Un siluro di Ricozzi firma il settimo sigillo

LEGNANO-NIBIONNOGGIONO 2-1 (0-0)

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LEGNANO: Ragone, Ortolani (26’ st Foglio) Miculi, Rinaldi (1’ st Pennati), Nava, Ciappellano, Borghi, Alvitrez (34’ st Ricozzi), Cocuzza (28’ st Pavesi), Pèrez, Gasparri. All. Manzo.

NIBIONNOGGIONO: Vinci, Losa, Gambazza, Tagliabue, Pirola, Perego (10’ st Premoli), Castria, Basanisi, Castagna (16’ st Arrigoni e dal 26’ st Bonfanti), Iori, Giugliano. All. Commisso.

RETI: 7’ st Cocuzza, 33’ st Basanisi su rigore, 46’ st Ricozzi.

Il Settimo Sigillo non è più solo un capolavoro di Ingmar Bergman, ora è anche un diadema di perle lilla. Il Legnano Settebellezze lo ha confezionato con stile bergmaniano: anche quando gli avversari hanno l’illusione di sconfiggere il fato, alla fine devono soccombere all’ineluttabile. Come il cavaliere nel film del maestro svedese.
Che ci sia anche uno stellone a far svoltare gli episodi dalla parte giusta è innegabile, ma non si fanno 21 punti in sette partite per caso. Questa squadra ha la forza, la voglia e l’intelligenza di provarci fino in fondo, di non scomporsi mai. Nemmeno davanti ad avversari di qualità come il Nibionnoggiono, uscito a testa alta dal Mari, ma senza punti.
Oltre alle qualità dei singoli, come il sontuoso Pèrez odierno, le iniezioni di sicurezza vengono dalla mentalità del mister. Da anni non vedevamo un feeling così profondo non solo tra allenatore e squadra ma anche tra allenatore e pubblico. I risultati aiutano, certo, ma i risultati non vengono dal cielo.
Manzo dimostra idee sarriane e garra contiana: messe insieme fanno probabilmente l’allenatore perfetto. Oggi il mister ha dimostrato di voler puntare forte sul 3-5-2, con Ciappellano, Miculi e il rientrante Nava davanti a Ragone, Rinaldi lanciato in regia dall’inizio, Pèrez e Alvitrez, i Dioscuri della qualità, a giostrare dietro le punte Cocuzza e Gasparri, con Borghi e Ortolani a tutta fascia.
Dall’altra parte un NibionnOggiono razionale ed efficace, con uno Iori fonte continua di fosforo. Ne è uscita una partita difficile, in cui il Legnano ha aspettato e si è schiacciato anche troppo davanti ad avversari che aggredivano sulla tre quarti e spesso dettavano il gioco. Il pari sarebbe stato equo, ma quando in campo scende la convinzione del Legnano di trovare comunque il colpo vincente, inesorabile come la signora incappucciata che sfida a scacchi il cavaliere di Bergman, il banco salta.
E’ stato il sopra citato Iori ad aprire le ostilità con un tiro neutralizzato da Ragone. Al 16’ enorme occasione lilla: filtrante di Alvitrez davanti a cui un eccezionale Vinci si è opposto prima a Gasparri e poi a Cocuzza. Al 20’ l’estremo ospite ha murato ancora in uscita Cocuzza. Ma l’occasione più clamorosa è capitata a Ortolani, imbeccato in profondità da Rinaldi, al 41’: Vinci ha compiuto un nuovo miracolo.
Nella ripresa Manzo ha inserito Pennati per Rinaldi per dare più respiro a un Pèrez che, oltre a guidare la squadra in lungo e in largo, ha corso come un ossesso. Anche se il NibionnOggiono non ha mai smesso di giocare, le occasioni ghiotte sono sempre state di marca lilla. Al 5’ una tripla ribattuta in mischia ha impedito a Gasparri, Borghi e Alvitrez di gonfiare il sacco. Ma il gol è arrivato al 7’ con un elegantissimo assist di Pèrez che ha messo Cocuzza davanti a Vinci nell’area piccola. Ricky Trinità questa volta non ha perdonato. Cocuzza, oltre al vantaggio, si è preso anche il comando della classifica cannonieri. Erano anni che non si vedeva un lilla lassù (nella foto dei Fedelissimi Lilla l’abbraccio tra Pèrez e Cocuzza).
La gestione del vantaggio è parsa abbastanza tranquilla, fino all’episodio inatteso (ma tutt’altro che immeritato): Nava ha toccato da dietro Basanisi, un intervento parso veniale ma punibile. Lo stesso Basanisi ha insaccato il penalty, nonostante Ragone abbia intuito la direzione della palla.
Con 12 minuti davanti, la doccia fredda sarebbe stata difficile da smaltire per qualsiasi squadra. Non per il Legnano, che sa aspettare il minimo spiraglio per colpire. Manzo ha inserito Ricozzi, anche per puntare sulle sue qualità come tiratore dalla distanza, alternativa utile quando si è agli sgoccioli col tempo. Preveggenza. Ricozzi non si è fatto pregare al 46’, quando ha visto spazio davanti a sé: il suo siluro di sinistro si è insaccato alla sinistra di Vinci. Un eurogol col piede sbagliato, ma con il coraggio giusto, che ha fatto esplodere il Mari.
Anche se ha palesato qualche segno di stanchezza, più che umano visti i ritmi sostenuti fin qui, il Legnano ha mostrato grande maturità nella gestione della partita, difendendo bene a 5 quando gli esterni rientravano e ripartendo bene di rimessa. La classifica è da sogno, ma Manzo invita a un ulteriore salto di qualità: imporre di più il gioco e mostrare tutto il talento della rosa. Il Pèrez di oggi indica la strada e promette di far lustrare gli occhi. Il centrocampo con Alvitrez e la staffetta garanzia Pennati-Rinaldi è il reparto dove il Legnano può fare la differenza. Davanti, con un Cocuzza che mette in porta anche le lavatrici, nemmeno la Pro Sesto può stare tranquilla.