Il Legnano travolge il Verbano: è manita

LEGNANO – VERBANO 5-0 (1-0)

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RETI: 15’ pt Ciappellano, 6’ st Gasparri, 37’ st Fabozzi, 40’ st Cocuzza, 43’ st Campus.

Il Legnano cala 5 assi contro uno degli avversari di sempre. I lilla hanno travolto il Verbano con una manita perentoria: il risultato racconta alcune realtà incontestabili, ma può ingannare su altre. Partiamo da queste ultime: mister Manzo lo ha detto a chiare lettere, non è contento della prestazione per le troppe chance lasciate a una squadra di Eccellenza e il gioco ancora intermittente, con errori un po’ troppo frequenti nei passaggi e nelle scelte di gioco. Il Verbano, inoltre, è sparito dal campo nell’ultimo quarto d’ora, ma per 75 minuti ha offerto un’opposizione fiera, forse perché il Legnano, come sottolinea il mister, non sa ancora mettere in campo tutto il suo valore collettivo. Deve ancora crescere molto come squadra.
Ma a fianco di questa salutare autocritica, il pokerissimo di Cerro racconta anche molte cose non solo buone, ma ottime: intanto il 5-0, proprio perché ottenuto con una macchina lontana dal funzionare a regime, dà il segno del grande potenziale tecnico della squadra. I ragazzi erano appesantiti dal carico di lavoro, anche per questo non sono stati sempre precisi e brillanti, ma ne hanno messi cinque contro un avversario che negli ultimi anni in Eccellenza ci ha sempre fatto vedere i sorci verdi. Oggi la differenza di categoria si è vista tutta: la rosa lilla è all’altezza di una D da protagonista.
Altra nota positiva: i gol di Ciappellano e Cocuzza, giocatori fortissimamente voluti dal mister, sono squarci del calcio che il tecnico vuole portare a Legnano. Due scambi veloci in profondità con cross di prima e conclusione volante, di testa quella del gigante difensivo e al volo di sinistro quella dell’esterno d’attacco. Ma anche le altre tre reti, a ben guardare, lo sono: quella di Gasparri è un’iniziativa individuale di un attaccante storico scudiero del mister. Le altre due, frutto di colossali errori della difesa rossonera, sono però nate dal pressing continuo e dall’aggressività mostrata nella fattispecie da Fabozzi e Campus.
Poi le indicazioni sulle individualità: oggi è piaciuto molto Ricozzi, un play che, se si conferma, può essere un pilastro e comunque un’arma importante e duttile per Manzo. Si è confermato Campus e lo stesso vale per un veterano, nella militanza ma non nell’età, come Ortolani, puntuale nel seguire con grinta le indicazioni del tecnico.
E non dimentichiamo che a questa squadra manca ancora l’uomo più importante, il leader che con la sua tecnica può garantire il salto di qualità: Pérez.
Ora sotto con la Primavera del Novara prima di cominciare a fare sul serio, domenica 18 in Coppa Italia contro la Castellanzese.