Debacle lilla: il Breno ce ne rifila quattro

LEGNANO-BRENO 0-4 (0-2)

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LEGNANO: Russo, Caradonna (42’ st Gambino), Moracchioli, Bini, Bettoni (18’ st Robbiati), Di Lernia (41’ st Bertonelli), Beretta, Bingo (1’ st Confalonieri), Ravasi, Ronzoni (14’ st Barazzetta), Gasparri. All. Sgrò.

 

BRENO: Tota, Tagliani, Mauri (27’ st Goglino), Gasperoni (5’ st Mondini), Melchiori (21’ st Cristini), Triglia (37’ st Tanghetti), Brancato, Nolaschi, Cavallari (23’ st Carminati), Cicciù, Sampietro. All. Tacchinardi.

 

RETI: 9’ pt Mauri, 38’ pt Triglia, 10’ st Mondini, 26’ st Mauri.

 

Dimenticare subito. O ricordare, ma solo per imparare la lezione. L’importante è mettersi alle spalle gli effetti psicologici della debacle di oggi. Il Breno ha passeggiato sulle rovine lilla, rifilandoci quattro pappine. E’ difficile capire come una squadra reduce dalla bella vittoria contro il Sona, squadra sulla carta di livello non troppo diverso dal Breno, possa essere sparita totalmente in quattro giorni.

Agli avversari va dato ogni merito, sembravano di due categorie superiori, ma proprio questo dimostra che il Legnano ci ha messo moltissimo del suo. Non c’è atteggiamento psicologico (che sia rilassamento, appagamento, presunzione), né problema fisico (anche il Breno ha giocato tre partite in sette giorni), né scelta tattica (Tacchinardi ci ha studiato per filo e per segno e ha messo in atto da cima a fondo ogni contromisura per colpirci al cuore), né errori sotto porta (avessimo anche segnato, difficilmente sarebbe cambiato qualcosa) che possano giustificare la differenza vista in campo.

Il Legnano semplicemente è rimasto sul pullman. Il Breno ci ha dato una lezione di calcio in tutti i reparti. La difesa è stata un colabrodo a maglie larghissime, a centrocampo Di Lernia per tutto il primo tempo ha combattuto in solitudine contro la maggioranza numerica e il palleggio degli ospiti. Poi Sgrò ha apportato i correttivi dovuti, ma nell’unico momento buono della partita, a inizio secondo tempo, quando sembrava possibile dimezzare il divario e riaprirla, il terzo gol in contropiede ci ha ucciso. L’attacco non è pervenuto, con gli esterni in giornata no e incapaci di mettere Ravasi, più che mai isolato, nelle condizioni di sfruttare il punto debole dei difensori del Breno, ammesso dallo stesso Tacchinardi, cioè il fisico non da granatieri. Si potrebbe continuare con mille disamine, tutte inutili, perché il quesito su cosa non ha funzionato ha facile risposta: non ha funzionato nulla.

Già al 6’ il Breno ha fatto suonare un campanello d’allarme: tiro di Triglia parato da Russo, e sulla ribattuta traversa di Cavallari da 25 metri. Nella prima linea degli amaranto un uomo, Mauri, ha fatto il bello e il cattivo tempo. Tre minuti dopo ha portato in vantaggio il Breno in contropiede, piazzando in piena libertà la palla nell’angolino alla sinistra di Russo.

Il Legnano ha cercato una timida risposta con Ronzoni, tiro alto, mentre il Breno ha sfiorato il raddoppio con un tiro a giro di Melchiori. Se proprio bisogna cercare l’unico rammarico è quello del 34’, quando Bingo si è liberato dell’avversario diretto con uno stop di petto a seguire e si è trovato a tu per tu con Tota: purtroppo gli ha sparato addosso.

Al 38’ il solito Mauri ha furoreggiato sulla destra e ha crossato al centro dove Triglia di testa ha messo nell’angolo alla destra dell’incolpevole Russo. Una mazzata. Il Legnano ha dato segni di vita con due belle azioni sulla destra, una con tacco di Beretta per Caradonna, chiuse in mischia dalla difesa ospite.

Sgrò ha inserito Confalonieri dal primo minuto del secondo tempo. L’effetto si è visto. Per dieci minuti, gli unici di tutto l’incontro, il Legnano ha dato l’impressione di poter tentare la reazione. Al 4’ un triangolo veloce ha messo Caradonna nelle condizioni di crossare: Gasparri ha sfiorato per un soffio il tap-in a porta vuota. Un minuto dopo, su corner, Ravasi ha spizzato di testa imbeccando Confalonieri solo: la sua conclusione al volo è finita alta. Al 7’ Ravasi ha lottato in area, si è liberato ma Tota ha deviato in angolo.

Purtroppo la partita è finita al 10’ quando Mondini, entrato da trenta secondi, ha messo dentro un tap-in su respinta miracolosa di Russo finita anche sul palo, a chiusura di un contropiede micidiale. Lo stesso Russo ha poi salvato su Triglia lanciato solo a rete, poi ha compiuto due miracoli, sempre su avversari in piena solitudine, sull’azione stessa del quarto gol, conclusa da Mauri con un fendente dal vertice sinistro dell’area, imparabile.

Ancora Russo per fermare un avversario, ovviamente solo, ha dovuto atterrarlo. Fantastica, se può consolare, la sua parata sul rigore di Triglia.

Tutto troppo brutto e troppo niente per essere vero. Non può esserci questa differenza abissale tra Legnano e Breno, altrimenti i nostri avversari, oggi eccezionali, dovrebbero essere in Champions League. Ora ci vuole la massima dote di Sgrò, quella di saper risollevare psicologicamente la squadra ricostruendone l’autostima. Si tratta solo di una partita, orribile all’inverosimile, ma una. Davanti ce ne sono altre 34. I ragazzi devono tirare fuori attributi e carattere. Li hanno, perché l’hanno dimostrato nelle precedenti partite. Il trauma va cancellato con una grande prestazione a Olginate.