Legnano da battaglia: contro il Dro tre punti d’oro

LEGNANO-DRO 1-0 (1-0)

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

LEGNANO: Ragone, D’Aversa (22’ st Ortolani), Miculi, Ricozzi (28’ st Tindo), Nava, Ciappellano, Borghi, Alvitrez, Cocuzza (33’ st Pavesi), Pèerez (22’ st Pennati), Gasparri (30’ st Gobbi). All. Manzo.

DRO: Gentile, Dallavalle (42’ Corradini). Salvaterra, Karamoko, Stanghellini, Proietto (40’ st Calcari), Brusco, Pancheri, Acquaro, Menolli (17’ st Gattamelata), Pasini (32’ st Ballarini). All. Zendri.

RETE: 46’ pt Cocuzza.

Un battaglia vinta nel picciaepuccia. Riesumiamo un termine del Giuanin Brera, che il maestro usò per descrivere il terreno della storica semifinale Uruguay-Ungheria ai mondiali del 1954 (pochi giorni, per coincidenza, dopo che il Legnano lasciava per l’ultima volta la serie A).
Ebbene, il Mari ridotto a un pantano da guerra del Vietnam richiedeva una squadra da battaglia, tutta scimitarra e poco fioretto. E così è stato. Bando all’estetica, improponibile in un’erba dove forse si poteva trovare perfino qualche pesce, e largo ai corpo a corpo. Il Dro, cui vanno i complimenti e che non merita la classifica che ha, ha battagliato colpo su colpo e poteva strappare il pareggio. Ma il cinismo sull’episodio decisivo e carattere da vendere hanno portato al Legnano tre punti che ne valgono anche qualcuno in più
La cronaca è scarna: in un primo tempo inevitabilmente zeppo di errori, perché la palla schizzava o s’impantanava a suo piacimento, si sono contati, con un po’di sforzo, un tiro di Gasparri deviato in angolo (23’), un cross di Borghi su cui Cocuzza non è arrivato per il tap-in (33’) e un tiro di D’Aversa parato (42’). Quindi il pesantissimo gollonzo di Cocuzza, merito soprattutto dell’intuito di Alvitrez: il centrocampista peruviano è stato vigile su un tuffo di Gentile che voleva evitare un angolo. Il portiere del Dro è stato ingannato dall’improvviso impantanamento della palla ed è scivolato oltre. Chistian si è fondato sulla palla e ha servito al centro a Cocuzza. Un pallone su un piatto d’oro che la punta lilla non ha fallito.
Nella ripresa il Legnano, guidato dalle geometrie di Pèrez, capace di dare ordine anche al fango, ha cambiato modulo passando al 3-5-2. I risultati si sono visti, perché la squadra ha giocato meglio. Ma un paio di disattenzioni e un Dro mai domo hanno fatto sì che le vere occasioni le avessero gli ospiti: bellissima e clamorosa la traversa colpita da Proietto al 20’, con un tiro al volo da fuori area su palla proveniente da calcio d’angolo. Altrettanto clamorosa, ma viziata da un fallo in partenza su Ricozzi non visto dall’arbitro, l’occasione avuta da Acquaro al 26’: presentatosi davanti a Dragone, si è però fatto parare il tiro dal bravissimo estremo lilla. Il Legnano si è fatto vedere al 28’ con una punizione di Alvitrez che ha dato l’illusione del gol e con un tiro strozzato di Gobbi al 38’ da ottima posizione.
L’esultanza di mister Manzo a fine partita la dice lunga sul peso di questa vittoria: una partita in cui il Legnano aveva molto da perdere e che non andava fallita.
Un episodio francamente assurdo è stata l’espulsione di Pèrez, seduto in panchina dopo la sostituzione. Guille ha mandato in campo un pallone su un’interruzione di gioco, visto che il pallone “titolare” era lontanissimo. L’arbitro ha interpretato il gesto come antisportivo, cioè come perdita di tempo. Ridicolo, visto che il gioco era già fermo e Pèrez, esattamente come Mario Tajè domenica scorsa, stava solo dando una mano al direttore di gara. Certo che espellere in sette giorni Tajè e Pèrez, due persone simbolo di educazione e correttezza, oltrepassa l’incredibile.
Ci sono comunque tutti gli estremi dell’errore disciplinare: il gioco era fermo, Pèrez non ha né ritardato il gioco né protestato. Se il direttore di gara nel referto parlerà di comportamento antisportivo (la cosa più lontana dalla mentalità di Guille), al di là dell’abbaglio, il regolamento prevede solo il cartellino giallo.
Probabilmente dovremo andare a Brusaporto senza il nostro faro di centrocampo. Cosa che non deve rovinare la soddisfazione per i tre pesantissimi punti di oggi, che ci portano a un solo gradino dai play off. Nella foto l’esultanza della squadra sotto la Nord (foto Fedelissimi Lilla).