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Big match col Fenegrò, torna Oltjan Berberi

E’ subito big match. La prima del Legnano tra le mura amiche profuma già di scontro diretto per i posti che contano. Il Fenegrò è partito con il piede sbagliato, ma non vuol dir nulla. Anzi. La voglia di riscatto di una squadra così competitiva rappresenta un pericolo in più.
Il Legnano è prontissimo e la buona prova di Castano fa morale. Il dato fondamentale è ovviamente il rientro di Oltjan Berberi. Con il superbomber al suo posto l’attacco lilla, che ha già dimostrato tutte le sue qualità, è al top. C’è un altro dato non meno essenziale: nessun squalificato, nessun infortunato. Mister Erbetta non ha ancora deciso la formazione: “Non sono abituato a tenere nascoste le mie scelte. Sono mezzucci che non significano nulla. I risultati non dipendono certo da quello. Ho effettivi dubbi per un motivo piacevole: ho tutti a disposizione pienamente. Solo Giglio non ha i 90 minuti nelle gambe, devo decidere se schierarlo da subito o nella seconda parte di partita. Anche il modulo non sarà decisivo, conta lo spirito. Noi abbiamo qualche pressione in meno, essendo partiti bene, ma anche questo non vuol dir nulla. Dovremo combattere con umiltà. Otto undicesimi sono decisi, su tre devo ancora scegliere”.
E il Fenegrò? “Parliamo della squadra più forte del campionato. Questa è l’opinione diffusa. Conosco i loro giocatori molto bene, possono essere davvero il miglior undici del torneo, ma noi non siamo da meno”.

Doppio Crea: il Mago trascina il Legnano a Castano

CASTANESE-LEGNANO 1-3 (O-2)

CASTANESE: Ghirardelli, Ferraro (10′ st Sciocco), Finato, Napolitano (28′ st Lepori), Zingaro, Gazzea, Greco, Provasio, Colombo, Ghidoli (41′ st Barbaglia), Lopez Guerra. All. Palazzi.

LEGNANO: Cotardo, Ortolani, Curci, Calviello, Bianchi, Nasali, Amelotti (19′ st Giglio), Papasodaro, Grasso (42′ st Brusa), Vrea, D’Onofrio. All. Erbetta.

RETI: 9′ pt Crea, 42′ pt Grasso, 13′ st Colombo su rig., 37′ st Crea su rig.

Buona la prima. Il Legnano sfata qualche tabù delle ultime stagioni, nelle quali la vittoria aveva latitato al debutto, se non nell’anno poi sfortunatissimo della serie D, e conquista tre punti già importanti sul terreno della neopromossa Castanese. Il tutto senza bomber Berberi, a dimostrazione che la coralità della manovra può supplire all’assenza di chiunque, capitano compreso. La formazione neroverde ha una rosa ottima, che potrebbe garantirle un ruolo da mina vagante nel torneo, anche se ha mostrato troppe pecche nel reparto arretrato. Entrambe le squadre, in realtà, sono andate a corrente alternata, anche per via del caldo, ma la superiorità tecnica dei lilla è stata chiara e il risultato è indiscutibile. Si è giocato in un’atmosfera ricca di colore e di calore, con gli ultras di entrambe le squadre ad animare la tribuna. E in campo c’erano tre ex (Zingaro, Colombo e Provasio) che hanno dato un sapore di amarcord. Proprio Colombo, guadagnandosi di mestiere un rigore su un intervento apparso del tutto veniale dell’amico Marco Bianchi, ha riaperto la partita al 13′ della ripresa, quando i giochi sembravano già chiusi. Nei primi 30 minuti di partita il Legnano ha trovato spazi allettanti e li ha sfruttati anche meno di quanto avrebbe potuto. Le folate di D’Onofrio, per un’ora davvero fantastico, gli assist di Amelotti (ne abbiamo contati quattro che meritavano un solo epilogo, il gol), le invenzioni e i gol di Crea e Grasso, sembravano aver scritto una sentenza finale.
La Castanese però non si è arresa, e pur creando pochi pericoli ha guadagnato campo. Il rigore di Colombo, però, non ha scatenato l’assalto neroverde. A parte un tiro di Greco al 26′ della ripresa, parato da Cotardo, i padroni di casa hanno faticato a creare occasioni ghiotte. I cross alti sono stati tutti preda della coppia Bianchi-Nasali. Il Legnano, nonostante un secondo tempo spesso in sordina, è uscito nel finale legittimando ampiamente il doppio vantaggio.
Veniamo alle azioni salienti: All’8′ Amelotti ha spalancato le vie della porta a Grasso, che si è fatto respingere il tiro da Ghirardelli. Un’azione vista ripetute volte anche in Coppa Italia. Al 9′ Amelotti ha porto lo stesso vassoio d’oro a Crea, con diverso epilogo: il sinistro in diagonale del Mago si è infilato a dieci centimetri dal palo. Crea ha tentato subito il raddoppio al 15′, con dribbling secco e tiro parato. La Castanese si è affacciata in area con Lopez Guerra al 16′: Curci è stato bravo a murargli il tiro. Amelotti ci ha provato al 24′ su servizio dell’incontenibile D’Onofrio, trovando Ghirardelli pronto. Colombo al 25′ ha colpito male di testa un invitante cross dalla destra. Bellissima l’azione Amelotti-D’Onofrio al 37′, con spettacolare controllo in palleggio e tiro in rovesciata di quest’ultimo. Bravo Ghirardelli a non farsi sorprendere. Al 39′ Greco ha calciato da fuori il tiro più pericoloso della Castanese nei primi 45 minuti. Poi il raddoppio di Grasso, una fotocopia del gol di Crea.
Nella ripresa il Legnano è rientrato un po’molle, accusando un calo fisico. Il rigore, generoso per ammissione spiritosa ma sportiva dello stesso Colombo, ha rischiato di materializzare vecchi spettri. Al 12′ Grasso aveva sfiorato il gol tentando una girata di prima su corner. La Castanese però non ha approfittato della favorevole situazione psicologica dopo il pareggio, mentre nell’ultimo quarto d’ora il Legnano è tornato a giostrare negli spazi come in avvio di partita. L’arbitro Sangalli ha sorvolato su due interventi ai danni di Grasso e Crea, nel secondo caso negando un rigore probabilmente netto, e ha poi accordato il penalty sull’intervento di Gazzea sullo stesso Crea. Il Mago si è incaricato di insaccare il tris e chiudere la partita, dopo aver sfiorato il gol due minuti prima a chiusura di una delle più belle azioni dell’incontro. Una vittoria meritata e chiara che dà morale e tranquillità per il big match di domenica contro il Fenegrò, sconfitto in casa al debutto da un sorprendente Alcione.
“Credo che l’arbitro sia stato generoso sul loro rigore – ha commentato il match winner Crea – Poi ne ha negato uno solare su di me e ha concesso il secondo, meno netto, forse compensando inconsciamente. E’ stato un peccato aver subito il gol visto che controllavamo la partita. Nel secondo tempo siamo anche calati fisicamente. Ma va bene così”.
“La partita è stata condizionata dal caldo e dalla fatica che abbiamo profuso mercoledì sera – ha spiegato mister Erbetta – Volevamo sbloccare subito il risultato e ci siamo riusciti. Siamo partiti bene, sembrava troppo facile ma poi ci sono mancate un po’ di forze. Dovevamo comunque chiuderla prima facendo il tre a zero. Abbiamo gestito più che contrattaccato, come invece vorremmo e dovremmo fare. Però era importante vincere, le occasioni giustificano ampiamente i due gol di scarto. Nel finale siamo usciti di nuovo legittimando il tutto. Non è ancora il vero Legnano che ho in mente: mi sarei preoccupato di vederlo subito. Lo vedrete tra un mese, ma quando avverrà vorrei che avessimo alle spalle un bel po’ di punti”.

3-3 con beffa finale: lilla pirotecnici in Coppa Italia

GOVERNOLESE-LEGNANO 3-3- (1-0)

GOVERNOLESE: Gottardi, Bianchetti, Chiari, Mambrini, Micheloni, Chiarini. Pernigotti (20′ st Ghirardi), Lauricella, Ghezzi, Berta (34′ st Papa), Busatto (20′ st Cenzato). All. Bresciani.

LEGNANO: Cotardo, Ortolani, Curci, Trenchev (1′ st Arrighi), Bianchi, Nasali, Crea (14′ st Papasodaro), Amelotti (20′ st Giardino), Berberi, Grasso (49′ st Brusa), D’Onofrio. All. Erbetta.

RETI: 10′ pt Berta, 1′ st Berberi su rigore, 15′ st Ghezzi, 27′ st Grasso, 48′ st Berberi, 52′ st Ghirardi.

Girandola di emozioni, altalena pirotecnica, beffa finale e impresa sfiorata. Il Legnano torna dal mantovano con l’amaro in bocca, ma anche con un’aumentata consapevolezza delle proprie potenzialità. Nella prima uscita ufficiale della stagione i lilla non si sono fatti mancare niente. Contro la Governolese, formazione strutturata per vincere il girone C di Eccellenza, i ragazzi di Erbetta hanno sofferto nel primo tempo la maggior efficacia e il più collaudato equilibro dei padroni di casa. Poi la musica è cambiata, e non poco: l’espulsione di Nasali, ingenua per non dire imperdonabile, poteva essere fatale. Invece la giovane formazione lilla ha disputato una prova gagliarda e a tratti spumeggiante, ribaltando il risultato al terzo di recupero e subendo l’incredibile pareggio al settimo dell’over time, molto oltre la fine della partita. E qui, lo scadente arbitraggio del signor Spinetti ha conosciuto il suo errore più grossolano, puramente cronometrico. Quattro minuti di recupero designato, un infortunio che ha fatto perdere un minuto, al massimo due. Fanno sei, a essere generosi. Ma sette abbondanti sono ingiustificabili. Questo non esime i giocatori lilla da un esame di coscienza sui propri errori di inesperienza. Ingenuità che devono essere eliminate in vista del campionato. Una lezione quindi da non perdere.
La Governolese ha disputato un primo tempo convincente, per presenza fiscia e lucidtà di manovra, illuminata in attacco da Berta, giocatore di categoria superiore. Proprio lui, al 10′ ha infilato Cotardo dal limite con un fendente precisissimo. Il Legnano ha provato la reazione senza i giusti equilibri soprattutto a centrocampo, con un numero di errori tecnici troppo alto. E creando quindi popchi grattacapi a Gottardi, anche se qualche chance è stata malamente sprecata. Sono stati i rossoblu di casa ad avvicinarsi di più al raddoppio, semmai.
L’intervallo ha fatto scattare qualcosa. In campo è entrata un’altra squadra: veloce, aggressiva, coraggiosa. La Governolese non è più stata così sicura nella copertura degli spazi, scoprendone spesso di molto allettanti. Più per merito del Legnano che per colpe proprie. Per esempio sulla fulminea incursione di Crea sulla sinistra, a pochi secondi dal fischio d’inizio. Il Mago ha saltato secco un uomo, è entrato in area bevendosene un altro, che non ha avuto altra scelta che stenderlo. Rigore solare, che bomber Berberi ha insaccato alla destra di Gottardi.
Sentenza Oltjan è stato autore di una prestazione maiuscola, fungendo da boa per alzare la squadra e smistando palloni, difendendo la sfera da attacchi portati spesso da tre o quattro aversari, pronto a fare da sponda per Grasso e Crea e soprattutto implacabile ad avventarsi su qualunque palla con vista porta. Proprio mentre ci si attendeva il meglio è arrivata la doccia fredda: Nasali, già ammonito, ha strattonato da dietro un avversario a cinque metri dall’area. Espulsione e Legnano in dieci. Pochi minuti e la frittata è sembrata cotta a puntino: su un cross basso da destra, Ghezzi in mischia ha anticipato tutti con un tocco non impeccabile ma efficace, proprio per questo da avvoltoio d’area. 2-1 per i padroni di casa e un Everest da scalare. Ma in campo c’erano 10 sherpa. La cordata ha dimostrato di essere vincente al 27′: palla al limite per il neoentrato Papasodaro, tocco morbido e filtrante per Grasso e gol a tu per tu col portiere. 2-2: già un’impresa, ma perfettamente conseguente a quanto si stava vedendo in campo. Ben inteso, la Governolese non ha mai rinunciato alle sue trame offensive, trovando logicamente spazi interessanti con la superiorità numerica, chiamando Cotardo a un paio di interventi non banali.
Ma anche il Legnano, soprattutto il Legnano, ha dato la sensazione di volere e potere vincere. A due minuti dal termine l’occasione più ghiotta per Grasso, solissimo davanti a Gottardi, bravo a sventare una palla sanguinosa. Sembrava la chance irripetibile, ma non è stato così: al terzo dei quattro minuti di recupero Curci, lanciato sulla sinistra, ha messo in mezzo un traversone teso su cui Berberi (nella foto) si è avventato come il Buitre dei tempi migliori. Oltjan decisivo, mortale, definitivo. Il tempo era scaduto alla ripresa del gioco, ma il signor Spinetti ha pensato che una partita così emozionante meritasse altri tre minuti. I ragazzi lilla, purtroppo, non hanno mantenuto la concentrazione fino in fondo, facendosi sorprendere da un lancio lungo sulla destra per Ghirardi il quale, entrato in are non ha avuto difficoltà a freddare Cotardo. Doccia scozzese, delusione, rabbia, ma fino a un certo punto: il Legnano in dieci ha sfiorato un’impresa epica contro una squadra tosta, forte, costruita per vincere il campionato. Tante ingenuità ed errori di inesperienza nei lilla, ma anche molta qualità, potenzialità inesplorate, enormi margini di miglioramento e coraggio da vendere. Il tutto condito da un bomber impressionante e implacabile. L’avventura è appena iniziata…

 

 

Colpo D’Onofrio: si rafforza il centrocampo lilla

Nuovo colpo di mercato del Legnano, ancora nel reparto più nevralgico. Il ds Maurizio Salese e il presidente Munafò hanno chiuso la trattativa con Libero D’Onofrio, 28 anni, mezzala sinistra che da dieci anni calca i campi di serie D con qualche stagione in Eccellenza. D’Onofrio, elemento di esperienza e qualità, nella categoria più alta dei dilettanti ha militato in Lascaris, Lecco, Bustese e Verbania, da cui si è svincolato lo scorso anno dopo 32 presenze e un gol. Si delinea così l’assetto della nuova mediana lilla, dopo le conferme in attacco.
Ora si lavora sulla difesa, ma i tifosi possono stare tranquilli: sono vicinissimi due colpi proprio nel reparto arretrato.

Il Legnano gioca e vince per Gaia

LEGNANO-ACCADEMIA PAVESE 1-0 (1-0)

LEGNANO: Anedda, Ortolani, De Angelis, Bianchi, Mavilla, Scarcella, Myrteza (39′ st Azzolin), Provasio, romano, Crea (23′ st Trenchev), Grasso. All. Tomasoni.

ACCADEMIA PAVESE: Flommi, Carbone (27′ st Malcovati), Negri (35′ st Dragoni), Maggi, Filadelfia, Bottini, Cellari (11′ st Nomel), Baroncelli, Guarda, Gaudio, Castoldi. All. Albertini.

RETE: Grasso al 31′ pt.

Il Legnano lascia il Mari con una vittoria, l’abbraccio sereno e festoso con i ragazzi della Nord, oggi encomiabili più che mai, e con un altro esempio di solidarietà concreta. L’intero incasso della partita è stato infatti devoluto alla piccola Gaia e alla fondazione istituita per finanziare le cure di questa bambina coraggiosa. Gaia era presente con la famiglia e ha assistito all’incontro proprio con il presidente Munafò, in curva. I 1230 euro raccolti sono stati immediatamente consegnati alla famiglia di Gaia, a cui la stessa curva ha dedicato un bellissimo canto. Legnano oggi ha vinto per lei e con lei.
La partita è stato quasi un corollario, onorato dalla squadra nel risultato, per quanto potesse contare, e nella prestazione, almeno nel primo tempo. La ripresa, un po’ per la mente scarica e un po’ per il caldo, si è trascinata stancamente. Nei primi 45 minuti i lilla, schierati da Tomasoni con Bianchi e Scarcella centrali, De Angelis in fascia sinistra e Mavilla (decisamente brillante e determinato) di fianco a Provasio in mediana alle spalle di Crea, hanno fornito al trio d’attacco parecchie palle gol. Myrteza e soprattutto Romano e Grasso hanno provato diverse soluzioni, fino a trovare quella vincente al 31′ con un perfetto controllo di Romano su lancio di Mavilla, dribbling e servizio per l’accorrente Grasso che non ha avuto difficoltà a realizzare. Tra le occasioni più pericolose un diagonale di Grasso deviato in angolo da Flommi. L’Accademia Pavese, tranquilla in classifica, si è fatta vedere solo al 45′ con un tiro fuori di Guarda.
Nella ripresa poche emozioni, fino al tiro da brivido finale di Maggi deviato in volo da Anedda. Per pura curiosità statistica, la sconfitta del Busto 81 a Cassano non chiude matematicamente la corsa ai play off. Domenica si va a Fenegrò (oggi vittorioso con un umiliante 8-0 a Saronno) e sarà probabilmente il giorno dell’addio anche matematico a ogni sogno. Ma un piccolo sogno è stato regalato a Gaia ed è ciò che più importa.

La stagione del Legnano naufraga a Castellanza

CASTELLANZESE-LEGNANO 3-2 (3-0)

CASTELLANZESE: Heinzl, Tatani, Ghilardi, Rota, Zingaro, Fiore, Greco (39′ st Porchera), Bigioni, Colombo (30′ st Milazzo), Pedergnana (46′ st Rondanini), Urso (33′ st Arrigoni). All. Palazzi.

LEGNANO: D’Ippolito, Scarcella (17′ st Provasio), Azzolin, Bianchi, Bottone, Mele, Myrteza, Trenchev (28′ st Borghi), Romano, crea, Panigada (20′ pt Grasso). All. Tomasoni.

RETI: 1′ pt Colombo, 13′ pt colombo, 15′ pt Urso, 2′ st Bianchi, 9′ st Romano su rigore.

E’ finita. C’erano poche speranze prima di Castellanza, ma sul campo dei neroverdi si sono spente anche quelle. E nel peggiore dei modi. Il Legnano è entrato in campo, si fa per dire, al 16′ del primo tempo, quando l’incredibile frittata era fatta. Tre gol in quarto d’ora, uno choc brutale: il primo dopo 52 secondi, con la squadra ancora negli spogliatoi, un flipper in area in cui i lilla sono sembrati una fotografia e i neroverdi dei missili, la palla respinta dal palo e insaccata poi nell’angolo da Colombo. Al 13′ il raddoppio, con una punizione di Colombo (probabilmente inventata, ma sono particolari stucchevoli) calciata sul palo sorvegliato da D’Ippolito, apparso quindi non impeccabile. Lo stesso dicasi per il tris firmato da Urso, bravo a calciare sul palo corto un fendente secco e preciso, a conclusione di una ripartenza scattata per una palla persa da Trenchev a metà campo.
Senza entrare nel campo degli errori dei singoli, e ce ne sarebbero a iosa, è l’atteggiamento della squadra che ha sconcertato: smarrito, superficiale e vacanziero, mentre dall’altra parte i ragazzi di Palazzi giocavano con ben altra determinazione e velocità. L’assenza di Ortolani, che è stato male nella notte tra sabato e domenica, ha spinto Tomasoni a scegliere come terzo under D’Ippolito, sacrificando Anedda.
La Castellanzese ha più che legittimato il risultato per tutto il primo tempo. Il Legnano ha provato a svegliarsi dal torpore con due conclusioni di Romano finite fuori di poco e con Crea bravo a conquistarsi un rigore ma colpevole nello sbagliarlo: l’1-3 alla mezz’ora, come dimostrato dal secondo tempo, avrebbe ampiamente riaperto la partita. Lo stesso Crea ha colpito poi una traversa.
L’intervallo ha portato buon consiglio: in campo, almeno a tratti e specie nei primi minuti, è tornata una squadra. Sulla prima azione Marco Bianchi (nella foto), quasi eroico nella sua prestazione anni luce sulla media degli altri, ha insaccato una palla vagante a centro area. La rete ha galvanizzato i lilla che hanno premuto sull’acceleratore: Crea si è conquistato il secondo rigore, questa volta trasformato da Romano. E qui c’è stato il secondo errore di atteggiamento: come convinti di aver completato la rimonta, i ragazzi di Tomasoni non hanno sfruttato il comprensibile smarrimento dei padroni di casa, lasciando loro il tempo di riorganizzarsi mentalmente. Mollando la presa, si è perso lo slancio dei primi minuti, anche se le occasioni per il pareggio non sono mancate. Al 20′ Romano ha sfiorato la traversa con un pallonetto sulla più bella azione corale della partita. Al 30′ Grasso è penetrato in area e ha concluso sul palo, e due minuti dopo Crea ha concluso alto di poco. Nitide opportunità che non danno attenuanti alla squadra.
Questa partita è il riassunto della stagione: una squadra discontinua, spesso priva di determinazione e voglia, piena di qualità troppo sovente inespresse. La coppia Fanfulla-Busto 81 è a 14 punti con una partita in meno. La matematica non condanna ancora ma i numeri sono impietosi: anche se l’amore per la maglia deve spingere a credere nel miracolo, la stagione dei sogni è ormai naufragata. E non da ieri: la Castellanzese è stato solo il sigillo finale.

Myrteza

Pareggio con rammarico: da 2-0 a 2-2 sul campo della capolista

CAVENAGO FANFULLA-LEGNANO 2-2 (0-2)

CAVENAGO FANFULLA: Ballerini, Oddone (1′ st Arodi), Colombi, Laribi, Zanone, Patrini, Fall, Brognoli, Mazzini, Battaglino, Cissè (81′ st Zingari). All. Ciceri.

LEGNANO: Anedda, Ortolani, Scarcella, Bianchi, Bottone, Mele, Myrteza, Trenchev (28′ st Bonomi), Panigada (19′ st Romano), Crea, Grasso (43′ st Marcolini). All. Tomasoni.

RETI: 16′ pt Myrteza, 37′ pt Crea, 6′ st Fall, 45′ st Arodi.

Un tempo a testa, una rimonta subita sul filo di lana e un punto che lascia qualche più di qualche rammarico. A Lodi, sul campo della capolista, il Legnano ha giocato un ottimo primo tempo di intenso pressing, ordinate ripartenze e concretezza, trasformato in un doppio vantaggio grazie ai gol di Myrteza (tiro al volo in allungo su spizzata di testa di Panigada) e Crea su punizione a giro da 30 metri (non impeccabile, nell’occasione, Ballerini).
Per 45 minuti il segno è stato decisamente lilla, una prestazione incoraggiante dopo la delusione con il Lomellina, e di buon viatico per il futuro.
Nella ripresa è uscito il Cavenago Fanfulla, con un forcing intenso che ha fatto soffrire il Legnano, comunque sempre battagliero e pronto a colpire in contropiede. Un errore di Mele ha consentito a Fall di colpire da due passi per l’1-2 che ha riaperto i conti. Sono seguiti i minuti più difficili, con i padroni di casa lanciati all’attacco e Anedda pronto a due autentici miracoli su conclusioni dalla distanza, in particolare su una punizione di Battaglino apparsa praticamente imparabile. I lilla però non hanno mai rinunciato al contropiede, come nell’azione splendida che ha portato Romano, subentrato a Panigada, a concludere sull’esterno della rete a tu per tu col portiere. A pochi secondi dalla fine il pareggio, su mischia da calcio d’angolo, con Arodi che si è trovato la palla sui piedi e ha calciato una fucilata da 5 metri su cui Anedda non ha potuto nulla. Eppure la partita non è finita lì. In pieno recupero l’occasionissima che dà quasi più rimpianti della rimonta subita. Myrteza colpisce la traversa con un tiro cross, la palla finisce a Romano che calcia nell’angolo, dove Patrini si immola sventando di ginocchio, forse con l’aiuto del palo.
Si torna da Lodi dopo una prestazione gagliarda e sofferta ma sicuramente positiva, con i complimenti e il fair play del mister avversario Ciceri (“Il Legnano è una grande squadra con una splendida rosa, è davvero incomprensibile come possa non essere assieme a noi a lottare per il primato”), un punto giusto, un forte rammarico per il doppio vantaggio non sfruttato e una classifica pericolosa, non per la posizione quanto per il distacco dal duo di testa: 9 punti con una partita in più. Ricordiamo che a dieci punti svanisce il diritto di accesso agli spareggi, indipendentemente dal posto in graduatoria. Il Legnano di ieri però può rimontare quanto basta per rientrare, anche perchè è proprio contro le grandi che la squadra si esalta.
Non c’è tempo per rimuginare, domenica al Mari arriva il San Colombano e mercoledì c’è il Cassano in trasferta, poi la trasferta di Saronno: un tour de force che deve rimettere a posto la classifica in chiave play off.
“Abbiamo impostato la giusta partita e tenuto benissimo il campo nel primo tempo – è il commento di mister Tomasoni – Nel secondo tempo loro hanno spinto, ma senza creare troppe occasioni. Il gol li ha rincuorati e ci siamo rintanati troppo, ma siamo stati anche pronti a colpire in contropiede. E il mio rammarico è questo: non averla chiusa, specie sull’opportunità avuta da Romano. La rimonta al 90′ non mi fa arrabbiare: l’ultimo minuto fa parte della partita come il primo. Invece la rabbia me la lascia il fatto di non aver realizzato il terzo gol e non aver tenuto più su la palla”.