Un Legnano orgoglioso fa tremare la capolista

LEGNANO-SEREGNO 1-1 (0-1)

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LEGNANO: Ragone, Borghi, Miculi, Pèrez (37’ st Gobbi), Nava (19’ st Foglio), Ciappellano, Pavesi, Rinaldi (22’ st Pennati), Cocuzza, Alvitrez (22’ st Ricozzi), Gasparri. All. Manzo.

SEREGNO: Lupu, Zoia, Bertani (9’ st Artaria), Blazevic (22’ st Marzeglia), La Camera (15’ st Fortunato), Gregov, Marini, Luoni, Gazo (35’ st Nenadovic), Borghese, Valsecchi (9’ st Invernizzi). All. Balestri.

RETI: 11’ pt Gazo, 29’ st Gasparri.

Il Legnano c’è. E’ il messaggio che parte forte e chiaro dal big match del Mari contro il Seregno. La scorbutica capolista ha impostato una partita nervosa e tesa a spezzare il gioco lilla, con cattiveria agonistica, esperienza e anche qualche comportamento sopra le righe. Una squadra per niente bella, ma tostissima, che punta dritta alla serie C: andare sotto dopo undici minuti per un gol capolavoro, unica conclusione degli ospiti in 90 minuti, in un’atmosfera tesa come una corda di violino, avrebbe intimorito un toro. Ma non questo Legnano, totalmente diverso dalla squadra squilibrata e senza motivazioni vista a Villa d’Almè.
Il tabellino delle occasioni è la fotografia fedele e impietosa della partita: una conclusione del Seregno, dieci del Legnano. Togliamone pure tre o quattro un po’ telefonate, ne restano almeno sei limpide, quasi tutte nella ripresa.
Non è mancato niente in questa giornata, nemmeno un evento senza precedenti: l’espulsione di Mario Tajè. In 50 anni nel mondo del calcio, oltre 20 dedicati alla causa lilla, la memoria storica del Legnano non ha mai ricevuto nemmeno un richiamo verbale: espellerlo è stato come mandare Gandhi dal dietologo, un evento non previsto nemmeno nelle più improbabili possibilità della meccanica quantistica, una contraddizione in termini. A scanso di equivoci il buon Mario, che potrà raccontare l’episodio ai nipoti, non ha minacciato con un kalashnikov il guardalinee: stava semplicemente chiedendo alla panchina del Seregno due palloni per riprendere il gioco, perchè si era esaurita la scorta. Stava quindi svolgendo un servizio per tutti, come sempre: le cieche regole però hanno portato all’espulsione perché il nostro team manager era fuori dall’area tecnica. Il commento ironico di mister Manzo ha dato all’episodio la giusta dimensione: “Nella sua vita gli mancava. Ora potrà dire di aver vissuto anche questa. Dovrebbe portarci i pasticcini…. “.
Tornando al campo, Manzo ha cambiato ben cinque undicesimi rispetto a Villa d’Almè: oltre all’infortunato Montenegro, fuori Pennati (normale turnover con Rinaldi), Ricozzi (per il debutto dal primo minuto di Pèrez, scelto da Manzo come capitano), Gobbi (per Pavesi) e, udite udite, Valerio Foglio (rientro di Ciappellano e spostamento sulla fascia sinistra di Miculi). Scelte coraggiose, che hanno pagato pienamente sul piano della prestazione: tra l’altro Foglio, entrato nella ripresa, è apparso decisamente in palla.
La partita è iniziata con un segnale che lasciava presagire un pomeriggio da incubo: corner dalla destra degli ospiti, respinta di testa della difesa e Gazo, al volo e di puro istinto, ha infilato da 25 metri l’angolino alla destra di Ragone.
Il Legnano non si è scomposto e ha cominciato lentamente a macinare gioco, lasciando però il meglio per la ripresa. I ragazzi, come sempre, non hanno avuto problemi ad arrivare ai 16 metri, ma è mancata l’ideale finale e la zampata risolutiva. Da annotare un tiro svirgolato di Rinaldi al 22’, a conclusione di una bella combinazione Alvitrez-Cocuzza, e un passaggio sbagliato dello stesso Alvitrez che, dopo una sgroppata di 40 metri, ha tentato il suggerimento a Cocuzza invece di andare al tiro. La malizia e il peso atletico del Seregno hanno giustificato il risultato ben più del gioco.
Nella ripresa i ragazzi hanno fatto la partita, e bene, dal primo all’ultimo minuto. Al 6’ Cocuzza su punizione ha chiamato Lupu a un volo nel sette per sventare. All’8’ Pavesi non è arrivato a toccare di testa una palla che bastava sfiorare per insaccare. Lo stesso Pavesi ha concluso di poco alto al 21’. Dopo un tiro telefonato di Cocuzza al 28’, il meritatissimo pareggio di Gasparri, al terzo centro in due domeniche: ennesima azione lilla in velocità sulla sinistra, cross in area, respinta nei 16 metri affollati e tocco di giustezza del nostro numero undici nell’angolino alla destra del portiere (nella foto dei Fedelissimi Lilla i festeggiamenti dopo il gol).
Nell’ultimo quarto d’ora una sola squadra ha provato a vincere, il Legnano: Ciappellano ha sfiorato la traversa al 35’, Borghi ha strozzato il tiro al 36’, al 40’ azione travolgente di Cocuzza che ha resistito a una serie di spinte e calcioni fino a presentarsi nell’uno contro uno in area avversaria: purtroppo, anziché servire Pavesi liberissimo, ha concluso flosciamente nelle braccia di Lupu. Ad aver dato più di tutti l’illusione del gol è stato ancora Gasparri al 45’: ennesima azione sulla sinistra, rientro sul destro e bomba a giro dal vertice dell’area, fuori di un niente.
Non si può davvero rimproverare nulla ai ragazzi: una grande risposta contro i primi della classe dopo la magra di Villa d’Almè. Ora turno infrasettimanale e domenica Legnano-Dro. Dev’essere la settimana della risalita.