Legnano mai domo: i lilla in dieci riacciuffano il Fenegrò

LEGNANO-FENEGRO’ 2-2 (0-0)

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LEGNANO: Cotardo, Ortolani, Curci, Calviello, Bianchi, Nasali, Amelotti (40′ st Giardino), Papasodaro (15′ st Giglio), Berberi, Crea (10′ st Grasso), D’Onofrio. All. Erbetta.

FENEGRO’: Varesio, Scarcella, Cassina, Borghesi, Bello, Tindo, Panzetta, Guaita (17′ st Fabuzzo), Pizzini, Scapinello (37′ st Melesi), Anzano (48′ st De Vincenzi). All. Broccanello.

RETI: 1′ st Papasodaro, 24′ st Anzano, 36′ st Scapinello, 43′ st Grasso.

Il Legnano riprende il risultato in dieci, sfatando e anzi ribaltando la “maledizione Cesarini” che l’aveva condannata due volte in Coppa. Il tutto contro una delle assolute favorite, se non la favorita numero uno del torneo: l’ambizioso (giustamente) Fenegrò. Un sunto che basta a meritare ai ragazzi di mister Erbetta il ringraziamento del Mari e sinceri apprezzamenti per il carattere dimostrato. Un big match tra due pretendenti alla vittoria finale arrivato forse troppo presto, quando entrambe non hanno ancora raggiunto il top della forma e dell’intesa. Sarà curioso rivedere questo incontro al ritorno, a meccanismi perfettamente oliati.
La partita ha attraversato diverse fasi, e bisogna ammettere che nel percorso testè accennato il Fenegrò è ancora leggermente davanti al Legnano. I lilla, però, hanno margini di muiglioramento più ampi, il che deve indurre tutti a un cauto ma fondato ottimismo: la squadra allestita dal presidente Munafò e dal ds Salese ha grandi qualità da esplorare e carattere da vendere in quantità industriali. La sofferenza oggi è stata parecchia, le situazioni difficili anche. Ma il Legnano ne è uscito con pieno merito.
Nella prima mezz’ora è stato quasi solo Fenegrò, con il centrocampo lilla che ha faticato a prendere i tempi, a leggere le linee di passaggio e a effettuare i movimenti giusti: un pericolosissimo tiro sibilante di Scapinello, il colpo di testa di poco alto di Cassina sul conseguente corner e almeno due pericolosissimi traversoni sfrecciati a pochi centimetri dal palo sono finiti nel nulla anche grazie a una piccola dose di buona sorte. Il Legnano si è fatto vedere al 20′ con un colpo di testa di Berberi che ha tolto la polvere dal palo alla sinistra di Varesio, facendo urlare al gol. Da lì il Legnano ha cominciato a prendere le misure fino a giocare un buon quarto d’ora finale. Ed è stato il Fenegrò a correre il rischio maggiore, su una splendida geometria di Ortolani sulla destra chiusa da un’incornata a botta sicura di Berberi su cui Varesio ha dovuto superarsi.
Nella ripresa, emozionante e spumeggiante, è rientrato subito un altro Legnano. Nemmeno il tempo di battere il calcio d’inizio e una triangolazione ha lanciato Curci sul fondo: cross perfetto per Papasodaro che ha insaccato al volo. Lilla veloci e decisi, e vicini al gol prima con Amelotti da fuori (al 13′) e soprattutto con Giglio che ha sprecato di testa un cross meraviglioso del sempre splendido D’Onofrio. Purtroppo il calcio ha dettato la sua legge: “gol sbagliato gol subito”. Dura lex sed lex: Anzano, imbeccato poco dentro l’area da un passaggio di Scarcella appena sporcato da un compagno, ha lasciato partire un tiro che, per esecuzione, non finirà al Louvre, ma che, complice una pesante incertezza di Cotardo, è finito in fondo al sacco.
Come non bastasse, è arrivata la doccia fredda che avrebbe steso un elefante: una ripartenza ha costretto Curci a un furiosa rincorsa su Fabozzi, chiusa da una spallata che l’arbitro ha punito, clamorosamente, con il rosso diretto. Curci non era ultimo uomo, il fallo non era duro e Bianchi e Nasali erano pronti a chiudere. Legnano in dieci, mentre lo stesso arbitro non aveva punito la gomitata su D’Onofrio a inizio partita, testimoniata dal volto insanguinato dell’esterno lilla.
Una squadra senza gli attributi sarebbe affondata, ancor di più pochi minuti dopo, quando Scapinello ha fatto partire dal limite un tiro precisissimo ma non potente, che si è infilato colpendo il palo interno. Nove minuti, sotto di un gol e con uomo in meno. Ma è qui che il Legnano ha dimostrato di avere sette vite. Al 43′ D’Onofrio sulla sinistra ha guadagnato una punizione defilata. Si è incaricato di batterla Grasso, con un tiro cross potente e velenoso a rientrare. La palla, forse spizzata da un difensore nerazzurro, ha beffato Varesio. Un 2-2 meritato contro un signor avversario, un nuovo passo verso la piena maturità di una squadra lilla piena di promesse (nella foto dei Fedelissimi lilla, l’esultanza dopo il pareggio).
A livello di singoli, benissimo Bianchi, Nasali e D’Onofrio. Sui gol non è incolpevole Cotardo, ma parliamo di un ragazzo del 2000, che può accusare questi momenti nel processo di crescita, e che va sostenuto. Domenica contro il Ferrera Erbognone avrà la possibilità di rifarsi, anche perché la squalifica di Curci impone a Erbetta di far giocare due giocatori del 2000.
“E’ stata una partita viva e godibile contro una squadra forte – ha commentato il mister – anche perchè giocata dalle due formazioni con un caldo ancora soffocante e in un fase prematura della stagione. Avevo detto che avremmo finito di prendere gol al 90′ e magari l’avremmo fatto. E’ successo. E’ stata un’ottima prestazione sotto il piano caretteriale, magari ancora un po’ farraginosa nella manovra, ma qualche giocata di quelle che auspico si è cominciata a vedere. C’è soddisfazione da parte di tutti, ci sono i presupposti per un’annata di gratificazioni”.