Il Legnano affonda sul Garda: 4-0 dal Desenzano

DESENZANO CALVINA-LEGNANO (2-0)

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DESENZANO: Sellitto, Agazzi, Perotta (19’ Pinardi), Carta (12’ st Ricozzi), Giani, Munaretto, Gerevini (32’ st Boscolo Berto), Campagna (45’ st Iossa), Aliu, Marangon (7’ st Franzoni), Ruffini. All. Florindo.

 

LEGNANO: Russo, Caradonna (1’ st Robbiati), De Stefano (19’ Barazzetta), Bini, Bettoni, Confalonieri, Bertoli, Bingo (1’ st Gambino e dal 7’ st Beretta), Ravasi, Ronzoni, Gasparri. All Sgrò.

 

 

RETI: 17’ pt Marangon su rigore, 47’ pt Aliu, 35’ st Campagna, 46’ st Aliu.

 

Scoppola choc, il secondo 0-4 in otto giornate. Purtroppo si resta senza parole davanti a giornate così, ma cerchiamo di analizzare questa seconda dèbacle. Quella col Breno era irrazionale, non ci avevamo capito nulla, era un nonsense contro una squadra di pari livello trasformata da noi in un Real Madrid.

Oggi si è perso contro una squadra superiore, costruita per vincere il campionato, con una potenza economica notevole e un progetto ambizioso. E a differenza dell’incontro col Breno, il Legnano in campo per un tempo c’è stato. Poi, nella ripresa, ha sbattuto contro un muro invalicabile, senza creare vere opportunità da gol e lasciando praterie al contropiede avversario. Aggiungiamoci un paio di svarioni, come la respinta di Russo (unico grave errore in mesi di militanza lilla) sul gol di Aliu e la scivolata che ha regalato a Campagna il terzo, e la ricetta della seconda frittata eccola completata.

Ad andare in gol per primo era stato proprio il Legnano, con Gasparri sugli sviluppi di una punizione. Rete annullata non per fuorigioco, forse per un fallo a centro area, visto che il fischio dell’arbitro è arrivato in anticipo. Al 13’ Ronzoni ha colpito il palo da fuori. Il Desenzano è andato in gol alla prima opportunità, quando Caradonna ha trattenuto e un po’ abbracciato Aliu. Rigore generoso ma non lunare, che Marangon ha trasformato. Tre episodi girati male che hanno indirizzato la partita, ma poi sono arrivate le colpe lilla, perché nessun tiro nello specchio è stato prodotto negli altri 75 minuti. Il Desenzano ha gestito ma ha creato di più, con l’esterno della rete colpito da Aliu al 24’ e la parata di Russo su Campagna al 42’. Un minuto dopo l’unico sussulto lilla con un’azione insistita di Bingo che non ha trovato il tap-in dei compagni a centro area. Serviva un gol prima del riposo, ma è arrivato nella porta sbagliata e all’ultimo secondo, quando Russo non ha trattenuto un tiro non irresistibile di Marangon ribattendolo sui piedi di Aliu. Il 2-0 è stato un colpo mortale.

Sgrò ha provato a cambiare l’inerzia della partita inserendo Robbiati e Gambino dall’inizio della ripresa. Subito è arrivato un altro episodio che dice quanto non ne giri una dritta in certe giornate: dopo 7 minuti Gambino ha dovuto uscire per infortunio.

Nei 40 minuti seguenti il Legnano ha trovato una diga in area. Nei sedici metri il Desenzano chiudeva praticamente con dieci uomini e non per l’affanno, ma per togliere ogni spiraglio e ripartire come una molla. I contropiedi hanno trovato praterie spalancate e l’elenco delle occasioni dei benacensi è lungo. A ogni palla persa, con il Desenzano che aspettava il momento per avventarsi sulla preda, si aprivano spazi enormi. In una situazione simile purtroppo l’ennesimo episodio no, la caduta di Bini solissimo che ha lasciato via libera a Campagna per il terzo gol. Il quarto era nell’aria e il passivo poteva perfino essere peggiore se Russo non ci avesse pensato in un paio di occasioni.

Un dato statistico che può nascondere una verità è che i due 0-4 sono venuti alla fine delle settimane col trittico di impegni, come se la squadra arrivasse scarica al terzo appuntamento. Ora il tour de force si allenta: non ci saranno turni infrasettimanali fino all’Immacolata, possiamo lavorare per recuperare autostima ed energie mentali. Domenica ci aspetta l’ultimo incontro casalingo a Caronno, col Ponte San Pietro. Poi l’altra trasferta terribile col City Nova e quindi, il 14 novembre, il ritorno al Mari contro la Castellanzese. L’ottovolante deve finire, e non verso il basso.