Legnano implacabile: tris d’assi a Inveruno

INVERUNO-LEGNANO    0-3   (0-1)

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INVERUNO: Piccirillo, De Stefano (45′ st Bellocci), Gatelli, Negri, Garbini (36′ st Scaglione), Travaglini, De Maria (45′ st Marioli), Greco (13′ st Broggini), Braidich, Pastore, Mandelli (42′ st Rankovic). All. Viganò.

 

LEGNANO: Ragone, Nava, Foglio (26’ st Ortolani), Ricozzi (30’ st Alvitrez), Miculi, Ciappellano, Borghi (13’ st Montenegro), Rinaldi, Cocuzza (19’ st Plumbaj), Pèrez, Gasparri (33’ Pavesi). All. Cusatis.

 

RETI: 35’ pt Cocuzza, 25’ st Gasparri, 49’ st Pavesi.

 

Il Legnano cala il tris d’assi e vola. A Inveruno va a segno quasi tutta la santabarbara lilla: bomber Cocuzza, Gasparri e Pavesi. E Plumbaj, pur non segnando, ha servito un assist decisivo appena entrato. Un 3-0 secco e autoritario, da capolista, ma molto meno facile di quanto il risultato indichi. I padroni di casa sono partiti a spron battuto sul piano del ritmo, ma si sono quasi sempre smarriti a ridosso dei 16 metri, senza creare troppi patemi. Quando invece è stato il Legnano ad avvicinarsi all’area, è stata evidente la differenza di qualità degli attaccanti lilla rispetto a quelli di casa.

Cusatis ha operato un solo cambio rispetto alle precedenti uscite: fuori a sorpresa Alvitrez, per rifiatare visti gli impegni incessanti, sostituito da motorino Rinaldi.

L’Inveruno ha dato l’impressione di puntare tutto sul ritmo da subito. Scelta che non ha pagato per due motivi: mancanza di idee nei sedici metri e calo più che logico nella ripresa, puntualmente punito dal Legnano.

Al 13’ il primo tentativo: un tiro di Pastore abbondantemente fuori.

Al 24’ una punizione di De Maria dalla sinistra è sfilata alta sopra la traversa di Ragone.

La partita per 35 minuti è stata comunque bruttina e ristagnante tra le due tre quarti, con zero emozioni e anche un po’ di nervosismo. Come con il Caravaggio, il Legnano ha atteso con pazienza e intelligenza il momento buono, arrivato al 35’ con un lancio per Gasparri sulla sinistra, pronto alla sua tipica azione in accentramento e al servizio per Cocuzza, che ha freddato Piccirillo portando a 15 il suo bottino da capocannoniere.

A parte una punizione scarponata da Braidich da ottima posizione al 12’, il secondo tempo, pur non da collezione al Louvre, ha parlato lilla.

Al 14’ Cocuzza è andato nuovamente in gol, annullato però per fuorigioco.

Il Legnano ha iniziato a premere un po’ di più sull’acceleratore: al 18’ Montenegro ha chiamato Piccirillo alla parata a terra. Due minuti dopo Gasparri ha sprecato il raddoppio.

Cusatis ha inserito l’atteso Plumbaj proprio per Cocuzza e Pluto non ha tradito: appena entrato ha messo al centro dalla sinistra un assist d’oro per Gasparri, che non ha perdonato. Due a zero e partita in ghiacciaia.

O meglio, non del tutto. La squadra si è un attimo rilassata e ha rischiato di veder riaperto l’incontro al 40’, quando l’Inveruno ha mancato una clamorosa doppia occasione prima esaltando Ragone e poi, sulla respinta, concludendo con una complicata e imprecisa rovesciata. Buttandosi in avanti l’Inveruno ha lasciato spazio per il guizzo finale di Pavesi, un’azione insistita tipica di Manuel, fino a superare il portiere.

Un Legnano magari non radioso nella forma, ma implacabile nella sostanza. Una vittoria larga e di straordinaria importanza per le certezze che porta. Difesa impenetrabile, compattezza e spirito di corpo, capacità di lettura della partita, qualità tecnica dei mediani (Pèrez ottimo) e delle punte (Cocuzza è una sentenza), cinismo, intelligenza e pazienza. Le qualità del Legnano sono tante. Giusto per volare alto in classifica ma basso nei pensieri, sottolineiamo dove si può ancora migliorare: mai deconcentrarsi, nemmeno quando si hanno due gol di scarto, come ha spiegato Ciappellano. Mai più far passare un avversario in mezzo a tre nostri giocatori, come invece ha rimarcato Cusatis, anche questo segno di un leggero, benchè comprensibile, calo di intensità e concentrazione. E poi dare più piena espressione alle potenzialità tecniche della rosa: l’estetica è sempre secondaria rispetto ai risultati, ma questa squadra, che riempie il cuore, può senz’altro concedere qualcosina in più anche agli occhi.