Categoria: Cronaca partita

Sette minuti da incubo, il big match alla Pro Sesto

PRO SESTO-LEGNANO   3-2    (3-1)

 

PRO SESTO: Pisoni, Giubilato, Carullo (42’ st Bulgarella), Gattoni, Bosco, Bettoni, Capelli (32’ st Monni), Gualdi, Tascini (23’ st Cominetti), Scapuzzi (42’ st Romeo), Carnevale. All. Vergaro.

 

LEGNANBO: Ragone, Ortolani, Foglio (18’ st Pavesi), Ricozzi (27’ st Alvitrez), Miculi, Ciappellano, Borghi (23’ st Pennati), Rinaldi, Cocuzza, Pèrez (33’ st Plumbaj), Gasparri. All. Cusatis.

 

RETI: 9’ pt Ricozzi, 34’ pt Gualdi, 38’ pt Scapuzzi su rigore, 41’ pt Gualdi, 45’ st Gasparri.

 

Peccato. Sette minuti irrazionali, in cui tutta l’imprevedibilità del calcio è calata all’improvviso sullo stadio Breda, hanno ribaltato il risultato e tramortito un Legnano che fino a quel punto era meritatamente e tranquillamente in vantaggio nel big match con la Pro Sesto.

Vanno prima di tutto sottolineate l’atmosfera, la cornice, il pubblico e la qualità dell’impianto sestese: tutte cose che, assieme alla statura delle squadre e alla posta in gioco, ha fatto davvero respirare l’aria di un match di categoria superiore.

Il Legnano, schierato da Cusatis con Ricozzi in regia e Pèrez e Rinaldi mezzali, ha rinunciato ad Alvitrez in mezzo al campo. Il vantaggio è arrivato subito con una punizione dalla distanza di Ricozzi, su cui Pisoni non è parso impeccabile. E’ esplosa la gioia dei tifosi lilla, assiepati sulla grande e rinnovata tribuna opposta a quella centrale.

Il Legnano ha amministrato in scioltezza davanti a una Pro Sesto colpita a freddo e apparsa per mezz’ora incapace di una qualsiasi reazione. Fino al 34’ nessun altro tiro, di nessuna delle due squadre, ma con il Legnano che ha dato l’impressione di tenere molto bene il campo.

Solo l’imprevedibile poteva risvegliare la Pro Sesto, e l’imprevedibile si è materializzato con l’errore di Miculi, che ha appoggiato di testa a Ragone un cross innocuo senza avvedersi dell’arrivo di Gualdi, che ha insaccato.

Tanto è bastato a cambiare l’inerzia della partita. Anche perché la doccia fredda è diventata una cascata: al 38’ Ortolani ha toccato con la mano un cross di Scapuzzi dalla sinistra. Secondo le (folli) regole attuali è rigore. L’arbitro lo ha concesso e lo stesso Scapuzzi lo ha realizzato, nonostante Ragone abbia intuito l’angolo. Altri tre minuti e la Pro Sesto ha realizzato il tris con uno stacco di testa ancora di Gualdi su cross dalla sinistra, imparabile per Ragone. Tre a uno in un nonnulla quando niente lasciava presagire pericoli.

Da lì in poi i padroni di casa hanno giocato ovviamente in piena fiducia, mettendo in luce, oltre a un Gualdi in gran spolvero coi suoi inserimenti, anche la classe e l’astuzia di Scapuzzi (basti guardare l’episodio del rigore, non casuale ma cercato con diabolica furbizia).

Nella ripresa il Legnano ha provato a rientrare in campo per provare la rimonta: al 5’ un servizio di Ricozzi ha trovato libero Gasparri, che ha calciato alto. Al 10’ Foglio non ha chiuso in rete per un soffio un traversone dalla destra. Lo slancio si è presto attenuato e la Pro Sesto ha controllato benissimo spazi e palla, sfiorando la quaterna con Tascini, che da posizione ghiottissima ha sparato alto.

La reazione vera del Legnano è venuta dopo i cambi (dentro Pavesi, costretto però ad agire quasi da terzino, Plumbaj, Pennati e Alvitrez), ma è stata tardiva. Al 35’ Miculi ha provato a rimediare all’errore fatale del primo tempo concludendo di testa: parata facile di Pisoni. Al 43’ Alvitrez ha tentato dalla distanza, concludendo alto, mentre su corner, al 45’, è arrivato il 2-3 su un batti e ribatti di testa. Plumbaj ha concluso nell’angolino, Gasparri ha dato il tocco finale per non rischiare e la rete è stata attribuita a lui.

Un’ultima occasione molto simile stava per fruttare il pareggio, ma questa volta non c’è stato il tap-in finale. L’arbitro ha chiuso qui l’incontro.

L’amarezza è grande, soprattutto per come si era messa la partita e per come si era mossa la squadra nella prima mezz’ora. Sette minuti di follia come quelli di oggi sono più unici che rari, e purtroppo sono arrivati proprio nel big match.

Il campionato, imprevedibile come quei sette minuti, non finisce qui: mancano 11 partite e nessuno ha un ritmo travolgente. I giochi sono ancora apertissimi.

 

Cocuzza gol, Legnano a meno uno dalla vetta

LEGNANO-SONDRIO 1-0   (0-0)

LEGNANO: Ragone, Ortolani, Borghi, Ricozzi (22’ st Plumbaj), Miculi, Ciappellano, Rinaldi, Alvitrez (29’ st Pennati), Cocuzza (29’ st Pavesi), Pèrez, Gasparri. All. Cusatis.

SONDRIO: Finamore, Pezziardi, Jamal Idrissi (33’ st Spaneschi), Damo (31’ st Drovetti), Mara, Boni, Fognini, Di Lauri, D’Amuri (29’ st Pasquinelli), Panatti, Austoni (47’ st Yacoub). All. Nordi.

RETE: 17’ st Cocuzza su rigore.

 

Tre punti pesanti come una stella di neutroni. Resi ancora più dorati dalla sconfitta della Pro Sesto. Siamo a meno uno dalla vetta e domenica ci sarà la madre di tutte le partite. Tutti a Sesto per il sogno, questo è l’appello. Quanto basta per incorniciare la giornata.

Vediamo come ci siamo arrivati. Legnano-Sondrio è stata una partita di 45 minuti, quelli della ripresa.

Il primo tempo si poteva fare a meno di giocarlo. Per riprendere una citazione del vecchio Carlo Pellegatti, è stato noioso come un film iraniano. Stando di manica larghissima, ricordiamo a malapena un tiro di Ricozzi parato facilmente da Finamore, ma a conclusione di un bel contropiede lilla. E un colpo di testa alto di D’Amuri, unico timidissimo tentativo del Sondrio in tutta la partita.

Nella ripresa si è visto un altro Legnano, ma contro lo stesso Sondrio, per cui l’epilogo è stato più che logico. Il piglio diverso con cui la squadra è entrata in campo lo si è visto subito al primo minuto, quando Cocuzza ha raccolto un suggerimento di Gasparri e si è trovato a tu per tu con Finamore, facendosi respingere il tiro. Sulla ribattuta Rinaldi ha sparato alto.

Al 6’ Ricozzi ha fatto la barba al sette con una punizione delle sue.

Il gol è arrivato al terzo tentativo, al 17’: Cocuzza da ottima posizione ha messo in mezzo un traversone basso che chiedeva solo il tap-in. Nessuno ci è arrivato, ma dall’altra parte la palla è stata rimessa in mezzo pescando Pèrez libero per il tiro. La conclusione di Guille ha trovato Jamal Idrissi col braccio largo: rigore e ammonizione. L’implacabile Cocuzza ha insaccato spiazzando Finamore.

Il Sondrio non è riuscito a combinare nulla di concreto per recuperare. Il Legnano ha invece avuto tre occasioni per raddoppiare: un filtrante di Rinaldi per Gasparri, contrastato all’ultimo istante (al 21’), un contropiede di Pavesi per Gasparri, che dalla destra ha concluso forte ma trovando Finamore pronto alla respinta, e un’ultima ripartenza coast to coast dello stesso Manuel, conclusa alta, al 47’.

Nella ripresa si è vista una squadra con lo spirito giusto: c’è da migliorare, ma questi 45 minuti hanno segnato la voglia di reazione dei ragazzi dopo le deludenti prestazioni con Ponte San Pietro e Scanzorosciate. Domenica a Sesto, contro una squadra che va a singhiozzo ma è sempre capolista, non ci si gioca la stagione, ma si può dare un messaggio forte.

Negli spogliatoi i ragazzi hanno sfogato la loro gioia e la loro voglia di rivalsa. E questo è un segnale importantissimo: prima di oggi poteva esserci lo spettro di una squadra con le batterie scariche mentalmente, l’immagine dei ragazzi in festa ci dimostra che questo pericolo non esiste.

E ora, coloriamo Sesto di lilla!

Legnano senz’anima: dura sconfitta a Scanzorosciate

SCANZOROSCIATE-LEGNANO  2-0   (1-0)

 

SCANZOROSCIATE: Colleoni, Bertolotti, Corno, Gambarini, Paris, Rota, Zambelli, Vallisa, Bangal (21’ ST Bertacchi), Aranotu (41’ St Giangaspero), Lizzola. All. Valenti.

 

LEGNANO: Ragone, Nava, Foglio (26’ st Pavesi), Ricozzi, Miculi, Ciappellano, Montenegro (821’ st Borghi), Pennati (25’ st Rinaldi), Cocuzza, Alvitrez, Plumbai (818’ st Gasparri). All. Cusatis.

 

RETI: 26’ pt Paris, 33’ st Vallisa.

 

Così non va. Un Legnano senz’anima soccombe meritatamente a uno Scanzorosciate grintoso e motivato. In terra bergamasca i ragazzi hanno ripetuto la prova sconcertante dello scorso ottobre a Villa d’Almè. C’è da sperare che anche ciò che seguirà sia uguale: da quella trasferta il Legnano cambiò volto mettendo in cascina così tanto fieno da avere ancora l’aia piena.

Il concomitante pareggio della Pro Sesto e la rocambolesca sconfitta dell’Arconatese tengono il campionato apertissimo e avvincente, ma non si può sempre sperare nelle disgrazie altrui, perché quattro sconfitte in un mese e mezzo non sono un ruolino di marcia accettabile.

Cusatis ha deciso di lanciare Plumbaj dal primo minuto al posto di Gasparri; a centrocampo ha sacrificato Pèrez mettendo Pennati mezzala alla destra del regista Ricozzi.

Il Legnano ha cominciato bene, andando subito in gol al 6’: Alvitrez ha servito un filtrante sulla sinistra per Cocuzza che ha infilato sotto il sette. Purtroppo ha rovinato tutto il guardalinee, alzando la bandierina per un fuorigioco a dir poco dubbio, anzi diciamo pure inesistente. Qui la partita poteva decisamente svoltare, ma il Legnano dopo ha fatto poco perché ciò avvenisse.

Un paio di cross insidiosi di Cocuzza sono stati salvati con recuperi in extremis dei difensori, prima che il tecnicissimo Aranotu, un prospetto da tenere sott’occhio, seminasse il panico nella difesa lilla, salvata dall’intervento di Ciappellano. Due minuti dopo (al 26’) il gol del vantaggio orobico, nato da una svirgolata della difesa lilla e da un tiro al volo che ha attraversato una selva di gambe prima di giungere a Paris sul secondo palo: facile il suo tap-in. Lo Scanzorosciate ha cominciato a giocare in fiducia, vincendo duelli e aggredendo sistematicamente il portatore di palla. Il Legnano non si è disimpegnato male in fase di uscita, ma non ha mai trovato idee e alternative valide appena passata la metà campo.

A inizio ripresa è parso di vedere un Legnano leggermente più propositivo, fino all’azione di Foglio al 14’, con palla in mezzo a Cocuzza e girata fermata in caduta da un difensore con la mano. Da valutare la dinamica, comunque niente rigore. Un minuto dopo Cocuzza ci ha riprovato concludendo sull’esterno della rete.

Ci ha provato anche il neoentrato Gasparri al 19’, sparando alto. Al 20’ lo Scanzorosciate si è rifatto vivo con una mischia furibonda conclusa da un tiro di Aranotu che ha chiamato Ragone al miracolo all’incrocio. Purtroppo al 33’, forse battezzando fuori la lenta conclusione da distanza siderale di Vallisa, lo stesso Ragone si è fatto un po’ sorprendere sul palo alla sua destra. Cristiano è proprio l’ultimo a cui si possa imputare qualcosa: ha dimostrato per tutto il campionato di onorare la maglia del Legnano, salvando spesso il risultato. Il suo campionato è di altissimo livello. Oggi la colpa è collettiva e risiede nella testa: l’atteggiamento, come ha sottolineato il presidente Munafò, è stato sbagliato e deludente. Se si vuole correre per il primato fino alla fine, bisogna ripartire come si fece dopo la brutta sconfitta di Villa Valle.

Siluro da applausi, il Ponte San Pietro espugna il Mari

LEGNANO-PONTE SAN PIETRO   0-1   (0-0)

 

LEGNANO: Ragone, Nava, Foglio (18’ pt Pavesi), Ricozzi, Miculi, Ciappellano, Montenegro, Rinaldi (28’ st Pennati), Cocuzza, Pèrez, Gasparri. All. Cusatis.

 

PONTE SAN PIETRO: Alborghetti E., Alborghetti M., Zambelli, Pedrocchi (40’ st Trajkovic), Mandelli, Simonetto, Ruggeri, Solcia, Travellini (46’ st Kritta), Ferreira Pinto, Canalini (38’ st Capelli). All. Mignani.

 

RETE: 2’ st Ruggeri.

 

Il Mari torna a essere fatale al Legnano. Il Ponte San Pietro espugna il tempio lilla con un eurogol da applausi di Ruggeri e la classe di Ferreira Pinto. Pressing organizzato, ottima copertura del campo, movimento corale, superiorità numerica in molte zone del campo: queste le armi che sono valse agli ospiti i meritati tre punti.

Il Legnano ha avuto qualche occasione per andare in vantaggio prima e pareggiare poi, e ha premuto nell’ultima mezz’ora, ma è apparso compassato nel ritmo, non riuscendo a trovare spazi e tempi giusti una volta arrivato ai 16 metri. La Pro Sesto, vittoriosa sul difficile campo della Tritium, allunga a +3 e da dietro arriva un’impressionante Arconatese, ormai a soli 3 punti dal Legnano. Ma non cambia nulla: bisogna mettere subito alle spalle questo passo falso e ripartire. Questo campionato serve sorprese a ogni domenica ed è totalmente imprevedibile. Sarà una lotta all’ultimo respiro.

Veniamo alla cronaca. Prima occasione per il Legnano all’8’, con un colpo di testa schiacciato di Ciappellano che ha costretto Alborghetti a una difficile parata. Al 10’ Canalini ha tentato il gol spettacolare in rovesciata, murato dalla difesa lilla. Al 36’ Cocuzza ha chiuso alto un appoggio di Pèrez a conclusione di una discesa velocissima di Montenegro, oggi tornato a coprire la fascia destra.

L’occasione più grossa al 43’, quando Cocuzza, dalla sua ormai immancabile piastrella, su punizione ha chiamato Alborghetti a un difficilissimo intervento.

La ripresa si è aperta con l’episodio chiave: Ruggeri ha scagliato un siluro nel sette da fuori area, su una palla in uscita. Ragone è arrivato a toccare il pallone, senza riuscire a deviarlo sopra la traversa. Il Ponte San Pietro ha legittimato il vantaggio dimostrando di tenere meglio il campo. Nell’ultima mezz’ora il Legnano ha provato a premere e gli ospiti, in effetti, non si sono più visti dalle parti di Ragone se non con l’ultima occasione al 37’, un diagonale di poco fuori di Ferreira Pinto. I ragazzi hanno però faticato a trovare spazi e idee con la difesa ospite schierata a protezione di Alborghetti. Al 18’ peccato di altruismo di Ciappellano, che ha appoggiato a centro area di testa un pallone che sarebbe stato preferibile indirizzare a rete.

La più bella azione della partita si è registrata al 25’: un triangolo velocissimo e ficcante Pavesi-Rinaldi-Gasparri ha messo quest’ultimo in condizioni di concludere. Il suo tiro in velocità ha dato l’illusione del gol ma si è spento sul fondo.

A decidere, alla fine, è stato un lampo di un singolo, ma la vittoria degli ospiti non può essere discussa. Il Legnano deve far tesoro del flop di oggi e ripartire correggendo gli errori.

Cusatis non ha accampato scuse quando gli si è chiesto del campo. Verissimo, pessimo per noi e pessimo per gli altri (e ogni domenica sembra sempre peggio). Non dimentichiamo però che le altre squadre giocano una sola volta sull’erba malconcia del Mari, il Legnano ben 19. E questo, alla distanza, rappresenta sicuramente uno svantaggio. Le statistiche lo dimostrano: lontano dalle mura amiche il Legnano ha perso solo a Villa d’Almè, collezionando una serie impressionante di vittorie. In casa il trend è comunque più che discreto, ma i flop improvvisi e inattesi sono stati tre solo nell’ultimo mese. Non sono numeri casuali. Senza tacere, come oggi, le mancanze che sono da attribuire solo a noi stessi. E a cui possiamo porre rimedio.

Il Legnano fa una splendida figura davanti all’Inter

Il Legnano non sfigura davanti all’Inter. Nell’allenamento congiunto di oggi pomeriggio alla Pinetina è finita 3 a 1 la partitella tra i nostri ragazzi e la corazzata di Antonio Conte. Un ottimo allenamento e un’iniezione di fiducia, tenendo conto che mister Cusatis ha fatto giocare tutti per almeno mezz’ora, dando la soddisfazione della prestigiosa presenza anche ai ragazzi della Juniores, tra cui Riccelli, Frau, Chiodini e Travaini.

A ricordarsi della giornata sarà soprattutto Antonio Fabozzi, che ha avuto la soddisfazione di segnare un gol, e che gol, all’Inter: accentratosi da destra, ha saltato due uomini e insaccato di sinistro dal limite.

Legnano implacabile: tris d’assi a Inveruno

INVERUNO-LEGNANO    0-3   (0-1)

 

INVERUNO: Piccirillo, De Stefano (45′ st Bellocci), Gatelli, Negri, Garbini (36′ st Scaglione), Travaglini, De Maria (45′ st Marioli), Greco (13′ st Broggini), Braidich, Pastore, Mandelli (42′ st Rankovic). All. Viganò.

 

LEGNANO: Ragone, Nava, Foglio (26’ st Ortolani), Ricozzi (30’ st Alvitrez), Miculi, Ciappellano, Borghi (13’ st Montenegro), Rinaldi, Cocuzza (19’ st Plumbaj), Pèrez, Gasparri (33’ Pavesi). All. Cusatis.

 

RETI: 35’ pt Cocuzza, 25’ st Gasparri, 49’ st Pavesi.

 

Il Legnano cala il tris d’assi e vola. A Inveruno va a segno quasi tutta la santabarbara lilla: bomber Cocuzza, Gasparri e Pavesi. E Plumbaj, pur non segnando, ha servito un assist decisivo appena entrato. Un 3-0 secco e autoritario, da capolista, ma molto meno facile di quanto il risultato indichi. I padroni di casa sono partiti a spron battuto sul piano del ritmo, ma si sono quasi sempre smarriti a ridosso dei 16 metri, senza creare troppi patemi. Quando invece è stato il Legnano ad avvicinarsi all’area, è stata evidente la differenza di qualità degli attaccanti lilla rispetto a quelli di casa.

Cusatis ha operato un solo cambio rispetto alle precedenti uscite: fuori a sorpresa Alvitrez, per rifiatare visti gli impegni incessanti, sostituito da motorino Rinaldi.

L’Inveruno ha dato l’impressione di puntare tutto sul ritmo da subito. Scelta che non ha pagato per due motivi: mancanza di idee nei sedici metri e calo più che logico nella ripresa, puntualmente punito dal Legnano.

Al 13’ il primo tentativo: un tiro di Pastore abbondantemente fuori.

Al 24’ una punizione di De Maria dalla sinistra è sfilata alta sopra la traversa di Ragone.

La partita per 35 minuti è stata comunque bruttina e ristagnante tra le due tre quarti, con zero emozioni e anche un po’ di nervosismo. Come con il Caravaggio, il Legnano ha atteso con pazienza e intelligenza il momento buono, arrivato al 35’ con un lancio per Gasparri sulla sinistra, pronto alla sua tipica azione in accentramento e al servizio per Cocuzza, che ha freddato Piccirillo portando a 15 il suo bottino da capocannoniere.

A parte una punizione scarponata da Braidich da ottima posizione al 12’, il secondo tempo, pur non da collezione al Louvre, ha parlato lilla.

Al 14’ Cocuzza è andato nuovamente in gol, annullato però per fuorigioco.

Il Legnano ha iniziato a premere un po’ di più sull’acceleratore: al 18’ Montenegro ha chiamato Piccirillo alla parata a terra. Due minuti dopo Gasparri ha sprecato il raddoppio.

Cusatis ha inserito l’atteso Plumbaj proprio per Cocuzza e Pluto non ha tradito: appena entrato ha messo al centro dalla sinistra un assist d’oro per Gasparri, che non ha perdonato. Due a zero e partita in ghiacciaia.

O meglio, non del tutto. La squadra si è un attimo rilassata e ha rischiato di veder riaperto l’incontro al 40’, quando l’Inveruno ha mancato una clamorosa doppia occasione prima esaltando Ragone e poi, sulla respinta, concludendo con una complicata e imprecisa rovesciata. Buttandosi in avanti l’Inveruno ha lasciato spazio per il guizzo finale di Pavesi, un’azione insistita tipica di Manuel, fino a superare il portiere.

Un Legnano magari non radioso nella forma, ma implacabile nella sostanza. Una vittoria larga e di straordinaria importanza per le certezze che porta. Difesa impenetrabile, compattezza e spirito di corpo, capacità di lettura della partita, qualità tecnica dei mediani (Pèrez ottimo) e delle punte (Cocuzza è una sentenza), cinismo, intelligenza e pazienza. Le qualità del Legnano sono tante. Giusto per volare alto in classifica ma basso nei pensieri, sottolineiamo dove si può ancora migliorare: mai deconcentrarsi, nemmeno quando si hanno due gol di scarto, come ha spiegato Ciappellano. Mai più far passare un avversario in mezzo a tre nostri giocatori, come invece ha rimarcato Cusatis, anche questo segno di un leggero, benchè comprensibile, calo di intensità e concentrazione. E poi dare più piena espressione alle potenzialità tecniche della rosa: l’estetica è sempre secondaria rispetto ai risultati, ma questa squadra, che riempie il cuore, può senz’altro concedere qualcosina in più anche agli occhi.

Il sogno diventa realtà: il Legnano è in vetta!

LEGNANO-CARAVAGGIO   2-0    (1-0)

 

LEGNANO. Ragone, Nava, Foglio (80’ Ortolani), Ricozzi, Miculi, Ciappellano, Borghi, Alvitrez (44’ ast Pennati), Cocuzza (22’ st Pavesi), Rinaldi, Gasparri. All. Cusatis.

 

CARAVAGGIO: Mazzoli, Ippolito (15′ st Pirovano), Bertolotti, Zanola (31′ st Ghidini), De Bode, Gritti, Messaggi (28′ st Messaggi), Lamesta, Grandi, Frana, Comelli (34′ st Viola). All. Bolis.

 

RETI: 42’ pt Cocuzza su rigore, 41’st Ricozzi.

 

Dateci un pizzicotto. E di quelli forti. Stiamo sognando o è tutto vero?

Il Legnano è primo! Primo, oltre ogni più rosea speranza estiva. Primo, proprio mentre l’inverno sembrava calato come una scure su una squadra che improvvisamente e inspiegabilmente era diventata per due partite l’ombra di sè stessa.

La vittoria di oggi al Mari contro il Caravaggio, in coincidenza con il nuovo scivolone della Pro Sesto a Brusaporto, ha colorato di lilla la vetta della classifica. Il Legnano è capolista in coabitazione. Comincia un campionato fatto di tutte finali in cui bisognerà giocare con grinta leonina ma anche con lucidità scientifica.

Mister Giovanni Cusatis in quattro giorni ha confezionato un miracolo: complice, certo, il brutale calo della Pro Sesto, ma bisogna essere pronti come avvoltoi per cogliere queste occasioni. Lo ha fatto con l’arma più semplice, la semplicità stessa. Logica più tranquillità.

La gara di oggi è stata un capolavoro di razionalità, quadratura tattica e carattere. Un osservatore esterno avrà senz’altro giudicato un po’ sonnolenti i primi 40 minuti, ma il Legnano stava studiando come aprire la scatola con calma.

Non ci sono state occasioni davvero tali per parecchi minuti: da citare, ma senza enfasi, un colpo di testa di Miculi a lato (10’), una girata di Gasparri parata da Mazzoli e una debole girata di Rinaldi su cross di Gasparri (21’).

II Caravaggio si è fatto vivo chiamando Ragone a una respinta di pugni su tiro di Zanola (19’). Niente che facesse tremare i polsi.

Finchè a trovare la combinazione per aprire la cassaforte ospite è stato Rinaldi, con un’incursione in area chiusa da un ingenuo fallo di Bertolotti. Ricky Sentenza Cocuzza ha calciato il rigore perfetto: nel sette a sinistra del portiere, buttatosi in basso alla propria destra.

Nella ripresa il Caravaggio ha dovuto aprirsi e osare qualcosa in più, ma l’interpretazione della fase difensiva da parte della difesa lilla (con un Miculi mostruoso) è stata impeccabile. Ragone è stato chiamato a una respinta di pugno al 1’ e a una parata più complessa in due tempi su tiro da fuori di Messaggi, al 5’. Al 18’ l’unico vero brivido della giornata, sottolineato da Cusatis in sala stampa: la traversa colpita dall’ex lilla Daniele Grandi, su cui Ragone ci ha messo provvidenzialmente le mani.

A quel punto il Legnano ha ingranato una marcia in più, e lo dimostra il tabellino: bella combinazione Gasparri-Pavesi-Gasparri al 28’, su cui Mazzoli si è superato. Al 39’ il Legnano ha raddoppiato con Ciappellano, ma l’arbitro ha annullato per un fuorigioco a dir poco dubbio. Questione di secondi e il raddoppio è arrivato comunque, e meritato: Ricozzi ha confezionato un’opera maestra raccogliendo un rinvio impreciso del portiere Mazzoli e freddandolo, dopo averlo visto fuori dai pali, con un tiro da distanza siderale.

Apoteosi con risultato in ghiacciaia, mentre da Brusaporto si attendeva il fischio finale per sancire la sconfitta della Pro Sesto. Gasparri al 46’ ha fallito anche di poco il tris.

Ora siamo qui, a guardare la classifica da una vetta che nessuno poteva immaginare a inizio anno. Le vertigini possono essere un rischio, ma non con mister Cusatis: domenica giocheremo per la prima volta da capolista sul terreno dell’Inveruno. Sappiamo come sono pericolosi i testacoda, ma il nostro tecnico sa come tenere dritto il volante

Cocuzza stende il Levico e riapre il sogno

LEVICO TERME –LEGNANO    0-1   (0-1)

 

LEVICO:  Boglic, De Nardi (29’ st Petrucci), Piacente, Voltasio (44’ st Rizzieri), Pralini, Gorzelewski (36’ st Cardore), Bonetto, Sartori (21’ st Belesi), Caruso, Esposito, Marku (36’  st Kojdheli). All. Cortese.

LEGNANO: Ragone, Nava, Foglio, Pennati, Miculi, Ciappellano, Borghi, Alvitrez, Cocuzza (36’ st Pavesi), Pèrez, Gasparri (22’ st  Rinaldi). All. Cusatis.

RETE: 1’ pt Cocuzza.

 

 

Non poteva cominciare meglio l’era Cusatis: ritorno alla vittoria e clamoroso recupero sulla Pro Sesto, incredibilmente sconfitta in casa dal Dro. Ora la caccia e il sogno sono più aperti che mai. Le cose si sono messe subito per il verso giusto: neanche il tempo di girare lo sguardo sulle montagne circostanti che Ricky Cocuzza si è guadagnato una punizione ed è andato subito in gol con una parabola imprendibile dalla sua piastrella. Immobile Boglic, con la palla che ha baciato la traversa e si è depositata nel sacco. L’iniezione di fiducia che ci voleva dopo le due inopinate sconfitte con Castellanzese e Milano City.

La partita ha preso la piega più desiderata dal mister, improvvisamente in discesa e con gli avversari costretti a provarci liberando spazi per il contropiede. A dire il vero non si è davvero vista né una cosa né l’altra. Il Levico ci ha provato con voglia ma con poche idee e il Legnano non ha sfruttato più di tanto la situazione tattica, gestendo il vantaggio.

All’8’ una rasoiata di Bonetto parata da Ragone è stato il primo tentativo dei termali verso la rete. L’unico vero brivido in un primo tempo sotto ritmo è stato al 43’, quando un missile dalla distanza di Esposito ha incocciato entrambi i pali. Un pizzico di fortuna che non guasta proprio in questo periodo.

Nella ripresa il copione è cambiato poco: Levico in avanti senza essere pericoloso, con un paio di tiri facilmente parati da Ragone. Al 23’ la doccia fredda dell’espulsione di Pèrez per doppia ammonizione. Il Levico ha inserito tutto l’arsenale offensivo ma senza riuscire a cambiare nulla.

Una vittoria cinica, ma pesantissima, che porta moltissimo: tre punti, fiducia, svantaggio dimezzato, sogno che si riapre e le certezze che servono per tornare a giocare tranquilli e a lottare fino in fondo per il Paradiso. E il tredicesimo centro con ritorno al gol di Cocuzza. Unico neo il rosso a Pèrez, che salterà l’infrasettimanale col Caravaggio. Doppia ammonizione troppo severa, che purtroppo ci priva di un astro di prima grandezza per l’infrasettimanale col Caravaggio, mercoledì al Mari. Ma abbiamo tutta la forza per sopperire a quest’assenza pesante: perchè il bello viene adesso e da qui in poi non si deve mollare mai. (Nella foto,. mister Cusatis).

Il Legnano affonda con l’ultima in classifica

LEGNANO-MILANO CITY 0-1 (0-0)

LEGNANO: Ragone, Ortolani (28’ st Pavesi), Foglio, Pennati (32’ st Rinaldi), Miculi, Nava, D’Aversa (39’ pt Borghi), Alvitrez, Cocuzza, Pèrez (36’ st Fabozzi), Gasparri (24’ st Plumbaj). All. Manzo.

MILANO CITY: Gilardelli, Specchia, Rondelli (49’ st Lombardi), Burato, De Angeli, Viganò, Lattarulo, Mecca, Mammetti (41’ st Manti), Valente (32’ st Capone), Gimenez. All. Ardito.

RETE: 1’ st Mecca.

Troppo brutto per essere vero. Si può perdere in mille modi nel calcio: senza demeritare e dopo otto vittorie, come tutto sommato era avvenuto con la Castellanzese, o meritandolo pienamente e malamente, come avvenuto oggi contro il fanalino di coda Milano City.
Un Legnano lento, bolso e senza idee. Sicuramente il peggiore dell’anno, peggio anche della partita con il Villa Valle. Quella partita, però, lanciò il segnale della riscossa. C’è da sperare che avvenga altrettanto, anche perché la classifica è immensamente migliore adesso di allora.
Senza gli squalificati Ricozzi e Ciappellano, assenze che sono pesate, la squadra ha dato l’impressione di lasciare buchi come un Emmenthal e cercare di ripararli con soluzioni improvvisate, senza avere troppe idee per variare lo spartito. Non è questione di modulo, né di schemi né di condizione fisica: tutto nasce dalla testa. Non c’è altra spiegazione.
E, come contro la Castellanzese, i pochi episodi che potevano cambiare l’inerzia della gara non l’hanno fatto. Per esempio al primo minuto, quando D’Aversa ha messo fuori di testa un allettante cross di Alvitrez (quello che più ha cercato di metterci un po’ di “garra”, con Ragone, Foglio e Ortolani). Al 14’ il Milano City ha suonato il campanello d’allarme, con un tiro a giro di Lattarulo finito a fil di palo. Al 16’ ancora D’Aversa, poi uscito per infortunio, ha messo a lato un po’ goffamente un altro traversone di Foglio. Al 22’ Alvitrez ha impegnato duramente Gilardelli con un tiro da fuori reso velenoso dal rimbalzo illogico del pallone. Al 36’ per la terza volta D’Aversa non è riuscito a chiudere in gol un traversone di Gasparri, leggermente lungo.
Ci si attendeva un Legnano più convinto e pronto a colpire nella ripresa, ma così non è stato: anzi, alla prima azione c’è stato il patatrac. Un errore difensivo, e un probabile fallo da rigore lasciato correre per il vantaggio, ha messo Mecca, per altro legnanese doc, davanti a Ragone. Per il nostro guardiano, protagonista di un magnifico campionato, non c’è stato nulla da fare.
Il Legnano ha provato a reagire con un tiro fuori di Gasparri. Ma è stato il Milano City a sfiorare il raddoppio con un tiro di Lattarulo deviato da Ragone e con un miracolo dello stesso Ragone su Mammetti. Nel mezzo un’incornata di Pèrez su cross di Foglio, parato da Gilardelli. Al 28’ Cocuzza ha messo a lato un colpo di testa su suggerimento, sempre di testa, di Pavesi. Ma l’occasione più clamorosa è stato per il neoentrato Fabozzi, liberato da un pregevole assist del neoacquisto Plumbaj: il tiro ha attraversato tutto lo specchio spegnendosi a lato. L’ultima chance al 48’ per lo stesso Plumbaj, ma il suo tiro è stato deviato in angolo.
Se Atene piange Sparta non ride, cosa che fa arrabbiare Atene ancora di più: la Pro Sesto ha perso con l’Arconatese, dietro, Scanzorosciate a parte, si gioca a ciapa no’. I danni sono limitati, siamo ancora secondi a meno sei. Ma bastavano due prestazioni normalissime per essere primi in classifica.

Rinaldi eroe: il Legnano sale sull’ottovolante

FOLGORE CARATESE-LEGNANO 0-1 (0-0)

FOLGORE CARATESE: Cortinovis, Agnelli, Marconi, Ciko (41’ st Bartulovic), Parenti, Monticone, Kyeremateng (36′ st Kouda), Troiano (30’ st Bonacina), Ferrari, Di Stefano, Silvestro (25’ st Valotti). All. Longo.

LEGNANO: Ragone, Montenegro (15’ st D’Aversa), Miculi, Pennati (17’ st Rinaldi), Nava, Ciappellano, Gasparri (29′ st Pavesi), Alvitrez (17’ st Ricozzi), Cocuzza, Pèrez, Foglio (15′ st Ortolani). All. Manzo.

RETE: 38’ st Rinaldi.

Sogniamo o siamo desti? La domanda se l’è fatta ironicamente il buon Mario Tajè negli spogliatoi, dopo la pesantissima vittoria contro la Folgore Caratese. E’ la domanda che si fanno tutti i tifosi lilla.
Il Legnano è salito sull’ottovolante. Dopo il settimo sigillo e prima di tentare la nona sinfonia, ha espugnato una fortezza dove tutti hanno sofferto e soffriranno. Anche i ragazzi hanno dovuto sudare sette camicie, ma hanno portato a casa un risultato che pochi altri otterranno, forse nessuno. Otto perle per un sogno.
Quanto sia stata dura è testimoniato dalla tensione accumulata da mister Manzo: il tecnico, scusandosi, ha preferito non rilasciare l’abituale intervista di fine partita per smaltire lo sforzo emotivo e ricaricare le pile.
La formazione iniziale ha riproposto il 3-5-2 ormai consolidato: Foglio e Montenegro i quinti a tutta fascia, difesa a tre con Ciappellano centrale, Nava a destra e Miculi a sinistra, Pennati vertice basso di centrocampo, Alvitrez e Pèrez mezzali e davanti la coppia Cocuzza-Gasparri. Nel primo tempo, in particolare nella prima mezz’ora, è stato complicato trovare il bandolo della matassa. I padroni di casa, dinamici e sicuri negli automatismi, hanno tenuto il pallino, avendo sempre alternative facili nel cedere la palla e arrivando troppo spesso primi sulle seconde palle. Non hanno però creato pericoli, se si eccettua un cross di Kyeremateng addomesticato dal magnifico Ragone e una punizione fuori di un soffio di Ciko. Gioco bello quello della Caratese, ma anche dispendioso. Alla distanza il Legnano ha cominciato a prendere le misure e ad approfittare del leggero calo degli avversari.
La ripresa è cominciata con qualche brivido, ma anche con la sensazione che in campo ci fosse un Legnano diverso. Al 6’ Ragone ha dovuto prodursi in un miracoloso colpo di reni per togliere dal sette il bellissimo tiro al volo di Di Stefano. Un paio di parate su tiri abbastanza telefonati dello stesso Di Stefano e di Ciko hanno preceduto i cambi vincenti di Manzo. Una quadrupla sostituzione in due minuti: dentro Ortolani e D’Aversa per Foglio e Montenegro prima, e Rinaldi (nella foto) e Ricozzi due minuti dopo per Pennati e Alvitrez.
Tutti hanno avuto un impatto forte: Ricozzi ha dato più peso e geometrie, D’Aversa e Ortolani hanno preso il comando della fascia destra e Rinaldi, l’eroe di giornata, è stato decisivo con le sue velocissime percussioni. Al 21’ ha sfiorato il gol con un tiro parato in tuffo basso da Cortinovis: sulla ribattuta Ortolani ha cercato la rete trovando il salvataggio di un difensore sulla linea.
La Caratese ha continuato a giocare sfiorando il gol su un contropiede sventato da Miculi e poi con un tiro a giro di Di Stefano al 33’.
Poi l’apoteosi: Rinaldi, imbeccato da Ricozzi, si è proiettato verso l’area e ha appoggiato a D’Aversa. Un rimpallo ha fatto pervenire la palla nella zona dello stesso Rinaldi, libero appena dentro l’area, che non ha esitato a calciare di prima. Il suo rasoterra sembrava essere stato domato dal tuffo di Cortinovis, che cadendo ha però trascinato la palla in rete. Pochi minuti di sofferenza più emotiva che reale e il Legnano ha potuto far esplodere la sua gioia. Non c’è nulla da fare: gli avversari possono giocare bene quanto vogliono, ma se arrivano all’80’ senza aver messo fieno sufficiente in cascina, si entra in zona Legnano e per loro scendono le tenebre. La squadra lilla ha una forza mentale senza pari: la sorte sicuramente è benevola, ma non si vincono otto partite di fila, quasi tutte nel finale, per caso.
Ora siamo a 38 punti, al secondo posto con il vuoto alle spalle. Un obiettivo per volta: il prossimo è raggiungere Beethoven, suonando la nona sinfonia per festeggiare il Natale con l’Inno alla Gioia. Castellanzese permettendo.