Partita da cineteca: il Legnano in dieci ne fa tre alla Caratese

LEGNANO-CARATESE 3-O (1-0)

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LEGNANO: Russo, Caradonna, Moracchioli, Bini, Bettoni (41’ st Robbiati), Confalonieri (39’ pt Tamma), Di Lernia, Bingo (42’ st Barazzetta), Ravasi, Ronzoni (30’ st Beretta), Gasparri. All. Sgrò.

 

FOLGORE CARATESE: Olivieri, Alabiso, Romano, Kone, Ciko (20’ st Trojano), Cocuzza (32’ st Lo Faso), Alma (10’ st Gomez), Fognini, Caiazza (20’ st Derosa), Esposito, Kouda. All. Commisso.

 

RETI: 18’ pt Bingo, 29’ st Bingo, 43’ st Ravasi.

 

Il Legnano vince in 15 contro 11. Ah no… eravamo solo dieci, per un’ora, ma sembravamo cinque in più. La prima casalinga nel nubifragio di Caronno è da cineteca. Contro una Caratese che mira alle zone più nobili della classifica, i ragazzi hanno ripetuto e perfino migliorato la già brillante prestazione di Ciserano. E dire che sull’unico errore collettivo della partita, Russo è stato espulso per aver atterrato sulla tre quarti Kouda lanciatissimo a rete. Si era sull’uno a zero ed era scoppiato un fortunale degno di Capo Horn. A quel punto si presagiva una difesa alla Fort Alamo. Invece no. Sgrò ha effettuato una scelta coraggiosa: ha tolto il play Confalonieri, che stava giocando benissimo, per tenere in campo le tre punte in modo da non far abbassare troppo la squadra. Scelta premiata sotto molti aspetti: la squadra è arretrata solo a brevi tratti, e ha continuato a far male sia in contropiede che facendo la partita. Ciliegina sulla torta: Ravasi si è sbloccato segnando il suo primo gol in lilla dopo una partita di lotta e sportellate.

Dall’altra parte Kouda è stato il più attivo dei suoi, ma l’ex Cocuzza è stato l’unico pericoloso nelle conclusioni (punizione a fil di palo al 2’ su punizione, tiro da fuori con gran parata di Tamma all’8’ della ripresa e palo sporco al 21’). Se si eccettua un colpo di testa a fil di palo di Fognini a pochi secondi dalla fine, la Caratese ha prodotto solo una serie di tiri telefonati con prefisso.

Ben più ficcante, concreto e creativo il Legnano. Al 14’ Ravasi è scivolato al momento del tiro, si è rialzato e ha concluso da pochi passi: un difensore si è immolato per deviare. Al 18’ il gol di Bingo: lancio smarcante di Confalonieri e il nostro piccolo grande Garrincha ha potuto esibirsi nel suo pezzo preferito. Dribbling a rientrare dalla destra e palla nell’angolino basso. Sei minuti dopo avrebbe potuto mettere a referto un uno-due mortale, entrando questa volta dalla sinistra, ma Olivieri si è superato nell’opporglisi. Al 37’ Di Lernia ha concluso un’azione corale da manuale con un fendente di prima dal limite che Olivieri ha smanacciato sul palo.

Pochi secondi dopo un fulmine a ciel sereno, metaforicamente parlando: l’espulsione di Russo. Da lì in poi non ci si è accorti dell’uomo in meno praticamente mai.

La ripresa ha visto un’occasione sprecata malissimo da Kone in apertura e il già menzionato fendente di Cocuzza, ma il Legnano ha fatto molto di più. Al 29’ il raddoppio grazie a un’azione travolgente dell’ispiratissimo Gasparri: il cross basso ha trovato Bingo solo per il tap-in. Azione simile, ma con qualche rimpallo in più, al 43’, quando Ravasi ha cercato e trovato il gol con tenacia sulla palla vagante a centro area.

Subito dopo Gasparri ha avuto la palla del 4-0 a difesa scoperta, ma ha fallito l’occasione. La Caratese ha dovuto alzare bandiera bianca davanti a un Legnano pieno di grinta e di idee, compatto e veloce, lucido ed elegante nelle uscite dalla difesa. Una prestazione che regala un carico pesante di consapevolezza nei propri mezzi, oltre a tre punti pesantissimi. L’inizio di campionato, con un calendario tutto in salita, destava qualche preoccupazione, invece si è dimostrato terreno di caccia: quattro punti contro Ciserano e Caratese sono pesanti e galvanizzanti, ma molto di più lo sono le due prestazioni. Quella di oggi, in particolare, ha rivelato una squadra che può affrontare qualunque avversario e qualunque situazione sapendo sempre che cosa fare e non rinunciando mai a tenere in pugno la partita, a creare, a gestire, a colpire o a cambiare ritmo a seconda della bisogna. La “griffe” di mister Sgrò è evidentissima.