Tre gol nel fango, il Legnano sempre più in alto

LEGNANO-VIRTUS BOLZANO 3-1 (2-0)

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LEGNANO: Ragone, Ortolani, Foglio, Pennati, Miculi, Ciappellano, Borghi (14’ st D’Aversa), Alvitrez (34’ st Ricozzi), Cocuzza (25’ st Pavesi), Perez (18’ st Tindo), Gasparri (39’ st Gobbi). All. Manzo.

VIRTUS BOLZANO: Weiss, Kicay, De Santis, Kaptina II, Kiemm (32’ st Pinton), Rizzon, Kaptina I (16’ st Barilli), Bounou (36’ st Kuka), Pasha (18’ st Cremonini), Bachedr (20’ st Guerra), Timpone. All. Sebastiani.

RETI: 37’ pt Cocuzza, 45’ pt Cocuzza, 12’ st Gasparri, 38’ st Barilli.

Il Legnano cala il poker. In scioltezza, senza se e senza ma, nonostante il fango. La quarta vittoria consecutiva è arrivata in modo ben diverso rispetto a Brusaporto, dove si era sofferto fino al triplice fischio. Perfino il Mari ridotto a un ring di mud wrestling non ha impedito ai nostri ragazzi di tessere pregevoli trame, ovviamente rese spesso complicate dalla palta e dalle pozze sparse in ogni dove.
Ora, a quota 26, si respira l’aria buona d’alta quota. Una posizione che deve caricare di certezze e non di presunzione, e che deve dare sicurezza e non vertigini.
Il Legnano ha cercato subito di mettere le cose in chiaro, anche se ha dovuto attendere la fase finale del primo tempo per concretizzare la sua superiorità. Al 4’ un cross morbido di Pèrez, che ha gestito magistralmente la palla al limite dei sedici metri, ha imbeccato Foglio sul palo lungo. Il capitano non ci è arrivato per un soffio. Il Bolzano ha cercato di pungere con un tiro molle di Timpone.
Al 14’ Alvitrez ha calciato di prima una palla in uscita dall’area, chiamando Weiss a un volo plastico. Due minuti dopo Borghi ha pescato Gasparri in area, ma la conclusione di testa dell’esterno lilla è finita fuori.
Per poco Timpone non ha gelato il Mari al 33’, sfiorando un traversone dalla destra. Non sarebbe stata una doccia fredda meritata, visto il completo controllo del match da parte del Legnano, che ha subito piazzato un uno-due letale. Bello il vantaggio al 37’: azione veloce sulla destra, cross di Gasparri, geniale velo di Pennati (oggi ottimo come vertice basso di centrocampo) e palla che, con l’aiuto del pantano, si è fermata nella zona di Cocuzza che, spalle alla porta, si è girato insaccando alla destra di Weiss.
Bizzarro il raddoppio: un tiro cross di Cocuzza, sulla cui intenzionalità non giureremmo (se è stato intenzionale allora si deve parlare di gioiello d’astuzia) ha sorpreso Weiss sul suo palo. Una parabola che l’estremo altoatesino non si aspettava e con cui ha litigato in modo goffo fino a fare oltrepassare la linea alla palla.
Il Bolzano, che nel primo tempo ha cercato di opporre il fisico alle folate lilla, nella ripresa è parso sulle gambe, almeno per 35 minuti. Anche perché il Legnano ha calato subito il tris sugli sviluppi di una punizione nata da un fallo su Cocuzza lanciato a rete. Lo stesso Cocuzza si è incaricato di calciare dalla sua piastrella, sfiorando la tripletta personale. La palla, deviata da Weiss, ha colpito la traversa ed è tornata a centro area, dove Gasparri è stato il più lesto ad accompagnarla nella porta sguarnita.
Al 23’ lo stesso Gasparri ha clamorosamente fallito il poker, spedendo fuori solo davanti a Weiss. Manzo ha raccontato il perché: “Ha detto che su un campo asciutto avrebbe dribblato il portiere, ma col pantano rischiava di vedere la palla fermarsi e quindi ha toccato subito in porta. Il piede però non era sulla traiettoria giusta per infilare l’angolo”.
Al 29’ Ragone si è esibito in volo per deviare un tiro a giro ancora di Timpone. Il Bolzano ha trovato il gol della bandiera e il timido coraggio di provarci al 38’, quando Barilli ha appoggiato in rete un cross basso dalla destra che ha tagliato la difesa lilla. E’ stato ancora il Legnano, però, ad avere l’occasione del 4-1, risultato che non avrebbe affatto stonato: Pavesi lanciato lungo si è involato verso Weiss. Il portiere è stato bravo a rimanere in piedi e parare miracolosamente il tocco di Manuel.
La classifica sorride, e va forse al di là delle più rosee aspettative di inizio campionato. La squadra si è finalmente sciolta mentalmente dopo la sconfitta di Villa d’Almè (se si fa eccezione per la ripresa di Brusaporto, ma un calo di tensione ci può stare). “Dalla testa parte tutto e noi siamo cambiati lì”, ha sottolineato Pèrez, parlando della nuova convinzione lilla. Aggiungiamo che proprio il suo inserimento, ormai definitivo, è una delle chiavi di volta: sia direttamente, perché la mediana ha una centrale di controllo che non sbaglia un colpo, sia indirettamente, perché il suo carisma dà sicurezza ai giovani (basta guardare lo splendido Pennati di oggi) e ha innescato un fraseggio continuo all’insegna della qualità, con Alvitrez, che non ha forse paragoni nel girone.
Restiamo coi piedi per terra e pensiamo alla pericolosa Tritium: non sarà facile nascondere le ambizioni di questa squadra, costruita per le posizioni di vertice in cui ora si trova. Se si va avanti con umiltà e sicurezza, però, le soddisfazioni non mancheranno. (Nella foto dei Fedelissmi lilla, Gasparri e Ciappellano in festa sotto la curva).