Legnano sprecone e superficiale, inattesa sconfitta a Giussano

VIS NOVA GIUSAANO-LEGNANO 3-2 (1-1)

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

News offerta da:

 

VIS NOVA GIUSSANO: Ferrara, Cazzanuga, Meggiarin (9’ st Bartoli), Arrigoni, Dugnani, Frigerio, Ballabio, Proserpio (28’ st Valtulina), Fall, Orellana (41’ st Redaelli), Calmi. All. Callegaro.

LEGNANO: Tamma, Caradonna, Moracchioli, Bini, Robbiati, Confalonieri (1’ st Gambino), Di Lernia (41’ st Barbui), Bingo (21’ st Barazzetta), Ravasi, Ronzoni (37’ st Beretta), Gasparri. All. Sgrò.

 

RETI: 21’ pt Ronzoni, 24’ pt Orellana, 27’ st Fall, 35’ st Ballabio, 44’ st Robbiati.

 

Il vecchio Vujadin Boskov avrebbe detto “Squadra vince quando giocatore fa gol”. Se fossimo marziani scesi sulla Terra in questo momento e avessimo visto la partita e riletto il tabellino, concluderemmo che il risultato è bugiardo. Ma siccome siamo terrestri che vivono di calcio, è proprio avendo visto la partita che dobbiamo concludere che la Vis Nova ha meritato di vincere. O forse che il Legnano ha meritato di perdere.

Non c’è nessun dubbio sulla gerarchia tra le due squadre, e il campionato, salvo sorprese, alla fine lo certificherà. E’ altrettanto vero che il Legnano avrebbe dovuto chiudere ampiamente la pratica nel primo tempo. Ma sono due aggravanti. Quella scesa in campo nel primo tempo è stata una squadra bella ma un po’ narcisa: una caterva di occasioni d’oro buttate al vento significano mancanza di cattiveria e probabilmente di concentrazione. O insistita ricerca del prezioso invece che del concreto. Risultato: 1-1 dopo i primi 45 minuti, con i padroni in casa in gol sull’unico tiro in porta.

Quella scesa in campo nella ripresa, invece, non è stata la stessa squadra del primo. Slegata, scontata, senza ricerca di soluzioni alternative e invenzioni. Tutt’altra cosa la semplice ma concreta formazione di casa, che ha fatto tutto ciò che poteva e doveva e ha portato a casa una giusta vittoria.

E’ il momento delle riflessioni, ma per fortuna di tempo ce n’è poco, perché arrivano due impegni ravvicinati e duri, contro Sona (mercoledì) e Breno (domenica). L’ideale per ripartire.

Il Legnano ha dovuto scendere in campo senza Bettoni, per un leggero fastidio muscolare. Meglio non giocarci sopra. Per il resto, tutto come contro la Caratese. Troppo lungo sarebbe elencare dettagliatamente le occasioni sprecate: quattro sono capitate a Gasparri, chiuse con tiri fuori di poco o parate da Ferrara. Una succulenta a Bingo, che invece di tirare ha sbagliato il passaggio con tre giocatori lilla soli in area a porta sguarnita. Ronzoni ha sfiorato il palo dopo aver siglato il gol del vantaggio con una fucilata al sette. Confalonieri ha calciato a colpo sicuro da centro area ma Ferrara si è superato. Lo stesso portiere ha poi messo fuori una punizione di Di Lernia. Ci sono state altre opportunità, ma queste bastano a dare l’idea della superiorità lilla nel primo tempo. Non chiuderla è stato un peccato mortale.

Poco dopo il gol di Ronzoni, la difesa, probabilmente per una distrazione mentale, si è fatta sorprendere dal dialogo Proserpio-Orellana, che col piattone ha battuto Tamma.

Nella ripresa Sgrò è passato al 4-2-3-1 per cercare di vincerla, inserendo Gambino per Confalonieri e lasciando a Ronzoni e Di Lernia il lavoro più duro. Purtroppo, davanti Bingo e Gasparri non sono riusciti a creare superiorità numerica e a inventare come nel primo tempo. La squadra ha perso intensità, mentre la Vis Nova è cresciuta sfruttando in pieno i centimetri di Fall, bravo a saltare sopra tutti nel corner del vantaggio, e la distrazione difensiva sul corner del 3-1, battuto rasoterra per Ballabio che ha potuto mirare l’angolino alla destra di Tamma.

Si è rivisto l’ex Valtulina, il quale ci ha provato col suo sinistro al fulmicotone, sfiorando il palo. A poco è valso il gol in incornata rabbiosa di Robbiati, troppo tardivo. Tre punti sprecati che temiamo di dover rimpiangere, ma tutto si può dire tranne che non ce lo siamo cercato con le nostre mani.