Legnano, una sconfitta col veleno nella coda

LEGNANO-CITTA’ DI VARESE 0-1 (0-0)

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LEGNANO: Russo, Barbui, Diana, Di Lernia, Nava, Luoni, Beretta (23′ st Bingo), Tunesi (23′ st Radaelli), Cocuzza, Ronzoni, Gasparri. All. Sgrò.

CITTA’ DI VARESE: Siaulys, Parpinel, Romeo, Capelli (37’ st Mamah), Marcaletti (45′ st Nicastri), Mapelli, Aprile (37′ st Polo), Gazo, Dellavedova (15′ st Ebagua), Minaj (31′ Otelè), Balla. All. Rossi.

 

RETE: 46’ st Otelè.

 

Quarta sconfitta in cinque partite. Purtroppo è un bilancio eloquente: tra fine gennaio e inizio febbraio il Legnano è andato in caduta libera. Solo la vittoria di Borgosesia ha interrotto il filotto negativo. Oggi al Mari l’ultimo capitolo, bruciante per come è arrivato, ma con un motivo di orgoglio superiore a qualsiasi risultato sul campo: il Legnano ha dimostrato che lo stile vale più della vittoria a ogni costo. Al 91’ Nava si è trovato tra i piedi un pallone svirgolato dal portiere con un avversario a terra. Poteva puntare verso la rete in modo pericolosissimo, ma ha buttato il pallone fuori per soccorrere l’avversario. Un gesto che ricorda quello memorabile di Paolo Di Canio in Premier League, oltre vent’anni fa, e che fa uscire a testa altissima il Legnano sul piano della correttezza. Chiunque si sarebbe aspettato la restituzione del pallone, ma il portiere Saluys ha lanciato lungo sul proprio attaccante, lasciando esterrefatti dirigenti e giornalisti lilla. Pochi secondi dopo è arrivato il gol. Difficile stabilire un nesso di casualità diretto, ma lo sfregio al fair play rimane e il gol della vittoria lo aggrava. Non è questione di classifica, un pareggio brutto non avrebbe cambiato nulla. Non cambia nemmeno il giudizio negativo sulla prestazione della squadra, ma ci sono cose che vanno oltre l’aspetto agonistico e investono valori più importanti.

Per quanto riguarda la partita poco da dire. Ci si aspettava molto di più dalle due squadre a inizio campionato: oggi, con l’aria che tira, lo spettacolo scialbo non deve invece stupire, perché si affrontavano due formazioni in palese difficoltà. Il match doveva finire zero a zero non solo per l’equilibrio, ma anche per dare il segno del proprio grigiore. Il primo tempo è stato quasi inguardabile: spezzettato, nervoso, falloso, senza un’azione degna di questo nome se non l’iniziativa personale di Ronzoni che ha impegnato Saluys in una parata goffa che ha spedito la palla sulla traversa. Per il Varese da annotare un tiro dalla distanza parato a terra da Russo.

La ripresa è iniziata con qualche avvisaglia migliore: il Legnano ha colpito un altro legno con un cross da destra deviato sulla traversa da un difensore biancorosso, proprio in apertura. Poi l’episodio che sembrava volgere le cose al peggio. Su una mischia in area l’arbitro ha decretato il rigore per un atterramento nell’area affollatissima. Russo si è superato ancora una volta parando il rigore di Balla e pure la successiva respinta. Grandissimo l’estremo lilla, leader indiscusso della squadra.

Il pericolo scampato anziché caricare il Legnano lo ha ulteriormente smorzato, anche se il Varese non ha creato nulla di particolare. Uno zero a zero scritto e giusto, fino al misfatto finale.

Uniche note positive, oltre all’esempio fornito da Nava, il gigantesco Russo e la buona prestazione di Simone Diana in fascia. Nella foto, il discusso gol vittoria di Otelè.