tocco dell’artista: finta, rientro sul destro e palla nell’angolino. Magico, splendido!

A quel punto i nuvoloni si sono diradati dal cielo del :egnano, e perfino la pioggia ha cominciato a scemare fino a fermarsi. I nove minuti di sofferenza finale ci sono stati nelle coronarie dei tifosi, ma non in campo, perché in realtà la difesa, con Nasali al timone, un Bianchi condottiero stellare e un Miculi pronto al salto nel grande calcio, non hanno concesso nulla.

Al fischio finale è esplosa la festa. Il presidente Munafò, raggiante come non mai nel vedere tanti sforzi dare finalmente i frutti sperati, ha avuto un pensiero speciale: la piccola Gaia. “Dedichiamo a lei questa vittoria, sperando che possa riprendersi presto”. Forza Gaia, il mondo lilla è con te.

Il Legnano soffre ma vince: è finale play off

LEGNANO-VERBANO 1-0 (0-0)

LEGNANO: Pasiani, Ronchi (16’ st Curci), Miculi, Provasio, Bianchi, Ortolani, Foglio, Amelotti (48’ st Balconi), Grasso (8’ st Giardino), Crea (31’ st Nasali), Borghi (16’ st Calviello). All. Fiorito.

VERBANO: Spadavecchia, Micheli, Gomez (16’ st Gecchele), Scurati, Pescara, Santagostino (27’ st Bianchi), Dal Santo (19’ st Banfi), Malvestio, Vezzi, Caldirola, Galli. All. Cotta.

RETE: 32’ st Grasso su rigore.

Il Legnano è in finale! Con sofferenza, anche con fortuna, ma l’unica cosa che conta è che ha superato il Verbano e sabato prossimo si giocherà la vittoria nella finale degli spareggi di girone con la vincente di Fenegrò-Varesina.

Ci vorrà ben altro Legnano per andare ancora avanti e conquistare la fase nazionale degli spareggi per la D. Tutti sono consci dei limiti della prestazione di oggi, ma una sola cosa contava: il risultato, ed è arrivato. Anche se la vittoria non rispecchia l’andamento della gara, lo stellone che oggi ha protetto i lilla ha semplicemente ripagato i meriti di una stagione e i crediti con la fortuna contratti in altre gare.

Al Verbano vanno fatti solo complimenti: doveva venire a Legnano per vincere e ha giocato per vincere. Le numerose occasioni create dal trio Vezzi-Malvestio-Caldirola testimoniano la qualità della prestazione rossonera, a cui è mancata una sola cosa, ma la più importante: il gol. E in un play off secco, al netto della sfortuna, sbagliare occasioni ghiotte è una colpa grave.

Quante volte ci siamo rammaricati per le occasioni non concretizzate dal Legnano: oggi è toccato agli avversari sbagliare e a noi segnare e passare all’incasso. C’è da dire che nella prestazione non scintillante dei lilla vanno sottolineate attenuanti molto importanti: Marco Bianchi ha passato il venerdì pomeriggio e la notte al pronto soccorso per una violenta sinusite. Ha fatto un miracolo a recuperare, Fiorito non ha voluto assolutamente rinunciare a lui. Ovviamente non poteva essere al top, e chi lo conosce bene lo ha notato: nonostante questo, la sua prestazione è stata stoica e preziosissima. Idem per Crea, che per un colpo in allenamento è stato in forse fino all’ultimo. Anche con questo si spiega la sostituzione con Nasali a un quarto d’ora dalla fine, che ha destato qualche perplessità in chi non conosceva il retroscena.

La partita in realtà è iniziata in modo lento e con poche occasioni. Si è dovuto attendere il 15’ per il primo tiro: Vezzi di poco fuori, ma telefonato. Ronchi al 23’ ha messo a lato di testa un cross perfetto di Crea. Alla mezz’ora ancora Vezzi ha concluso alto su servizio rasoterra di Caldirola.

Al 34’ l’episodio clou della giornata, una chicca da annali: ancora Vezzi ha concluso in porta dal limite. Bianchi, cadendo, ha toccato con la mano involontariamente, ma col braccio lontano dal corpo. Rigore. E qui il colpo di scena: sul dischetto si è presentato Spadavecchia, il portiere del Verbano, emulo delle imprese di Rigamonti e Chilavert. “Piedi da centrocampista” ha dichiarato mister Cotta nel post partita, ed è vero per chi conosce le qualità dell’estremo rossonero. Per fortuna non lo ha dimostrato in quest’occasione, calciando più un rinvio che un penalty. E’ stato il segnale che il destino, oggi, era ben disposto verso i lilla. Al 37’ la più limpida occasione del Legnano nel primo tempo, con un’incursione di Grasso sulla sinistra, conclusa alta.

La ripresa si è aperta con due tiri di Vezzi al 2’ e al 6’, uno parato e l’altro deviato in corner. Dopo una bella azione di Foglio non seguita dai compagni e un tiro di Crea parato da Spadavecchia, al 21’ un filtrante di Borghi ha messo Grasso solo davanti al portiere ospite, bravo a deviare di piede.

Malvestio ha fatto venire tre brividi al 12’, 13’ e 18’, prima con un tiro centrale, poi con un fendente a fil di palo e infine chiamando Pasiani al miracolo. Al 23’ Robocop Bianchi ha sparato alto un servizio di Calviello, poi il gol che ha chiuso la partita. Il Verbano, proiettato in avanti alla ricerca del gol qualificazione, è stato trafitto da un ripartenza di Foglio in campo aperto. Il coast to coast ha portato il capitano in area a concludere: il suo tiro è stato murato da Pescara in caduta, col braccio. Qualcosa di molto simile al rigore di Bianchi. L’arbitro ha decretato il penalty che Grasso ha insaccato imparabilmente alla destra di Spadavecchia, nonostante l’estremo del Verbano avesse battezzato l’angolo giusto.

Il Verbano non si è arreso: un gol avrebbe infiammato gli ultimi minuti. E per poco non arrivava, prima con un’incornata a fil di palo al 37’ e poi con un errore clamoroso di Banfi sotto misura, imbeccato da una sponda alta.

Il Mari, oggi finalmente affollato, ha potuto festeggiare una qualificazione fondamentale. Ora servirà il Legnano visto tante volte quest’anno nella gestione Fiorito. Il mister lo ha promesso: “Non aspettatevi che nella prossima partita saremo quelli di oggi. Saremo ben diversi”.

Come avversario la preferenza va alla Varesina per un solo motivo: il Legnano avrebbe due risultati su tre. Se la squadra di Venegono passerà il turno si giocherà al Mari, mentre se vincerà il Fenegrò dovremo andare in trasferta con l’obbligo di vincere.

Nella foto dei Fedelissimi Lilla lo splendido colpo d’occhio della curva in festa per la qualificazione.

Foglio e Pasiani, due capolavori: Legnano terzo

UNION VILLA CASSANO –LEGNANO 0-1 (0-0)4

UNION VILLA CASSANO: Seitaj (38’ st Rinaldi), La Marca, Pisoni (28’ st Fusco), Pacifico, Scaccabarozzi (23’ st Shala), Romano, Paroni, Marcinnò, Anelli, Lagotana, Buzzi (45’ st Nisoli). All. Antonelli.

LEGNANO: Pasiani, Curci (28’ st Balconi), Miculi, Provasio, Bianchi, Ortolani, Foglio (35’ st Maestri), Calviello, Grasso, Giardino (31’ st Brusa), Borghi (28’ st Trenchev). All. Fiorito.

RETE: 19’ st Foglio.

Ai play off sarà Legnano-Verbano, sabato 4 maggio al Mari, con inizio alle ore 16. Tutto è andato come si pensava andasse: Castellanzese e Fenegrò sono passati come uno schiacciasassi su Vigevano e Ferrera. I neroverdi hanno conquistato una storica promozione e il Fenegrò ha concluso al secondo posto con un punto di vantaggio sul Legnano.

I lilla sono passati di misura, ma senza dannarsi l’anima, sul campo del Cassano, vanificando la vittoria agli sgoccioli del Verbano. La Varesina anche raggiungendoci sarebbe stata dietro per gli scontri diretti. Adesso ci aspetta un secondo campionato, sconsigliato ai deboli di cuore e ad altissimo contenuto emotivo.

Raccontiamo l’ultima partita della regular season, giocata a Cassano Magnago in una domenica serena e ventosa. Fiorito ha lasciato a riposo preventivo Crea e Amelotti, in diffida, per non rischiare una fatale ammonizione. Nasali ha dato forfait per un leggero infortunio. Tutti dovrebbero però essere disponibili per sabato. I tre posti lasciati liberi sono stati presi dall’ottimo Calviello, da Giardino lanciato titolare finalmente dal primo minuto e da Ortolani in terza linea, al fianco di Bianchi e Miculi.

Il Legnano ha giocato 25 minuti a una porta sola, con fraseggi notevoli ma con un altissimo coefficiente di spreco. Mai vista una tale mole di palle gol sprecate in così poco tempo: al 1’ Grasso si è fatto parare da ottima posizione. Sul corner, un lob da fuori area ha chiamato l’eccellente Seitaj alla seconda prodezza della giornata, dopo soli 90 secondi. Poi c’è un elenco degno delle vecchie rubriche telefoniche: Calviello fuori al 2’, Borghi ha svirgolato il tiro al 3’, al 6’ Grasso si è visto di nuovo parare da Seitaj a chiusura di uno splendido triangolo con Calviello. Dopo un break all’8’ dell’ex Paroni, il più vivace dei suoi, parato facilmente da Pasiani, di nuovo Seitaj ha neutralizzato un tiro di Grasso (e si era solo al 9’!). Ghiotta l’occasione per Borghi al 13’, a conclusione di un’azione bellissima di Miculi con palla filtrante degna di un numero 10: a sventare la minaccia ancora Seitaj. Al 14’ Grasso per Foglio, sul cui cross Provasio ha messo alto di testa da ottima posizione.

Il doppio tiro del Cassano murato dalla difesa lilla, al 17’, ha di nuovo scatenato le offensive lilla. Al 18’ Grasso, colpito in area, con determinazione è rimasto in piedi ma ha calciato alto. Al 23’ una velocissima proiezione di Giardino ha regalato a Grasso un pallone parlante, ma Nico ha messo incredibilmente fuori. Al 37’ Grasso è andato in gol finalmente, ma in off side netto.

Da lì la partita si è addormentata, probabilmente anche per i risultati provenienti dagli altri campi. Si è trascinata senza emozioni fino all’intervallo, dopo il quale è salito in cattedra Valerio Foglio. Il capitano sta sempre più assumendo il ruolo di trascinatore che società e tifosi si attendono.

Al 5’ ha divorato la fascia a velocità supersonica, lasciando gli avversari sul posto e mettendo in mezzo a Calviello, che ha concluso fuori. La cosa si è ripetuta al 13’, ma questa volta è stato Borghi a sbagliare mira.

Sembrava materializzarsi la singolare maledizione di Cassano, dove il Legnano ha sempre pareggiato sbagliando valanghe di gol. Invece no, grazie a Foglio: Vale al 19’ ha pennellato una delle sue opere d’arte su punizione dal limite, mettendola dove né Seitaj né Neuer sarebbero mai arrivati (nella foto dei Fedelissimi Lilla, il capitano festeggiato dai compagni). Un gol importante per la tranquillità, anche se a conti fatti irrilevante per i destini del campionato.

Meno male che il gol è arrivato, perché il destino ci ha riprovato nel finale: dopo un’incornata alta di Buzzi su cross di Paroni e un bel tiro di Shala, al 43’ l’imponderabile. Dopo una partita di totale controllo del Legnano, Provasio ha rinviato una palla dalla difesa senza avvedersi dell’arrivo di Shala. L’attaccante del Cassano ha messo le gambe tra Ettore e il pallone e il regista lilla lo ha involontariamente colpito. Rigore, a termine di regolamento. Ma quando ci si attendeva il solito 1-1 di Cassano, è stato Davide Pasiani a prendere il proscenio. Il volo sulla destra dell’estremo lilla, con palla deviata con la mano di richiamo, è una parata che da sola è valsa il prezzo del biglietto.

Foglio e Pasiani indiscutibili protagonisti di giornata. E mentre la squadra festeggiava sotto la curva e Foglio andava poi a baciare i suoi due splendidi bimbi, il presidente Giovanni Munafò ha coronato la giornata con un pensiero sincero e doveroso: “Faccio i miei complimenti alla Castellanzese, al presidente Affetti e al suo staff, per la promozione meritatamente ottenuta sul campo”.

Il Legnano può ancora conquistarla, ora che non si può più sbagliare nulla. Ci sono tutte le armi per vincere, ma guai a fare le cicale come oggi.

Siluro di Amelotti, la Varesina ko

LEGNANO-VARESINA 1-0 (1-0)

LEGNANO: Pasiani, Ronchi (38’ st Curci), Miculi, Provasio, Bianchi, Nasali, Foglio, Amelotti, Grasso (31’ st Brusa), Crea (47’ st Giardino), Borghi (31’ st Calviello). All. Fiorito.

VARESINA: Ghirlandi, Frigerio (26’ st Broggi), Martinoia (19’ st Bellacci), Albizzati, Tino (20’ st Barni), Franzese, Cargiolli, Deodato (14’ st Bianconi), Taino, Boni, Rebolini. All. Spilli.

RETE: 39’ pt Amelotti.

Grandi ragazzi! Un Legnano bello, intenso e concentrato sui famigerati dettagli che decidono le partite ha meritatamente vinto lo scontro diretto contro la corrazzata Varesina. Una vittoria da gustare fino in fondo senza farsi condizionare dai rimpianti: la sconfitta della Castellanzese con il Verbano ci porta dove dovevamo essere molte domenica fa, a -3, a portata di tiro. Ma ormai è tardi, salvo un altro impensabile scivolone. Senza contare che, in tale evenienza, sarebbe il Fenegrò ad approfittarne per primo.

Restiamo quindi concentrati sui play off, visto che la prima sfida, salvo incastri molto improbabili, la giocheremo in casa con due risultati su tre a disposizione. E stiamo col pensiero sulla vittoria di oggi, ottenuta con una delle migliori prestazioni stagionali. Fiorito ha schierato la formazione tipo, con Miculi, Bianchi e Nasali terzetto difensivo davanti a Pasiani (difficile dire chi dei tre abbia fatto meglio, visto che hanno messo il bavaglio a un attacco mitraglia che nelle ultime due partite aveva realizzato 15 reti, un dato pazzesco); in mediana Foglio e Ronchi sulle fasce, Provasio in regia fiancheggiato da Amelotti e Borghi come mezzali; davanti la coppia Crea-Grasso, come sempre mobile e pronta a svariare per non dare riferimenti ai difensori della Varesina. La prova del prode Ettore in regia è stata maiuscola, Amelotti ha giganteggiato e deciso la partita con un eurogol, Borghi si è confermato giocatore dalle doti dinamiche notevoli, mentre capitan Foglio ha offerto una prestazione all’altezza della sua fama. Più le partite contano e più l’uomo chiamato a fare la differenza emerge. Buon viatico per i play off.

Il primo tempo è stato di decisa marca lilla: gli scambi verticali in velocità, specie sulla fascia sinistra, hanno creato grattacapi in serie alla terza linea di Spilli. Il pressing sui portatori di palla e l’attenzione in chiusura non è venuta mai meno. La qualità del gioco è stata alta anche perché la Varesina è squadra che gioca a viso aperto e cerca sempre di fare la partita, come il Legnano. Un atteggiamento che aumenta i pericoli da cui difendersi, ma che apre più spazi in avanti ed esalta i lilla, come dimostrano i risultati eccezionali avuti fin qui negli scontri diretti, Verbano a parte.

Legnano pericoloso già al 5’, con un tiro di Amelotti in diagonale a chiusura di un triangolo con Foglio: bravo Ghirlandi a deviare. Al 19’ il cross di Crea ha attraversato tutta l’area, ma Grasso è arrivato in leggero ritardo per chiudere in rete. Doppio brivido al 29’, quando Pasiani ha dovuto parare due volte da distanza ravvicinata. Dopo un dubbio intervento in area su Crea, la Varesina si è fatta vedere con un colpo di testa fuori di Franzese.

Al 36’ Crea ha concluso di poco alto, due minuti dopo Ronchi si è visto deviare in angolo un tiro velenoso ma è stata solo l’anticamera del gol che ha illuminato il Mari. Un pregevole triangolo impreziosito da un colpo di tacco ha liberato Amelotti sulla tre quarti. Il numero 8 lilla ha mirato il sette con un missile terra-aria, lasciando di sasso Ghirlandi (nella foto dei Fedelissimi Lilla l’esultanza di Amelotti dopo il gol).

Nella ripresa il Legnano ha ricominciato con la stessa verve, dominando la partita almeno fino al 30’, prima di difendersi coi denti dal forcing finale della Varesina. Grasso ha sfiorato il raddoppio al 7’, concludendo di sinistro a fil di palo. Al 24’ Foglio anziché concludere di prima ha tentato uno stop non facile su cross dalla destra, consentendo il salvataggio di Ghirlandfi. Provasio, oggi splendido, si è mangiato il raddoppio calciando alto un rigore in movimento. E per poco la famosa regola del gol sbagliato non ha colpito: al 35’ Cargiolli ha concluso con un tocco moscio a tre metri da Pasiani. . Al 41’ Boni ha concluso di poco fuori di testa, e ancora Cargiolli ha concluso al 48’ chiamando Pasiani a un volo plastico. Lo stesso Pasiani, impeccabile, ha sancito la vittoria con una difficile uscita alta in presa all’ultimo secondo.

Il pubblico ha salutato la vittoria con esultanza unanime. Un pubblico più folto del solito, ma ancora lontano da quanto il Legnano e queste partite meriterebbero, come sottolinea il presidente Munafò: “Ai play off invito tutti i legnanesi a riempire il Mari per spingere la squadra. Oggi c’erano forse più tifosi della Varesina che del Legnano… “.

Dopo questa bella e convincente vittoria, lilla a 58 punti, Fenegrò a 59 e Castellanzese a 61. Varesina e Verbano sono dietro, a 55, con i besozzini in vantaggio sulla squadra di Spilli per gli scontri diretti. Alle 15.30 concluderemo il campionato sul campo del Cassano, oggi protagonista di una larghissima vittoria. Il Fenegrò avrà vita facile col fanalino di coda Ferrera, mentre la Castellanzese andrà a Vigevano. Varesina-Ardor e Verbano-Busto 81 sono le altre partite in programma. Nessuna delle avversarie ha motivazioni, il che porterebbe a pensare che la griglia resti questa (Legnano-Verbano e Fenegrò-Varesina). Ma proprio la mancanza di pressione, come insegna il calcio, potrebbe dare a queste squadre una tranquillità pericolosa. Lazio-Chievo docet…

Robocop Bianchi, gol vincente all’ultimo respiro

CITTA’ DI VIGEVANO – LEGNANO 1-2 (1-0)

CITTA’ DI VIGEVANO: Campironi, Dalia, Procopio, Lagonigro, Marianini, Rizzo, Molina, Dioh, Fiore, Ragusa. A disposizione: L. Nese, De Ciechi, Sarr, Zampiero, Colombo, Rossi, N. Nese, Sidonio, Brasca. All. Melchiori.

LEGNANO: Pasiani, Curci (20’ st Ronchi), Miculi, Provasio, Bianchi, Nasali, Foglio, Amelotti (43’ st Giardino), Grasso, Crea, Calviello (20’ st Borghi). All. Fiorito.

RETI: 10’ pt Dioh, 26’ st Grasso, 48’ st Bianchi.

Robocoooop!!!!! E’ la giornata di Marco Bianchi e della meritocrazia. Gol vincente e assist del gigante lilla portano al Legnano 3 punti che sarebbe stato un delitto contro la giustizia se non fossero arrivati. Con tutto il rispetto per il Vigevano, che ha giocato in contropiede dando anche qualche brivido ai tifosi lilla, si è giocato per lungo tempo a una porta sola, quella difesa da Campironi. L’estremo vigevanese fino all’ultimo secondo, anche per meriti suoi per carità, sembrava avere dalla sua tutti gli dei dell’Olimpo. Ma al 94’ è scesa Astrea a dare un bacio in fronte a Marco Bianchi e a rimettere in sesto la bilancia della giustizia. Pali, parate, salvataggi sulla linea, montanti sfiorati, mischie selvagge. Resta un mistero come il risultato potesse fermarsi sull’1-1 dopo essere stato addirittura sull’1-0 per i padroni di casa. E col rischio di ribaltarsi negli ultimi minuti, quando il Legnano ha concesso qualche ripartenza sanguinosa. La cosa più bella è che il sigillo sulla vittoria sia stato messo da un ragazzo che ha disputato un campionato perfetto, un muro invalicabile in difesa e un’arma letale in attacco, l’umiltà fatta persona e l’attaccamento alla maglia come primo valore.

E’ stata dura, durissima, ma solo per quelle streghe davanti alla porta di Campironi. Ripetiamo: il Vigevano, tecnicamente inferiore (e la differenza si è vista tutta), non ha affatto demeritato perché ha usato, e bene, le armi di cui disponeva. Barricate e ripartenze, agonismo e rapidità negli allunghi.

Al 3’ si è partiti con un brivido per i lilla. Sul servizio in area dopo il ribaltamento di fronte chi ci ha messo una pezza? Bianchi.

Al 5’ il mago Crea, che anche oggi ci ha provato in mille modi, ha concluso a giro trovando l’ottimo Campironi a mettere in angolo.

Al 12’ la doccia fredda: su un corner Dioh è saltato più alto di tutti e ha insaccato nell’angolo sinistro della porta difesa da Pasiani, incolpevole.

Il Legnano ha cominciato ad attaccare, non del tutto lucidamente nel primo tempo, assai meglio nel secondo.

Al 27’ ancora Campironi ha deviato il tiro di Foglio. Al 35’ Grasso ha concluso di testa senza impensierire troppo Campironi.

Di ben altra intensità la ripresa, trasformatasi in un assalto a Fort Alamo. Occasionissima lilla al 5’: Crea ha crossato basso e teso, Campironi ha respinto in qualche modo, Calviello ha ribattuto a rete ma un difensore ha salvato sulla linea.

Fuori mira il tiro di Crea al 12’. Un minuto dopo ancora Crea ha prima recuperato il pallone dalla difesa, poi si è bevuto due uomini ma ha concluso alto.

Crea e Grasso al 17’ hanno tagliato a fette la difesa sulla fascia, il traversone del capitano sul secondo palo ha trovato Grasso che ha ciccato il tiro e poi Curci che ha tirato trovando ancora Campironi pronto a deviare.

Sul corner la palla è arrivata a Calviello che ha tirato dritto sul portiere.

Al 24’ clamorosa palla gol sprecata da Ronchi, pescato da Foglio sul secondo palo: l’esterno destro lilla ha messo incredibilmente fuori.

Gol stramaturo. Al 26’ il pareggio: su corner basso Bianchi ha colpito di testa, la palla ha colpito palo e portiere e Grasso si è avventato per ribadirla a rete con la sfera che ballava sulla linea.

Ma per la giustizia vera si è dovuto ancora penare, anche perché al 30’ uno svarione di Amelotti ha aperto la via all’occasione del Vigevano: il tiro da buona posizione è terminato fuori.

Poi le streghe hanno continuato il loro sabba: al 32’ portiere e palo hanno negato la gioia a capitan Foglio. Al 34’ Amelotti, anche per rifarsi dell’errore precedente, ci ha provato al volo. L’ottimo Campironi ha fermato in presa.

Tre brividi prima dell’apoteosi: al 37’ una punizione del Vigevano, ben calciata, è terminata a lato. Al 40’ Pasiani è stato chiamato a un difficile intervento sul contropiede dei padroni di casa e due minuti dopo ha dovuto ancora salvare di piede.

Cinque minuti di distrazione che non cambiano il giudizio sulla partita. Al 49’ la discesa di Astrea, dea della giustizia: punizione con cross in area e niente e nessuno hanno potuto fermare lo stacco vincente di Robocop (nella bellissima foto dei Fedelissimi Lilla l’urlo liberatore di Bianchi e dei compagni dopo il gol della vittoria).

Campironi, eroico come il colonnello William Barret Trevis in quel di Alamo, ha dovuto soccombere.

Peccato per la rimonta della Castellanzese, altrimenti parleremmo di un altro campionato che cominciava oggi. Domenica ci sarà la pausa poi, il lunedì di Pasquetta, lo scontro diretto in casa contro la Varesina. L’armata di Venegono ha segnato 15 gol nelle ultime due partite: è tremendamente in palla e il Mari si sa che quest’anno non è sempre stato amico dei suoi padroni. Ci vorrà un Legnano senza distrazioni difensive e cinico in attacco. All’andata fu così. Bisogna ripetersi per avere un posto favorevole ai play off. I tre punti di Robocop all’ultimo respiro sono un’ottima benzina.

Il Verbano passa al Mari, ora testa ai play off

LEGNANO-VERBANO 2-3 (1-1)

LEGNANO: Sinani, Curci, Ortolani, Provasio, Nasali, Ronchi, Foglio, Amelotti, Grasso (40’ st Giardino), Crea, Calviello (40’ st Borghi). All. Fiorito.

VERBANO: Spadavecchia, Micheli, Gomez Gonzalez, Scurati, Pescara, Santagostino, Dal Santo, Malvestio (31’ st Oldrini), Banfi (27’ st Bianchi), Caldirola, Galli. All. Cotta.

RETI: 27’ pt Banfi, 38’ pt Foglio, 11’ st Grasso, 24’ st Santagostino, 46’ st Galli.

Addio sogni di promozione diretta. Ora sarà solo lotta, furibonda, per i play off. Anche il Verbano passa al Mari, in una partita ricca di colpi di scena e ribaltamenti di risultato, con un finale colmo di delusione. Era già successo con il Mariano, ma la sconfitta di oggi dà un verdetto che solo la matematica non ritiene definitivo: la Castellanzese, che pure ha acciuffato il pareggio all’ultimo respiro e non ha esattamente il passo di uno schiacciasassi, può preparare le meritate bottiglie di Champagne.

Il Legnano, raggiunto da Varesina e Verbano e superato dal Fenegrò, dovrà ora lottare con le forze residue come un cavallo ai canapi del Palio, per avere il miglior posto di partenza alla roulette degli spareggi.

E dire che la partita si era messa sui binari giusti, nonostante il vantaggio ospite giunto in modo inatteso. Fiorito ha schierato la squadra con un inedito 3-4-2-1, con Crea e Calviello trequartisti dietro Grasso. La difesa, priva di Miculi, Bianchie Pasiani, si sapeva che avrebbe potuto soffrire, ma non ha sofferto affatto per 75 minuti. Tutti i problemi sono sorti proprio nel momento migliore, quando Grasso ha siglato il vantaggio e la giornata stava prendendo la piega giusta. 

Nel primo tempo il tabellino, senza troppe azioni clamorose, è stato di marca lilla. Bellissimo il lancio di Provasio per Grasso al 20’, concluso da Nico con un tiro strappa applausi a fil di palo. Amelotti ci ha provato al 29’ sugli sviluppi di un corner, trovando pronto il fortissimo Spadavecchia.

Poi il gol che non ti aspetti: sulla prima di molte ripartenze condotte da Caldirola, miglior uomo in campo, Banfi da fuori ha azzeccato il rasoterra chirurgico. Lo svantaggio non ha scomposto il Legnano, che ha reagito trovando il pari con una fantastica punizione di Foglio da posizione laterale. Eurogol.

Nella ripresa il Legnano è ripartito col piglio giusto: dopo pochi secondi un cross di Crea per poco non ha ingannato Spadavecchia che lo aveva battezzato alto. Al 3’ Amelotti è penetrato nella difesa del Verbano, fermato in extremis da un difensore. Sul conseguente corner Ortolani ha concluso alto di testa. Quindi il gol, suggerito daun Foglio che ha fatto vedere due suoi lampi di categoria superiore: dopo aver saltato il diretto oppositore il capitano ha scaricato su Grasso che a pochi passi da Spadavecchia ha insaccato il vantaggio.

E qui la luce, anziché accendersi, si è completamente spenta. La squadra un po’ ha pensato di far passare i minuti e gestire, errore fatale, e un po’ si è fatta prendere dalla paura di vincere, finendo preda di vecchissimi fantasmi e commettendo errori marchiani in appoggio e soprattutto in copertura. Il Verbano ha preso il pallino e il gol è arrivato dopo una rapida maturazione. Al 21’ Sinanj ha salvato in angolo un’incornata dello scatenato Caldirola. Al 22’ Galli ha concluso di poco alto. Al 24’ il pareggio, su palla inattiva: punizione dalla destra e difesa colpevolmente ferma sul cross, su cuiSantagostino ha potuto insaccare da pochi passi. 

La partita sembrava incanalata sui binari del pareggio, ma il Verbano ha dimostrato di volerla vincere affrontandola col giusto carattere. Al 46’ il patatrac, forse partito da un contrasto falloso che ha lanciato il contropiede sviluppatosi fino al tiro di Galli sotto la traversa. Inutile trovare scuse: lo stesso mister Fiorito ha definito questa rete imbarazzante per il cumulo di errori che l’ha favorita. E’ finita in un’atmosfera di sconforto. Ora bisogna ricaricare le pile e reagire per riguadagnare il secondo posto. 

I play off non sono in discussione: la sconfitta del Busto 81 anzi li rende quasi matematici, ma guai arrivarci in posizione svantaggiata, con gli avversari che possono contare su due risultati su tre. Anche se paradossalmente, per il Legnano, unica squadra imbattuta in trasferta, giocare lontano dal Mari sarebbe forse meglio.

Legnano corsaro, una risposta da grande squadra

ACCADEMIA PAVESE-LEGNANO 2-3 (1-2)

ACCADEMIA PAVESE: Binaschi, Negri, Riceputi, Davenia, Filadelfia, Brega, Buscaglia, Cozzi, Romano, Foppa, Alibrandi. A disposizione: Malcovati, Losi, Mangiarotti, Pellegatta, Coppini, Firpi, Zani, Piras. All. Albertini.

LEGNANO: Pasiani, Ronchi, Ortolani, Provasio, Bianchi, Balconi, Foglio, Amelotti, Frau, Crea, Trenchev. A disposizione: Sinanj, Giardino, Borghi, Calviello, Conti, Poerio, Maestri, Grasso, Miculi. All. Fiorito.

RETI: 16’ pt Crea su rigore, 22’ pt Romano su rigore, 32’ pt Amelotti, 44’ st Borghi, 47’ st Zani.

Una risposta da squadra vera, perché il Legnano lo è. Punto. Dopo una settimana di sofferenze nate da contestazioni senza capo né coda (come si può criticare una compagine che ha inanellato 10 vittorie 3 pareggi e la sola sconfitta col Mariano nelle ultime 14, rimettendo in piedi un campionato defunto a novembre?), i lilla tornano a santificare la domenica con i tre punti.

L’impresa è tale perchè realizzata in condizioni psicologiche difficilissime, in trasferta e contro una delle formazioni più in forma del momento, reduce dal 5-1 contro l’Alcione. Il tutto con una rosa ridotta all’osso che ha dovuto, per la regola degli under, mettere Grasso in panchina, far debuttare Balconi nell’inedito ruolo di difensore nel 3-5-2 e affidarsi come prima punta al promettentissimo Frau.

L’Accademia Pavese, con l’attacco guidato dall’ex Alex Romano e reparti tutti ottimamente organizzati, si è battuto alla morte senza regalare nulla. Il primo tempo è stato equilibrato, sbloccato da due rigori abbastanza generosi accordati prima al Legnano (fallo veniale su Crea e gol del Mago stesso) e poi all’Accademia (avversario cinturato leggermente da Bianchi su un corner e realizzazione di Romano).

L’episodio questa volta ha sorriso a noi. Pochi minuti dopo il pareggio di Romano, infatti, il Legnano si è guadagnato una punizione su una ripartenza. Il cross in mezzo ha trovato pronto Amelotti a girare in rete di destro: è il primo gol di Matteo, che aveva ancora in gola il rospo della rete sfiorata all’ultimo secondo a Fenegrò, ed è pesantissimo.

Nella ripresa il possesso palla è stato appannaggio più dell’Accademia Pavese, ma per scelta del Legnano, che ha deciso di puntare su contropiedi veloci e non pressare alto. E ce ne sono state di ripartenze che meritavano miglior sorte.

Il Legnano ha messo al sicuro il risultato solo all’89’, per cui non ha potuto mai distrarsi. Bella davvero l’azione del gol: Borghi ha pescato Ronchi sulla destra, ficcante nella sua azione verso il fondo. Borghi lo ha seguito a rimorchio e ha raccolto di prima il suo appoggio all’indietro, insaccando imparabilmente.

A un secondo dalla fine l’Accademia, mai doma, ha trovato il 2-3 su una mischia scaturita da una punizione, con il neoentrato Zani.

Ha stupito la formazione iniziale, con Grasso in panchina e Balconi centrale difensivo, ma Fiorito spiega chiaramente le sue scelte, tutte azzeccate: “Balconi ha le caratteristiche per fare il centrale difensivo e lo ha dimostrato giocando una partita splendida. Con le assenze di Curci, Miculi e Nasali, ho dovuto inserire un 2000 in più: oltre a Trenchev, Frau, chiamato a fare l’attaccante con Crea. L’alternativa era schierare Sinanj, ma non me la sono sentita di togliere Pasiani, un portiere che ha dato sicurezza a tutta la difesa, oppure cambiare modulo, ma dopo 15 partite era un rischio troppo elevato. Non abbiamo espresso il nostro calcio migliore, ma abbiamo proposto una magnifica fase difensiva e giocato da squadra. La vittoria è limpida”.

Tre punti di valore morale e simbolico elevatissimo. Chi si aspettava una squadra demotivata dalla difficile settimana ha sbagliato di grosso. Siamo a meno 5 dalla vetta, a +2 sul Fenegrò e a +3 su Varesina e Verbano. Domenica scontro diretto al Mari contro i sempre temibili ragazzi del presidente Barbarito. L’orario della partita cambierà per l’introduzione dell’ora legale (inizio alle 15.30). Potrebbe essere l’ultima volta che questo avviene, visto che dal 2020 non è esclusa l’abolizione dell’ora estiva.